venerdì 18 dicembre 2015

UTERO AFFITTASI

oggi hanno dato la notizia di come il parlamento europeo abbia deciso di negare il permesso di usufruire di una madre surrogata, quindi dicendo no all'utero in affitto.
la motivazione data è stata " perché questo comportamento riduce la donna, il suo grembo e i bambini una merce, con lo sfruttamento soprattutto delle donne vulnerabili nei paesi in via di sviluppo."
 
mi sento perplessa.
 
analizziamo la cosa da più punti di vista.
cominciamo ad analizzare il discorso della mercificazione della donna, che sembra emergere da quest decisione. la mercificazione della donna. bella parola. ma che significa? che del suo corpo si fa merce? o che della sua immagine si fa merce? e chi ne fa merce? se io decido di offrire il mio utero in affitto ad una coppia che non può avere figli, in cambio del pagamento dell'assistenza medica e della mia sussistenza per i nove mesi di gravidanza, e magari anche di un compenso per il disturbo, chi fa mercificazione del mio corpo? non si tratta invece di una mia libera scelta e della possibilità di dare, da parte mia un aiuto a chi ne ha bisogno, e nello stesso tempo di poter avere un riscontro che mi permette di essere ricompensata per il mio impegno? e comunque non dovrebbe essere una mia scelta? il corpo è mio, fino a prova contraria, dovrei essere io a scegliere come utilizzarlo, all'interno dei limiti dettati da un comportamento sano e non distruttivo, della legalità e della logica no?
ed invece si parla di mercificazione... quindi quando mi spoglio e scuoto il mio sedere nudo di fronte alla televisione per vendere un formaggino, quando mostro i miei seni per la pubblicità di un profumo va bene? quella è mercificazione della mia immagine? e perché non me lo vietate?
io sono dell'idea che se una cosa qualunque, sia una pubblicità scollacciata, sia l'utilizzo del mio utero per procreare una creatura di terze parti, se fatta con il mio pieno consenso cosciente e informato, e magari sotto il controllo della legge, dovrebbe essere una scelta solo mia, e di nessun altro, come deve essere una mia scelta il non farlo, e nessuno dovrebbe venirmi a dire quello che devo o non devo fare sia con il mio corpo che con la mia immagine.
 
vediamola da un altro punto di vista.
si tratta veramente di un discorso che svilisce la donna? o non piuttosto di una maniera come un'altra di mettere i bastoni tra le ruote di un'adozione da parte delle coppie gay che ancora trova tanti problemi ad essere accettata? come se avere due padri o due madri fosse la cosa peggiore che possa capitare ad un bambino. perché il vedere i propri genitori etero che si scannano in liti infinite, non è invece molto peggio per la sua psiche. come se tante coppie oggi non facessero molto peggio a i loro figli trattandoli come suppellettili, o come se fossero dei piccoli tiranni da ossequiare e non frenare in nessuna maniera, producendo piccoli delinquenti disadattati.
come se la vera educazione risultasse solo dalla famiglia composta da un maschio ed una femmina, siano essi degli alcolizzati, dei drogati, degli psicopatici, delle persone completamente disinteressate alla salute della prole. non importa. quello che importa è solo che siano di sesso diverso.
che cosa assurda. che scempiaggine. che mancanza di giudizio e di logica.
mi domando se si può davvero credere che sia così assoluto e vero un concetto che non ha nessun motivazione di esistere.
due genitori dello stesso sesso hanno la stessa paura, la stessa impreparazione, la stessa incapacità che hanno due genitori di sesso diverso. e possono avere anche lo stesso infinito amore, lo stesso carico di speranze e di attese, la stessa pazienza e lo stesso desiderio di un futuro migliore per i loro figli.
cosa li rende così inaccettabili agli occhi dei ben pensanti? il fatto che potrebbero sconvolgere i propri figli perché si tratta di due uomini o due donne che si baciano? e vedere un terrorista dell'iss che scanna un rapito durante il telegiornale dell'ora di cena, o vedere un pugile che spacca la faccia di un altro in un film, gente che si scanna urlandosi addosso durante un dibattito politico, queste sono cose che invece non lo turbano? non credo che la dimostrazione di vero amore tra due persone che decidono di prendersi cura di un bambino sia una cosa destabilizzante. anzi forse quella è una delle poche cose che da sicurezza ad un bambino, l'amore tra i propri genitori, che siano maschi, femmine o maschio e femmina.
 
e poi siamo sicuri che sarebbe una cosa che svilisce? io avrei molto rispetto per una donna che, pur non volendo aver figli propri fosse disposta ad ospitare l'embrione di una coppia di genitori che non ha la possibilità di farlo da sola, o magari un giorno vorrà dei figli o ha già dei figli suoi, ma si mette comunque in gioco per svolgere questo importante ruolo. la troverei una cosa da ammirare da rispettare, un lavoro degno di rispetto alla stregua dei medici che salvano la vita alle persone, dei pompieri che si appiccano ogni giorno a cercare di salvare vite, dei poliziotti o dei carabinieri che portano sicurezza e tranquillità sulle nostre strade. perché è un lavoro di alta responsabilità.
per nove mesi quella donna si impegna ad avere cura di un essere custodito dentro di lei, quindi a nutrirsi in una cera maniera, a comportarsi in una certa maniera, a privarsi di abitudini e usi che sono tipicamente suoi, per non nuocere in alcuna maniera al feto. si impegna a farsi seguire regolarmente da medici e persone che magari non conosce ma a cui darà alla fine il frutto delle sue fatiche. si impegna a nutrire, proteggere, monitorare un bambino come un medico che lavora in pediatria fa con un piccolo ricoverato, ma facendolo con il proprio corpo. è una persona da ammirare e da rispettare per la sua scelta. quindi dove sta lo svilimento di cui parlano?
 
vediamola infine dal punto di vista del vile denaro.
pare che sia profondamente sconveniente vendere il proprio utero per una gravidanza. non ci vedo nulla di male io in realtà. noi donne è una vita che ci mettiamo in vendita, diciamocelo chiaramente. vendiamo la nostra verginità per un anello al dito ed uno stipendio assicuratoci dal marito di turno, se siamo veramente molto pudiche, oppure vendiamo la nostra virtù per una cena ed un mazzo di fiori. vendiamo il nostro utero a nostro marito per un filo di perle e la promessa di una vita comoda ed agiata. ci vendiamo ogni giorno per qualcosa, e non solo noi donne. vendiamo il nostro tempo in ufficio al nostro vicino di scrivania, che ci offre un caffe per fare una sua pratica che non riesce a concludere, vendiamo i nostri servigi al datore di lavoro per uno stipendio che consideriamo spesso troppo basso, vendiamo la nostra disponibilità in cambio di gratitudine e riconoscimenti vari. non mentiamoci, anche quelli sono una specie di pagamento, magari del nostro ego invece che del nostro portafoglio. che c'è di male quindi nel mettere in vendita 9 mesi della nostra vita? in fondo non ci tratta di privarci di un qualcosa, non sto parlando di mettere in vendita un rene per qualcosa, quello non lo considero molto morale nemmeno io, perché si va a ledere la salute della persona.
ma farsi ingravidare da un medico con il feto di una persona ci rende solo i portatori sani di un figlio, che si accoccola nel nostro grembo per 9 mesi, e che poi torna dai suoi genitori. tutto qui. se si è disposte a farlo non vedo dove sia tutto questo problema. in una società che si è venduta anche la moralità, oltre che la sanità, questa è una vendita che trovo anche morale, perché in realtà ci si fa pagare per della gioia che non potrebbe mai giungere in maniera diversa.
 
infine vorrei guardarla dal punto di vista dello sfruttamento.
un panorama apocalittico che mi riesco facilmente a figurare è quello di donne costrette a fare figli in batteria, come fanno gli allevatori illegali con i cani, costrette a sfornare un figlio dopo l'altro, da schiavisti senza dignità e rispetto per la vita umana.
un rischio che purtroppo si corre comunque, quello di incappare in queste persone; ora si limitano a vendere quelle sventurate per sesso da due soldi, domani potrebbero vendere anche le loro funzioni riproduttive.
ma allora, invece di nascondere la testa nella sabbia, regoliamo la faccenda con leggi ferree, e facciamole rispettare. che ogni madre surrogata non possa farlo per più di una volta nell'arco 5 anni, in modo che non possa farne un lavoro, che sia tutelata da tutta una serie di visite di controllo e da un ferreo controllo legale. che la coppia che si rivolge alla madre surroga, si registri presso la polizia o un ente di sorveglianza creato ad oc, e debba rendere certa la sua residenza, la sua libera scelta di sottoporsi alla cosa, che sia effettuato un controllo randomico per accertarsi che non ci siano terze figure che si approfittino della ragazza, che viva in maniera decorosa e sana per lei e per il futuro bambino.
e soprattutto facciamo si che la polizia abbia i mezzi, le leggi e gli uomini che servono per debellare questa orribile piaga che è lo schiavismo moderno, così, invece di negare la gioia a due genitori desiderosi di un figlio, si potrebbe dare la gioia a tante giovani che vogliono tornare padrone della propria vita.
come ho già detto per la prostituzione, una donna deve essere libera di fare quello che vuole del proprio corpo, se lo fa per sua scelta, nel rispetto della salute propria e di quelli che le stanno attorno, e se lo fa cosciente che la sua scelta non deve ledere ne se stessa ne coloro con cui intende intraprendere il commercio, di qualunque tipo sia.
so che in America quella delle madri surrogate è una cosa di uso normale, e che viene tutelato e seguito con cura dalla sanità e dagli enti legali. senza tanti sconvolgimenti e senza farsi tutte le problematiche che ci facciamo noi. e so che molte coppie sono state felici di accogliere nella loro famiglia questa sorta di parente acquisita, sia nel periodo della gravidanza, che, in alcuni casi, anche dopo.
proviamo a fare si che si possa fare in maniera giusta e sicura invece che vietarlo, per dare il via a tutto un bel commercio illegale, perché allora si che ci troveremmo con le madri in batteria.
in fondo non molti anni fa le madri vendevano il proprio latte come balie, o agli ospedali nel caso che ne producessero in eccesso per il proprio figlio. io stessa ho avuto un fratello di latte, perché mia madre produceva più latte del dovuto, e lei non si faceva nemmeno pagare. il passato ha da insegnarci.
 
