domenica 18 aprile 2010

Deepcon 2010 atto terzo

e siamo al sunto del terzo giorno. o meglio del terzo mezzo giorno visto che, andando a letto alle tre, quattro, proprio non ce l'abbiamo fatta a sorgere dal letto prima dell'ora di pranzo. quando alla fine siamo riusciti a ritrovare una briciola di forza era come se due zombie fossero faticosamente usciti dalla propria tomba.
però una doccia, una sonora lavata di denti, ed una vigorosa sferzata di acqua gelata sul viso ci hanno ridato abbastanza forza da poter cominciare un'altra faticosa ma divertente giornata.
il pranzo è stato una cosa abbastanza rapida ed indolore, ed in questo mi devo soffermare una attimo.
devo cioè dire che quest'anno, purtroppo il tenore dei pasti non è stato all'altezza di quelli che mi ricordavo prima. la cosa mi dispiace al quanto perché è come una perdita di punti di una situazione che per il resto sarebbe buonissima.
comunque a parte l'ingurgitare la soletta di carne e la pasta in minuscole porzioni, il bello è stato il chiacchierare con chi avevo al tavolo, anche se ora non ricordo chi fosse. dite che non è carino? è perché? ho parlato, piacevolmente, con cosi' tante persone in questi giorni che non vedo come potrei ricordare con chi ho parlato in qual momento.
so che ho parlato, scherzato, e se non ricordo male ci siamo anche messi a cantare opere come dei deficienti mentre aspettavamo tra una portata e l'altra. ma è stato comunque divertente, e questo era l'importante.
nel pomeriggio ho assistito a un'altra conferenza, ho poltrito sui divanetti con altri soci poltroni, ho continuato a girare e chiacchierare, fino a sera. dite che la cosa alla lunga diventa noiosa? non avete idea. se non ci siete stati mai, non potete capire, quel continuo girare, chiacchierare, poltrire, sui divanetti, è uno dei momenti di intercambio culturale assolutamente perfetto che aspetto in ansia di anno in anno. è come se facessi il pieno di energia e di informazioni.
ho riprovato a chiacchierare con gli scrittori irlandesi, incomprensibili ma di una simpatia unica, ho provato a mettere in piedi un'idea che era venuta da uno degli espositori: il mettere all'asta un bacio di uno o due degli attori, cosa che non è andata a buon fine perché gli attori sono stati introvabili per ore e l'asta finiva troppo presto la domenica mattina, quindi non c'era tempo per le offerte.
alla fine la giornata è scorsa in maniera sempre e comunque impegnativa.
vicino all'ora di cena siamo andati a cambiarci per la cena di gala, con tanto di vestito elegante e trucco, leggero, perché poi avrei avuto altro da mettere.
la cena si è rivelata, purtroppo, all'altezza del resto dei pasti, ma tanto avevo così fretta che non ci sono stati poi tutti questi problemi: dovevo correre di sopra a cambiarmi un'altra volta per mettermi il costume. unica nota da riferire assolutamente: la torta era di gomma, e ho faticato a ingoiare senza fare i palloncini
ho riesumato dal passato il costume da Kai bajoriana: partecipare alla sfilata è oramai una cosa a cui mi piace troppo partecipare, anche se non ho vestiti nuovi di pacca da sfoggiare.
pensavo di essere una degli ultimi a presentarmi per la sfilata, perché tra attaccarmi il naso lumacoso , truccarmi e vestirmi ci vuole un po, invece alla fine ero la prima: assieme a me alla fine sfilavano una specie di zombie di un film chiamato "i tredici spettri" che credo abbiano visto in tre, compresa la ragazza che faceva la zombie, il signore della posateria dal film "mistery men", divertente devo dire, il solito borgisauro boghizzato questa volta nei panni di un ufficiale di stargate con un cliffhagnher veramente ardito, ed un esilarante Austin Power .
sapevo assolutamente chi avrebbe vinto la serata: Austin Power, non c'era proprio concorrenza.
in effetti quando è iniziata la sfilata, con tutta la scenetta che ha imbastito con le ragazze del club era impossibile che non vincesse, troppo divertente e coinvolgente.
ed in effetti il premio del pubblico è andato, per acclamazione a lui, io stessa ho partecipato all'applauso che lo ha fatto vincere e lo meritava assolutamente.
poi quando c'è stata l'attribuzione del premio della giuria, cribbio non ci credevo: ho vinto io!!!
erano anni che non vincevo un premio e proprio quando meno me lo aspettavo ecco che vinco. e il premio della giuria oltre tutto, che viene assegnato dalla votazione degli ospiti!!! ero così contenta che potevo anche sgusciare dalla pelle dalla gioia.
quando Picardo, è venuto a consegnarmi il premio non ho resistito e ho fatto una scenetta con lui con tanto di bacio e palpata sul sedere, fatta da lui a me, tanto per cambiare.
il premio del giudice invece è andato al signore della posateria, e ne sono stata contenta perché era giusto che lo ricevesse, non era un costume curatissimo ma era azzeccato ed inmmaginifico, quindi se lo meritava.
e poi la serata come sempre è esplosa, con balli forsennati a cui, per la prima volta in tanti anni, hanno partecipato anche attori e scrittori, che, invece di prendere e tornarsene nelle camere come hanno fatto negli hanno passati, si sono uniti a noi nello scatenarsi, magari un poco ciucchi, ma chi non era un poco ciucco, magari non di alcool ma di adrenalina?
e quindi ecco che si sono messi a ballare tra loro, con noi, noi tra noi, loro tra loro, insomma un gran casino.
siamo andati avanti fino alle due, con somma gioia di chi ha le camere sopra la sala ma chissene, con un deterioramento della qualità della musica che è sceso da una disco anni settanta, ottanta, fino ai gatti di vicolo miracoli ed a peppino di capri.
alla fine stanchi ci siamo andati ad afflosciare sui divanetti del primo piano che come ogni sabato notte della convention accolgono gente a volte fino alle prime luci dell'alba.
noi abbiamo ceduto prima, verso le quattro, ma anche quello è stato sufficiente, per ritrovare la calma e delle pulsazioni umane e compatibili con la vita.
quando siamo tornati in camera, visto che non eravamo troppo stanchi ( ah ah) ci siamo anche rifatti e valige, per poi svenire senza ritegno sul letto, tranne che io mi sono ri dovuta alzare e cercare dei tappi per le orecchie, perché a quell'ora un maledetto cuculo comincia a cantare fuori dalle finestre ed io prima o poi lo uccido quel maledetto.
ed un'altra notte se ne va.

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