giovedì 23 febbraio 2017

OBBIEZIONE O NON OBBIEZIONE

tornano di nuovo alla ribalta i diritti di tutti di decidere l'uso che le donne devono fare del nloro utero. questa volta a livello politico e lavorativo.
lo spunto per questa discussione è dato dal San Camillo Forlanini, un ospedale tra i più vecchi di Roma, che per ovviare ad una carenza cronica di medici chirurghi non obbiettori che possano praticare aborti, hanno bandito un concorso per l'assunzione di 2 chirurgi NON OBBIETTORI da assumere. i due medici sono stati individuati ed assunti, in attesa di entrare al lavoro, e per i primi otto mesi non potranno in alcun modo rivedere la loro posizione, pena il licenziamento.
apriti cielo.
si è alzata la voce dei giudici, dell'associazione medici, della chiesa, del ministro della salute. tutti a tuonare su questa scelta della regione Lazio che ha permesso questo bando. ad urlare di come i diritti del lavoratore sono stati in qualche maniera lesi, del fatto che la stessa legge 194 indica il rispetto per l'obbiezione del medico..

allora vogliamo dare anche un suggerimento oltre che protestare??
si perché una donna che si rivolge all'ospedale per un aborto non lo fa certo perché quel giorno non sapeva cosa fare. lo fa perché alle spalle ci sono tutta una serie di decisioni, di problematiche, di dolorose riflessioni che l'hanno portata a questo passo. o peggio ancora le coercizioni di chi, la obbliga a rimanere incinta e che, se non può ricevere una assistenza pubblica, minaccia di metterla in mano alle mammare.

purtroppo oggi come oggi negli ospedali italiani, soprattutto dal centro nord in giù, ci si ritrova di fronte ad un muro di gomma che rimbalza una povera paziente da un ospedale all'altro.
la sua unica speranza è che si avveri una congiunzione astrale per cui un medico chirurgo non obbiettore, sia di turno assieme ad un medico anestesista non obbiettore, ed a due o tre infermieri non obbiettori, che tutti assieme, nello stesso turno, e che siano liberi per assistere la donna nel suo aborto. e calcolando che abbiamo un bel 85% di obbiettori nei nostri ospedali, con picchi del 94 nel sud, mentre si scende ad un accettabile 15/25 nel nord, questa congiunzione astrale diventa un miraggio in molti ospedali della nostra penisola.



l'aborto per le donne è un diritto in Italia da quasi quarant'anni, grazie alla legge 194, che recita 
"...L’interruzione della gravidanza è praticata da un medico del servizio ostetrico-ginecologico presso un ospedale generale tra quelli indicati nell'articolo 20 della legge 12 febbraio 1968, numero 132, il quale verifica anche l’inesistenza di controindicazioni sanitarie. Gli interventi possono essere altresì praticati presso gli ospedali pubblici specializzati, gli istituti ed enti di cui all'articolo 1, penultimo comma, della legge 12 febbraio 1968, n. 132, e le istituzioni di cui alla legge 26 novembre 1973, numero 817, ed al decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 1958, n. 754, sempre che i rispettivi organi di gestione ne facciano richiesta. Nei primi novanta giorni l’interruzione della gravidanza può essere praticata anche presso case di cura autorizzate dalla regione, fornite di requisiti igienico-sanitari e di adeguati servizi ostetrico-ginecologici...."  
una delle obiezioni che vengono sollevate da chi si appella all'obbiezione è che la stessa legge garantisce anche il diritto all'obiezione, il che è vero , ma se da una parte dice 
"...Il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 ed agli interventi per l’interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione...."
subito sotto , nello stesso paragrafo dice anche 
"...Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall'articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilità del personale. L’obiezione di coscienza non può essere invocata dal personale sanitario, ed esercente le attività ausiliarie quando, data la particolarità delle circostanze, il loro personale intervento è indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo...."

il brutto è che ancora oggi, nel 2017, siamo l'unica nazione che permette ad un'altra di dettare le leggi che la governano.
 ancora oggi il governo italiano permette che il vaticano, a tutti gli effetti uno stato straniero nel cuore della capitale italiana con le sue leggi e le sue proprietà in cui non permette ingerenza allo stato italiano, abbia invece ampio accesso alle nostre camere di potere e decida cosa deve essere permesso e cosa no nelle leggi promulgate per la gestione dell'Italia. I nostri politici permettono che la chiesa si arroghi il diritto di decidere sulla morale delle nostre leggi e sulla libertà dei nostri cittadini, permettono che le politiche siano influenzate da una visione clericale che in uno stato laico dovrebbero essere messe al bando.
e noi donne, che agli occhi di questo stato religioso, siamo sempre state quelle più schiavizzate, quelle a cui non deve essere permesso di decidere in autonomia nemmeno del loro corpo, siamo quelle che pagano la cifra più alta di questa sudditanza.

