giovedì 17 novembre 2016

IL GIORNO DEL GATTO NERO

oggi è la giornata dei gatti neri. questi splendidi felini, dalle mosse agili e dal colore così vicino a quello delle loro sorelle più grosse, le pantere, che ancora oggi rischiano la vita per la sciocca superstizione che ancora obnubila la mente di molti. 
per cercare di dare una spinta verso la salvezza di questi splendidi animali, voglio parlare dell'origine di questa assurda credenza che ne fa i compagni preferiti delle streghe ed i portatori di sfortuna.
cominciamo col il dire che anche in questo caso la religione ha le sue belle colpe, tanto per cambiare.
nel periodo romano i gatti neri erano i figli prediletti della dea Iside, signora della notte perché nella notte erano invisibili, mentre i loro occhi erano una luce quasi mistica che si muoveva nel buio. cosa poteva aver originato una creatura così magica se non una divinità?
Iside era oltre tutto anche la dea della fortuna quindi in gatto nero era considerato portatore di fortuna e protettore, tanto che era considerato di buon auspicio portare un gatto nero sulle navi.
fu appunto la religione cristiana, che tra le tante cose pessime, fece anche quella di rendere i gatti neri i rappresentanti delle credenze pagane e decise di seppellire con loro quelle credenze.
nel vero senso del termine. infatti furono i primi missionari cristiani a spingere i contadini a seppellire un gatto nero nei campi per rendere propizio il raccolto, come furono sempre loro a spingere perché, a raccolto avvenuto, si sacrificasse un gatto per ringraziare del raccolto avvenuto.
i gatti rimasero creature dalla natura particolare e misteriosa, ma questa aura magica di cui erano soffusi assunse sempre più una connotazione maligna e negativa, così come le donne che nel tempo avevano accumulato una conoscenza della natura tale che permetteva loro di curare e di assistere.
tali conoscenze, che chiaramente non potevano venire da un dio che soprattutto allora non riconosceva nemmeno alle donne la stessa dignità o umanità dell'uomo, dovevano quindi essere di natura diabolica, visto che non erano di natura divina. e a chi associare quindi queste donne, considerate streghe ed amanti del diavolo, se non al gatto nero, divenuto simbolo di potere oscuro e quindi a sua volta rappresentante del maligno. con l'inquisizione la situazione peggiorò al punto che, anche se non è vero che ci furono grandi stragi di streghe a causa dell'inquisizione, è vero che ci fu una tale moria di gatti neri, per mano di questi ardenti religiosi, che si rischiò l'estinzione di questo colore dai mantelli dei nostri amici mici.
fortunatamente ci furono anche paesi in cui questa affinità con il diavolo portò bene al gatto nero, come nei paesi anglosassoni, dove farsi amico una do questi piccoli demonietti porterebbe bene al suo umano.il gatto nero porterebbe soldi e benessere in questo caso come alcuni proverbi inglesi lasciano intendere "Se un gatto nero viene perduto, mille guai capiteranno alla famiglia", "Quando il gatto di casa è nero la ragazza senza amore non resterà davvero, "Bacia il gatto nero e ti farà grasso; bacia il gatto bianco e ti farà magro."   
anche la credenza che se un gatto nero che ti attraversa la strada ti porta sfortuna è una credenza relativa al periodo in cui si andava a cavallo. il gato per sua natura è un animale furtivo e quando attraversava la strada spuntando d'improvviso di fronte ad un cavallo, questo si imbizzarriva.  la cosa valeva anche di più di notte, quando il cavallo, che non ci vede come un gatto, si ritrovava di fronte un gatto nero, praticamente invisibile nel buio se non per il verso di minaccia che lancia che lancia quando si sente minacciato.
da qui al dire che se un gatto nero ti attraversa la strada il passo è breve.

credenze che non perdono ma che, vista la scarsa conoscenza di allora, posso perdonare.
non altrettanto posso fare con chi al giorno d'oggi ancora si ostina ad avere simili incomprensibili credenze, in un mondo che ormai dovrebbe aver dipanato tutte queste superstizioni.
eppure ancora oggi il numero di gatti neri investito per strada, picchiato per strada, lapidato dai ragazzini, per non parlare del periodo di Halloween 
gatti neri vengono sacrificati in ridicole cerimonie sataniste, vengono impiccati ai lampioni. 
Comprendere che questi splendidi felini sono carichi di amore quanto è più i loro simili dal mantello più fortunato ci renderà tutti più civili e renderà chi si accaparrarsi l'amore di una di queste splendide pantere in miniatura molto felice e fortunato, perché l'amore che un gatto può dare, a prescindere dal colore della sua pelliccia, e un amore molto più grande di quanto ancora non si creda. provate a tenere una di queste pallette pelose in mano, passate le dita nella sua serica pelliccia, fatevi cullare dalle dolci fusa e vi renderete conto di quello che anche gli scienziati oramai hanno provato: il gatto è terapeutico per il nostro sistema nervoso e di conseguenza, anche per tutte le problematiche che dallo stress possono venire. abbassa la pressione,  regola il ritmo cardiaco, rilassa la mente e ci aiuta nella produzione di serotonina rendendoci felici.
Voglio finire questo post parlando i del mio gatto più anziano, Merlino.
È uno splendido gattone nero, che sta con me da oramai quasi 15 anni. chi mi segue e mi conosce, conosce anche la sua storia per gli altri, detto in breve ho incrociato la sua strada quando aveva solo 15 giorni e mi sono innamorata dei suoi occhi blu cobalto e della sua spaventata difesa, pronto ad aggredire per la sua sopravvivenza, nonostante fosse poco più lungo del mio dito indice. ha perso la coda perché qualche disgraziato gli ha spezzato e quasi strappato na splendida codina prima di abbandonarlo, ma da allora ha avuto la vita migliore che ho potuto offrirgli.
Purtroppo ora si è malato, ha una disfunzione della tiroide che al momento ha bisogno di tutta la mia attenzione e cura per rientrare da una situazione critica, ed in seguito richiederà una costante cura che durerà per tutta la sua vita.
Ma lui è sempre vicino a me, è  il mio angioletto ed io farò sempre tutto il possibile per curarlo ed aiutarlo. ma quello che lui da a me ogni giorno, con il suo amore, la sua cieca fiducia in me, la sua presenza ed la sua compagnia e qualcosa che non sarà mai ripagata per quanto denaro io posso spendere o fatica io possa fare.
e con questo vi saluto e vi esorto, adottate un gatto nero, avrete uno splendido, piccolo esponente dei felini che si aggirerà  per la vostra casa, come una pantera si aggirerà  i per la casa.
Besos.


