lunedì 14 luglio 2014

UNA TRISTE E FRESCA ESTATE

il caldo è opprimente nella sera, mentre il sudore scorre sul corpo, lo sguardo incollato al video del computer per cercare di non pensare al caldo che l'umidità rende pesante e difficile da sopportare. il ventilatore muove gentilmente l'aria tiepida della sera mentre da fuori non giunge un alito, come se l'aria fosse immobilizzata. poi un tuono, solitario e lontano, ma profondo, lungo. il silenzio seguente è solo un'attimo poi i soliti rumori ricominciano, quasi fosse stato solo un fantasma uditivo, l'immaginazione troppo animata. aspetto qualche secondo sperando in qualcosa d'altro ma sembra che null'altro debba giungere dal buio della notte fuori dalla finestra, fino a che un soffio di aria fresca non mi carezza il viso ed un sorriso spunta.
poi un'altro tuono segue il primo, più vicino, più potente, più lungo. ed un'altro ancora.
l'aria immota si anima si vento fresco, e solletica il collo umido con dita fresche e gentili. il mondo sembra in attesa di qualcosa che i tuoni hanno solo promesso. chiudo il ventilatore e rimango in attesa, so che ora le cose si muoveranno, e spero che le promesse vengano mantenute.
quando comincia è solo un rumore lontano, compatto, come se la pioggia non iniziasse con una scesa leggera, ma con un muro pesante che avanza compatto lungo la strada. il rumore di migliaia di gocce che cadono sulla strada prima lontano, poi più vicino, po sempre più vicino, tutto nell'arco di secondi.
quando arriva è una sferzante mole di acqua che tempesta l'asfalto ed isola la casa dal mondo. i rumori esterni sono eliminati completamente dal suono dell'acqua che rimbalza sulle finestre. lampi continuano a risuonare nel cielo e folate violente di vento scuotono le serrande.
chiudo gli occhi ed ascolto il rumore dell'acqua che cade, cullata dalla sua musica che mi culla l'anima, mentre la mia mente si rilassa ed il mio corpo si abbandona a quella melodia che mi massaggia i pensieri. mi appoggio allo schienale e rimango in ascolto, non penso ad altro che alla pioggia che cade, come se quel pensiero fosse il più bello, il più importante, il più dolce del momento.
la pioggia fitta cade per poco, alcuni minuti, per poi affievolirsi piano piano, fino a giungere ad uno sgocciolio lento, quasi triste di aver esaurito la propria carica.
l'aria ora è  fresca e gentile, mi invita al riposo, promette una notte di sonno ininterrotto per il mio corpo dolente e stanco.
questa estate che tanti odieranno è la mia estate, una estate che mi permette di respirare. che mi concede di sentire i miei dolori ma di riposare come non facevo da troppe estati.
ao questa triste e fresca estate.

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