ciauz

lunedì 19 ottobre 2015

LE FAMIGLIE

oggi una delle informazioni che girano maggiormente per i giornali è quella delle unioni civili. in cui finalmente pare che la politica italiana si sia ricordata che questo è uno stato laico e non religioso.
perché come sempre il vaticano tuona e sbraita, sputando sentenze sul fatto che in questo paese non si ha rispetto per la famiglia tradizionale, vero pilastro della società italiana, che si deve ricordare che solo rispettando questo sacro istituto si può mantenere una solidità morale, ed altre panzane simili.
quello che mi fa veramente uscire di testa è proprio questa loro ossessione per la loro famiglia che deve essere imposta per legge a tutto lo stato.
dove sta scritto che la famiglia tradizionale cattolica romana deve essere per forza la famiglia tradizionale italiana? perché da sempre questa è la tradizione? allora siccome fino a qualche anno fa il vaticano aveva ancora la legge sulla avremmo dovuto mantenerla anche noi visto che era tradizione? diciamo finalmente le cose come dovrebbero stare.
il vaticano è il vaticano, un piccolo stato largo pochi chilometri ed abitato soprattutto da persone che di famiglia non sano un bel niente, li la legge del loro presidente, cioè del papa, è legge di tutti, ed è una legge che impone cose sempre uguali da secoli.
qui siamo in Italia, una nazione che fonda il suo governo sulla laicità e che dovrebbe fare leggi dettate dalla laicità dello stato, non dalla religione di uno stato posto al suo interno. e se la laicità riconosce il diritto di ogni persona di crearsi una famiglia, di vivere la propria vita in maniera compiuta e giusta, al di la della propria religione, del colore della pelle o del sesso, allora non può essere un'idea limitata e ormai desueta ad imporre la propria voce, bensì la giusta aria di rinnovamento che oramai spira per tutta l'europea.
le persone devono essere libere di creare una famiglia come più gli si addice, nel rispetto della dignità e del benessere dell'altro, o degli altri.
la famiglia laica dovrebbe essere una famiglia in cui le persone ivi sono riunite, si rispettano, si proteggono e si supportano, nel pieno rispetto dell'altro, nella coscienza del dovere di essere responsabile dell'altro, nell'amore e nella comprensione. e non credo che queste caratteristiche siano tipiche solo di una famiglia composta da un uomo ed una donna.
anzi.
è oramai dimostrato da secoli di famiglia tradizionale cattolica romana, che la famiglia composta da un uomo ed una donna, non è assolutamente sinonimo di stabilità e sicurezza.
riporto rapidamente un articolo che parla delle statistiche sulle violenze domestiche
 
"Per gli studiosi dei fenomeni criminali le violenze e gli omicidi in famiglia non sono certo delle novità. Le violenze subite nei luoghi più intimi e dalle persone più care, sono denunciate poco, anzi pochissimo e un terzo non sono mai state raccontate.
Sono 6 milioni 734.000, pari al 31,9% le donne tra i 16 ed i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita:
  • 18,8% le vittime di violenze fisiche,
  • 23,7% le vittime di violenze sessuali,
  • 4,8% le vittime di stupri o tentativi di stupri.
Negli ultimi dodici mesi sono 1 milione 150.000 le donne che hanno subito violenza, pari al 5,4% delle donne dai 16 ai 70 anni. In particolare il 2,7% delle donne ha subito violenza fisica, il 3,5% violenza sessuale e lo 0,3% stupri o tentati stupri. "
l'articolo prosegue qui per continuare a vedere le statistiche
 
e stiamo parlando di famiglie tradizionali, in cui come si vede non è assolutamente sicuro che ci sia il rispetto e l'amore che dovrebbero essere alla base di una famiglia. quindi è questa la famiglia di cui tanto si vantano i cattolici? è questa la famiglia tradizionale di cui parlano?
oppure è la famiglia che senza giungere a questi limiti di violenza decide di scoppiare prima e di dividersi, magari rispettando la crescita di poveri figli che così evitano di vedere il padre e la madre scannarsi.
anche i questo caso si può dare una occhiata alle statistiche nazionali sul livello dei divorzi e delle separazioni. come si può vedere dal 2008 al 2012, data ultima delle rilevazioni ISTAT le separazione ed i divorzi hanno avuto un netto aumento; certo dal 2011 al 2012 c'è stato un piccolo decremento, ma sulla somma complessiva mi sembra che la flessione sia meno importante del continuo aumento nel corso del tempo.
e stiamo sempre parlando delle famiglie tradizionali di cui la curia tanto parla.
ma con questo, vogliamo forse dire che le famiglie non tradizionali, cioè composte da due persone di stesso sesso, o magari da più di due persone, sono più stabili?
assolutamente no.
non sono ne più stabili ne a prova di bomba. come ogni rapporto emotivo, è soggetto a possibili drammi, cambiamenti, tragedie, divisioni.
quello che vogliamo dire invece è proprio quello che salta agli occhi: i due diversi tipi di famiglie sono uguali, hanno la stessa possibilità di essere eterne o di finire dopo nemmeno un anno, di essere felici o di vivere di liti, di avere al proprio interno l'armonia e l'amore, o di avere il germe della violenza.
sono proprio quello che dovrebbero essere: famiglie.
ed allora ?
allora le famiglie composte da persone dello stesso sesso, hanno diritto di esistere quanto quelle composte da due persone eterosessuali, ne hanno il diritto, ne hanno la dignità e ne hanno le caratteristiche.
parlando anche dell'adozione dei bambini, che viene permessa, anche se con fatica, alle famiglie tradizionali cattoliche romane ma non a quelle di diverso tipo.
chi ha detto che i bambini con due genitori eterosessuali sono più felici, sono più stabili e hanno più sicurezze? chi ha detto che non corrono il pericolo di avere deviazioni sessuali, o di avere problematiche cognitive, mentali o sociali?
se fosse vero che le famiglie eterosessuali danno tutte queste sicurezze non avremmo tanti problemi sociali di giovani alcolizzati o di giovani violenti al giorno d'oggi, non esisterebbero persone con diversi interessi sessuali, non ci sarebbero deviazioni dalla norma istituzionale e vivremmo tutti felici e contenti incasellati in delle parvenze di normalità.
voglio forse dire che se invece quei ragazzi erano in una famiglia omosessuale era meglio?
no assolutamente.
 voglio dire che una coppia omosessuale, può dare ai bambini che sono all'interno della loro famiglia, la stessa protezione, lo stesso amore, la stessa felicità che può dare qualsiasi altro tipo di famiglia.
i bambini sono di solito il frutto dell'amore tra due persone, ma ancora di più, i bambini di una famiglia omosessuale, dato che spesso si tratta di bambini adottati, a meno che non siano i figli di una precedente relazione etero, sono bambini fortemente desiderati, e per questo fortemente amati, e mantenuti con una grande attenzione perché spesso accuratamente monitorati dalle strutture che permesso l'adozione.
insomma tirando le somme, quello che voglio far capire, è che la famiglia, è un istituto che si forma al di la della religione, che per la sua ristrettezza si limita a boicottare le diversità, è una unione tra persone che decidono di mettere in comune la propria vita e le proprie esperienze, e di percorrere assieme un tratto di strada, di collaborare per la creazione di qualcosa che da due unità ne crei una diversa che le racchiude ma che per sua formazione è unica, diversa e speciale. una famiglia sono esperienze, sono conquiste, sono emozioni e sentimenti, canalizzati in una struttura che rappresenta la sicurezza e la stabilità per chi ne fa parte. una famiglia vuol anche dire educazione per i figli che ne fanno parte, stabilità e sicurezza, amore ed accoglimento
.
una famiglia può anche finire, e lo può fare chiunque sia che la compone, qualunque sia la sua durata e comunque sia nata.
e non è una fascetta di metallo, o un certificato di carta che ne sanciscono l'esistenza, ne quegli stessi oggetti ne benedicono l'eternità.
una famiglia è fatta dai componenti, e dai sentimenti che li
legano. solo questo può dire come e quanto durerà quella famiglia e di che tipo sarà. e nessuna legge potrà mai impedire che se ne formino di diverse dal modello imposto, perché il modello è proprio quello: solo e soltanto una forma astratta di imposizione. la realtà non è un modello.
besos