mercoledì 2 novembre 2016

RUDY E' TORNATO SULLA ASTRONAVE

non ne ha parlato nessuno, e probabilmente a non molti mancherà ma ieri sera, qui a Roma, una delle menti della fantascienza italiana, uno che la fantascienza la trattava da anni e lo faceva con spirito e umorismo, se n'è andato, facendo poco scalpore.
Massimo Mongai, a due giorni dal suo sessantaseiesimo compleanno è morto, dopo una peregrinazione tra le strutture mediche romane, ed a chi voleva sue notizie rispondeva "Sono mesi che cerco una risposta adeguata, motivo per cui non ho ancora risposto, insieme allo stress della situazione. Va tutto bene. Quasi. A presto a tutti."
non era un uomo facile, sanguigno, misogino, convinto di essere il depositario dell'unica verità universale, ma nello stesso tempo impulsivo, entusiasta, istrionico.
la prima impressione che dava era quella di un grosso orso, irsuto e scapigliato. con quella grossa barba che spesso era piena di briciole, con la sua strabordanza non solo fisica, con la sua incapacità ad arginarsi. eppure accoglieva le persone con simpatia ed apertura, era alla mano. se ti prendeva in simpatia ti raccontava quello che pensava, quello che faceva. diceva che potevi trovarlo quasi sempre al bar della Garbatella, dove abitava da una vita e dove, credo, fosse convinto essere il reale centro del mondo, sicuramente del suo.
ma non era uno che non avesse mai spostato la sua visuale da li.
aveva viaggiato, aveva conosciuto molto altro. solo che alla fine aveva deciso che meglio di li o si stava da nessuna parte e ci era tornato.
grazie alle sue esperienze aveva potuto scrivere tante delle sue piccole opere, alcune godibilissime, altre un po meno curate, tutte sicuramente contenenti un po di lui.
la sua opera d'arte resta quel "Memorie di un cuoco di Astronave" che gli valse il Premio Urania, e che altri non era che lui, e le sue esperienze come cuoco di bordo, portate nello spazio.
si divertiva parecchio a dire che lui era Rudy Turturro, quando ne parlava.
non era facile averlo in simpatia, con il suo essere convinto di idee un po superate, una delle quali era l'incapacità delle donne di essere all'altezza degli uomini i alcuni campi, tra cui la scrittura della fantascienza. questo era un cavallo di battaglia che gli era valso l'antipatia di molte femministe nei gruppi che lo ospitavano a volte, ma lui imperterrito la proponeva ogni volta, convinto della assoluta correttezza delle sue affermazioni.
a me non importava molto.
perché al di la di queste sue affermazioni, era poi gentile e mi aveva incoraggiato più di una volta a scrivere. mi aveva anche promesso che se gli avessi mandato un racconto, ma non troppo lungo, lo avrebbe letto volentieri, ma non ho mai avuto il coraggio di farlo.
non ne avrò più la possibilità.
quando stamane ho letto la notizia non riuscivo a credere che fosse possibile. non era vecchio, e non sembrava troppo mal messo l'ultima volta che lo avevo visto, ma non lo vedevo poi così spesso, e quindi probabilmente si era aggravato, nei suoi mille acciacchi che lui imputava all'età, ma che sperava di debellare mettendosi a dieta.
o almeno così diceva.
invece alla fine no c'è riuscito. 
e la sua scomparsa è passata sotto silenzio, con la morte della ministra Aselmi, il terremoto, e Renzi che fa dichiarazioni, i problemi del referendum e chissà cosa altro.
di lui non si parla sulla stampa nazionale ne il telegiornale locale. si scopre che è morto solo sulle riviste che parlano di fantascienza, o cercandolo su google.
e leggendo il mio blog.
addio grosso orso sciocco, mi mancherai parecchio, tu, i tuoi occhi buoni e la tua barba sporca.


Massimo Mongai
 
03/11/1950 - 01/11/2016

venerdì 21 ottobre 2016

SCIAPPARELLI HA SMESSO DI PARLARE

il 20 luglio del 1969 il mondo intero si fermò, con il fiato sospeso. tutti rimasero con gli occhi puntati su uno schermo in bianco e nero, da cui un annunciatore seguiva i momenti salienti di uno degli eventi mondiali più importanti della storia: i primi passi sulla luna da parte di un uomo.
ieri invece, la voce della sonda Schiapparelli, planata sulla superficie di Marte, si è spenta tra il silenzio e il disinteresse del mondo intero, tranne un pugno di appassionali, nerd, o curiosi che ne hanno seguito l'epopea.
cosa è cambiato dal primo evento al secondo?
guardando la società non molto è cambiato: i problemi ci sono sempre, l'economia è fluttuante e come allora ci sono quelli che pensano che non vedremo una luce nella crisi, ci sono quelli che pensano che la politica distruggerà la società, ci sono quelli che vedono solo i problemi e non le soluzioni, quelli che pensano che il denaro andrebbe speso per altro e quelli che hanno altro a cui pensare.
allora perché oggi un avvenimento che allora sarebbe stato epocale oggi non ha interessato praticamente nessuno, se non un paio di pagine di qualche giornale, ed un trafiletto su qualche altro?

la mia impressione è che oggi abbiamo smesso di guardare in fuori.
abbiamo smesso di sognare, di sperare in un mondo più grande, in altre frontiere, per abbassare la nostra visione al solo mondo che ci circonda e diventare ciechi verso il resto.
ci siamo concentrati solo su di noi, sulle nostre miserie, sui nostri dolori, sui nostri problemi, e ci siamo impoveriti.
abbiamo deciso di perdere la possibilità di volare la fuori con l'immaginazione, di sperare che il futuro dispieghi le ali della nostra mente e dei nostri corpi per portarci la dove nessuno è mai giunto prima.
che peccato.

io no.
io ancora oggi alzo gli occhi la notte e rimango a guardare le stelle, illudendomi di vedere, sulla luna, il punto in cui ci sono le impronte di un uomo che vi ha camminato di fronte a miliardi di altri.
io ho seguito tutto il racconto dell'ammaraggio della sonda con trepidazione, ho appreso con gioia che il primo segnale dalla sonda era arrivato positivamente, ho seguito con preoccupazione la perdita di ogni segnale e mi sono addolorata della scoperta che la sonda era stata ingoiata dalle sabbie di Marte per un errore dell'apertura di retrorazzi.
perché quella sonda poteva mandare delle informazioni importanti su un corpo celeste che si trova all'interno del nostro sistema solare, un corpo celeste che se ci si impegnasse sarebbe alla nostra portata per l'esplorazione. un corpo che magari ospita al suo interno della vita, anche se solo in forma microbica, o che, con una tecnologia adatta potrebbe essere terra formato e messo in condizione di accogliere la vita umana. una nuova frontiera che permetterebbe alla razza umana di avere un nuovo mondo in cui ricominciare da capo, in cui magari riuscire a creare un nuovo tipo di società.
un nuovo mondo più vicino al limite della nostra piccola galassia di pianeti, che potrebbe gettare uno sguardo più lontano, verso quelle frontiere che ora ancora nemmeno possiamo immaginare, ma che sono la pronte ad accogliere il coraggioso o l'incosciente che volesse tentare il passo.
sono pazza? forse ma non mi spiace.
perché io ancora sogno. 
quando ero piccola il mio desiderio più grande era quello di fare l'astronauta. non ho la mente ne il corpo per farlo, ma anche oggi, con tutti i miei problemi, con tutte le mie difficoltà, sarei pronta ad abbandonare tutto per imbarcarmi nel viaggio verso un mondo nuovo da esplorare, da scoprire, anche sapendo che dovrei passare sei mesi in viaggio verso un interrogativo, e che non potrei più tornare indietro, ma passerei miei ultimi giorni su un pianeta inospitale e mortale.

