lunedì 18 febbraio 2008

dura la vita

rieccoci a parlare di noi. l'inverno stà volgendo lentamente alla fine, cominciano le prime giornate di caldo infingardo, quello che fa fiorire gli alberi per poi gelarli il giorno dopo. pioggia se nè vista poca in effetti negli ultimi tempi, ma è un po che di pioggia se ne vede poca quindi niente di nuovo.
fortunatamente questo inverno rispetto a quello scorso è stato freddo, non freddissimo ma abbastanza per farci sentire la differenza di stagione, un freddo che ci ha messo in una specie di stasi per prepararci all'estate e che ci ha fatto riposare, parlando del ciclo vitale.
eppure non sento ancora il fremito del cambiamento, quella sensazione di nuovo che si sente di solito con la primavera e che ci fa "fiorire" prima dell'estate.
verrà, si spera.
per quanto riguarda invece le cose più materiali che dire, i cambiamenti ci sono ma sono tutti volti solo al risparmio visto il periodo sempre più nero che si prospetta alle nostre finanze e che non ci offre altri appigli oltre a quello di mutare i nostri usi abituali per migrare in siti più economici.
e così, via al contratto con fastweb, onestamente senza macchia, ma estremamente caro e benvenuto infostrada, che per il momento non è che abbia brillato come servizio ma che dovrebbe costarci la metà.
via le spese di tutti i giorni dal super sotto casa e spedizioni per spese mensili da Ingrande o altro megamercato all'ingrosso ed al dettaglio, per risparmiare anche sul chilo di pasta.
ho cominciato anche a cercare se ci sono gruppi di spesa vicino a casa per unirmi a loro e spendere un poco meno su frutta e verdura.
la carne, poca e sotto casa dal macellaio del mercato che fa le offerte e di quelle ci si nutre.
vestiti... si va avanti con quello che si ha per un altro anno e poi vedremo.
è veramente triste vedere come il panorama economico sia sempre più buio e desolato, obbligandoci a lavorare per sopravvivere, non per vivere.
una volta il mio stipendio era uno stipendio da benestante, persino i due soldi che prende maurizio sarebbero stati considerati un buono stipendio una volta, quando c'era la lira.
poi è tutto cambiato, tutto ha cominciato a costare troppo di più e nulla è cambiato invece nelle nostre tasche tanto che oramai abbiamo un potere d'acquisto ridotto di più della metà e ci si chiede come andare avanti e quali saranno le possibilità future se continua così.
a volte ho veramente paura del futuro, sempre più pesante, sempre più complicato, sempre più difficile da affrontare.

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