ROSALIND ELSIE FRANKLIN LA MADRE DELLA DOPPIA ELICA DEL DNA


 Buon giorno a tutti e buon dopo Pasqua. come sempre dopo esserci presi una pausa per le feste torniamo al lavoro. Mi scuso se l'argomento di oggi sarà un po' ostico, ma credo che ne valga la pena.

Oggi parliamo di Rosalind Franklin.

Rosalind nasce nella algida Albione, precisamente a Kensington, Londra, il 25 luglio del 1920, in una
cultura ancora edoardiana, in cui la sua famiglia era parte della classe benestante. Era figlia di Ellis e Muriel Waley Franklin, unica femmina di quattro figli, appartenente ad una vecchia stirpe di studiosi talmudici e capi ebrei, ed il padre era impiegato nella banca KEYSER, dove il nonno faceva parte dei soci anziani, mentre la madre seguiva il marito nei viaggi per il  mondo e si occupava della gestione della casa. La sua infanzia fu quella tranquilla ed ordinata di una bimba di inizio secolo, divisa tra passeggiate, animali da compagnia e giochi all'aria aperta. Una tranquillità che si sgretolò nel 1929 quando, per l'arrivo di un nuovo componente della famiglia, il quinto figlio, venne mandata in collegio sulla costa del Sussex, pensando che l'aria pulita del mare le avrebbe giovato di più del fumo delle ciminiere londinesi: la giovane però si impegnò nello studio e negli impegni scolastici senza abbandonarsi alle facili emozioni, mostrando inoltre una grande abilità di coordinazione durante le applicazioni manuali, quali in cucito ed il ricamo.

Quando fu iscritta alla "Lindores School for Young Lady" si appassionò alla geometria ed alla geografia, ma soprattutto alla scienza in cui riusciva ad essere la migliore della classe, anche se non erano certo tra le materie più importanti in una scuola per signorine bene. 

Purtroppo erano anche gli anni della ascesa politica di Hitler in Germania.


Nel 1932 venne mandata a Londra alla "St.Paul" presso un istituto diviso per lady e per gentlemen, dove una ragazza timida e tranquilla come lei non riusciva proprio a trovare la propria dimensione. Si presentarono le già incontrate incomprensioni con i professori, l'ansia per i lavori di cucito e per i voti, una passione per la scienza non soddisfatta a pieno, tutta una serie di paure che alla fine si rivelarono infondate: ottenne una borsa di studio dalla "Senior Fondation" e la mantenne fino a che rimase alla St Paul. Quando iniziò a frequentare l'istruzione superiore, contravvenendo ai voleri del padre, che la voleva dedicata alle opere di carità, decise di frequentare, a 18 anni, la Facoltà di Chimica e Fisica del "Newnham college" di Cambridge, e finalmente poté concentrarsi su discipline a lei più congeniali quali matematica, chimica e fisica, avendo già le idee molto precise su quello che considerava il suo sentiero.

Siamo nel 1938, e mentre Inghilterra e Germania firmano il Patto di Monaco, e sempre più rifugiati ebrei giungono sulle coste inglesi, accolti da gente come i suoi genitori, che si lanciarono a capo fitto nell'opera di accoglienza ed assistenza, mentre sulle coste si scavavano le prime trincee ed i primi posti antiaerei, lei si rinchiuse nel mondo ovattato dell'università, lontana da qualsiasi vicenda politica.

Visse in pieno la stimolante vita universitaria, unendosi alla società matematica degli Archimediani

dove ebbe modo di ascoltare le grandi menti che allora vi tenevano lezione, come J.J. Thomson e J.B.S. Haldane, partecipò alle riunioni della" Association of Scientist Workers", il cui presidente era Lawrence Bragg, premio Nobel assieme al padre per l'uso della diffrazione dei Raggi x per determinare la struttura dei cristalli (per diffrazione si intende la deviazione dal percorso delle onde quando entrano in contatto con un ostacolo), e questo per lei fu un richiamo irresistibile, desiderando ardentemente apprendere questa tecnica, che in seguito sarà alla base di ogni sua attività lavorativa.

L'immersione nella realtà sociopolitica europea venne per lei con un viaggio, che fece prima di frequentare il secondo anno, in Norvegia e rimase molto irritata della aperta astensione di Cambridge da qualsiasi reazione quando nel 1939 ci fu la notte dei cristalli, come del resto furono tiepide le reazioni alle prime manifestazioni di potere nazista, da parte dell'Inghilterra..