perché? perché il mio cuore ancora vuole scoprire che ci sono cose nuove da svelare, e una esperienza del genere è qualcosa che a mio avviso avrebbe la stessa fondamentale importanza della scoperta dell'america da parte di colombo, la scoperta del fuoco da parte del primo uomo, la creazione della prima ruota, il primo aereo che è riuscito a volare o il primo sottomarino che è riuscito a scendere sotto la superficie del mare senza affondare e riuscendo a vedere quello che c'era fiori, e scoprendo quindi tutto un nuovo mondo.
è lo stesso motivo per cui accetterei ad occhi chiusi di trasferirmi in un villaggio sperimentale in fondo al mare, o su una base creata sulla luna.

forse sono una inguaribile romantica, o solo una incorreggibile illusa, ma io vedo ancora una speranza nel futuro dell'uomo, nonostante tutto
nonostante la sua meschinità, ma sua incapacità di andare d'accordo con se stesso, la sua cattiveria, la sua crudeltà, la sua piccolezza. nonostante sia riuscito a distruggere quasi il suo mondo natale ed ancora non abbia imparato a rispettarlo.
io ancora spero che un giorno quella federazione dei pianeti, che un sognatore come me un tempo immaginò e portò sugli schermi, non sia solo un sogno irrealizzabile.
io spero veramente che i nostri limiti siano solo il cielo. che le nostre frontiere non siano state oramai tutte raggiunte, ma che la fuori ce ne siano di nuove e di altrettanto promettenti.
spero che un giorno guardando il cielo qualcuno, in un lontano futuro, si sforzerà di vedere, lontano tra le stelle, affievolito dal bagliore di due o tre lune magari, un puntolino minuscolo,la luna di un pianeta distante ma non tanto, su cui nel lontano passato un uomo mise per la prima volta piede, dando il via all'esplorazione dello spazio.

besos

MORIRE DI PARTO OGGI

sembra assurdo parlare ancora oggi, nel nuovo secolo, nell'era delle innovazioni e del futuro, di morte per parto. una morte che nella mente dei più è oramai legata alle scene da terzo mondo, relegata in un angolo della mente dove riponiamo anche l'immagine del bambino che muore di fame con la voce della donna che dice "les anfant va amurir" o degli africani in fila per le vaccinazioni.
ed invece si sentono molto spesso purtroppo le notizie di nuovi decessi legati a malasanità, decessi che in molti casi sembrano tanto inspiegabili quanto dolorosi, che spesso colpiscono sia la madre che il nascituro.
l'ultimo in ordine di tempo è un caso che piu degli altri dovrebbe destare indignazione, perché, se verrà confermato quello che i parenti stanno dicendo a gran voce, e che il primario chiaramente smentisce, la donna sarebbe morta a causa di un medico obbiettore di coscienza, che si è rifiutato di praticare un aborto terapeutico.
a parte il fatto che io considero abominevole il discorso dell'obiezione di coscienza dei medici. i medici nel momento in cui si assumono il loro compito di assistenza al malato, dovrebbero svolgere un lavoro al di sopra delle considerazioni morali e personali. perché se si comica a fare discorsi di questo genere, allora il medico ebreo non dovrebbe lavorare di sabato, i medici testimoni di Geova non dovrebbero fare i chirurghi perché non dovrebbero toccare il sangue al di fuori del corpo considerato impuro, coloro che vogliono non dovrebbero essere obbligati ne penalmente ne moralmente a lavorare con i malati di AIDS, e così via.
oltre tutto sono obbiettori sul corpo altrui. come si permettono loro, da uomini, di decidere cosa è meglio per me, che come donna, devo ed ho il diritto di decidere del mio corpo e di quello che voglio o non voglio che succeda al suo interno. se vuoi fare l'obbiettore di coscienza allora vai a fare il veterinario, non fai il medico.
ma questo è un mio pensiero, e non tutti sono costretti a rispettarlo.
però se un medico è obbiettore costringe me ad accettare le sue decisioni ed a tenere un figlio che non voglio: io sarei dell'idea di delegare la responsabilità a chi se la prende. sei un medico obbiettore di coscienza? mi obblighi a non abortire? va bene. dopo 9 mesi io partorisco e ti affido il figlio che mi hai costretto a tenere. al terzo figlio che si dovrebbe accollare vorrei vedere quante obbiezioni fa.
ma torniamo a parlare di morte per parto.
la signora in questione, povera cara, i suoi due gemelli li voleva anche. non fosse che erano i piccini che non erano destinati a nascere, e che stavano morendo nel grembo della madre. si trattava di un aborto terapeutico, praticato anche dai medici obbiettori, perché serviva a salvare la vita alla madre, a scapito di due feti che oramai erano destinati comunque a morte certa.
a quanto riportano i giornale, quindi, come spesso accade, sono notizie da prendere cum grano salis, il medico avrebbe detto al marito che fino a quando il cuoricino dei piccoli batteva si sarebbe rifiutato di procedere con l'aborto.
quindi si è dovuto ricorrere ai medicinali per anticipare un parto che non avrebbe dovuto avvenire, e che per le complicazioni del caso, ha portato alla morte della madre assieme a quella dei due piccini.
come ho detto, il primario dell'ospedale nega, ma io sono propensa a credere ai parenti che dicono di aver parlato con il medico e riferiscono delle parole dette da lui. oltre tutto se non lo avesse detto lui, loro come avrebbero fato a sapere che era un obbiettore?
a questo punto ci si deve chiedere quanto è accettabile che un dottore si possa permettere di non agire in situazioni in cui la vita di qualcuno è in pericolo per proprie convinzioni. quanto è lecito che qualcuno si possa rifiutare di fare il proprio lavoro per convinzioni personali.
se hai scelto di fare il medico, sapevi che avresti potuto incontrare situazioni particolari.
salvare la vita ad un assassino, trapiantare un organo a qualcuno che il suo se l'è giocato con droghe o alcool, assistere qualcuno che ha malattie infettive anche gravi, prendendo le tue precauzioni ma rischiando comunque la vita, ed ovviamente assistere chi deve abortire.
se non accetti di fare quello che il tuo ruolo ti porta a fare allora forse hai sbagliato lavoro. quando poi si tratta di una assistenza salva vita non sei tenuto, se obbligato ad agire, e se non lo fai allora devi essere perseguito legalmente.
non ho molto altro da dire al momento, perché voglio prima vedere come andrà la cosa e quello che verrà accertato dall'indagine ma se verrà accertato che la colpa è del medico allora spero veramente che ci saranno dei provvedimenti presi, e che si tratti di provvedimenti penali.
continueremo il discorso al momento in cui ci sarà più chiarezza.

besos

venerdì 16 settembre 2016

MA LA COLPA DI CHI E'? IL CASO DI TIZIANA

eccomi di nuovo ad inimicarmi il popolo, ma sembra normale che le mie idee vadano controcorrente e si trovino in disaccordo con la massa.

oggi voglio parlare di Tiziana Cantone.

