martedì 11 febbraio 2014

10 Febbraio giorno dei morti nelle Foibe.

ieri è stata la giornata della memoria dedicata ai morti delle foibe.
le foibe, per chi non lo sapesse sono spaccature nel terreno che scendono a strapiombo nel cuore delle montagne che si trovano anche nella zona montana dell'Istria.
queste aperture naturali sono state usate, alla fine della seconda guerra mondiale , per far sparire qualcosa come diecimila italiani, uccisi nei modi più barbari che mente possa concepire.
la tragedia ha origine proprio all'armistizio del 43 quando i partigiani si sentono autorizzati ad eliminare sia gli italiani che avevano abbracciato il fascismo, che quelli che semplicemente non erano comunisti. li catturano, torturano, affamano ed in fine li massacrano gettandone i cadaveri nelle foibe. la violenza poi ha un picco nella primavera del 45 quando la Jugoslavia si annette l'Istria, Gorizia e Trieste. a quel punto la distinzione tra le vittime viene meno: a finire nelle caverne montane sono fascisti, uomini di chiesa liberali, democratici, socialisti, donne e bambini. un massacro dettato dall'odio verso gli italiani che Tito vuole eliminare facendo una purga etnica, in modo da liberare la Jugoslavia da italiani e non comunisti.
la gente rastrellata in queste tremende ore, dopo aver subito angherie e torture di ogni genere, veniva condotta fino nei pressi della foiba, quindi veniva legata prima mani e piedi, poi tutti assieme in grappoli lunghi, con fil di ferro che era passato sui polsi e stretto con le pinze.
gli aguzzini si divertivano spesso a sparare ai primi della cordata con una sventagliata di mitra aspettando che rotolassero giù nella foiba trascinando con se gli altri malcapitati ancora vivi. chi non moriva immediatamente per le pallottole o per il volo di almeno 100/200 metri moriva lentamente agonizzando per le ferite subite nel rimbalzare sulle pareti aguzze della foiba.
quando nel 47 viene ratificato il trattato che  attribuisce in via definitiva alla Jugoslavia l'Istria e la Dalmazia la situazione precipita:
trecentocinquantamila persone tra uomini, donne e bambini, si vedono trasformati in esuli per fuggire dalla dominazione titina e soprattutto per non rischiare di essere uccisi. quello che stupisce, anche se nemmeno tanto, è che in Italia i fratelli in fuga non vengono certo accolti con benevolenza, dato che fuggono da un paese comunista in cui il sogno del socialismo russo viene reso reale.
e questa vicinanza con Tito e la sua ideologia comunista spingerà anche a sotterrare nella memoria il dramma degli infoibati, facendo si che quel che è successo scivolasse lentamente nel dimenticatoio.
purtroppo non è solo il PCI che tentò di cancellare il ricordo di quel massacro, per chiari motivi ideologici; anche la Democrazia cristiana, comportandosi come se i cittadini dalmati ed istriani fossero di tipo B, non approfondì la conoscenza di quella piega buia del passato che lentamente finì per essere ricordato solo dai sopravvissuti, come Graziano Udovisi, unica vittima riuscita a strisciare fuori da una foiba ed a sopravvivere.
da parte loro i neofascisti non ci tennero ad attirare l'attenzione in un periodo di lenta ricomparsa malvista, specie sapendo che nel periodo dal 43 al 47 l'Istria e la Dalmazia erano praticamente state annesse al terzo Reich tedesco.
questi avvenimenti vennero lasciati nell'oblio e dimenticati per quasi cinquant'anni, un periodo lunghissimo che rischia di far scomparire anche chi ha memoria degli avvenimenti, anche se non ha il coraggio di farsi avanti.
e quando finalmente questa immane vergogna venne alla luce non si riusciva a credere che tante vite erano state spente in quelle buche nel terreno.
a questo scopo è stato istituito il giorno della memoria: per ricordare come non solo la destra fu da reputare come portatrice di morte e distruzione. i comunisti, nel momento in cui la guerra finì, (e va ricordato che i partigiani  non furono solo gli iscritti al partito comunista ma c'erano anche molti rappresentanti della democrazia cristiana e dei socialisti) si scatenarono in un'orgia di epurazione che travolse sia i filofascisti ed i fascisti, sia coloro che in qualche modo erano degli intoppi nell'ottica di una nazione completamente comunista, come i preti di campagna, i contadini che vennero considerati grandi possidenti e quindi nemici del popolo. 
le foibe purtroppo furono una pagina oscura e tremenda, che riporta alla luce la scomparsa di migliaia di persone, ma quanti furono quelli che, in territorio italiano e soprattutto nella zona della pianura padana, furono fatti sparire in maniera silenziosa, o uccisi in maniera plateale per dare un esempio. quanti furono i morti per interesse e per lezione che furono fatti negli anni immediatamente dopo la fine della guerra.

se una lezione deve essere presa da quella fetta di storia, dovrebbe essere che in quella guerra non ci fu nessuno pulito o santo, ci furono delle azioni tremende perpetrate sia dalla destra che dalla sinistra, morti e soprusi imposti dagli uni e dagli altri. è per questo che dobbiamo rispettare sia il giorno della memoria dell'olocausto, che ricorda la persecuzione fascista, come il giorno della memoria dedicato ai morti delle foibe che rappresenta una pagina delle più nere del comunismo.
e questo in barba ai revisionisti storici che cercano di negare l'attribuzione alla sinistra degli infoibati, o di attribuirli alla destra per mantenere l'alure candido della sinistra. ma ci sono i superstiti della persecuzione di Tito che ancora ne ricordano la violenza, ci sono i parenti sopravvissuti, i documenti tornati alla luce. tutte prove concrete che ci danno un quadro preciso.
quello che dobbiamo fare è cercare di non ricadere più in errori così tragici.

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