Comunque tornò per il secondo anno, e lì, alle nozioni di Bragg, si unirono quelle di John Desmond Bernal, che fece fare ulteriori passi allo studio dei cristalli con la sua classificazione dei gruppi spaziali, relativa alle 230 strutture dei cristalli organizzati in sette sistemi. Da lui imparò a dedurre la struttura atomica dei cristalli ed a padroneggiare la scelta degli angoli giusti per ottenere una soddisfacente diffrazione dei raggi x.

L'inizio del terzo anno la vide in una posizione estremamente solida, avendo conseguito fino a quel momento il massimo dei voti. Anche se Cambridge avesse dovuto chiudere per i problemi della guerra lei avrebbe potuto facilmente lavorare come chimico di guerra, anche grazie ad un atteggiamento molto differente verso le donne, frutto anche quello della guerra alle porte. La sua esperienza universitaria si concluse nel 1945 con la laurea in biologia anche se non conseguita con il massimo dei voti, come aveva sperato.

Nel periodo della guerra si ritrovò a lavorare presso la "British Coal Utilisation Research Association" a Kingston Upon Thames dove si occupava di studiare la struttura delle porosità del carbone. i suoi studi sulle molecole del carbone e della grafite furono la base da cui si partì per la creazione di fibre di carbone estremamente resistenti, studio alla base del suo dottorato, nel 1945, in chimica fisica ( "the Physical Chemistry of Solid Organic Colloids whit Special Reference to Coal Related Materias"). Qui cominciò anche lo studio di macromolecole organiche e di nuclei molecolari di cui andava ricercando il cuore.

Finalmente venne la fine della guerra, e la Franklin accettò di trasferirsi a Parigi dove, su invito di

Jaques Mering lavorò per quattro anni presso il "Laboratoire central des Services Chimiques de l'Etat" dove si specializzò nell'uso della diffrazione dei raggi x che utilizzò per studiare le grandi molecole. Questo fu per lei uno dei periodi più felici della vita, circondata da colleghi gentili e simpatici, con a disposizione tutto quello che poteva desiderare per procedere nei suoi studi ed approfondire le sue conoscenze e la sua specializzazione Qui incontrò anche Vittorio Luttazzi, cristallografo esperto nella tecnica dell'uso dei raggi x, con cui entrò immediatamente in sintonia e che contribuì con lei alla stesura di un importante articolo intitolato "Interpretazione dei diagrammi diffusi dai raggi x del Carbonio", sulla più importante rivista scientifica del periodo.

Fu nel 1950 che andò a Londra, dove si concesse una visita ad un vecchio conoscente presso il King's College di Londra, il dottor John Coulson, un chimico. Egli ne approfittò per presentarle il direttore dei dipartimenti di fisica e chimica, che le prospettò un posto di ricercatrice nel suo gruppo, presso il King's, grazie ad una borsa di studio triennale. Per rendere la sua offerta ancora più appetitosa le disse che avrebbe potuto usare la diffrazione per studiare le proteine in soluzione e la loro denaturazione, con i relativi cambi strutturali.

la decisione venne presa piuttosto rapidamente e per Natale si licenziò dopo essere diventata una esperta nella struttura del carbone e nel carbonio. Quindi si trasferì al King's College, presso il reparto di biofisica, diretto da Maurice Wilkins. Purtroppo qui non riuscì a sentirsi a suo agio a causa di un difficile rapporto con lo stesso Wilkins che studiava la stessa materia su cui lei stava concentrandosi, la struttura del DNA nelle molecole, e che pretendeva, data la sua completa inesperienza nell'uso dei raggi x, che lei dividesse con lui le sue scoperte ed il suo lavoro di cristallografa esperta. Inoltre egli era convinto che, essendo già li all'arrivo della donna, questa fosse stata assunta solo per assisterlo nel suo lavoro, soprattutto in quanto donna, quindi chiaramente inferiore ad un uomo della sua preparazione, come erano spesso viste il quel college le donne.

Lei nel frattempo, dall'alto della sue esperienza come cristallografa, aveva messo a punto uno strumento fotografico che sfruttando la diffrazione e scattando fotografie ad alta definizione riusciva ad individuare le due strutture caratteristiche della molecola del DNA, cioè la sua forma a elica e la presenza di due varianti della stessa.

Frustrato per il rifiuto della condivisione, Wilkins si andò a lamentare dai suoi colleghi del laboratorio di Cavendish, dell'università di Cambridge, Francis Crick e James Watson: i tre collaboravano da tempo perché interessati a scoprire, soprattutto per primi, la seconda struttura del DNA di cui si conosceva solo la prima, la forma A. 

Grazie al suo macchinario fu proprio questa la scoperta che Rosalind riuscì a conseguire: la forma B del


DNA, la sua densità, il suo contenuto in acqua la posizione degli zuccheri. Grazie alla macchina ottenne foto splendide e stava accumulando dati ed immagini col suo studente, Raymond Gosling, per poi pubblicare un articolo che sarebbe stato fondamentale.

Purtroppo nel 1953 Wilkins riuscì a sottrarre una copia di una delle immagini della forma B, mentre il dottor Max Perutz fornì a  Crick e Watson un rapporto preliminare che la Frankin aveva scritto per il "British Medical Council". Dai dati li riportati  riuscirono a trarre i dati di convalida del modello a doppia elica che poi pubblicarono nel 25 aprile del 1953 su Nature, chiosando il loro articolo così "...Non ci è sfuggito che lo specifico accoppiamento che abbiamo postulato suggerisce immediatamente un possibile meccanismo di copiatura del materiale genetico..." riuscendo così a spiegare il meccanismo, che dall'inizio del 900 cercava una risposta, della trasmissione dei caratteri ereditari. Un secondo articolo di Wilkins e collaboratori rinforzava lo studio suffragandone le deduzioni. L'articolo della Frankin e di Goslin, uscito sullo stesso numero di Nature, purtroppo, alla fine non fu che una conferma di quanto da loro postulato, con le loro splendide foto. Lei inizialmente si rallegrò delle scoperte dei colleghi, non sapendo che tutto era basato sulle sua prove sperimentali, sottrattale. I tre scienziati non diedero mai riconoscimento, nei loro articoli, dell'apporto fondamentale dato alla ricerca dalla scienziata, e questa versione fu quella che divenne ufficiale, per cui il modello del DNA non ebbe nessun apporto dai dati di Rosalind Franklin. 


Dopo questo smacco, non essendosi mai trovata a suo agio presso il King's, si trasferì al Birkbeck College di Londra, per proseguire i suoi studi sull'RNA e la struttura dei virus. Riuscì infatti ad isolare quello del Mosaico del Tabacco, un patogeno che aggredisce molte piante rendendole inservibili per l'alimentazione e ne pubblicò i dati come autrice unica, su Nature. furono 5 anni sereni in cui poté produrre 17 lavori che ebbero voce sulle più importanti riviste scientifiche di tutto il mondo. Studiò tra l'altro il virus della poliomielite di cui svelò la particolare struttura a spirale, mostrando con le sue meravigliose foto come non si trattava di una struttura compatta ma di una particella cava.

Nel 1956 le venne diagnosticato un tumore maligno alle ovaie e lei, consapevole della diagnosi fatale, si dedicò al lavoro fino all'ultimo momento in cui il suo corpo lo permise. Morì il 16 aprile del 1958 a soli 38 anni. 

Di lei venne detto da Bernal " le sue foto a raggi x sono le più belle finora ottenute di qualsiasi sostanza"

 Neanche quando nel 62, quando ormai non avevano nulla da temere dato che i Nobel si danno solo ai


viventi, quando Watson, Wilkins e Crick ricevettero il premio Nobel per la scoperta, fecero parola dell'apporto fondamentale della  scienziata allo studio. Fu una vera vergogna , una pagina bruttissima della storia della scienza, ma che non stupisce oggi, alla luce del libro scritto da Watson in cui non solo ammette candidamente e scherzosamente il furto della famosa FOTO 51 che permise molto del loro lavoro, ma descrive con feroce denigrazione la figura della scienziata, parlandone come di una donna petulante, che a trenta anni si vestiva come una occhialuta liceale, di cui dovevano trovare il modo di liberarsi spedendola a far danno in qualche altro laboratorio. Ma del resto il buon dottore era solito dire che a suo parere " L'attitudine femminile per la scienza è indirettamente proporzionale all'astrazione".

Solo quando ha compiuto 92 anni, il dottor Watson è stato privato di tutti i suoi premi e riconoscimenti, per comportamento riprovevole, ma non verso la sua collega. Fu per la sua affermazione che " il quoziente di intelligenza dei neri è geneticamente inferiore a quello dei bianchi".

Il riconoscimento del suo merito venne reclamato solo dalla ricercatrice Anne Sayre, sua amica, e dal movimento femminista che fece della figura della Franklin il simbolo della donna ingiustamente trattata dal mondo della scienza che non ne riconosce le capacità. Purtroppo questo renderla un simbolo"... Ne ha in parte offuscato la forza intellettuale e l'indipendenza in quanto scienziata ed in quanto individuo" come ebbe a dire Brenda Maddox.




rosalind franklin (universitadelledonne.it)

Rosalind Elsie Franklin | enciclopedia delle donne

Il Foglietto della Ricerca - Rosalind Franklin, un Nobel negato

Rosalind Franklin - Wikipedia


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