una ragazza di trent'anni, con tutta la vita davanti, che si suicida perché un video hard viene messo in circolazione.
triste, non c'è che dire. stronzi quelli che hanno messo on line il video. assolutamente.
ma vogliamo smettere di spogliare di ogni responsabilità le persone per favore? vogliamo cercare di essere noi per prime responsabili della nostra vita? sono così stanca di gente che dice si lo sapevo ma è colpa sua.
cominciamo un attimo dall'inizio.
lei è una ragazza disinibita, che ha voglia di un pizzico di trasgressione, e non ho nulla contro questo.
ha un ragazzo ma ha voglia di assaggiare anche altre pietanze oltre al pasto che gli spetta, e si fa l'amante.
non ci vedo nulla di male, anche se sarei più per una chiara dichiarazione del tipo, amore, non mi basti più, se ti va mi dai un po di libertà, altrimenti, vorrei una pausa per potermi gustare la vita.
ma queste sono scelte personali, e io non ho nulla contro un po di sano sesso, specie se di solo sesso si tratta.
qui già non è così perché lei, con l'amante si mette a prendere per il culo il suo ragazzo, e questo non è bello, secondo me almeno. in fondo quello è il tuo ragazzo, te lo sei scelto tu, ed hai deciso di passarci la vita. non dico di essergli fedele, non ha più questa grande importanza ai miei occhi, ma almeno il rispetto si. quello per me è fondamentale. potrei spiegarvi la differenza tra rispetto e rispetto, in questo caso, ma è un'altra storia.
andiamo avanti.

sei li che ti dai da fare con il tuo amante, prendi per il culo il tuo compagno canonico... e ti fai fare un video? e gli dici anche bravo perché lo sta facendo?ecco qui c'è qualcosa che non va.
viviamo in una società in cui l'informatizzazione è globale, anche se in italia siamo arretrati come un neanderthal rispetto ad un sapiens.
siamo il un mondo in cui tutto viene filmato e messo on line all'istante, ed all'istante in tutto il mondo è fruibile. i furti possono essere ripresi dalle telecamere di un bancomat, una passeggiata viene seguita da mille telecamere ungo la strada, i cellulari in mano ad ognuno di noi possono riprendere ogni scivolone, ogni bacio nascosto, ogni scherzo o dispetto.
 la gente si scoccia perché le telecamere ti riprendono in ogni dove e tutti possono sapere cosa dove quando e perché, e tu ti fai riprendere coscientemente mentre fai qualcosa che nessuno dovrebbe vedere, e mentre dici qualcosa che nessuno dovrebbe sentire?
 e non contenta di questo lo mandi in giro tra gli amici?
ed alla fine sei distrutta dalla vita perché questo video viene messo on line ed in meno di un secondo tutto il mondo ride di te che fai un pompino al tuo amante dicendo che il tuo compagno è un cornuto???
ma che cazzo.
ma vogliamo prenderci un minimo le nostre responsabilità?
io se vado in giro con la minigonna ascellare, non mi sbronzo, e se qualcuno mi si vuole caricare in macchina con altri 4 amici per un giretto, non ci salgo, e nel caso mi saltassero addosso sono ben sveglia e mi posso difendere e riconoscere chi lo fa.
io se mi dovessi scopare qualcuno che non è il mio compagno, come minimo lo farei in maniera che non lo sappia il mondo, lo farei senza pensare che il mio compagno è un deficiente solo perché io sento un prurito che non mi riesco a grattare, ma cercando di non ferire chi mi ha dato la sua fiducia, e sicuramente attenta a che nessuno possa rendere mondiale le mie trasgressioni.
se dovesse succedere non potrei dare la colpa a nessuno, se non a me stessa.
ed invece il mondo, ipocrita come sempre, dopo aver abbondantemente riso e deriso il video, piange questa "povera" ragazza che è stata risa e derisa, distrutta da un video che lei non voleva proprio mettere in mondovisione, non sapeva che tutto il mondo lo avrebbe visto, e che ne avrebbe riso.
è no! non ci sto.
non possiamo sempre dare la colpa agli altri, la responsabilità delegarla ad altri, e sperare che le nostre cazzate vengano coperte dagli altri.
se sei così cogliona da accettare di farti fare un video in un momento che dovresti tenere privatissimo, se sei così doppiamente cogliona da mandarlo anche in giro, poi non ti puoi lamentare se il mondo intero lo viene a sapere. oggi non si tratta più dell'innamorato deluso che mette le foto della ex per tutto il quartiere scrivendo "quella che vedete ritratta è una zoccola che si spompina il mio migliore amico in un video dandomi del corunto".
oggi se sei così superficiale youtube non perdona.
siamo noi stesse che dobbiamo tutelarci. perché donne come lei ci rendono tutte più derisibili, ci fanno passare per delle superficiali incapaci di prenderci le nostre responsabilità.
se uno mi riprendesse mentre gli faccio un pompino, si dovrebbe ritenere fortunato se, nel momento in cui me ne accorgo, ha ancora qualcosa tra le gambe. ma sicuramente il cellulare gli finisce nel cesso.
e nel malaugurato caso in cui fossi anche contenta che mi fanno un video in un momento così privato, guai al fatto che esca dalla stretta cerchia di me e lui. no che lo mando io stessa in giro.
perché a quel punto sarebbe solo e soltanto colpa mia.
non potrei dare la colpa a lui, perché sono io che l'ho permesso.
non potrei dare la colpa a quelli che lo hanno messo in giro, perché io l'ho permesso mandandoglielo o permettendo che gli arrivasse.
io devo tutelare la mia privacy, io devo tutelare la mia figura, la mia integrità, la mia vita.
non posso sperare sempre che siano gli altri a dire, povera, me lo ha mandato ma non voleva certo che altri lo vedessero.
cerchiamo di essere coscienti di noi stesse, di essere responsabili di noi stesse, di prendere la nostra vita in mano e difenderla con le unghie ed i denti.
altrimenti diamo ragione a chi dice "alla fine se l'è voluta."
non diamo il fianco ad accuse che così assumono una conferma.
se vogliamo essere libere di vestirci come vogliamo, di scegliere il nostro partner sessuale quando vogliamo, di dire di si o di no ad un rapporto, dobbiamo anche essere presenti a noi stesse e pronte a difendere la nostra figura, la nostra intimità e la nostra libertà, pronte a dire di no, e capaci di giudicare le situazioni.
e questo significa, dire no a cose che ci possono mettere in una posizione di inferiorità, dire no a situazioni che diminuiscano la nostra capacità di scegliete, dire no a quello che ci toglie la lucidità e la razionalità.
fino a che noi stesse metteremo il coltello nelle mani del nostro carnefice saremo tristemente vittime.
e questo per non prendere in considerazione il caso in cui lei fosse ben cosciente del fatto che il video sarebbe stato messo on line, ma che gli sia sfuggita di mano la situazione, perché non si aspettava che la sua performance fosse presa così sul ridicolo. perché allora ha ragione chi pensava che fosse una mossa pubblicitaria di una pornostar in erba, e sarebbe tutto ancora più triste.

e con questo porgo comunque le mie condoglianze ad una madre che ha perso una figlia, e mi dolgo per gli anni che avrebbe avuto di fronte per vivere e godere della sua vita.