martedì 29 settembre 2015

TELEFONINI E MACCHINE: CONNUBBIO PERICOLOSO

giuro, io ci provo ad essere una persona paziente, a sopportare le umane stramberie che mi circondano, ma le situazioni reiterate mi urtano più di quanto la mia capacità di conciliazione riesca a tamponare. e così eccomi qui a lamentarmi di un'altra abitudine brutta e nociva dell'automobilista medio romano.
credo che tutti guardandosi attorno si saranno accorti di quanti di quelli che guidano vicino a noi hanno una mano all'orecchio, e non precisamente per grattarselo.
il cellulare è un oggetto che purtroppo è diventato necessario per la maggior parte di noi, tanto che se si esce senza o ci si sente persi, o si ricevono sgridate da amici e parenti che, inevitabilmente ci hanno cercato proprio quando non avevano il cel vicino.
proprio per questa indispensabilità dell'oggetto, spesso e volentieri quando siamo in macchina suona e il nostro istinto ci porta a rispondere alla chiamata, il che non sarebbe nemmeno male se non ci rendesse immediatamente celebrolesi, oltre che ad essere vietato dalla legge. ma questa seconda cosa sembra non preoccupare la maggior parte delle persone che gira tranquilla con il cellulare all'orecchio, chiacchierando come non ci fosse una domani.
il che non mi darebbe troppa noia, al di la di urtare il mio senso di responsabilità civica, se non fosse che sembrano ridursi immediatamente a dei decerebrati tetraplegici, andando improvvisamente ad una velocità che trasforma la macchina in un ostacolo mobile, invece che in un mezzo. oltre tutto non si peritano certo di tagliare strade, di curvare dove non avevano segnalato, di passare da una corsia all'altra senza segnalare, di inchiodare e ripartire senza curarsi del fatto che ci siano altri sulla strada.
un comportamento che a volte mi fa dispiacere molto che nella mia auto non ci sia di dotazione una doppia postazione di lancio per missili terra terra.
oggi però sembra che una nuova coscienza sociale si stia facendo spazio in alcuni di questi soggetti, che pare abbiano deciso di adeguarsi a quella che dovrebbe essere la normativa in merito al rispondere al cellulare, ma intendendola secondo le loro limitate capacità di comprensione.
parlo di limitate capacità perché non posso credere che delle persone normali farebbero quello che ho visto fare a loro.
si perché ho visto cose che voi umani non potete immaginare: macchine ferme in mezzo alla strada, in curva, all'imbocco di una strada consolare. macchine ferme in mezzo alla corsia in strade in cui al massimo passano due macchine strette strette. macchine che improvvisamente frenano a rischi tamponamento, per parlare al telefono, ignorando il fatto che dietro di loro si sia formata improvvisamente la coda.
ora.
parliamone.
è vero che la normativa dice che ci si deve fermare per rispondere al telefono ma vediamo in che termini.
la legge parla chiaramente del fatto che il cellulare deve essere utilizzato in macchina solo mediante ausili come il vivavoce o gli auricolari, meglio se Bluetooth in maniera che non ci siano fili che impediscano una guida sciolta. se però si è sprovvisti di questi ausili la normativa prevede che il conducente accosti e si fermi il tempo necessario a rispondere.
questo accosti e si fermi è stato male interpretato da queste persone di cui sopra, perché accosti e si fermi, implica che non si sia di intralcio alla pubblica circolazione, come lo si sarebbe se si rispondesse al telefono guidando (vedi sopra).
invece questi geni del motore, si fermano, si, ma dove capita, infischiandosene bellamente della circolazione pubblica, anzi, irritandosi anche se qualcuno si azzarda a dire qualcosa sul loro modo di essersi fermati. sarebbe così semplice fare in modo che la circolazione fluisse tranquilla e serena, basterebbe semplicemente rispettare due semplici condizioni: seguire la normativa vigente in tema di circolazione, e fare in modo di non fare agli altri quello che non si vuole che venga fatto a noi. questo renderebbe tutto molto più semplice.
basta uscire dall'Italia per vedere come una circolazione attenta e ubbidiente alle norme renda le città meno caotiche e agitate. ho avuto la gioia di guidare in una città piena e vitale come Londra, che a Roma, non ha nulla da invidiare, in tema di traffico, ma ogni macchina seguiva le indicazioni stradali, si allineava nella corsia che riguardava la sua direzione, si metteva correttamente in coda ai semafori o agli stop, rispettava i segnali di stop e quelli pedonali. insomma non sembrava così impossibile guidare seguendo le regole stradali. la cosa migliore era che i bobby, i vigili urbani inglesi, non erano come in Italia, che saltano fuori solo a fine mese, quando si deve fare il conto delle multe fatte, per fare cumulo. nono. li le multe fioccano come se ne dipendesse la loro stessa vita. guai a mettere la macchina in doppia fila, a correre, a fare i gaggi per strada. li come al solito c'è la certezza della pena, che in Italia manca. perché anche da noi ci sono leggi, ma tanto non c'è nessuno a cui frega niente di farle rispettare quindi perché farlo?
la conclusione è tristemente la solita. siamo in Italia, dove a nessuno frega niente di migliorare, di essere come sono gli altri, perché ci sentiamo migliori, i più fighi, mentre in realtà non siamo che una popolazione di barbari che non riescono a rispettare la propria patria ne a rispettarsi tra di loro e che per questo vivono nella sporcizia e nel caos. che tristezza.
besos

mercoledì 16 settembre 2015

4° raduno Pastafariano a Firenze

non so quanti di voi lo sappiano ma io sono pastafariana. lo sono da molto tempo, ma ufficialmente, cioè con iscrizione alla chiesa ed assunzione di comiti al suo interno solo da un anno.
questo per dirvi che il fine settimana scorso ho partecipato al 4° raduno nazionale della Chiesa Pastafariana.
vorrei potervi dire quanto è stato meraviglioso ma credo sia difficile riuscire a comunicare a chi non ha vissuto questa esperienza la sensazione di famiglia, di amicizia, di fratellanza e di gioia, che in quei due giorni scarsi siamo riusciti a provare tutti.
si è trattato di un evento breve, quasi solo un assaggio di un vero raduno che di solito si estende su un arco di giorni ben maggiore, ma i tratta comunque di una cosa che è ancora acerba e che non può contare su fondi illimitati, quindi che si piò permettere di spostare masse, solo per un paio di giorni.
eppure in quei due giorni si sprigiona una forza, una voglia di vivere che riempie l'aria.
ho avuto il piacere di conoscere più o meno profondamente quasi cento persone, durante la cena eravamo 98. di queste non mi ricordo proprio tutto, alcuni, sono solo impressioni del momento, altri invece sono rimasti profondamente impressi nella mia memoria, ma comunque sono state tutte persone meravigliose, che si sono dimostrate amichevole, gentili, disponibili, pronte ad aiutare ed a supportare anche una povera sciancata che li seguiva zampettando.
abbiamo invaso le strade di Firenze con la nostra variopinta presenza, abbiamo portato una ventata di gioiosa logica e di fantastica voglia di giocare portando alle masse presenti il messaggio di una religione che non molti ancora forse conoscono, ma che presto tutti dovranno conoscere.
il pastafarianesimo è una religione in cui la tolleranza, il rispetto dell'altro, qualsiasi sia il suo colore, la sua razza, il suo sesso e le sue preferenze in campo, insomma il rispetto e la comprensione in toto dell'altro. poi non siamo mica santi che di fronte a qualsiasi cosa porgiamo l'altra guancia, ma siamo comunque persone che si battono per il diritto degli altri di vivere la propria vira come meglio credono, senza che nessuno, specialmente si spinto da un credo religioso qualsiasi, possa dire nulla in merito.
e per questo abbiamo attraversato Firenze con le nostre fiaccole, per questo ci siamo riuniti per due giorni in un ostello e parlare tra di noi delle prossime imprese che noi pirati affronteremo, per questo continueremo a batterci ed a farci sentire, perché la religione deve essere una scelta personale, che in nessun modo deve influenzare gli altri. perché dobbiamo vivere in uno stato laico, che faccia le sue scelte in merito all'aborto, alle adozioni, ai matrimoni gay, in merito alla tolleranza ed al rispetto, senza l'influenza di una religione che schiaccia con il suo piede pesante il collo del nostro stato da ormai troppo tempo.
spero di continuare a vivere queste mie emozioni e questi miei impegni ancora per molti anni, perché questo è il modo in cui si dovrebbe poter vivere, svincolati da qualsiasi imposizione religiosa, ma seguendo una morale, in cui il rispetto dell'altro è incondizionato, e non mediato da convinzioni di parte.
comunque ero qui per ringraziare coloro che erano li con me e non per far polemica, per ringraziare le tante persone che mi hanno fatto sentire accolta, amata, compresa. e stranamente conosciuta, visto che sembrava che quasi tutti conoscessero il mio nome. un bacio a tutti voi che avete reso quei due giorni indimenticabili e splendidi. che il vostro vulcano sia sempre pieno e le vostre spogliarelliste/o sempre pronte ed energiche.
RAMEN

martedì 8 settembre 2015

IL MATRIMONIO: ATTO SANTO O CONTRATTO LEGALE?

prima di tutto mi scuso per la lunga assenza dovuta a dei grandi cambiamenti che sono avvenuti nella mia vita personale e che hanno assorbito tutta la mia attenzione ed il mio tempo. ora dovrei essere tornata a regime e mi posso dedicare di nuovo al mondo ed alla sua disanima.
 
oggi in particolare vorrei parlare di matrimonio, e dei tanti problemi legati al fatto che venga allargato a tutti coloro che vogliono contrarlo, o che venga permesso alle coppie di non farlo.
per poter parlare della cosa però dobbiamo prima parlare del matrimonio in se e di cosa si intende per matrimonio al giorno d'oggi.
il matrimonio è una istituzione estremamente antica che risale nel tempo fino ai romani, che lo chiamavano matrimonium (matri: madre munus: compito) cioè  compito della madre, intendendolo come il riconoscimento dei figli della donna ed il suo compito di accudirli. nello stesso tempo vi era il partimonium cioè il compito del padre di mantenere la famiglia.
a quell'epoca, il matrimonio aveva una valenza di tipo legale ed era di tre diversi tipi, di cui solo uno coinvolgeva la realtà religiosa, ed era quello che aveva più valenza politica. uno dei tre era addirittura un riconoscimento di una situazione già presente, cioè la usus in cui una convivenza di almeno due anni era alla fine riconosciuta ufficialmente come unione civile.
è stata solo l'insorgenza e l'ingerenza della religione cristiana, che come suo solito ha fagocitato tutto, rimasticandolo a suo uso e consumo, che ha modificato il matrimonio rendendolo una pratica prettamente religiosa in cui l'unione di due persone doveva essere sancita da un religioso, ed in cui la effettiva validità di un matrimonio doveva essere avvallata dalla benedizione dell'ente supremo.
da allora fino ad oggi ci siamo portati  questo retaggio pesantemente religioso sulle spalle, anche oggi, quando il nostro stato dovrebbe oramai essere a tutti gli effetti laico.
vediamo cosa ci dicono le leggi italiane del matrimonio.
la dichiarazione universale dei diritti umani riporta queste parole:
 
