martedì 22 novembre 2011

prostituzione, oggi mi metto nei guai.

oggi sul giornale c'è un articolo, che parla di giovani ed avvenenti squillo di lusso che si prostituivano a Torre del Greco, in negozi di parrucchiere e di estetistica. erano tutte molto belle, maggiorenni e curatissime.
qualche giorno fa era uscito un'altro articolo su una serie di casalinghe scontente che arrotondavano lo stipendio del marito con appuntamenti molto privati che gli permettevano la pelliccia ed il lifting nuovo. tutte volontarie e consenzienti.
quasi ogni mese esce un nuovo articolo in cui si scopre che la prostituzione non è solo quella bestia malvagia che prende giovani e imberbi ragazze dell'est Europa, dell'Africa, dell'Asia, le droga, le sevizia e le butta sulla strada dove devono vendere il proprio corpo per due soldi e poi le lascia nella fame e nel freddo.
esiste anche una faccia molto più truccata e suadente, che viene liberamente scelta dalle donne come mezzo di guadagno facile e di semplice impiego.
quello che ho sempre pensato, e che spesso e volentieri è stato considerato un insulto da parte di molte donne, è che la prostituzione in fondo è insita nella società e non solo civile. sempre nel tempo ci sono state donne che hanno pensato di sfruttare un bene donato loro dalla natura per migliorare la loro situazione sociale, monetaria, civile.
ci sono sempre state le prostitute di strada che per due soldi vendevano il loro corpo, ma c'erano anche le favorite, che per il loro corpo ricevevano gioielli ed a volte il potere di gestire uno stato.
se tutto questo esiste, è sempre esistito, e sempre esisterà perché non renderlo ordinato e seguito? la legge Merlin secondo me ha fatto molto peggio che meglio per tutte quelle donne che vivono di prostituzione, perché se prima questo mercificio di corpi era gestito da pochi che però si occupavano della salute e della protezione di quelle donne, dopo la legge Merlin le stesse donne non hanno smesso i loro commerci, si sono semplicemente spostate per strada, esponendosi al pericolo sia di natura sanitaria, visto che di controllo non ce n'era più, che di natura fisica visto che a quel punto la violenza dei clienti non aveva più nessun freno.



spesso mi sono scontrata con i ben pensanti, e soprattutto le benpensanti femministe che dicono che la prostituzione è una aberrazione che dovrebbe scomparire dalla faccia della terra. la prostituzione è insita nel rapporto uomo donna. nel momento in cui io cedo il mio corpo per una fetta più grande di coscia di dinosauro comincio a mettere in piedi un commercio di me stessa che mi porterà a vendere me stessa al miglior cacciatore, ogni volta che potrà darmi della carne da mangiare, e se sono bella otterrò i favori del cacciatore più bravo che mi fornirà costantemente di carne in cambio del mio corpo in esclusiva.



da allora il tipo di rapporto non è cambiato, solo il tipo di pagamento e di interesse ha subito una modificazione.



oggi se possiamo, vendiamo noi stesse per una cena fuori con l'accompagnatore di turno, per una posizione migliore quando il tipo che frequentiamo è facoltoso ed importante, per una parte al cinema, in televisione, in un reality qualsiasi. anche quella è prostituzione, magari senza passaggio di denaro, ma con il passaggio di altri interessi.



ed allora perché non renderla di nuovo legale, questa benedetta prostituzione? che tutte coloro che desiderano vendere il proprio corpo per denaro si iscrivano ad un albo, che vengano registrate, gli sia assegnata una partita IVA, che paghino le tasse in funzione del loro livello di produzione, che siano costrette per legge a mostrare un certificato aggiornato che mostri il loro stato di salute, che gli venga assegnato un luogo di lavoro consono allo svolgimento di un tipo di occupazione sana e curata, quindi non in mezzo al fango o per strada, non in ambienti fatiscenti o insalubri. che abbiano agevolazioni per quanto riguarda la fornitura di cure mediche, che siano assicurate e tutelate, che abbiano una protezione costante da parte delle forze dell'ordine che impediscano la violenza nel loro svolgimento del servizio, che abbiano una pensione maturata dopo un tot di anni di lavoro, calcolato secondo me come lavoro usurante, e che gli venga riconosciuta la dignità di libere professioniste.



che ci siano dei controlli sulla sistemazione, che i prezzi siano calmierati a seconda delle prestazioni, e delle possibilità offerte dalle lavoratrici, o dei lavoratori se è per questo.



se si tratta di semplici prostitute che possono offrire il proprio corpo e poco più, il trattamento sarà diverso rispetto alle prostitute di alto bordo che possono offrire luoghi di piacere ricercati e raffinati, massaggi e musiche rilassanti, o rispetto alle professioniste che magari soddisfano tipi di appetiti diversi da quelli soliti, o da gigolò che forniscono un servizio completo di di compagnia per la serata, o alle escort che devono essere anche culturalmente preparate per essere pronte ad un diverso servizio anche di accompagnamento.



insomma visto che queste donne esistono, e non tutte lo fanno perché obbligate, allora diamogli una dignità, un riconoscimento, una tutela, legale e sanitaria, impediamo che siano costrette a vivere per strada al freddo ed all'umido, esposte alla violenza di chiunque, obbligate a subire il sopruso di un padrone che le protegga più o meno, e che gli rubi il guadagno sudato.



se ci fosse un inquadramento, un riconoscimento, si potrebbe allora perseguire con più violenza coloro che obbligano ad un tipo di prostituzione che è violenza sessuale e non libera scelta di vendere se stesse, quegli uomini che trattano quelle giovani come merce della peggior specie da violare e sporcare, senza che sia una loro scelta quella di vendere il proprio corpo.



si potrebbe riconoscere coloro che mortificano le giovani obbligandole a quella vita e distinguerle da coloro che invece in quella strada vedono un modo di guadagnare diverso dal solito.



ed alla fine smettiamo di demonizzarle. sono persone spesso gentili, di cuore, che svolgono un compito che secondo me è socialmente indispensabile. è facile dire che la prostituzione è infamante, ma quante di quelle ben pensanti e pudiche femministe che lo condannano sarebbero disposte a soddisfare i normali bisogni di un povero vecchio che non ha una compagna ma ha ancora dei normali desideri? o di un giovane andicappato che desidera una vita sessuale come tutti gli altri ma che non ha le stesse possibilità? o di quelle persone che per loro natura non vengono apprezzate da molte donne e si trovano a doversi rivolgere alle professioniste per poter avere un normale e fisiologico sfogo?



facile dire che andare a puttane è riprovevole: che devono fare queste persone, smettere di desiderare, di sentirsi uomini?



io stessa conosco persone che scansate dalle donne normali, e sul normale avrei molto da dire, perché grassi, perché brutti, si sono dovuti rivolgere alle donne di strada per poter soddisfare i loro bisogni. e in questo non ci vedo nulla di male, perché sono uomini e prima o poi devono poter dare sfogo alla loro natura, è naturale.



penso che questa ipocrita politica che spinge a ignorare o demonizzare il problema, sia solo un peggiorare una situazione che potrebbe invece essere resa più sicura e regolamentata.

1 commento:

Stefano Petroni ha detto...

A parte "i prezzi calmierati" sono completamente daccordo con te.

Tra i vantaggi che sottolinerei il controlle delle malattie trasmissibili sessualmente ed il pagamento di giuste tasse.

Propongo però che pure i clienti per accedere ai servizi debbano mostrare un certificato medico aggiornato. Sicurezza sul lavoro.

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