besos

giovedì 4 agosto 2016

TERRORISTI O DISADATTATI

fino a qualche tempo fa, con gli attacchi dell'ISIS, con il terrorismo che minacciava di colpire in tutto il mondo, anche se in particolare aveva colpito in europa, sentivamo tutti una sorta di preoccupazione. per il pericolo di ritrovarci in un punto sensibile, per il rischio di ritrovarci vittime involontarie ed innocenti di questa strategia politica che veniva messa in campo da un esercito lontano ma fanatico, al punto da non riconoscere limiti e confini, preoccupazione diffusa, ma anche blanda, una preoccupazione che si accendeva soprattutto quand sentivamo la notizia al telegiornale, ma che poi passava nel dimenticatoio nel resto del tempo.
ed in fondo questa specie di blando disisnteresse era giustificato.
fino a ieri, il rischio di essere coinvolti in un attacco di questo tipo era veramente piccolo. più facile essere coinvolti in un incidente stradale che in un attacco terroristico, o di precipitare con un aereo per un incidente, che per una bomba, si diceva, ed in fondo era vero, visto che quel tipo di attacchi mirava soprattutto a dei punti particolari, strategici, e di grande risonanza.
grandi riunioni di folla, specie se legate a eventi politici o religiosi. luoghi di culto, magari anche importanti.grandi ospedali o aereoporti.
noi tutti, ci sentivamo relativamente protetti dalla nostra anonimità, come una sorta di scudo,che ci riparava dalla vista di chi mirava certamente a bersagli più importanti.

questo fino a ieri.
ma oggi non c'è più da sentirsi così sicuri. perchè chi colpisce non è più un soldato, un guerriero di qualche tipo di religione, un combattente dell'ISIS o di  AL Quaeda, o di altri tipi di gruppi terroristici.
oggi quei gruppi terroristici hanno capito di non aver più la potenza di un tempo, colpiti in casa loro da scontri militiari e da rivolte popolari che li spingono sempre più indietro. ed hanno quindi deciso di scatenare un nuovo tipo di attacco, più subdolo, ed estremamente più pericoloso.
ha preso le possibilità che gli vengono date dal web, un accesso praticamente illimitato a tutto il mondo, in maniera capillare, ed ha detto al mondo intero:"tu, uomo, che non hai nessuno che ti capisce, che ti senti solo e perseguitato. tu che non hai nulla a cui credere e nessuno che crede in te. noi siamo la tua risposta. abbraccia la nostra fede ed il nostro scopo. hai dei conti da chiudere? hai voglia di fare fuori un po di gente? fallo, e noi rivendicheremo a tuo nome la strage, e più vittime farai più sarai considerato un eroe, muori e diventerai un martire della causa, e giurin giuretta avrai anche tu le tue 72 vergini a disposizione una volta raggiunto l'al di là.
che c'è di meglio per una persona disturbata, isolata e magari anche malata di mente, di sapere che c'è qualcuno, che invece di dirgli che deve cercare di comportarsi in maniera socialmente accettabile, che è lui la persona sbagliata, quello malato o disatìdattato, lo esalta, anzi, lo esorta a mettere in atto quello che gli gira per la testa da un po, gli promette che sarà un eroe da vivo ed un martire da morto. soprattutto gli giura che nell'al di la non sarà solo come si sente qui, nella sua vita di disadattato sociale, ma potrà avere un rapporto di dominazione su quel gruppo umano, quello femminile, che probabilmente nella vita di ogni giorno lo snobba o lo evita.



 e come possiamo noi sentirci protetti da questi nuovi attaccanti? come possiamo noi sapere che il vicino strano, il tipo che di solito è tranquillo ma taciturno al lavoro, quel ragazzo schivo a scuola che le ragazze prendono in giro, un domani non venga irretito da quelle promesse, non riceva la sua bella indottrinazione lampo, che sembra andare tanto di moda oggi, e che un domani non arrivi con un macete bello affillato a tagliare qualche testa da qualche parte. o magari potrebbe prendere un camion in affitto ed investire tutta una serie di civili che si trovano riuniti a guardare qualcosa lungo una strada.
quello che è successo a Nizza, in realtà potrebbe succedere tranquillamente anche da noi: a Pisa, sui lungarni durante la festa della città, o a marina digrosseto il 10 di agosto quando fanno i fuochi, solo per dire due dei posti che conosco io personalmente. ma quanti sono i posti come quelli?
e quello che è entrato con un colptello in chiesa, ha fatto fuori il prete e ferito un paio di parrocchiani? quante sono le chiesette che da noi potrebbero subire la stessa sorte?
e quanti i possibili assassini, si aggirano per le nosre strade, in attesa solo che il livello di frustrazione, di pazzia, di straniamento i di sensibilità alle influenze arrivi al culmine?

besos

martedì 2 agosto 2016

PER PARLARE DI ALTRE DONNE



parliamo spesso di come ci sentiamo impotenti di fronte al dilagare del terrorismo in Italia, e di come dobbiamo comportarci di fronte a quelli che fuggono da quelle terre sconvolte dalla guerra. ma non parliamo mai di chi invece di fronte a quella guerra decide di rimanere, e di combattere; perchè invece di pensare a se stesso decide di opporsi a chi vuole un mondo in cui l'unica legge sia quella dettata da una religione, come se l'uomo non avesse diritto di gestire il proprio destino.
Arim Mirkan
quelle di cui parlo sono le donne che hanno deciso di rimanere e di combattere, quelle che magari una volta erano civili, ma che ora hanno imbracciato un fucile e si sono messe a combattere, e a morire di fronte a chi dice che non hanno nemmeno il diritto di farsi una cultura.
perchè di fronte a chi è disposto ad uccidere vecchi, donne e bambini, per meritarsi il proprio paradiso con le sue 72 vergini, ci sono anche delle donne che piuttosto di venir prese vive da loro si portano una pallottola in tasca, sempre pronte a farsi saltare la testa puttosto che essere catturate.
perchè per potersi meritare il diritto di studiare, di essere libere, di girare vestite come vogliono, di leggere quello che vogliono, di guidare, di vivere, alcune donne devono e vogliono rischiare in prima persona.
tra le altre ci sono le guerriere pashmerga. sono tante, i loro nomi compaiono a volte, fuggevolmente,  sui giornali che si leggono, e che parlano del loro coraggio, della loro determinazione, del fatto che pare spaventino i combattenti dell'ISIS perchè se vengono uccisi da una donna finisce che non gli danno le 72 vergini e quindi si ritroverebbero i soliti sfigati anche dall'altra parte.
Ceylan Ozalp
Già, perchè secondo me, e lo dico tranquillamente,chi uccide per imporre agli altri le proprie idee, chi massacra per togliere agli altri la libertà, le proprie idee, i diritti, è solo uno sfigato che non riuscendo ad essere nessuno, ha decioso di seguire chi gli promette di essere qualcuno con la violenza, piuttosto che cercare di essere qualcuno con le proprie forze.