« Articolo 16:
  1. uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza e religione. essi hanno eguale diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio ed all'atto del suo scioglimento.
  2. il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
  3. la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società ed ha il diritto di essere protetta dalla società e dallo stato. »
questo a livello legale è la definizione di matrimonio,: in parole povere una contratto, che può essere contratto da uomini e donne, di età adatta, intenzionati a fondare una famiglia senza che ci siano possibili intoppi di tipo di razza o di religione. quindi non ci dovrebbe essere nessuna ingerenza della religione nella formazione di una coppia, fondamento principale della famiglia, da proteggere sia a livello di società che di stato.
a questo punto, se non ci deve essere una ingerenza religiosa, se può essere contratto sia da uomini che da donne, dove sta scritto che non si possono sposare due donne o due uomini?
le parole dell'articolo sono molto chiare, uomini e donne hanno diritto di sposarsi e di creare una famiglia. non c'è scritto che uomini hanno diritto di crearsi una famiglia con le donne, o che possono farlo solo con delle donne, o altre forme che indichino questo tipo di unione. c'è solo scritto che uomini e donne hanno diritto di sposarsi. di sposarsi con chi vogliono, con eguale diritto, senza limitazione di razza e di religione. ora, visto che le unioni di tipo omosessuale sono avversate soprattutto a livello religioso, questo impedimento non dovrebbe assolutamente impedire un legale matrimonio civile, che non deve avere limitazioni di quel genere.
confesso che non avevo mai preso in considerazione la possibilità di matrimoni gay fino al momento in cui i gay non li hanno richiesti, ma nel momento in cui se n'è palesato il bisogno, non vi ho visto nessun tipo di impedimento.
se il matrimonio, in uno stato laico, è un contratto tra due persone, purché queste rispettino degli impegni reciproci, assolvano degli obblighi e formino una famiglia, cosa può importare il sesso, la razza o la religione dei due componenti la famiglia, se gli impegni, vengono rispettati? se la legge viene in ogni sua parte seguita e rispettata, come è possibile che il fatto che i due componenti la famiglia siano dello stesso sesso sia un problema?
ci sono da più parti voci che dissentono sul fatto che una famiglia composta da due esponenti dello stesso sesso sia diseducativa, fuorviante e nociva.
allora mi fermo a pensare.
conoscevo una famiglia composta da un uomo ed una donna, nella mia infanzia. c'erano anche tre figli, di diverse età. il padre era un alcolizzato che rientrava dal lavoro il tempo per posare le cose e poi usciva per andare a ubriacarsi con i suoi amici al bar. quando la sera tornava di solito si sfogava con la moglie, e le grida si sentivano in tutto il quartiere. lei di contro, durante la giornata, si sfogava sui figli, che avevano sempre qualche livido addosso, e che preferivano passare le giornate fuori casa che con la madre. anni dopo si è anche saputo che il padre quando non se la prendeva con la moglie, si divertiva a entrare nel letto del figlio più piccolo, per poi pestarlo a sangue, incolpandolo del fatto di averlo concupito. si è saputo dopo, perché alla fine il figlio piccolo c'è morto per le botte. gli altri due non hanno fatto una fine migliore. il più grande è diventato una specie di delinquente abituale, entrando ed uscendo dalle patrie galere, mentre il mezzano, ha seguito nel tempo il fratello piccolo, ma in maniera più lenta, infilandosi aghi nelle vene e polvere su per il naso. anche il padre alla fine è morto, per cirrosi epatica, mentre la madre è sopravvissuta, con una frattura al cranio che le ha reso il viso un po' strano, con dei comportamenti un po' strani, ma è sopravvissuta.
 
ora, questa è una famiglia religiosamente accettata, composta da un uomo ed una donna, che ha messo al mondo dei figli. è questo l'esempio che si dovrebbe dire positivo? è considerato molto meglio questo esempio di famiglia rispetto ad una famiglia composta magari da due uomini che si amano e rispettano, e che tirano su le figlie avute da uno dei due con una donna prima che si sentisse di fare outing? anche questa è una famiglia che conosco, che conosco ora e che vorrebbe sposarsi, ma che non può farlo perché il loro modo di fare famiglia è considerato sbagliato. ma sbagliato in cosa? le due ragazze sono sane, felici, amano il loro papà ed il suo compagno, che sanno bene non essere la loro mamma, e che sanno non essere la norma nelle coppie. sono sane, tranquille e normali. nessuna delle due è omosessuale. ed allora, dove è il cattivo esempio, dove è la diseducazione nella loro coppia?
se lo stato italiano si decidesse finalmente a riconoscere il fatto che la religione non deve in alcun modo influenzare le leggi, si decidesse a ratificare ufficialmente la propria laicità nei confronti di qualsivoglia religione sarebbe veramente il momento in cui si passa ad una politica del futuro.
il tutto invece di rimanere in quel limbo giuridico indotto dai patti lateranensi che cancellarono con un colpo solo tutti i principi laici che erano stati messi in risalto fin dal periodo dell'età statutaria. lo stesso Cavour era promulgatore delle leggi che toglievano i benefici al clero, e portava avanti attivamente l'idea che lo stato e la chiesa dovessero essere nettamente divisi e separati nella loro sfera di influenze.
quando finalmente lo stato laico e lo stato religioso saranno due entità distinte e divise, allora finalmente anche il matrimonio avrà la sua dignità di accordo tra le parti, di contratto serio e legalmente pesante tra due contraenti realmente desiderosi di sancirlo, non come ora che con il fatto che è mediato più da una sorta di dovere verso le famiglie che da un vero desiderio di condivisione porta più spesso di quanto si creda a famiglie disfunzionali o destinate al divorzio. quanti matrimoni in pompa, con chiese riccamente e costosamente addobbate e pagate, con gran dispendio in vestiti e veglioni ho visto naufragare nella maia vita.
spesso sono quei matrimoni sentiti, tranquillamente sanciti di fronte ad un messo del comune, con solo i cari presenti a festeggiare quel si detto con vero desiderio ed amore, quelli che durano di più.
e quante coppie che al matrimonio non hanno mai pensato ne hanno intenzione di pensare, o che non possono nemmeno pensarci, so che vanno avanti tranquille e felici, senza sentirsi per questo meno legate e meno vincolate di quelle che hanno messo una firma sul registro. perché alla fine il matrimonio, se gli togli i merletti, i fiori, le decorazioni ed il belletto è solo questo. un contratto, una firma messa su un registro, che non ha nemmeno bisogno di un messo comunale per essere contratto tra persone con della dignità.
basta la decisione di prendersi cura l'uno dell'altro, al di la di tutto, e l'accordo tra loro. ed il contratto è sancito.

giovedì 30 luglio 2015

E 40

chi sa se anche allora faceva caldo così. non credo, un caldo come quello di quest'anno non lo fa da più di 40 anni, ma sicuramente faceva caldo. è comunque il 30 di luglio.
non è stato un parto difficile il tuo, visto che sei nato con taglio cesareo, ma sei stato sicuramente motivo di ansia per i tuoi genitori, che attendevano la tua nascita. mi piacerebbe sapere come eri da neonato. un piccolo coso roseo e paffutello, magari già con i capelli in testa appena nato e con gli occhi magari già di quel verde particolare che hanno anche ora.
ho visto qualche foto tua da più grandicello. sei stato un bambino così compito, con i tuoi vestitini tutti in ordine, la tua camicina, i tuoi calzoncini. non sorridi spesso nelle foto, forse anche perché non ti piace farti fare le fotografie, ma hai comunque una faccia assorta anche quando sorridi. eri un bambino uguale alla tua immagine da quello che mi racconta la tua mamma, un bambino responsabile e serio, un piccolo adulto di soli cinque anni.
ho visto qualche foto tua anche da più grande, in vacanza con i tuoi compagni di classe, quando eri andato a Praga. li sorridevi, e te ne stavi tutto contento in una città che mi hai sempre detto di aver amato subito, godendoti il freddo di quelle primavere rigide del nord.
non ho molte tue fotografie, perché non ami che te ne faccia nemmeno ora, che sei più grande, forse anche più saggio, sicuramente più pelato e cicciottello. ma ogni tanto io rompo il divieto e ti rubo qualche immagine, in momenti di tenerezza con la tua gatta del cuore, o in momenti in cui guardavi qualcosa con lo sguardo attento e interessato.
vorrei poter imprimere su foto il tuo sguardo dolce ed un po' miope, con quegli occhi tra i verde e l'oro, che mi ha imprigionato ormai tanti anni fa. vorrei ritrarre il tuo naso perfetto, piccolo e dritto come se fosse stato fatto chirurgicamente, che fa il paio con le tue orecchie, anche queste piccole e delicate. stonano quasi con le tue labbra carnose, anche troppo piene ma che diventano morbide e divertenti, quando si aprono in un sorriso che trascina. vorrei farti un sacco di ritratti, quando il tuo sguardo si perde nel vuoto, o quando si fa attento, quando si punta mentre leggi, o quando si addolcisce mentre guardi i gatti che giocano, riempiendosi poi d'amore quando guardi me.
vorrei poter avere sempre con me una serie di tue immagini per far vedere a tutti cosa ho visto ei tuoi occhi che mi ha legato a te in maniera indissolubile, al di la delle difficoltà, dei problemi, del denaro, del lavoro, del tempo.
ed oggi, in questo giorno in cui quarant'anni fa tua madre ti mise al mondo, con grandi aspettative e con grandi sogni, in cui tuo padre ti vide attraverso un vetro la prima volta che sei stato mostrato al mondo, ed ha riposto in te le sue speranze ed i suoi progetti, mentre ti dico che quei progetti e quelle speranze si sono concretizzate, vorrei poter ritrarre in una foto tutto quello che sei diventato.
vorrei immortalare l'uomo dolce, gentile e comprensivo, anche troppo attento a ansioso a volte, l'uomo impegnato e responsabile, apprezzato ed amato, l'amico onesto e affidabile, il compagno sempre presente e pronto, amorevole e innamorato, ma anche il tipo pignolo e puntiglioso, il capoccione rigido e fumino, un po' rancoroso e cinico, ma pronto anche a scusarsi ed a tornare sulle sue incazzature.
vorrei imprimere il tuo viso in questo momento, per mostrarlo al mondo, perché il mondo è un posto migliore solo per il fatto che ci sei tu, e perché ci sei stato negli ultimi 40 anni e spero veramente ti impegnerai ad esserci per i prossimi 60/70 anni.
buon compleanno amore mio.

