martedì 1 marzo 2016

PRIVACY O NON PRIVACY QUESTO è IL DILEMMA

spesso mi chiedo perché le leggi che vengono fatte per la nostra protezione, o almeno così ci vengono presentate, alla fine diventano un nuovo e farraginoso peso per la nostra vita quotidiana, invece che un aiuto.
in questo momento sto pensando soprattutto al discorso della privacy.
da quando siamo diventati una società informatizzata il problema della privacy è diventato sempre più pesante, e fino ad un certo punto sono anche d'accordo sul fatto che la tutela sia importante per tutti noi, ma a volte questo discorso della tutela diventa veramente esagerato se non addirittura nocivo.
uno degli esempi più eclatanti che si possono avere proprio in questi giorni è quella del telefono I-phone del terrorista in America che non riescono ad aprire e che Apple si rifiuta di sbloccare.
si tratta del telefono di proprietà del terrorista che a San bernardino ha fatto circa 14 vittime e che all'interno del telefono potrebbe avere numeri di telefono e informazioni che rimandano ad altri attentati o ad altri terroristi. informazioni che potrebbero salvare delle vite.
alla richiesta del tribunale di Washington di sbloccare il telefono, la Apple, nella figura dell'amministratore delegato Tim Cock, ha risposto che no, non ha intenzione di sbloccarlo perché questa sarebbe una grave violazione dei diritti dei clienti e farlo creerebbe un pericoloso precedente che permetterebbe una inopportuna intrusione nella privacy dei clienti.
quello che vorrei sapere è quanto vale la privacy. è più importante della vita di altre persone??
se quello fosse il telefono di un pediofilo, al cui interno potrebbero esserci i numeri di telefono di altri suoi compari, saremmo disposti a fregarcene del fatto che si mettono in pericolo non si sa quanti bambini per mantenere al sicuro i nostri piccoli segreti?
ma cosa abbiamo alla fine da nascondere che siamo così tutti impazziti per questa privacy?
ho ridato una rapida occhiata al mio telefono ed al mio pc, e devo dire che a parte qualche telefilm scaricato e passatomi da qualche amico, e poco altro non credo che se qualcuno entrasse nel mio telefono, nel mio pc, troverebbe nulla di così tremendo, specie se chi ci entra è chi mi dovrebbe difendere.
stessa cosa per le telecamere che ci sono per le strade e che dovrebbero mantenerci al sicuro.
ci sono città in cui la gente si è rivoltata all'installazione delle telecamere perché troppe telecamere potrebbero ledere la privacy della gente che ha diritto di andare dove gli pare senza che nessuno lo sappia. e se in quel punto in cui non hai voluto la telecamera, viene violentata una ragazza, viene uccisa una vecchietta a bastonate, ti rubano il portafoglio, rapiscono un bambino, uccidono una mamma di famiglia?
a quel punto siamo tutti pronti a gridare che il governo non  ci tutela, che non siamo protetti contro la violenza e l'illegalità, e che il govenro è assente e così via.
siamo sempre pronti a puntare il dito contro qualcuno, meno che su noi stessi, perché tutto va bene fino a che tutto va come vogliamo noi, ma appena quancosa ci tocca tutti a strillare come pulcini di gazze affamate.
la privacy dovrebbe proteggerci dal fatto che i "cattivi" ci rubino i dati per svuotarci il conto, per farsi dei documenti falsi, per entrarci in casa e farcela trovare pronta per il trasloco. dovrebbe servire per far si che quando camminiamo per strada ci sia sempre un occhio vigile che sappia che stiamo tutti bene e che nessuno in quel momento stà bevendo il nostro sangue, o stia vendendo strane poverine per aprire le porte di fantasilandia a qualche minorenne.
ma queste cose passano in secondo piano di fronte al rischio che la polizia o chi per loro, possa vedere le nostre foto di questa estate in cui ci siamo divertite a fotografarci le tette di fronte allo specchio, o possa accorgersi che il martedì ed il giovedì non faccio gli straordinarti al lavoro ma in casa di Pinco Pallo dove faccio degli straordinari che mi paga in natura.
le nostre piccolezze di ogni giorno potrebbero renderci forse esposti se la legge potesse vederle? solo se quelle nostre piccolezze non non proprio piccole.
io ho sempre pensato di essere una persona abbastanza trasparente, con pochi scheletri nell'armadio. e credo che se i miei segreti potessero essere accessibili da qualcuno che lo fa per monitorare la mia sicurezza, non mi darebbe poi molta noia, anzi.
se fosse per me, ben venga il cip sottocutaneo che sa sempre dove sono, così quando il mio amante tedesco prenderà il sopravvento, sarò sicura che potranno ritrovarmi anche se per andare da termini a san giovanni salissi sul treno per vienna.
ben venga la lettura della mia impronta mediante lettori per qualsiasi cosa, dal prelievo in banca all'acquisto di medicine al pagamento nel supermercato, almeno smetterò di incolpare sempre quell'amante per il fatto che ogni tanto mi dimentico la carta di credito presso qualche supermercato, tutti conosciuti e tutti amichevoli, pronti ad accorgersi della cosa ed a tenermela via.
io so che non ho nulla da nascondere, e che quelle poche ccose che potrebbero essermi imputate sono più veniali che altro quindi non ho problemi nel permettere che la mia persona venga monitorata.
allora, visto che non credo che la maggior parte della popolazione sia composta da serial killer e da spacciatori, perché essere sempre così assillati dalla copertura delle proprie impronte? forse se stessimo meno attenti alla privacy e più attenti al prossimo, ci sarebbero meno problemi a proteggerci tutti.
forse

besos

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