vogliamo tornare a cinquant'anni fa? a quando il 90% degli aborti erano clandestini, svolti con i metodi più inumani, in ambienti sporchi e pericolosi? a quando le mammare aspettavano, come ragni nel proprio buco, le donne disperate, pronte a farsi infilare una stampella di metallo nell'utero per estirpare quella vita da loro, rischiando anche la propria; a quando il 15/25% degli aborti avevano complicazioni gravi che portavano anche alla morte della donna? 

oggi il ministero della sanità sbandiera orgogliosa le cifre di una diminuzione degli aborti, vantandosi del fatto che siano scesi al di sotto dei 100 mila nel 2014; senza menzionare che questo trend di discesa è ormai un meccanismo che è entrato in funzione da anni, e senza nemmeno dire che negli ultimi due anni c'è anche un aumento preoccupante del ritorno all'aborto clandestino conosciuto, ne che le comunità cinese e nigeriana si rivolgono sempre meno agli ospedali per richiedere l'interruzione di gravidanza. 
e tutta questa cultura sotterranea dell'aborto clandestino, che la ministra Lorenzin dice non aumentare, in realtà non è correttamente conteggiabile, perché se una volta erano le mammare che procedevano con l'intervento e quindi bene o male era possibile conteggiare le donne che si rivolgevano alla loro azione, oggi basta un click sul PC, sul cellulare, basta due passi alla stazione, ed eccoti proprietaria di un kit per l'aborto fai da te che ti permetterà di procedere con un aborto clandestino e non contabilizzatile da un modello matematico che è stato ideato prima del 2005 e che non tiene assolutamente conto dei tanti cambiamenti che ci sono stati nella nostra società.
ed alla fine chiudiamo gli occhi e non vogliamo sapere di quelle donne fragili che si arrendono di fronte alle difficoltà trovate nelle strutture pubbliche, che procedono all'aborto nel silenzio e nella solitudine della propria abitazione, senza assistenza medica, senza la sicurezza che il farmaco non sia nocivo, e soprattutto senza la tutela per il feto che a quel punto può anche aver superato i 90 giorni, tanto non c'è nessuno a controllare.
purtroppo invece molte donne finiscono all'ospedale per gli effetti nocivi di questi farmaci che possono produrre violente emorragie, forti dolori addominali, contrazioni violente. ed alla domanda del medico adducono la giustificazione dell'aborto spontaneo, sfuggendo quindi al conteggio dei clandestini e falsando le statistiche.
e questo buco di rilevazione favorisce anche l'insorgenza e l'aumento di una moda tremenda che tra le prostitute straniere purtroppo viene imposto dai papponi: la moda per cui agli uomini che pagano gradiscono sempre più fare sesso con donne incinte. a questo fine quelle povere donne, quelle che a tutti gli effetti sono schiave del sesso, vengono costrette a portare avanti delle gravidanze che non vorrebbero, vengono costrette a fare sesso fino a quando non diventa un problema, e poi vengono indotte all'aborto mediante medicinali, che chiaramente vanno ad agire anche su di un feto che ha superato abbondantemente i primi novanta giorni, e che spesso nasce morto per le difficoltà, per le botte e per il farmaco che risulta sicuramente dannoso per la vita del piccolo. e non andiamo ad indagare su quello che succede se invece non nasce morto perché si aprirebbe un nuovo pozzo che ci vorrebbero pagine e pagine per sviscerare.

che dobbiamo fare allora noi, che magari non dobbiamo ne abbiamo mai dovuto abortire?
dobbiamo ricordare che siamo donne anche noi, e che se siamo state fortunate non ci dobbiamo sentire superiori, perché poteva bastare un nulla per ritrovarci anche noi di fronte a quel problemi. dobbiamo chiedere a grande voce che i nostri diritti non vengano messi in forse dalla decisione di chi non ha il diritto e non deve avere il diritto di decidere per noi, sulla nostra disposizione alla maternità o meno.
chiediamo che venga rispettato il nostro diritto ad abortire in sicurezza e protette dal servizio sanitario statale.
chiediamo che l'obbiezione non diventi un facile mezzo per fare carriera, o un escamotage per non ritrovarsi in situazioni noiose, come a volte capita di fronti a dottori che fanno gli obbiettori nel pubblico e se ne dimenticano nelle case di cura private (ma anche questa è un'altra storia)

ed in chiusura una cosa che magari sembra non entrare nel discorso ma che invece ne è la base.
chiediamo che ai nostri figli venga insegnata l'educazione sessuale, in maniera chiara e comprensibile, dalle scuole medie in poi. perché una popolazione cosciente e consapevole permetterebbe veramente una diminuzione degli aborti, consentirebbe una vita sessuale più pensata e consapevole, permetterebbe la conoscenza delle meccaniche di fecondazione e le tecniche utili all'impedirla.
insomma se finalmente avessimo una sana educazione sessuale, avremmo una sana e consapevole vita sessuale ed una conseguente conoscenza
dei sistemi contraccettivi che impedirebbero il pericolo di rimanere incinte.