mercoledì 29 luglio 2015

KEPLER 452b IL NUOVO ESOPIANETA

chi mi legge più o meno abitualmente sa che non sono proprio una persona normale, nel senso comune del termine. quello che forse non sa, è che sono stata anche una bambina non proprio normale, nel senso comune del termine.
avevo una serie di passioni non proprio usuali per una bambina, come l'astronomia, la chimica e la geologia. l'astronomia è stata una passione di lunga durata e che mi ha portato a tutta una serie di scelte sbagliate nella mia vita perché aveva fatto insorgere in me la malsana idea di diventare una astronauta, ma che si è poi scontrata con la dura realtà del mondo reale in cui alcune materie che sono considerate imprescindibili per quella carriera erano per me inavvicinabile culturalmente quanto lo scalare l'Everest lo è per me a livello fisico.
questo non toglie che lo spazio, i viaggi nello stesso, l'esplorazione di nuovi mondi o di vecchi mondi, come Marte, o di vecchi satelliti come la luna, rimangono per me cose cariche di un grande fascino e di una grande attrattiva.
non poteva quindi sfuggirmi tutto il fragore che ha suscitato la scoperta, di un nuovo pianeta simile in alcune sue caratteristiche al pianeta terra, Kepler 452b. su questa cosa si è detto praticamente di tutto, in uno  e nell'altro senso delle esagerazioni possibili.
si è parlato di una terra 2, di segnali di vita dalla sua superfice, di un nuovo pianeta a disposizione, della prova che non siamo soli nell'universo.
in realtà le cose vanno un attimino calmate e fatte decantare in maniera che la schiuma rimanga in superfice e le notizie reali si decantino sul fondo e possano essere valutate con un minimo di accortezza.
Kepler 452b è uno degli oltre 500 pianeti le cui caratteristiche sono in qualche maniera simili a quelle della terra. diciamo che da alcuni dati rilevati fino ad ora pare essere quello con le caratteristiche più simili alle nostre, ma sono ancora molti e lunghi gli studi che ci permetteranno di capire quanto sia simile a noi, come sia composto, e se queste caratteristiche siano compatibili con una qualsiasi forma di vita a base carbonio come la nostra. le cose che sappiamo di questo pianeta sono ancora abbastanza limitate.
sappiamo che ha un diametro di circa il 60% più grande della terra e quindi una gravità maggiore che da noi, con un periodo di rotazione di 385 giorni, quindi molto simile al nostro. a quanto pare anche la distanza dal suo sole è molto simile a quella della terra, un sole che tra le altre cose ha delle caratteristiche simili a quelle della nostra stella, una stella quindi di tipo G di circa 6 miliardi di anni con una temperatura grosso modo come la nostra anche se leggermente più anziano, ed un diametro del 10% maggiore ed una maggiore luminosità. ragionevole pensare che la distanza del pianeta dalla stella consentirebbe la presenza di liquidi sulla superfice. una cosa che va precisata è che dei 4696 esopianeti fino ad oggi rilevati, solo un migliaio ha potuto avere una autenticazione, mentre gli altri non si sa se sono illusioni ottiche. il nostro novello pianeta rientra tra le certezze conferma la Nasa.
va comunque precisato che ci sono ancora molte cose che non sappiamo e che quindi andranno scoperte per poter avere la certezza di aver trovato la famosa Terra 2.
infatti il fatto che chiamare pianeta >Kepler non implica che si tratti proprio di un corpo roccioso. anche se non sembra probabile per alcuni fattori specifici, potrebbe trattarsi di un ammasso gassoso, visto che la massa del pianeta ci è ancora completamente sconosciuta. così come non possiamo stimare la densità del pianeta ne la sua composizione. la presenza di acqua in forma liquida, non dipende solo dalla distanza dalla propria stella, ma anche dalla temperatura superficiale, dalla pressione atmosferica e soprattutto dalla composizione dell'atmosfera. Un esempio chiaro di come tutte queste varianti siano importanti l'abbiamo a casa nostra con Marte e Venere, che per distanza potrebbero rientrare nel novero dei pianeti simil terra, ma su Venere la composizione dell'atmosfera ha creato un effetto serra autoalimentato che ha alzato la temperatura fino a 400°C eliminando ogni traccia di acqua, mentre su Marte una pressione atmosferica che catturi un'atmosfera e permetta quindi la presenza di acqua.
perché un pianeta possa essere ospitale, e quindi permettere una vita terrestre sulla sua superfice, poi, deve rispondere a delle caratteristiche anche più specifiche, come composizione atmosferica, pressione al suolo, gravità, dimensioni ed altre caratteristiche minori. la vita ha bisogno di un equilibrio estremamente sottile e precario per poter sussistere su di un pianeta, come la rotazione sull'asse del pianeta, la sua leggera eccentricità, il campo magnetico che deflette le particelle ad alta energia, la relativa regolarità del susseguirsi della variazione delle temperature e basta veramente nulla per estinguerla.
 
infine una cosa importante da osservare è che tutto il discorso che sta girando sulla possibilità di una presenza sul pianeta, su possibili contatti con altre forme di vita su esso presente, o la raccolta di segnali simili a quelli telefonici, ha una impossibilità legata a fattori che magari non saltano immediatamente all'occhio ma che vanno ricordati in una situazione come questa.
dobbiamo tenere ben presente un fattore fondamentale. Kepler 452b si trova a 1400 anni luce da noi. per dare un'idea della distanza ogni anno luce ha una durata in chilometri calcolabile attorno alle diecimila miliardi di chilometri . quello che noi percepiamo è una immagine che è partita da quel pianeta miliardi di miliardi di anni fa, e che ci da una idea di come fosse allora quel pianeta. è come se una voce avesse detto migliaia di migliaia di anni fa ecco come è il mio pianeta e fosse arrivata solo oggi da noi che rispondiamo dicendo "bello, e come ci state?"
se una spedizione, ipoteticamente, potesse partire dal nostro pianeta e viaggiare anche alla velocita della luce, ci metterebbe 1400 anni ad arrivare su quel pianeta, e quello che troverebbe sarebbe qualcosa di assolutamente impossibile da prevedere. ma anche questo è molto lontano dall'essere possibile, visto che la nostra sonda più veloce, la new Horizons, una sonda lanciata per l'esplorazione del pianeta Plutone e della sua luna Caronte, viaggia ad una velocità di 58 536 km/h (circa 16,26 km/s), molto ma molto inferiore a quella della luce, che viaggia a 300 mila Km AL SECONDO.






venerdì 24 luglio 2015

UN IMPEGNO CHE DURA UNA VITA, UN DONO CHE DURA UNA VITA

Di solito si affronta questo discorso in estate, ma secondo me è un discorso che è purtroppo valido in qualunque stagione, perché le persone così esistono in qualunque stagione dell'anno. stiamo parlando di chi abbandona gli animali, che lo faccia per le vacanza, per un trasloco, per problemi legati ad una gravidanza, ad una allergia non considerata od a qualche altro problema.
sempre di abbandono si tratta e sempre di un atto delinquenziale si tratta.
 
per fare un passo come quello di prendere un animale in casa, si dovrebbe essere molto sicuri di quello che si vuole fare e dell'impegno che si deve affrontare facendolo. perché un animale non è un oggetto da esposizione, non è una statuina che farà bella mostra di se fermo in un angolo della casa. un animale, sarà prima un cucciolo, poi un adulto ed in fine un animale anziano.
 
un cucciolo sarà un animale pieno di energie e di interessi, che andrà ad infilarsi in qualsiasi buco lascerete aperto in giro per casa, che si tratti di una stanza o di un armadio, di un cassetto o della lavatrice. sarà curioso di ogni cosa, assalirà qualsiasi cosa che si muova e si avventerà su qualsiasi cosa che possa essere per lui un gioco. se si tratta di un gattino potrebbe dover imparare a fare i propri bisogni nella sabbietta, perché anche se impara facilmente, non nasce già imparato. se è un cane magari dovrà imparare a regolare i propri impulsi in base agli orari e le prime volte potrebbe urinare spesso sul pavimento sia per l'eccitazione, sia perché non ha ancora imparato a tenerla fino alla passeggiata. se lasciate fili in giro, potreste ritrovarli in bocca al cucciolo, se lascerete il giro calzini, o vestiario, potreste trovarli nella cuccia del cane sbavati e strappicchiati, o pisciacchiati dal gattino che sta ancora capendo dove fare i propri bisogni, o perché vuole darvi qualche messaggio.
essendo cuccioli, avranno bisogno di giochi, di cucce, anche se il gatto preferirà sempre e comunque il vostro letto a qualsiasi cuccia (il cane pure ma è più educabile).
comunque prendendo un cucciolo ricordatevi che ci vorranno una ciotola per la pappa ed una per l'acqua, preferibilmente se in metallo che sono meglio pulibili. io ne ho prese il doppio così una la lavo e una la uso. dovrete prendere un bagnetto nel caso di gattino, con sabbietta a vostra scelta, ma ricordate che deve essere di suo gradimento, perché se alle sue zampine la sabbietta non è adatta, rischiate che vi faccia la pipì a giro invece che nel posto deputato, quindi prestate attenzione alle sue preferenze.
in qualsiasi caso dovrete munirvi di trasportino per poterlo portare dal veterinario, perché quando è piccolo anche un cane è meglio farlo viaggiare in trasportino fin dal veterinario. e poi ci saranno i giochini, i guinzagli per il cane, i giochi tipo albero per i gatti.
e la cosa più importante di tutte. informatevi da chi ha animali della zona, e cercate di capire quale è il veterinario che risulta più affidabile. la scelta del medico per loro è importante come la scelta del nostro, non basta che sia vicino a casa, o che sia economico. deve essere bravo e comprensivo. e competente.
questi primi tempi sono i migliori, quelli in cui abbiamo un piccolo coso peloso, sgraziato, pieno di vita, ma che si addormenta in due decimi di secondo nelle posizioni più assurde. un piccolo clown che gira per casa e ci farà passare ore di divertimento solo a guardarne le esplorazioni. ma sarà anche un periodo molto dispendioso, perché ci saranno le prime vaccinazioni, la sverminazione, il cip per l'identificazione, possibili infezioni che sono facili nei cuccioli, la castrazione al raggiungimento dei 6 mesi, 1 anno, sempre che non si tratti di un animale di particolare pregio ce si voglia far accoppiare.
e qui siamo ancora nel primo anno di vita. quindi siate particolarmente convinti di quello che fate. se però lo decidete, ne avrete in cambio un amore infinito, e sarà bellissimo addormentarsi sentendo il piccolo bolo di pelo accoccolato vicino alla vostra testa che emette le sue fusa calde e amorevoli per farvi addormentare sicuri della sua presenza, o il botolo che si sarà addormentato al fianco del vostro letto per starvi vicino sempre. vedrete i suoi occhi che vi guarderanno adoranti, e sarete costretti a subire continui assalti di coccole ed a tenere un cucciolo caldo sulle ginocchia ogni volta che vi metterete a sedere. e soprattutto se siete delle persone single, non sarete mai più soli, perché loro ci saranno sempre per voi. se invece avete dei bambini sappiate che state facendo il loro bene perché dei bambini che crescono con degli animali, sono bambini più responsabili più equilibrati, con una maggiore capacità di esprimere i propri sentimenti, e soprattutto più sani, perché i cuccioli rafforzano le difese immunitarie dei bambini, e questo non secondo me ma secondo studi clinici fatti da centri medici specializzati.
però sappiate che i cuccioli crescono, e che presto, nell'arco d uno o due anni, vi ritroverete con un cane o un gatto adulto, che avrà dei bisogni e delle abitudini differenti dal cucciolo che avevate prima.
 
