giovedì 21 luglio 2016

IL CALCIO CHE.... schifo

Anche oggi, mentre venivo al lavoro, ascoltavo la radio, e come al solito il radiogiornale passava allegramente dal parlare della crisi finanziaria, che non accenna assolutamente a mollare la presa che che ne dicano politici e governo, ai nuovi aqcuisti del calcio, che vogliono comprare questo o quel giocatore, raccontando della moglie maneger di uno che visto i milioni che le venivano offerti non bastavano minacciava di non andare da una parte, di 35 milioni di euro offerti per un'altro, e così via.
ed ancora una volta ho avuto la conferma, in fondo al mio cuore, che l'odio che provo verso il calcio ha tutte le ragoni di esistere.
questo perchè, anche se viene chiamato sport, non è più uno sport, nemmeno alla lontana. è una passerella di starlette che devono avere bei faccini per vendere i prodotti, muscoli scolpiti per alzare l'odience televisiva, divise smaglianti dai colori accattivanti da vendere ai seguaci di questa specie di nuovo credo, pieno di rutilanti Dei dalle caviglie di cristallo.



del vero sport, della passione, del sacrificio ormai non c'è più nulla in quel gioco. come nel furball americano (prima che qualcuno mi faccia il solito paragone, come se, visto che lo fanno gli americani
fosse lecito farlo anche da noi).
io credo che lo sport, quello vero, fatto di sacrificio, di voglia di vincere, di impegno e di abnegazione, non possa essere valutato in milioni di euro, al rialzo.
chi vede girare tutti quei soldi non sa nemmeno più cosa sia il vero sport.
il vero sport è quello praticato da schermidori, nuotatori, judoki, coloro che, anche se rappresentano l'italia ogni 4 anni di fronte al resto del mondo, si mantengono grazie allo stipendio che gli viene passato dallo stato, attraverso l'assunzione in uno dei tanti corpi militiari; e allora si, siamo orgogliosi di avere quello sportivo tra i nostri rappresentanti.
quelle sono persone che con stipendi, che anche se sicuramente più alti dei nostri non sono certo stratosferici, passano la loro intera vita tra allenamenti e gare, spendendo spesso di tasca propria per i trasferimenti, che devono portare risultati per poter continuare a dedicarsi esclusivamente allo sport, che vivono, soffrono e gioiscono di quello che ottengono con il sudore della loro fronte.
a volte, quando sono molto bravi, e molto fortunati, riescono anche a prendere due soldi in più con le
pubblicità che riescono a fare, a volte sono particolarmente fortunati e, come acune sportive molto belle, possono arrivare a fare anche le modelle per qualche giornale, ma sicuramente non hanno i milioni di euro che gli girano tra le tasche.
eppure dedicano volentieri la loro vita a qusto sacrificio, perchè lo fanno per passione, per amore dello sport che praticano.
alcuni poi dedicano la loro vita, una volta finito il loro iter sportivo, ad allenare altri, magari strapandoli ad una via di strada che altrimenti potrebbe portarli alla malavita.
anche chi fa uno sport che ora è improvvisamente diventato famoso, come il rugby, vive lo sport in una dimensione più vera, accontentandosi di uno stipendio che è molto ma molto lontano da quelli che vedono i calciatori, dando altrettanto sacrificio se non di più, e che contano sopratutto sull'amore dei loro tifosi che di solito sono tifosi di famiglia, con una vecchia storia d'amore alle spalle.
io ad esempio sono una fan da tanto tempo del rugby, non solo degli ultimi anni, un amore di famiglia che nasce ai tempi di mio nonno, che oltre all'infermiere ospedaliero faceva il massaggiatore della squadra del Brescia, passa a mia madre che è cresciuta assistendo a quelle partite, e arrivata fino a me  ed a mia sorella.
e quell'amore mi ha portato sugli spalti freddi dello stadio a tifare per chi sul campo veramente lascia sudore e sangue, chi gioca veramente col cuore e non finge un fallo quando lo sfiorano, e questo che sia la squadra del mio cuore o l'avversario.
in un gioco come quello non puoi stare a far storie perchè ti hanno tirato la maglietta, o buttarti per terra sperando che ti passino il fallo anche se ti hanno solo guardato male. in questo sport esci quando stai sanguinando troppo per rimanere in campo, ed appena si è fermato il sanguinamento scalpiti per rientrare.
conoscendo anche vecchi giocatori ho sentito storie incredibili su quei ragazzoni, che sacrificano tutto per giocare.
i loro stipendi non sono una quota fissa, di solito un giocatore vive dello stipendio che gli passa il
club, e che a volte non basta tanto che sono molti i giocatori che hanno un secondo lavoro.
quando riescono ad andare a giocare per la nazionale di solito hanno una quota in più che si aggira sui 5000 euro, ma anche in quel caso quello che conta non sono i soldi in più che può ricevere alla convocazione, ad ogni partita giocata o il premio per la vittoria. quello che conta è la convocazione, la gioia di poter giocare per la propria nazione, anche quando si gioca e si vive in un club straniero, come succede spesso visto che molti dei nostri giocatori migliori per poter vivere devono andare a giocare in francia o in inghilterra.
se un giocatore normale vive bene può arrivare a riceve fino a 150.000 euro all'anno. certo anche qui
ci sono i casi particolari, sicuramente all'estero perche da noi non ci sono rugbisti che prendono stipendi milionari, ma sono casi particolari, che si possono contare sulle dita di due mani. gli altri giocano ancora per l'amore del gioco.
e fino a che sarà così io continuerò ad amare questo sport ed a compiangere quelli che si sfegatano per gente che solo per stare magari in panchina a farsi vedere, prendono milioni. e con tutti quei soldi, a parte che non gli frega nulla dei loro tifosi ( e di questo si è sentito spesso purtroppo, con giocatori che si negano ai bambini, che non si concedono ai tifosi che lo seguono, che si comportano in maniera ignorante e volgare verso chi li segue e li adora come fossero moderni dei) non ci posso proprio credere che siano tutti puliti e senza macchia. e quando hanno cominciato ad uscire storie di corruzione, di droga, di pastette fatte per vincere o, peggio ancora, per perdere, devo dire che non mi ha stupito assolutamente.
e questo è quanto.

besos 

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