Grandi sarti? ma mi faccia il piacere!!!
Quella che faccio ora è una domanda che credo almeno una volta deve essere passata nella mente di molte donne, donne normali intendo, non donne il cui giro vita corrisponda a quello di un braccio di chiunque altro.
la domanda è: ma come possono chiamarsi sarti di alta moda le persone che fanno quei vestiti che passano in passerella alle sfilate?
non è una polemica sterile sulle modelle anoressiche, ed intendo sterile perché fino a che una grande sarta che si schiera contro queste modelle farà affermazioni come "io faccio modelli per una 38 40 sono loro troppo magre" continuerò a pensare che è tutta una farsa.
no, la mia è una affermazione di ordine quasi professionale.
onestamente mi divertirebbe molto vedere queste grandi firme, questi bei nome, che si fregiano del titolo di sarto, far dei vestiti che facciano apparire belle le donne normali, quelle che ogni giorno passeggiano per la strada e vanno a fare la spesa, e non quei manici di scopa su cui qualunque cosa appendi sta bene, tanto non hanno forme loro da coprire.
io mi ricordo quando mio padre andava, quando ero piccola io, dal sarto a farsi fare ogni tanto, ma tanto, un vestito su misura.
era tutto un prendere misure di qua, tirare di la aggiustare di sopra allungare di sotto, ed alla fine, anche mio padre, 169 centimetri di pinguedine rossa, usciva dalla sartoria che sembrava un manichino, slanciato e bello.
quello io considero un vero sarto: qualcuno che lavora per esaltare la persona che ha tra le mani e che usa la stoffa, quindi il vestito come il mezzo per ottenere quel fine.
queste persone hanno ribaltato il concetto: usano le persone che infilano in quei lavori ,che a volte arrivano a sfidare la geometria euclidea, come fossero degli attaccapanni ambulanti su cui l'abito è l'unico motivo di interesse.
ma allora a che serve uno di quegli abiti? solo a far vantare la persona che ha sprecato soldi, tempo e stoffa, di essere un grande sarto perché ha messo due cuciture su una pezza e l'ha fatta sfilare.
io sono una donna sovrappeso, lo ammetto senza remore, e mi faccio gli abiti, da sola, perché non è facile trovare vestiti che si adattino alla mia taglia e che non mi facciano sembrare una geriatrica o un sacco di patate, ma io sono un caso limite. ho amiche che hanno un fisico normale, SANO, con della carne che ricopre le loro ossa e che si possono vantare di non farsi contare le costole ogni volta che si tolgono la camicia. sono persone normalissime, uguali alla maggior parte delle donne che girano per il mondo, ma che come molte di loro, hanno difficoltà a trovare dei vestiti decenti in cui possono entrare senza sentirsi una salsiccia nella sua pelle.
e vedendo queste amiche, ed a volte cucendo per loro dei vestiti in cui sembrin
il problema di tutti loro è che hanno perso di vista il fine, e si sono concentrati solo sul mezzo, facendolo diventare il fulcro principale del loro lavoro.
quando finalmente vedrò sfilare donne normali, con taglie normali e non arrivo a chiedere sfilata alla Elena Mirò, una delle poche firme che considero veramente di sartoria, mi accontenterei di vedere donne della 46, magari anche qualche 48 su quei palchi, be allora portò dire, ecco dei sarti d'alta moda che sfilano.
Le donne sono belle: sono belle con i loro chili di troppo, con le loro curve, con i loro seni che non stanno in una coppa di champagne, con le loro gambe non sono lunghe una quaresima, con i loro problemi e le loro pecche, ed il vestito dovrebbe essere il cartello su cui è scritto proprio questo: le donne sono belle, guardate qua.
Commenti
E' veramente ingiusto ed umiliante.
Soprattutto quando si tratta di trovare i pantaloni. Che entrano fino a metà coscia - forse - . Un tempo avevo la 54. E non mi sentivo bella. E' una lotta anche sentirsi belle, andando contro ai canoni magri preposti.
Un saluto,
C.
Ars Est Celare Artem (Fabio)