un animale adulto avrà bisogno di un certo tipo di nutrimento, di passeggiate giornaliere se si tratta di un cane, di essere accudito giornalmente se si tratta di un gatto che non deve rimanere tutto il giorno ignorato. ci saranno spese nuove da sostenere, nuove vaccinazioni, collari antipulci e lavaggi periodici, nuovi collari e pappe dedicate se dovessero avere nuovi problemi di salute. il gatto adulto è più pigro e tranquillo del cucciolo, quindi sarà forse meno di compagnia, ma altrettanto affettuoso, mentre il cane adulto sarà anche più faticoso del cucciolo, avrà bisogno di passeggiate più lunghe di più tempo passato all'aperto, e richiederà più spesso la vostra attenzione e la vostra presenza durante la giornata. si tratta sempre di un essere vivente che ha bisogno di interazione e di comunicazione, anche se in una lingua che alla fine si instaura solo tra animale e padrone. e sarà una lingua fatta anche di capocciate e di coccole, di grattatine di orecchie e di leccatine sulle mani. insomma una comunicazione fatta anche di amore di fiducia, soprattutto di fiducia.
perché dovete ricordare una cosa, sempre e comunque. dal momento in cui è entrato in casa vostra ed ha capito che voi siete il padre, padrone,cuoco, gioco, il vostro animale ha deciso anche che siete la persona a cui affidare la propria vita, e di voi si fiderà completamente sempre, sia quando lo porterete a fare una passeggiate, e lo lascerete correre lontano, perché lui sa che quando tornerà vi troverà li ad attenderlo, che quando lo portate dal veterinario che gli farà qualcosa di doloroso che loro si faranno fare perché siete voi che lo volete. questa fiducia è così profonda che si lasceranno anche lasciare per strada se farete una cosa così abominevole.
 
ed alla fine il vostro compagno invecchierà. non sarà più così partecipe nei giochi, o così reattivo quando lo chiamerete, avrà dei gusti sempre più difficili con il cibo e sarà lamentoso e dolorante probabilmente. il cane avrà poca voglia di uscire perché potrebbe sviluppare dolori alle zampe posteriori, ed il gatto farà più fatica a muoversi da un posticino caldo all'altro, per lo stesso motivo. purtroppo anche loro soffrono di artrite e reumatismi come noi e come noi ne subiscono dolori ed impedimenti.
e non solo. come noi potrebbero soffrire di malattie della vecchiaia. e quindi potrebbero avere problemi di perdita di memoria, di demenza senile. ci sono gatti che se sveglieranno di notte e andranno alla sabbietta, ma magari non la troveranno e faranno la pipì in luoghi che non dovrebbero ricevere questo trattamento, o che una volta fatta si troveranno persi nel loro solito appartamento e vi chiameranno disperati perché si sentiranno persi e soli. o cani che non saranno sicuri di se stessi e della casa in cui si trovano e che quindi vi terranno svegli tutta notte abbaiando i semplicemente perché vogliono che stiate con loro  perché gli si potrebbe alterare il ritmo sonno veglia.
il pelo si rovinerà perdendo la morbida lucentezza della giovinezza. gli occhi si spegneranno un po' diventando liquidi e scoloriti come quelli dei vecchi. ma loro sono vecchi anche se hanno solo 15, 17 o 20 anni. loro sono molto vecchi, pieni di acciacchi e di paure ed avranno bisogno più che mai del vostro amore e delle vostre attenzioni, perché si sentiranno spaventati da quello che gli sta' succedendo non comprendendolo. il vostro vecchio compagno di giochi vi guarderà alla ricerca di consolazione, rassicurazione, amore e protezione. ma voi dovrete sempre ricordare che vi ha dato anni ed anni di felicità, di amore incondizionato, di assistenza anche nei momenti peggiori della vostra vita, senza mai chiedere nulla, senza giudicare, senza farvi notare mai le vostre mancanze e le vostre pecche. voi per lui siete stato, siete e sarete l'essere più perfetto di questo mondo.
 
ed alla fine arriverà il dolore. c'è chi non vuole animali per non provare quel dolore, e chi non ne vuole più per non provarlo un'altra volta, ma è un dolore con cui si deve convivere, è un dolore naturale, come è naturale la morte. la morte arriva per tutti, e tutti devono passare per la morte di una persona cara. la morte di un compagno animale non è differente. perché anche se è giunto alla naturale fine della vita ci mancherà comunque sempre la sua vicinanza, la sua silenziosa presenza, il suo amore, il suo sguardo complice, o corrucciato. e sarà dura superare quel dolore, ma alla fine come ogni dolore, si metterà in un angolo, e tornerà a fare male solo quando il pensiero tornerà su di lui, senza riempire ogni momento della giornata. sarà uno degli altri dolori della nostra vita, uno di quelli belli però, uno di quei dolori in cui le lacrime si uniranno ai sorrisi pensando ai momenti belli che avete passato.  ed è un dolore che non vi deve far dimenticare che è bello continuare ad amare, ma che vi deve spingere a riversare su un altro compagnio il vostro amore per poter ricordare il vecchio, in tante cose del nuovo.
 
tutto questo vuol dire avere un animale. tutto questo è l'impegno che vi prendete nel momento in cui vedendo quella palletta di pelo che vi scodinzola dalla vetrina o dalla gabbia pensate di prendere un cucciolo. ed è un impegno che dura un'intera vita. la loro. ed è una vita che se siete fortunati è molto lunga, perché i cani possono arrivare anche ai 17, 18 anni, mentre ci sono gatti che superano i 21.
 
sarà un impegno che potrebbe diventare anche più difficile di così. perché se dovesse ammalarsi nell'arco della vita, potreste trovarvi a dover combattere con la malattia del vostro compagno, ed a spendere molto per assisterlo e farlo guarire. ma anche quello rientra nell'impegno. perché come non abbandonereste vostra madre, vostra sorella, o un vostro amico, in mezzo alla strada se si ammala, nello stesso modo non potete abbandonare in un canile o gattile, o peggio in mezzo alla strada il vostro amico animale solo perché si ammala. questo anche solo perché fino a quel momento lui vi ha dato amore ed affetto incondizionato, ed ora si affida completamente a voi, perché non capisce cosa gli stia succedendo e non può combattere una battaglia che non capisce.
 
se ve la sentirete, di affrontare tutto questo, il premio chi vi aspetterà sarà immenso.  perché avrete un essere che si voterà completamente a voi, ed al vostro affetto. qualcuno che da voi si farà fare qualsiasi cosa e che vi sarà sempre vicino, che quando sarete triste cercherà di consolarvi e che quando sarete allegro condividerà con voi la gioia, che si occuperà dei vostri figli con affetto e con pazienza. qualcuno che vi vedrà per sempre come un essere perfetto, l'unico che vi vedrà per sempre come un essere perfetto, nonostante i problemi, i guai, i fallimenti e le perdite che potreste incontrare nella vostra vita.
se ve la sentite voi farete comunque uno sforzo minimo in confronto a quello che otterrete.

lunedì 6 luglio 2015

GLI UOMINI NON SANNO CAREZZARE

già sento il coro di proteste che questa affermazione farà alzare, eppure posso affermare che, dall'alto dei miei anta anni, e delle mie ammetto non poche esperienze con gli uomini, che gli uomini non sanno carezzare.
e non solo: non sanno fare effusioni, coccole  o lasciarsi andare in situazioni di tenerezza. e non sto parlando delle situazioni intime, in cui le loro carezze spesso nono più un afferrare e prendere, un artigliare e lasciare, ma delle situazione di sempre, le coccole serali, le carezze pomeridiane, i grattini dati in macchina, insomma le carezze di tutti i giorni.
forse è dovuto al fatto che spesso e volentieri ai bambini non si fanno troppe smancerie, in fondo devono diventare degli uomini e come tali devono essere rappresentanti del sesso forte, della specie che non ha bisogno di chiedere, di chi deve essere forte e pronto ad affrontare le intemperie e il duro lavoro. o forse perché gli viene inculcato dalla società che gli uomini non si devono lasciare andare in smancerie, come le carezze che sono cose da donne. oppure, ed è la prospettiva più triste, sono intimiditi da questo desiderio di tenerezza e hanno paura a lasciarsi andare troppo, per cui rimangono come rattrappiti su se stessi, con il risultato che anche i loro movimenti sono stentati e difficili.
non lo so, credo che sia una massa informe di stupidaggini quella che impone una cosa del genere all'uomo, adatto forse ad uno nato nel 40, quando la vita era molto più fisica e dura,  ma credo anche che a livello inconscio sia una cosa che passa.
quante volte si vedono mamme che si spendono in coccole fisiche, carezze, abbracci, contatto continuo con il corpo delle figlie. la stessa cosa è difficile vederla fare verso un maschio, e spesso questo, spinto dalla vergogna dato che i suoi compagni di gioco non lo fanno, si sottrae a quelle sparute prove delle madri. ci sono, e lo dico con cognizione di causa avendolo visto di persona, pardi che storcono il naso di fronte ad eccessive forme di affetto verso il figlio maschio, che vedono come un uomo in essere, e come tale vogliono che venga su temprato dalla vita. ripeto, cazzate.
cazzate che purtroppo portano i ragazzi a deridere quelli che vengono su con caratteri dolci e inclini alla tenerezza, spingendoli a credersi magari gay, quando sono solo più sensibili e disponibili verso la comprensione dei bisogni delle donne.
spesso le carezze degli uomini, sono rapide, brevi, più simili  a pacchette amichevoli che a vere carezze, e spesso noi non ci facciamo nemmeno caso perché è così che siamo abituate, ma se parliamo, se magari esprimiamo il nostro dubbio sulla loro manualità, potremmo ottenere dai nostri compagni dei miglioramenti piuttosto apprezzabili.
di solito ci troviamo di fronte a uomini che sono intimiditi dal contatto affettuoso, che limitano al momento intimo, quando chiusi in camera da letto possono lasciarsi andare, ma non avendone pratica continua sono comunque portati a contatti fermi da presa più che da carezza.
quante volte mentre state parlando con il vostro partner, magari mentre gli state passando lentamente la mano tra i capelli, lui si è voltato sorridente, e per ripagarvi della gioia che gli date con le coccole che state facendo non è stato capace di fare più di una rapida carezza sulla guancia, o di una grattatina sulla schiena? su non dite che non è vero, sono molte quelle che magari mentre si fanno due chiacchiere si lamentano della cosa, e poi se devono parlarne ad alta voce di fronte al diretto interessato non riescono a dir quello che veramente desiderano.
fate una prova. chiedete che vi facciano un massaggio alla schiena ad esempio.
io ho fatto questa prova a volte con alcuni dei miei partner e devo dire che su un tot che ne ho avuti sono un paio si sono rivelati all'altezza dei desideri. gli altri anche nel massaggio hanno gesti bruschi e trattenuti, carezze smorzate e non concluse, movimenti impacciati.
è triste, perché questo succede anche ai ragazzi più dolci, non solo a quelli che si comportano da maci.
ho anche notato che spesso quando sono con le madri, questi uomini si sottraggono ad espansività eccessive o a espressioni troppo fisiche di affetto in pubblico, come abbracci o strette troppo affettuose.
a questo punto che fare, arrendersi all'evidenza, accettare questo limite e lasciar perdere, tanto è così e basta?
ma anche no.
una cosa che dico da molto nei miei post e che ultimamente ho trovato confermata in un paio di libri che sto leggendo, è che se si vuole qualcosa il modo migliore per ottenerla è chiederla, e questo si applica nella vita di ogni giorno come nel rapporto con il proprio  partner, anzi in special modo in questo secondo contesto dove alcune si ostinano a sperare in una comprensione che va vesto la parapsicologia , ammiccando e lasciando intendere, quando non solo sperando che lui capisca che.
smettete di aspettarvi che loro capiscano dalla vostra faccia delusa che non siete molto contente del tipo di contatto che avete con loro e provate a chiedere che cambino: magari faranno fatica a  farlo ma se ci tengono si impegneranno e alla fine qualche miglioramento potreste anche ottenerlo.
una cosa comunque è dirgli "ma lo sai che sei negato a fare le carezze?"
ed una cosa è dirgli che le carezze che vi fa sono la cosa più preziosa del mondo ma che vorreste che fossero ancora più piacevoli e che potreste migliorarle assieme. potete anche essere più schiette, dicendogli che il tipo di carezze che vi fanno vi mette a disagio, ma ricordatevi che sono sempre uomini, che hanno un ego da mantenere vivo, altrimenti vi ritrovate un palloncino sgonfiato tra le mani. siate quindi anche dolci nel dirgli che desiderate che le sue carezze diventino quello che più desiderate al mondo, per renderlo perfetto per voi.
mettete le vostre mani sulle sue, magari, quando vi carezza, e trattenetele per tutto il tempo che pensate debba durare una carezza ben fatta, accompagnandole morbidamente.
la prima volta magari si irrigidirà e non capirà subito, magari proverà anche a sottrarre la mano, ma vedendovi sorridere poi si ammorbidirà e potrebbe anche piacergli alla fine il gioco.
alla stessa maniera potete chiedergli dei massaggi e potreste prima dimostrare sul loro corpo come devono essere fatti, calcando sulla spiegazione di come deve essere prolungata e duratura la pressione della mano mentre scorre sul corpo. ricordate solo che ciò che chiedete sarà alla fine ciò che otterrete, quindi poi non vi lamentate di come alla fine verranno, se non vi sarete spiegate correttamente prima. io devo dire che con questi metodi mi sono sempre trovata abbastanza bene, alla lunga. ci vuole un po', soprattutto per fargli disimparare quello che sono convinti di sapere già, ma che sono nozioni false o sbagliate.
ci sarà anche quello che proprio  non capisce, ma di solito un minimo si riesce ad ottenere con questo mezzo.

venerdì 3 luglio 2015

ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE

frequento le persone sbagliate.
o almeno questo potrebbe pensare qualcuno. alla fine ho sempre frequentato che del complottismo e del sentirsi perseguitati ha fatto scherno, ma da quando mi sono convertita ufficialmente al pastafarienesimo, e ne ho fatto un impegno molto più presente di prima, ho cominciato anche a frequentare chi dello sbufalamento ha fatto una bandiera. e così alla conoscenza di Paolo Attivissimo, che mi aveva già insegnato a distinguere alcune verità da alcune bugie, si sono aggiunti altre importanti scoperte e conoscenze, come BUTAC un importantissimo blog che ha quel solo scopo, cioè quello di prendere le vaccate che vengono condivise sui social e di sbugiardarle. ho conosciuto il Ninth, un giovane giornalista,arrabbiato, che oramai non riesce nemmeno a leggere una scritta per strada senza vederci la cavolata insita, che scrive su BuTAC ma che ha anche un suo blog. ho parlato con il direttore del blog, maicolengel, una persona impegnata e votata a questo lavoro.
e dopo aver cominciato ad entrare in questo modo di pensare, ti rimane addosso, e cominci a pensare a quello che ti trovi di fronte ed a quelle informazioni che spesso sono sbagliate, non veritiere o incomplete.
ed ho pensato che se io sapevo che erano sbagliate, forse avrei dovuto rendere edotti anche agli altri di quello che sapevo, certo dando anche dei riferimenti corretti alle informazioni che davo.
ma dove farlo? qui?
questo è un blog complesso. ci sono dentro troppe cose, che riguardano tutto, la mia vita, la vita che attorno a me si svolge, i miei ricordi e quelli degli altri.
qui un tipo di informazione diretta e unica come quella andrebbe persa, confusa tra altre molte notizie. ed allora? allora ho deciso di creare un altro blog. un blog in cui poter fare della informazione corretta, della correzione di informazioni sbagliate o mancanti. insomma un blog di utilità.
non sarò probabilmente all'altezza di tanto esempio che ho portato, perché il lavoro che fanno quei professionisti della bufala è per me difficile da raggiungere, e non sarà una vera e propria opera di sbufalatura, quanto una specie di ricostruzione dell'informazione.
spero comunque che lo sforzo sarà gradito, e se anche solo alcuni di quelli che leggeranno le pagine di quel blog ne trarranno beneficio, ne sarò contenta.

C'ERA UNA VOLTA L'OMINIDE ONNIVORO

oggi facciamo polemica, e mi sembra il minimo visto quello che è successo.
partiamo con il dire che io sono una convinta sostenitrice del mio essere onnivora, ma che non ho mai imposto a nessuno le mie idee, e che convivo tranquillamente con chi sceglie nella sua vita di essere vegetariana, vegana, crudista o quello che gli pare, cosa che di solito non avviene al contrario visto che mi vedo spesso tacciare di appellativi poco gentili quali mangiacadaveri e similari.
essendo comunque io una persona tollerante e di religione pastafariana, oltre che abbastanza sicura di me stessa da non sentirmi insicura delle mie scelte, vado tranquilla avanti nella mia vita e lascio gli altri ad andare avanti nella loro.
tutto questo succede fino a che non si superano certi limiti.
e questi limiti sono l'imposizione di queste idee salutiste alla nutrizione dei bambini fino al minarne la saluta, od a portarli addirittura alla morte.
a quel punto, io che non ho mai voluto figli, mi incazzo come una bestia e si devono considerare fortunate quelle persone che io non sia li vicino, perché giuro che la voglia di mettergli le mani addosso è veramente forte.
mi sto riferendo a quanto successo nella giornata di ieri, quando tutti i telegiornali hanno battuto la triste notizia del ricovero di un bambino costretto a seguire la dieta vegana dai genitori, e portato d'urgenza in ospedale per un grave caso di denutrizione.
 
 
sembra assurdo che possano succedere cose del genere ma purtroppo accadono ed accadono perché persone che non hanno una vera cultura alimentare si inventano nutrizionisti. non dico che sono tutti degli ignoranti, ma molti non sanno quello di cui parlano.
ho parlato spesso con persone che fanno questa scelta di vita, e quello che purtroppo ho spesso sperimentato, è la loro ignoranza di base per quanto riguarda i veri bisogni alimentari del corpo di una persona. ho trovato addirittura concetti completamente sballati alla base delle loro scelte. è per questo che ho deciso di provare qui a fare un minimo di chiarezza su la nostra fisiologia per mettere alcuni puntini sulle i
 
al contrario di quello che ultimamente va di moda sostenere, non discendiamo da dei primati erbivori, e prova ne è: il nostro stomaco, che non trae abbastanza nutrimento dalle verdure, e che non è nemmeno attrezzato per processare in maniera corretta la clorofilla e le fibre che ingurgitiamo con le verdure, tanto che sono utilissime a veicolate gli scarti nel nostro colon e poco più; la nostra dentatura che è attrezzata si per macinare nella parte posteriore ma anche per addentare, con i canini che stanno perdendo la loro funzione ma che risultano ancora belli appuntiti in alcuni di noi, e per tagliare, come fanno i denti frontali in maniera eccellente.; il nostro intestino, adatto per il transito di cibi complessi di alta lavorazione e difficile digeribilità, in cui vari tratti si alternano all'estrazione di vari nutrienti.
noi discendiamo da una razza di bipedi onnivori, probabilmente all'inizio opportunisti, e può anche darsi necrofagi, che si cibavano di ciò che trovavano a disposizione di volta in volta, fossero frutti degli alberi, insetti o qualche cadavere lasciato da qualche carnivoro maggiore da spolpare.
vivendo sugli alberi, evitavamo lo scontro fisico con questi animali specializzati nella uccisione e consumo della preda, e potevamo sfruttarne lo sforzo, cercando di non essere a nostra volta vittime.
 
 
alla luce di questo si può capire il perché ci siamo prima di tutto evoluti in una rzza di cacciatori e solo in seguito di raccoglitori. e dai e dai eccoci ai giorni d'oggi, con un corpo attrezzato a livello animale per nutrirsi di qualsiasi alimento ingeriamo, siano frutti, verdura, carne, pesce, latticini o altro. a questo si contrappone una evoluzione della nostra mente che ha fatto diventare primario il nostro istinto di empatia verso le altre specie animali, al punto che molto fanno una scelta di vita rifiutando di nutrirsi di altre forme di vita animale. liberissimi di farlo. alcuni vanno anche può avanti e decidono non solo di non nutrirsi di animali ma nemmeno dei loro prodotti, allo scopo di protestare per lo sfruttamento intensivo a cui vengono sottoposti per avere questi prodotti. liberissimi ancora una volta.
il fatto è che comunque il nostro corpo rimane onnivoro, e si può essere convinti fino a che si vuole che tutti i nutrimenti che verrebbero dalle sostanze animali si trovano anche nella frutta e nella verdura, ma in realtà certe sostanze ci sono indispensabili, soprattutto quando il corpo è in crescita come nei bambini e negli adolescenti, che hanno bisogno di nutrienti che ne aiutino la crescita.
 
 
dopo tutto questo giungiamo a parlare di quello che avevamo messo come incipit. cioè il problema di genitori che fanno determinate scelte nutrizionali e che le impongono ai loro figli.
si deve assolutamente porre un attenzione particolare alla loro nutrizione, si deve stare attenti a far si che la loro dieta sia il più varia e ricca possibile, sia ricca di sostanze a loro indispensabili come il ferro il calcio e la vitamina D, si deve evitare che la dieta diventi monotona e sbagliata per evitare problemi come malnutrizione o obesità. e tutto questo al di la delle proprie scelte. gli adulti fanno le proprie scelte, ma devono assolutamente rispettare i loro figli e rendersi conto che non possono essere vittime delle scelte dei genitori.
 
purtroppo altri casi si sono registrati negli ultimi tempi di problematiche alimentari nei bambini di famiglie vegane, scelta quella vegana estrema, eliminando molte famiglie nutritive dall'alimentazione.
basta ricordare il bimbo ce ne
 
 venne tolto alla madre in Francia perché lo allattava solo con latte di riso, dato che lei non poteva allattarlo, evitando il latte animale vietato dalla sua filosofia di alimentazione, o nel02014 la madre americana che per seguire la dieta vegana si rifiutò di far ricoverare il figlio di 12 giorni visibilmente denutrito e disidratato, per non farlo curare o nutrire con alimenti e medicinali che non erano vegani. o ancora il caso del piccolo Luca di Lecce, che nel 2012 mori per denutrizione , che a 4 anni pesava solo 12 kili e veniva curato solo con medicinali omeopatici, e via dicendo. certo non sono tantissimi. non sono nemmeno indicativi, visto che sono casi estremi, ma uno dietro l'altro aprono un quadro in cui la disinformazione causa danni che probabilmente in molti riescono ad evitare per un soffio ma che in alcuni casi alla fine fanno il botto.
io stessa conoscevo una famiglia in cui non solo il bambino veniva nutrito solo con alimenti vegetariani, ma in cui volevano obbligare anche il cane a seguire questo tipo di dieta, con sommo disinteresse del cane che andava a spazzolare tutti i bidoni del paese, specialmente quelli dei ristoranti, ma con il problema di un bambino piccolo ed estremamente magro. però guai a dire qualcosa, perché ero io quella che non capiva e che si rifiutava di comprendere l'estrema importanza di questo tipo di nutrizione. quel bambino non si è ammalato e molti altri probabilmente non lo hanno fatto, ma non sono cresciuti con tuto quello di cui avevano bisogno, e forse, da grandi la pagheranno in qualche maniera. così potranno fare quelli che hanno perso la lotta alla sopravvivenza come Luca e il piccolo americano. potranno rifarsi invece quelli che alla fine sono stati portati in ospedale e quindi sottoposti ad una dieta normale.
perché siete voi quelli che non rispettate il vostro corpo, non noi onnivori.

venerdì 12 giugno 2015

FESTEGGIARE UN RITORNO O PIANGERE UNA PARTENZA?

ieri è stata una grande giornata. perché ieri una donna, una grande donna, una grande donna italiana, ha fatto qualcosa di speciale, di unico, di grande, parafrasando una canzone.
ieri la nostra grande Samantha Cristoforetti, il nostro fiore all'occhiello dell'aeronautica spaziale, è rientrata alle 15.45 con la sojtz è rientrata nella nostra atmosfera dopo una delle più lunghe permanenze nello spazio della storia della agenzia spaziale. è riuscita ad uscire dalla navicella solo alle 126,07, come secondo membro dell'equipaggio, debole come un gattino, senza nemmeno la forza di alzare un braccio per aprirsi il casco o per togliersi i guanti, ma il sorriso che aveva era bellissimo. l'anno presa di peso e portata fino alla speciale sedia che avrà il compito di accoglierla e di aiutarla a riprendere le sue funzioni motorie normali dopo una residenza in ambiente senza gravità di 200.
 Dobbiamo tutti ricordare questo momento, perché è stato forse il momento più alto della storia italiana degli ultimi anni, tra inghippi, organizzazioni a delinquere, impegni non mantenuti e promesse disattese.
lei, questa piccola donna giovane, con uno sguardo timido la forza di carattere di un buldog, lei che fin da piccola sognava le stelle, quando partecipava alle convention di Star Trek in Italia. probabilmente non si ricorderà nemmeno di me, e perché dovrebbe? eravamo centinaia quell'anno, ad Arona, nella mia prima convention dello STIC. e lei era li, con il vestito della classica, blu, con i capelli lunghi e lo sguardo spaurito che avevo anche io. così giovane e piena di sogni che è riuscita a realizzare. ed io, nel mio piccolo, da quaggiù, un sacco di volte ho avuto il piacere di poter dire, io l'ho conosciuta. e da allora quanta strada ha fatto, quanto a dovuto lavorare, lottare, impegnarsi per riuscire alla fine a salutarci da quella finestrella della stazione orbitale.
chi non si ricorda del suo saluto all'interno della cupola quando è arrivato il carico del caffè?
quella che aveva addosso era la divisa da capitano, una divisa che si è meritata sul campo e che ha tutti i diritti di indossare, anche se non è quella dell'aeronautica militare, ma quella di Star Trek.
si, perché anche dopo tanti anni, anche dopo tanto lavoro, tanta fatica, tanto sforzo, il suo primo amore per le stelle, i suoi sogni giovanili, e la sua bambina interiore, sono ancora li a sostenerla, a farla andare avanti, a fare di lei il nostro orgoglio nazionale e il nostro fiore all'occhiello.
il giorno prima di partire ha voluto salutarci con la sua solita simpatia ed il suo umorismo, citando uno scrittore di fantascienza famoso che aveva lo stesso humor. ora è rientrata finalmente ed avrà una lunga sequela di appuntamenti in cui incontrerà tutti e racconterà quello che ha visto, ha vissuto, ha provato, che ha visto in quei 200 giorni sospesa sul confine tra l'atmosfera e lo spazio profondo. quello che gli auguro io dal profondo del cuore ora, che di ritornare di nuovo lassù, in quella splendida immensità, dove ammetto che nella mia infanzia avrei voluto andare anche io. ma soprattutto le auguro che in un futuro non tanto lontano riuscirà di nuovo a fare quello che solo pochi in passato hanno potuto e che sembra in futuro torneremo a fare: posare in proprio piede sul suolo lunare e tornare a vedere le stelle da quel nostro pallido satellite.
 



 
però ieri è stata anche una giornata triste. perché ieri si è spento un nome del cinema americano che ha fatto la storia del cinema. ieri, all'età di 93 anni si è spento il grande Cristopher Lee. oramai non era un semplice attore, ma un icona del cinema, in cui lavorava dal 1948.
nella sua gioventù ha fatto di tutto compreso combattere per la RAF, perché il grande Lee era inglese. quando ha cominciato la sua carriera, nel 1948 ha legato il suo nome in maniera quasi indissolubile, a quella di Dracula, che ha interpretato, in ben 11 pellicole. ma se ci si limitasse a questo sarebbe veramente ridicolo, visto che nella sua inesauribile carriera ha recitato in bel 280 film.
il suo fisico longilineo, la sua altezza considerevole ed il suo sguardo  lo hanno legato soprattutto a ruoli di cattivo, ed in questi panni a partecipato a film come quelli di 007 o di star wars. ma ha fatto anche personaggi di grande spessore come il fondatore della fondatore della nazione pakistana Mohammad Ali Jinnah nel film Jinnah.
aveva anche una grande amicizia con il suo rivale cinematografico, Vincente Price, che come lui negli anni verdi del cinema horror fece un gran numero di pellicole. ambe due hanno avuto il piacere di impersonare i personaggi più disparate ma Price aveva un viso più gentile e per questo gli venivano affidati di solito i personaggi più gentili, tranne in star wars dove anche lui recitò, ed anche lui dalla parte dell'impero.
per il resto era un uomo qualunque anche se con amici illustri. amava la musica heavy metal e come ogni normale appassionato aveva inciso alcuni album (dite che non lo fanno tutti? strano) di cui l'ultimo solo nel 2012 a 90 anni, il suo 16 album. amava giocare a golf con il cugino, che così, per ridere, era Ian Fleming, proprio quello, il creatore di James, James bond. amava anche le lunghe passeggiate in compagnia dei suoi amati sigari. pare fosse un grande cultore dell'occulto ma lui smentì dicendo che si, aveva alcuni volumi, ma era solo una passione collezionistica. di lui si ricorderà che è entrato nel Guinness dei primati per il più alto numero di ruoli interpretati nella sua vita, soprattutto visto che negli ultimi anni si era impegnato proprio a questo scopo. aveva detto infatti in un intervista che prima di morire voleva riuscire ad entrare in tutti i film in cui riusciva a fare capolino, fosse anche solo per una apparizione fugace.
era ricoverato oramai da tempo in ospedale per problemi respiratori e proprio una crisi respiratoria ne ha stroncato la lunghissima e prolifica vita.
ci dispiace, moltissimo, per la sua dipartita ma ci consola il fatto che abbia avuto una vita così lunga e piena di soddisfazioni, e che ci ha lasciato una infinità di suoi ricordi. il nostro affetto sarà sempre con lui.
 
 
Sir Cristopher Frank Carandini Lee
27/05/1922 - 11/06/2015

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero