giovedì 13 marzo 2008

Deep Space One


oggi vi voglio parlare di un qualcosa di speciale e di particolare.
anni fa, ero iscritta ad un club di fantascienza, lo STIC che sta per Star Trek Italian Club. si trattava di un insieme di perone accomunate da una passione, ma soprattutto desiderose di amicizia, condivisione e divertimento.
quegli anni furono estremamente particolari, anni in cui sentivo di appartenere ad una specie di casta, un gruppo ristretto di persone che avevano magari la fama di strani, ma che stavano bene assieme ed il cui solo scopo era di condividere la loro passione.
purtroppo negli anni questa situazione degenerò e per tutta una serie di problematiche che non vi sto ad elencare si ruppe quell'incanto che ci univa e io mi ritrovai orfana di quella sensazione di appartenenza che mi aveva tanto aiutato negli anni.
fu in quel periodo di rottura che si andò formando una nuova speranza: un club romano, di persone che nascevano dalla gemmazione dello STIC ma che avevano visioni più ampie e desideravano più cose rispetto alla sola condivisione di Star Trek.
prese quindi forma Deep Space 1, un gruppo alla cui nascita contribuii anche io, che ebbe le sue belle vicissitudini, che ha ancora problemi e di cui non sempre condivido la conduzione, in cui oramai sono solo una socia onoraria ma che ha ancora qualcosa di particolare e di importante: un senso di appartenenza, e di vicinanza, che ogni anno, se possibile, ci spinge ad abbandonare casa e famiglia, se non a portarcela dietro, a spendere soldi, per riunirci in un luogo, a Fiuggi dove si svolge la DEEPCON.
si tratta di quattro giorni di pura follia, di gioia come si può provare solo perdendo tutte le proprie inibizioni in un gruppo di scatenati che possono assolutamente capire quello che stai dicendo e provando.
quattro giorni di grandi pranzi e cene, di pochissimo sonno, di chiacchierate infinite sulle cose più assurde, di facce ed amici ritrovati, di amicizie riconsolidate di affetti rinfocolati, di gioco, di divertimenti,di travestimenti, di ritorno all'infanzia.
quattro giorni che riempiono il resto dell'anno con il loro ricordo e che perdere fa male come solo perdere una bella cosa può fare.
ci sono la radunate persone che posso chiamare amici nel più completo senso che si può dare al termine: amici che mi hanno accolta quando non avevo un posto dove dormire, che mi hanno dato il loro denaro quando ne ho avuto bisogno senza aspettarsi una subitanea restituzione, amici che mi sono stati accanto quando sono stata male e che mi sono stati accanto quando sono stata bene, amici che mi hanno fornito di una famiglia supplementare a cui appoggiarmi.
ed io quest'anno non ci sarò.
per questo spero che almeno un loro pensiero sia per me, mentre io penserò molto a loro e spero, ardentemente, di poterli rivedere, tutti, l'anno prossimo, con lo stesso spirito, con la stessa voglia di giocare che c'è in noi tutti.
vi voglio bene.

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