e con questo è tutto
besos

martedì 24 gennaio 2017

BREVE RICORDO DEL PULITO

stavo camminando per la strada, con il mio cane, e la mente mi è tornata ad un passato nemmeno tanto lontano. 
quanti si ricordano di quelle figure mattutine, armate di ramazza, che silenziose o fischiettanti, pulivano i marciapiedi da tutti quei rifiuti che la gente per distrazione o per cattive maniere lasciava cadere: pacchetti di sigarette, bucce di frutta, cicche, cartacce...
spazzavano con cadenza ritmica, con quelle scope lunghe e sfilacciate, spesso da soli, a volte in coppia, di solito la mattina presto, quando ancora il traffico non era troppo, in maniera da trovare liberi i marciapiedi da pulire.
vuotavano i cestini dello sporco che si trovavano lungo la strada, cambiavano i sacchetti, e guidavano delle specie di grossi Apetti su cui era montato un mini camion della spazzatura.

allora ci sembrava magari poco, ma con la coscienza dell'oggi, dove nessuno è cambiato e le strade sono piene degli stessi residui di allora, ma dove nessuno più spazza le strade, quel gesto solitario e svogliato della mattina è un ricordo prezioso.

già;  perché oggi, hanno eliminato questa figura, hanno tolto i cestini dalle strade, tranne pochi e ben lontani l'uno dall'altro, con la scusa che erano un ricettacolo di sporco ed attiravano i topi, non ci sono più i giorni della pulitura delle strade, quando eri costretto a spostare la macchina dalla solita strada dove parcheggiavi per evitare che te la caricassero sui carri della stradale.


bei tempi quelli in cui se camminavi per strada non ti sembrava che si fosse alzata una folata di vento nel compattatore della spazzatura.
dicono lo hanno fatto per noi, ma mi chiedo il perché facciano per noi tutte queste cose che servono solo a farci stare peggio...

giovedì 17 novembre 2016

IL GIORNO DEL GATTO NERO

oggi è la giornata dei gatti neri. questi splendidi felini, dalle mosse agili e dal colore così vicino a quello delle loro sorelle più grosse, le pantere, che ancora oggi rischiano la vita per la sciocca superstizione che ancora obnubila la mente di molti. 
per cercare di dare una spinta verso la salvezza di questi splendidi animali, voglio parlare dell'origine di questa assurda credenza che ne fa i compagni preferiti delle streghe ed i portatori di sfortuna.
cominciamo col il dire che anche in questo caso la religione ha le sue belle colpe, tanto per cambiare.
nel periodo romano i gatti neri erano i figli prediletti della dea Iside, signora della notte perché nella notte erano invisibili, mentre i loro occhi erano una luce quasi mistica che si muoveva nel buio. cosa poteva aver originato una creatura così magica se non una divinità?
Iside era oltre tutto anche la dea della fortuna quindi in gatto nero era considerato portatore di fortuna e protettore, tanto che era considerato di buon auspicio portare un gatto nero sulle navi.
fu appunto la religione cristiana, che tra le tante cose pessime, fece anche quella di rendere i gatti neri i rappresentanti delle credenze pagane e decise di seppellire con loro quelle credenze.
nel vero senso del termine. infatti furono i primi missionari cristiani a spingere i contadini a seppellire un gatto nero nei campi per rendere propizio il raccolto, come furono sempre loro a spingere perché, a raccolto avvenuto, si sacrificasse un gatto per ringraziare del raccolto avvenuto.
i gatti rimasero creature dalla natura particolare e misteriosa, ma questa aura magica di cui erano soffusi assunse sempre più una connotazione maligna e negativa, così come le donne che nel tempo avevano accumulato una conoscenza della natura tale che permetteva loro di curare e di assistere.
tali conoscenze, che chiaramente non potevano venire da un dio che soprattutto allora non riconosceva nemmeno alle donne la stessa dignità o umanità dell'uomo, dovevano quindi essere di natura diabolica, visto che non erano di natura divina. e a chi associare quindi queste donne, considerate streghe ed amanti del diavolo, se non al gatto nero, divenuto simbolo di potere oscuro e quindi a sua volta rappresentante del maligno. con l'inquisizione la situazione peggiorò al punto che, anche se non è vero che ci furono grandi stragi di streghe a causa dell'inquisizione, è vero che ci fu una tale moria di gatti neri, per mano di questi ardenti religiosi, che si rischiò l'estinzione di questo colore dai mantelli dei nostri amici mici.
fortunatamente ci furono anche paesi in cui questa affinità con il diavolo portò bene al gatto nero, come nei paesi anglosassoni, dove farsi amico una do questi piccoli demonietti porterebbe bene al suo umano.il gatto nero porterebbe soldi e benessere in questo caso come alcuni proverbi inglesi lasciano intendere "Se un gatto nero viene perduto, mille guai capiteranno alla famiglia", "Quando il gatto di casa è nero la ragazza senza amore non resterà davvero, "Bacia il gatto nero e ti farà grasso; bacia il gatto bianco e ti farà magro."   
anche la credenza che se un gatto nero che ti attraversa la strada ti porta sfortuna è una credenza relativa al periodo in cui si andava a cavallo. il gato per sua natura è un animale furtivo e quando attraversava la strada spuntando d'improvviso di fronte ad un cavallo, questo si imbizzarriva.  la cosa valeva anche di più di notte, quando il cavallo, che non ci vede come un gatto, si ritrovava di fronte un gatto nero, praticamente invisibile nel buio se non per il verso di minaccia che lancia che lancia quando si sente minacciato.
da qui al dire che se un gatto nero ti attraversa la strada il passo è breve.

credenze che non perdono ma che, vista la scarsa conoscenza di allora, posso perdonare.
non altrettanto posso fare con chi al giorno d'oggi ancora si ostina ad avere simili incomprensibili credenze, in un mondo che ormai dovrebbe aver dipanato tutte queste superstizioni.
eppure ancora oggi il numero di gatti neri investito per strada, picchiato per strada, lapidato dai ragazzini, per non parlare del periodo di Halloween 
gatti neri vengono sacrificati in ridicole cerimonie sataniste, vengono impiccati ai lampioni. 
Comprendere che questi splendidi felini sono carichi di amore quanto è più i loro simili dal mantello più fortunato ci renderà tutti più civili e renderà chi si accaparrarsi l'amore di una di queste splendide pantere in miniatura molto felice e fortunato, perché l'amore che un gatto può dare, a prescindere dal colore della sua pelliccia, e un amore molto più grande di quanto ancora non si creda. provate a tenere una di queste pallette pelose in mano, passate le dita nella sua serica pelliccia, fatevi cullare dalle dolci fusa e vi renderete conto di quello che anche gli scienziati oramai hanno provato: il gatto è terapeutico per il nostro sistema nervoso e di conseguenza, anche per tutte le problematiche che dallo stress possono venire. abbassa la pressione,  regola il ritmo cardiaco, rilassa la mente e ci aiuta nella produzione di serotonina rendendoci felici.
Voglio finire questo post parlando i del mio gatto più anziano, Merlino.
È uno splendido gattone nero, che sta con me da oramai quasi 15 anni. chi mi segue e mi conosce, conosce anche la sua storia per gli altri, detto in breve ho incrociato la sua strada quando aveva solo 15 giorni e mi sono innamorata dei suoi occhi blu cobalto e della sua spaventata difesa, pronto ad aggredire per la sua sopravvivenza, nonostante fosse poco più lungo del mio dito indice. ha perso la coda perché qualche disgraziato gli ha spezzato e quasi strappato na splendida codina prima di abbandonarlo, ma da allora ha avuto la vita migliore che ho potuto offrirgli.
Purtroppo ora si è malato, ha una disfunzione della tiroide che al momento ha bisogno di tutta la mia attenzione e cura per rientrare da una situazione critica, ed in seguito richiederà una costante cura che durerà per tutta la sua vita.
Ma lui è sempre vicino a me, è  il mio angioletto ed io farò sempre tutto il possibile per curarlo ed aiutarlo. ma quello che lui da a me ogni giorno, con il suo amore, la sua cieca fiducia in me, la sua presenza ed la sua compagnia e qualcosa che non sarà mai ripagata per quanto denaro io posso spendere o fatica io possa fare.
e con questo vi saluto e vi esorto, adottate un gatto nero, avrete uno splendido, piccolo esponente dei felini che si aggirerà  per la vostra casa, come una pantera si aggirerà  i per la casa.
Besos.


17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero