martedì 18 settembre 2007

ecco di nuovo la rabbia che sale


Uffa. sembra impossibile ma la maggior dose di stress che si accumula in questa per altro splendida città è dovuta al traffico.
anche oggi per venire al lavoro, un percorso che di notte mi richiede al massimo quindici minuti, mi ha portato via più di trenta cinque minuti, il tutto per una serie di cose che fanno rizzare i capelli dalla rabbia.
si va dai lavori in corso in piena ripresa del periodo scolastico\lavorativo, la gente, che quando scatta il semaforo ha ottomila cose da fare in macchina prima di decidere a partire, quelli che devono assolutamente girare a destra tagliando tre file di macchine, dopo essersi messi sulla sinistra per fare i furbi e passare davanti.
altri che vanno a dieci, venti chilometri orari, al solo scopo credo di rendere idrofobi gli altri guidatori chiaramente, e oltre tutto lo fanno rimanendo in mezzo alla strada, sordi alle decine di clacson che gli suonano dietro la schiena.
questa città è un posto meraviglioso, peccato che regalino le patenti agli angoli della strada a chiunque passi, altrimenti non si spiega come possano guidare così gli abitanti del volgo.
a parte la incapacità cronica che hanno dimostrato in tanti, di capire che se per terra c'è una freccia che dice che su quella corsia si può stare se si gira, e solo se si gira; questa è una cosa che come diceva spesso mio padre in altre parti meno nobili del corpo gli c'entra ma in testa no.
tutti che si accalcano sulla corsia per girare ad attendere il semaforo per andare dritti e se tu sei un povero disgraziato che deve girare e si incavola anche perché non ti fanno passare, hanno anche qualcosa da dire, uno mi ha anche preso in giro perché mi ha tenuta ferma dietro di lui fino a che il suo semaforo non è scattato e poi se n'è andato facendomi gestacci dal finestrino.
devo dire che queste situazione stimolano una parte di me che potrebbe essere definite, parafrasando un libro di psicologia, la donna selvaggia che vive in me: la cosa si traduce nell'infinito desiderio di prendere il bullok che giace accanto a me, scendere dalla macchina, e rendere la testa del guidatore una poltiglia informe mentre il sangue ne zampilla copioso dal corpo inerte.
crudele?
esagerata?
non posso negarlo, ma essendo una donna che già di per se vive con una dose di rabbia trattenuta a forza nel suo subconscio, a volte ho paura che prima o poi, stressata da questa situazione, imbraccerò un uzi e farò una strage di chiunque mi si pari di fronte e non rispetti non solo le regole stradali e le regole legali, ma anche solo le semplici regole del vivere civile.

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