giovedì 18 ottobre 2012

oggi parliamo di AGOPUNTURA

oggi voglio parlare di una pratica che fino a qualche tempo fa non aveva assolutamente riscosso la mia fiducia, almeno non completa, ma che oggi mi vede molto meno scettica.
parlo dell'agopuntura.
credo che chiunque almeno una volta abbia sentito parlare di agopuntura, di quella cosa dove ti piantano degli aghi in punti particolari e tu guarisci da quello che ti curavano. be, non è proprio così quindi voglio prima spiegare cosa sia l'agopuntura e poi darvi il mio punto di vista della cosa.
Delle reali origini di questa pratica si sa poco o nulla, visto che la storia si perde nel tempo e si mescola alla leggenda. Basti dire che i testi più antichi che ne parlano, databili al 2500 a.c., fanno continuamente riferimento agli "Antichi testi" da cui traggono insegnamento e di cui non si ha traccia alcuna.
la sua applicazione in Cina ha una lunga storia ed una lunga evoluzione, mentre nell'europa, quando i primi seri contatti vengono messi in campo, si crede poco a questa pratica empirica e poco convincente. coloro a cui spetta maggiormente il merito di aver portato in Occidente la conoscenza dell'agopuntura sono Dabry de Thiersant che nel 1863 pubblica il trattato "Medicina presso i cinesi" e e Souillè de Morant che mezzo secolo dopo, con Ferryrolless, pubblica il "Trattato di Agopuntura cinese". curioso come ambedue i personaggi non fossero medici ma diplomatici, che vivendo a stretto contatto con quella cultura ebbero modo di capirne i vantaggi e la funzionalità.
però la vera domanda è: in realtà come funziona l'agopuntura? si crede comunemente che questa vada a toccare i centri nervosi stimolando i nervi ad una reazione. niente di più sbagliato, dato che toccando i nervi si otterrebbe solo un acuto dolore e l'infiammazione degli stessi. in realtà si deve andare a studiare il meccanismo biofisico del problema per capire come agisce questa tecnica.
si tratta, detto per sommi capi, dato che anche io non sono proprio una sapiente dell'argomento, di eletricità. il nostro corpo è una specie di batteria che produce corrente e questa corrente scorre in noi ,grazie alla grande quantità di acqua che ci compone, ( circa il 70& del corpo adulto è acqua) dagli organi che la producono verso la superfice; quando un organo è malato la sua capacità di rpodurre energia è compromessa e questo scorimento ne risente riversando verso la superfice energia sbagliata, più o meno.
l'ago che viene usato nell'agopuntura è composto di due parti: la prima, quella che entra nel corpo del paziente, in acciaio extraduro e molto sottile; la seconda, il manico, è un avvolgimento di filo metallico, che può essere rame, ottone alluminio, argento, o altro, l'importante è che sia di un materiale diverso dal primo. la composizione di due metalli fa si che si crei un elettrodo su cui è possibile anche misurare una piccola corrente indotta proprio dai due metalli a contatto.
in patica funziona più o meno così: se un organo stà male la sua produzione eletrica sarà compromessa e questa compromissione si rifletterà sul percorso che l'eletricità fa di solito per salire in superfice, percorso che si chiama meridiano, fino al punto di sbocco che diventerà una porta per l'uscita di questa energia "sbagliata". gli aghi, infissi in questa porta di uscita sembra possano fare entrare una specie di istruzione elettrica che dovrrbbe riportare l'organo ad una funzione normale.
come ho detto il tutto è più o meno così ma io non sono una esperta e riporto solo nozioni più o meno comprese leggendo dell'argomento.
io mi sonosottoposta a questa terapia non per curare, dato che per la mia malattia non esiste cura, scusate il gioco di parole, ma per alleviare i sintomi dolorosi che la malattia mi causa continuamente.
partiamo con il dire che gli aghi non è vero che non fanno male. io sono purtroppo iperalgica,cioè sento molto più il dolore degli altri, a causa della costanza del dolore che mi ha irritato tutti i recettori nervosi, ma io il dolore l'ho sentito ed anche bene! in alcuni punti così forte da farmi saltare i piedi.
appena messi il dolore terminava ma mentre li metteva altro che se lo sentivo.
poi devi stare li, ferma, con tutti gli aghi inseriti, che possono essere anche 14 nel mio caso, poi non so se possono essere di più o di meno, per circa un quarto d'ora, venti minuti, quindi si tolgono e la seduta è finita.
si devono fare sedute molto ravvicinate e cadenzate in maniera precisa, e sono dalle sei alle quindici.
 
che vi devo dire? li per li il giovamento è sicuro, io quando ho fatto le sedute sono riuscita a camminare quasi normalmente e senza bastone, anche se le scale e le salite rimangono difficili, ma per mantenere il risultato non ci si deve sforzare, altrimenti i dolori tornano, sempre nel mio caso è chiaro. però l'effetto c'è quindi sospetto che in qualcuno che ha un problema curbile la terapia sia efficace e duratura.
io l'ho fatta, ne ho anche tratto un leggero giovamento, niente di estremo ma qualcosa ha fatto, e probabilmente, nonostante il costo ed il dolore, tra sei mesi tornerò a fare un'altro ciclo, sperando che alla lunga qualcosa di più duraturo faccia. e mi sento anche di consigliarlo ad altri, perchè credo che qualcosa di buono faccia. provare costa, ma in fondo i soldi spesi per avere una vita migliore, a livello di salute, non sono mai soldi sprecati.

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