giovedì 31 ottobre 2013

L'ipocrisia delle parole

sono veramente stanca dell'ipocrisia che stà invadendo la nostra nazione. non abbiamo più il coraggio di chiamare le cose con il loro nome,e cerchiamo di dargliene uno che suoni meglio, più nobile, più elevato come se chiamare la merda Alvo la facesse puzzare meno.
quando eravamo piccoli per strada gli spazzini pulivano i marciapiedi con le loro scope, svuotavano i contenitori dei rifiuti fischiettavano e salutavano noi ragazzi che andavamo a scuola se venivano salutati; i bidelli pulivano i pavimenti ed i bagni delle scuole, pulivano le aule che puzzavano sempre di disinfettante tranne quando qualche bidella di buon cuore comprava qualche detersivo profumato, riempivano le scuole di profumo di caffè che cucinavano nel loro stanzino dove accorrevano anche gli insegnanti di prima mattina, e alla ricreazione allora potevano ancora vendere le merende agli studenti, ed all'ITI di Grosseto il nostro bidello ci procurava dei panini al tonno che erano le sette meraviglie.

tutto era più semplice e schietto.
ma oggi no.
oggi gli operatori ecologici si occupano delle stesse cose di prima ma sono operatori ecologici, che poi di ecologico non so che abbiano, visto che spesso e volentieri sono i primi a fare un fricantò dello sporco stando ben poco accorti alla separazione dei tipi di rifiuti. come prima raccattano il pattume dalla strada, svuotano i secchioni vivendo in un mondo di puzza eterna, e sono certamente più sciatti e svogliati di un tempo, anche grazie alle nuove tecnologie, visto che spesso mi ritrovo a vedere le spazzine della mia zona abbracciate alla loro scopa mentre mandano messaggi a tutto spiano.
oggi i collaboratori scolastici, non puliscono più i bagni, non puliscono più le aule, non passano più il cencio per terra e certamente non possono più vendere le merendine ai bambini perchè a quel che mi viene detto non è più loro compito. almeno i bidelli erano utili. gli operatori scolastici a che servono oltre che a suonare la campanella ed a preparare il caffè, se almeno quello lo fanno ancora?
e tante altre cose hanno assunto un nome altisonante sperando forse così di nascondere una forma di disprezzo che era insita nel nome. oggi non esistono più gli andicappati. ci sono i diversamente abili, come se l'essere diversamente abile ti faccia diventare più intelligente, o ti faccia ricrescere un arto che ti manca o ti raddrizzi una schiena bifida.
io sono una invalida civile, a tutti gli effetti posso essere indicata come handicappata, non mentale, anche se mio marito forse potrebbe aver da ridire, ma fisicamente. non cammino bene, non riesco a stare dritta per più di un tot e devo camminare col bastone quando va bene e con le canadesi quando va male.
io camminavo e correvo prima, ed il fatto che oggi mi definiscano diversamente abile non significa che ho un modo diverso di camminare e di correre. faccio esattamente le stesse cose di prima tranne quelle che non posso più fare, non è che quelle le faccio in modo diverso, non le faccio e stop.
quindi non sono diversamente abile, al massimo sono solitamente inabile.
ci vergognamo delle parole, ma le parole non hanno colpe, non sono ne buone ne cattive, come le parole, come le armi, come i cani. dipende da chi le dice, da chi le impugna da chi li educa.
se mia madre parlando don la vicina dice di avere una figlia handicappata dice solo la verità: ha una figlia in cui delle funzioni hanno subito degli handicap funzionali che li inibiscono o ostacolano e lo dice con dispiacere, con amore, con quello che esprime una madre per una figlia.
se un ragazzo per la strada ridendo mi urla "brutta handicappata" mi offende e ferisce esattamente come se mi gridasse "guarda la diversamente abile", è solo che così suona scemo ma non meno doloroso perchè il concetto che c'è alle spalle è sempre lo stesso: tu sei malata e debole ed io posso deriderti perche tu sei inferiore a me.
le parole possono offendere anche quando sono infiocchetate e dipinte di rosa, ed anche quando sono espresse con tutta l'educazione del mondo.
la signora in ghingheri e piattini che allunga il sacchetto di cacca del cane dicendo"ei lei operatore ecologico, dove gli metto questa?" lo fa con lo stesso sussiego e la stessa superbia che se lo avesse chiamato spazzino e gli avesse tirato la sacchetta di escrementi sulla pala.,solo che agli occhi della società è più bello come modo di esprimersi è più... Politicaly Correct.
che schifo.

2 commenti:

laura ha detto...

già! hai straragione....non sono sempre le parole a ferirti ma anche come vengono dette e l'intenzione con cui ti vengono dette....io che sono una diversamente magra ne so qualcosa! ciao! laura

cooksappe ha detto...

vero

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