tornando a chi merita la nostra attenzione, queste donne vivono una vita rischiosa e spesso, con una fine violenta, ma combattono per un ideale, solo che nessuno va in giro portando cartelli con il loro nome, gridando "je suit..." o lanciando ashtag con il loro sacrificio.
nessuno ne parla, nessuno le menziona, nessuno le ricorda una volta morte.
eppure loro sono delle vere eroine, che pagano col sangue e il sudore, e la fatica, e la vita, quello che noi diamo per scontato e per dovuto.
noi che ci sconvolgiamo per la violenza sulle donne, ma non ci mettiamo nemmeno a fare domande di fronte alla chiusura dei centri di assistenza alle donne, noi che
gill rosenberg
chiediamo a gran voce delle leggi contro il femminicidio, mentre basterebbe che pretendessimo di veder applicate le leggi che ci sono sull'omicidio e già saremmo a buon livello, che viviamo solo di apparenza, di immagine, come quando piangiamo di fronte ad un cane bastonato, ma poi voltiamo la testa di fronte alla sospensione dei fondi comunali al canile piu grande di Roma, quello della muratella.

siamo tutti così presi ad indignarci, cambiando canale alla televisione, nella comodità delle nostre case, nella sicurezza di una situazione protetta e stabile. saremo capaci di sacrificare noi stesse per i nostri diritti, se fosse necessario, noi donne occidentali, istruite e con buone posizioni, o siamo oramai così impigrite, ciniche, stanche e poco reattive che piegheremmo la testa di fronte ad una nuova imposizione?
beh queste donne sono la dimostrazione che esistono ancora donne che di fronte ad un problema si può e si deve agire, e non solo parlare.

Narim Afrim
si chiamino Narin Afrim e guidino una intera milizia armata, con grande successo nello sbaragliare nemici anche numerosi, con il suo gruppo di sole donne, o Mariam Al Mansouri, che guida un aereo da combattimento ed è finita sulle copertine delle riviste americane, ed a quanto pare diseredata dalla famiglia per questo suo impegno;  siano pashmerga addestrate a conbattere da una vita, dato che nei corpi militari del kurdistan le donne ci sono sempre state, o donne yazide,come Asema Dahir, che hanno deciso di aruolarsi e di combattere soprattutto allo scopo di vendicare quelle che sono state catturate, violentate ed uccise,  o il battaglione di donne siriane, che ha deciso di combattere al fianco delle altre.
chiunque siano queste donne, sono là, in prima linea, hanno imbracciato un fucile, e si sono impegnate a resistere contro un invasore che ha lo stesso volto dei loro mariti, padri e figli, ma che ha deciso di intepretare la religione nel peggiore dei modi, di ubbidire a chi dice che in nome di un credo si devono uccidere uomini donne e bambini, si devono sottomettere nazioni e cancellare le idee contrarie.
Saria Zilan

 io non riesco a capire, e non voglio nemmeno farlo, perchè la religione, secondo me, se proprio deve esistere, dovrebbe essere un qualcosa di assistenza e di caritatevole, ma ne parleremo in un altro post.

sono donne che hanno deciso di rispondere no, e di mantenere integro il loro spirito, a costo di perdere l'integrità del loro corpo.
eppure di loro non si parla, si scrive in articoli che non sono mai in prima pagina, si sente parlare di rado, e solo in discorsi secondari.le loro foto, i loro nomi, compaiono su riviste per sole donne, in articoli rari, o solo sul web.

Tiger
ed allora oggi parlamo di loro, parliamo delle 19 ragazze che sono state bruciate vive perchè si sono rifiutate di diventare schiave sessuali dei combattenti jihadisti, parliamo delle donne dei PKK, gruppo terroristico a sua volta, che hanno deciso di combattere l'ISIS diventando delle Kamikaze, come Fatam Yokumer, che si è fatta saltare in aria vicino ad una insediamento kurdo ad Ankara. parliamo di Avesta, uccisa da un miliziano dell'ISI mentre cercava di liberare un villaggio vicino a Makhmour, o di come l'80% del merito della liberazione di Kobane sia dovuto alle donne come Berman che combatte perchè Kobane è sacra per i curdi e per dimostrare il loro valore contro l'ISIS, o come Hasrad che dice di lottare “contro uomini che stuprano e vendono donne. Saremmo capaci di suicidarci per evitare di essere schiave. Qui non sono libera, ma lotto e resisto per esserlo”.  
Parliamo di Ceylan Ozalp che a 19 anni si è fatta staltare la testa col suo ultimo proiettile, di Arin Mirkan che si è fatta saltare in aria vicino ad una psotazione dell'IS vicino a Kobane, dopo aver distrutto un mezzo ed ucciso diversi jihadisti.

parlamo anche di loro ogni tanto.

besos

giovedì 21 luglio 2016

IL CALCIO CHE.... schifo

Anche oggi, mentre venivo al lavoro, ascoltavo la radio, e come al solito il radiogiornale passava allegramente dal parlare della crisi finanziaria, che non accenna assolutamente a mollare la presa che che ne dicano politici e governo, ai nuovi aqcuisti del calcio, che vogliono comprare questo o quel giocatore, raccontando della moglie maneger di uno che visto i milioni che le venivano offerti non bastavano minacciava di non andare da una parte, di 35 milioni di euro offerti per un'altro, e così via.
ed ancora una volta ho avuto la conferma, in fondo al mio cuore, che l'odio che provo verso il calcio ha tutte le ragoni di esistere.
questo perchè, anche se viene chiamato sport, non è più uno sport, nemmeno alla lontana. è una passerella di starlette che devono avere bei faccini per vendere i prodotti, muscoli scolpiti per alzare l'odience televisiva, divise smaglianti dai colori accattivanti da vendere ai seguaci di questa specie di nuovo credo, pieno di rutilanti Dei dalle caviglie di cristallo.



del vero sport, della passione, del sacrificio ormai non c'è più nulla in quel gioco. come nel furball americano (prima che qualcuno mi faccia il solito paragone, come se, visto che lo fanno gli americani
fosse lecito farlo anche da noi).
io credo che lo sport, quello vero, fatto di sacrificio, di voglia di vincere, di impegno e di abnegazione, non possa essere valutato in milioni di euro, al rialzo.
chi vede girare tutti quei soldi non sa nemmeno più cosa sia il vero sport.
il vero sport è quello praticato da schermidori, nuotatori, judoki, coloro che, anche se rappresentano l'italia ogni 4 anni di fronte al resto del mondo, si mantengono grazie allo stipendio che gli viene passato dallo stato, attraverso l'assunzione in uno dei tanti corpi militiari; e allora si, siamo orgogliosi di avere quello sportivo tra i nostri rappresentanti.
quelle sono persone che con stipendi, che anche se sicuramente più alti dei nostri non sono certo stratosferici, passano la loro intera vita tra allenamenti e gare, spendendo spesso di tasca propria per i trasferimenti, che devono portare risultati per poter continuare a dedicarsi esclusivamente allo sport, che vivono, soffrono e gioiscono di quello che ottengono con il sudore della loro fronte.
a volte, quando sono molto bravi, e molto fortunati, riescono anche a prendere due soldi in più con le
pubblicità che riescono a fare, a volte sono particolarmente fortunati e, come acune sportive molto belle, possono arrivare a fare anche le modelle per qualche giornale, ma sicuramente non hanno i milioni di euro che gli girano tra le tasche.
eppure dedicano volentieri la loro vita a qusto sacrificio, perchè lo fanno per passione, per amore dello sport che praticano.
alcuni poi dedicano la loro vita, una volta finito il loro iter sportivo, ad allenare altri, magari strapandoli ad una via di strada che altrimenti potrebbe portarli alla malavita.
anche chi fa uno sport che ora è improvvisamente diventato famoso, come il rugby, vive lo sport in una dimensione più vera, accontentandosi di uno stipendio che è molto ma molto lontano da quelli che vedono i calciatori, dando altrettanto sacrificio se non di più, e che contano sopratutto sull'amore dei loro tifosi che di solito sono tifosi di famiglia, con una vecchia storia d'amore alle spalle.
io ad esempio sono una fan da tanto tempo del rugby, non solo degli ultimi anni, un amore di famiglia che nasce ai tempi di mio nonno, che oltre all'infermiere ospedaliero faceva il massaggiatore della squadra del Brescia, passa a mia madre che è cresciuta assistendo a quelle partite, e arrivata fino a me  ed a mia sorella.
e quell'amore mi ha portato sugli spalti freddi dello stadio a tifare per chi sul campo veramente lascia sudore e sangue, chi gioca veramente col cuore e non finge un fallo quando lo sfiorano, e questo che sia la squadra del mio cuore o l'avversario.
in un gioco come quello non puoi stare a far storie perchè ti hanno tirato la maglietta, o buttarti per terra sperando che ti passino il fallo anche se ti hanno solo guardato male. in questo sport esci quando stai sanguinando troppo per rimanere in campo, ed appena si è fermato il sanguinamento scalpiti per rientrare.
conoscendo anche vecchi giocatori ho sentito storie incredibili su quei ragazzoni, che sacrificano tutto per giocare.
i loro stipendi non sono una quota fissa, di solito un giocatore vive dello stipendio che gli passa il
club, e che a volte non basta tanto che sono molti i giocatori che hanno un secondo lavoro.
quando riescono ad andare a giocare per la nazionale di solito hanno una quota in più che si aggira sui 5000 euro, ma anche in quel caso quello che conta non sono i soldi in più che può ricevere alla convocazione, ad ogni partita giocata o il premio per la vittoria. quello che conta è la convocazione, la gioia di poter giocare per la propria nazione, anche quando si gioca e si vive in un club straniero, come succede spesso visto che molti dei nostri giocatori migliori per poter vivere devono andare a giocare in francia o in inghilterra.
se un giocatore normale vive bene può arrivare a riceve fino a 150.000 euro all'anno. certo anche qui
ci sono i casi particolari, sicuramente all'estero perche da noi non ci sono rugbisti che prendono stipendi milionari, ma sono casi particolari, che si possono contare sulle dita di due mani. gli altri giocano ancora per l'amore del gioco.
e fino a che sarà così io continuerò ad amare questo sport ed a compiangere quelli che si sfegatano per gente che solo per stare magari in panchina a farsi vedere, prendono milioni. e con tutti quei soldi, a parte che non gli frega nulla dei loro tifosi ( e di questo si è sentito spesso purtroppo, con giocatori che si negano ai bambini, che non si concedono ai tifosi che lo seguono, che si comportano in maniera ignorante e volgare verso chi li segue e li adora come fossero moderni dei) non ci posso proprio credere che siano tutti puliti e senza macchia. e quando hanno cominciato ad uscire storie di corruzione, di droga, di pastette fatte per vincere o, peggio ancora, per perdere, devo dire che non mi ha stupito assolutamente.
e questo è quanto.

besos 

venerdì 15 luglio 2016

VENTI DI ESTREMISMO VENTI D'ODIO

io ho 51 ani, vissuti in periodi piuttosto diversi tra di loro, in cui grandi cose si sono susseguite, grandi sconvolgimenti storici e politici. ho vissuto la guerra fredda e l'abbattimento del muro di Berlino, ho vissuto il periodo lelle brigate rosse e delle stragi di mafia, ho vissuto il cambio della moneta e il rafforzamento dell'Europa come unità molto politica e molto poco economica, ho vissuto tanti diversi momenti anche di grandi guerre, soprattutto nella zona sud del mondo, che sono andate sempre più aumentando, ma anche all'est, con le stragi in ucraina. ho vissuto l'inizio di questo periodo tremendo, un inizio che si può più o meno indicare con l'11 settembre 2001 quando vennero abbattute le torri gemelle.
da li ho visto molti altri momenti critici di attentati, di risposte armate, di invasioni e di guerre lampo.
ma oggi devo ammettere che ho sentito nascere in me due forti sentimenti.
oggi, quando alla radio prima, e tramite internet poi, sono stata precipitata in un massacro di innocenti in Francia, quando ho visto i corpi di donne, bambini ed anziani, riversi sulle strade di Nizza, travolte ed uccise da un pazzo che agiva in nome di un credo male interpretato, ebbene oggi ho sentito in me nascere prepotente, la paura, che viene dalla coscienza che chiunque può essere vittima improvvisa di un pazzo qualunque, e poi l'odio.
io sono una persona pacifica, di quelle che in fondo vanno d'accordo con tutti, anche con quelli che gli altri non sopportano. ho poche inimicizie, e le persone che detesto sono veramente poche e di solito mi sono più indifferenti che altro.
ma oggi ho sentito proprio dell'odio, fisico, crearsi nel mio corpo.
ho sentito un forte sapore di amaro in bocca, che rende disgustoso tutto quello che bevo e mangio.
un fiele che mi viene dal cuore e che è prodotto da questo improvviso e violento odio che provo.
e lo provo per tantissime persone.
perché io odio tutti quelli che approfittando di una interpretazione parziale e personale di una religione, decidono di portare la morte in giro per il mondo, convinti che chi non la pensa come loro, chi non si piega ai loro dettami, chi non ubbidisce alle loro opinioni ed ai loro limiti, non deve avere il diritto di vivere liberamente la propria vita, ma pagare con la vita stessa la loro liberta e diversità.
ieri sera, in un momento in cui erano felici ed in cui festeggiavano per la libertà conquistata dalla loro nazione, 84 persone, donne uomini, giovani ed anziani, hanno perso la vita, più di 100 sono stati feriti.
un uomo, che si sentiva autorizzato da un senso religioso malato e contorto, corrotto dal desiderio di sangue, ha deciso di uccidere più persone possibile, ha affittato un camion frigo con rimorchio, è arrivato sul lungo mare dove stavano esplodendo i fuochi di artificio per chiudere in bellezza una giornata di trionfo della libertà, ed ha travolto a tutta velocità il più alto numero di persone possibile, procedendo a 100 km orari zigzagando, ha sparato sulla folla per riuscire a fare ancora più vittime, ed alla fine è stato abbattuto dalla polizia che ha dovuto crivellare il parabrezza per spegnere la vita di quell'esaltato.
ed allora io ho deciso che li odio. li odio tutti
odio le religioni che si sentono nel diritto di dire che chi non si piega ai loro dettami deve morire perché non merita di continuare la propria vita impura.
odio le persone che si fanno plagiare da queste religioni, e che trovano la giustificazione per quel lato nero e violento che hanno in loro e che in una società di pace avrebbero dovuto tenere chiusa e nascosta nell'anima.
odio quelli che magari nemmeno ci credono, ma che spargono questo veleno nelle menti di chi si presta, per disperazione, per imbecillità o solo per convenienza, a farsi manipolare da questi insegnamenti barbari e violenti.
odio quelli che si sentono in diritto, per un qualsiasi motivo, di schiacciare il proprio prossimo sotto il tallone, imponendogli la propria visione del mondo.
 
e li odio ancora di più, perché mi hanno portato ad odiare.

giovedì 19 maggio 2016

DI NUOVO NELLO SPAZIO

tra un anno, un'altra volta, su nel cielo, un italiano solcherà lo spazio. il nostro grande Nespoli partirà di nuovo dalla Stazione Spaziale Europea per la grande avventura sulla Stazione Spaziale Internazionale.
quando sento queste cose il cuore mi si riempie di gioia, e mi sento almeno un po orgogliosa di appartenere al paese che ha dato vita a queste eccellenze.
ma quanto di noi orbita su nelle stelle, e chi sono i nostri astronauti, coloro che vestono i panni che molti di noi, io in testa, hanno sognato di indossare?

 
quando si parla di Stazione Spaziale Internazionale, si parla di un insieme di cose: si parla del primo vero avamposto dell'esplorazione spaziale, un luogo in cui dei terrestri soggiornano per mesi, lavorano vivono e dormono, al di fuori della protezione della terra.
ma parliamo anche di un laboratorio ad altissima efficenza in cui vengono portati avanti tutta una serie di esperimenti, i cui risultati, poi, godiamo qui sulla superfice terrestre.
Inoltre di un luogo di osservazione privilegiato, in cui l'esplorazione, almeno visiva, dello spazio, non ha l'ostacolo non indifferente dello strato di gas che circonda il nostro pianeta.
l'ISS, come si chiama la stazione, è una grande costruzione, composta di moduli preassemblati e poi uniti nello spazio, pressurizzati, della lunghezza di 74 metri, e dotata di una struttura reticolare di 110 metri che sostiene tutta una serie di pannelli solari, per il mantenimento dell'energia, e di radiatori, che permettono di dissipare l'eccesso di calore che si produce a bordo.
sulla stazione esistono nove piattaforme esterne, sette laboratori altamente specializzati, un braccio robotico di produzione canadese, e quattro piattaforme di carico.
lo spazio abitabile è di circa 935 metri cubi, più o meno quello che si troverebbe unendo due jumbo jet, quindi non proprio il massimo del confort abitativo, ma adatto per degli esporatori.
quattro i laboratori chiave che svolgono il grosso degli esperimenti.

  • Destiny: laboratorio multidisciplinare statunitense;
  • Columbus: laboratorio multidisciplinare europeo;
  • Kibo, laboratorio multidisciplinare giapponese;
  • Russian Research Module, laboratorio multidisciplinare russo.

veniamo quindi a parlare del contributo italiano a questa splendida avventura.
 la nostra partecipazione è presente in vari aspetti della vita sulla stazione: soprattutto per l'accordo con la NASA che prevedeva il fatto che l'ASI fornisse tre moduli logistici in cambio del diritto di utilizzo della stazione.
inoltre :
  • l'ESA ha partecipato attivamente alla realizzazione di Columbus,, laboratorio specializzato per la ricerca in microgravità.
  • l'italia ha la quasi totale responsabilità della costruzione dei nodi 2e3 della stazione Spaziale, che sono stati consegnati alla nasa per il lancio.
    il nodo2 nel 2003, mentre il nodo 3 è stato lanciato nel 2010 e agganciato alla stazione nel febbraio stesso. si tratta di elementi di interconnessione  tra le varie parti della stazione e sono anche dotati di punti di attracco per i veicoli che vanno a visitare la stazione periodicamente. in particolare il nodo 2 ha anche la possibilità di fornire al modulo attraccato -oltre che al labortatorio Destiny e Columbus- potenza, aria e comunicazioni.


  • ha partecipato alla creazione e realizzazione degli elementi chiave della CUPOLA, un modulo
    spaziale che permette agli astronauti di avere un punto di osservazione che da dirrettamente sull'esterno. è formato da 6 finestre laterali e da una posta in alto che consente la permanenza di più astronauti nel suo interno. ha forma sferica di 3 metri di diametro e permette di controllare le passeggiate extramodulari e le operazioni di attracco e di carico del braccio meccanico. inoltre vi si può fare le foto direttamente sia alla terra che hai corpi celesti.
  •  ha  prodotto i moduli MPLM  (Multi Purpose Logistic Module), chiamati, come le tartarughe
    ninja, o i grandi artisti italiani, a seconda del gusto: LEONARDO, DONATELLO e RAFFAELLO. si tratta di moduli pressurizzati forniti di attrezzature sperimentali messi in orbita con lo shuttle, e andati in pensione con la navetta. LEONARDO è ancora attivo in verità, assorbito dalla stazione come modulo logistico di Trasporto Permanente.





fino a qui abbiamo parlato della parte tecnica contributiva.
ma noi collaboriamo anche con il nostro apporto umano, perchè sono italiani anche alcuni astronauti che partecipano all'esplorazione spaziale, come appunto Nespoli, che per la terza volta tornerà nello spazio, o comela nostra grande Samantha che ha portato le donne italiane lassù.
ma i nostri astronauti sono più di loro due.
vediamo chi sono questi eroi italiani che hanno esplorato le stelle per noi.


 Franco Malerba, è stato il primo astronauta italiano ad andare nello spazio.
nato nel 46, ua fatto cariera sia nell'esercito che nella politica.
è stato assistente ricercatore per il CNR in biofisica ed ingegneria, oltre che conferente di cibernetica e teoria dell'informazione. nel 74 ha lavorato in America, a Bethesda, ad un micro spettrofoteletro per le ricerche sulla biofisica dei fotorecettori. nello stesso anno ottiene il brevetto di volo sia in America che in Italia. come ufficiale di complemento della marina militare presta il suo  servizio come conferente scientifico dell'accademia navale.
dopo il 1976, lavorando come managment tecnico lavora nel campo dei sistemi dei mutiprocessori, dell'ingegneria di reti del computer e delle tecnologie delle telecomunicazioni.
nel 77 venne scelto dall'ESA tra i 4 candidati per la prima missione SPACELAB diventando membro del Centro Tecnico Europeo dell'ESA nella divisione specialistica della fisica dei plasmi.
nel 91 viene scelto per la missione TSS-1 e diventa il primo Italiano a volare nello spazio a bordo della STS-46 dove si occuperà di testare il satellite italiano Tethered.
dopo la sua missione diventa uno dei membri fondatori della Società  Spaziale Italiana (SSI)
nel 94 diventa deputato al parlamento europeo dove ha portato avanti la promozione dei programmi di ricerca per l'innovazione e le strutture tecnologiche della politica spaziale, oltre che del programma europeo della navigazione satellitare. oggi lavora presso Alenia Spazio per le relazioni europee e i programmi di ricerca. oltre che politico è anche scrittore ( suo il libro LA VETTA) e consulente nonchè attore nel film fantascientifico "Invaxon- alieni in liguria" e alla sua continuazione "invaxon-alieni nello spazio" serie tv.


Maurizio Cheli, primo astronauta italiano ad avere il ruolo di mission specialist nel 1996, con la missione Sts-75 Tethered Satellite.
nato a Modena nel 56. nel 83 diventa pilota operativo sull'F 104-g. nel 88 entra nel reparto sperimentale di volo come pilota collaudatore, classificandosi primo, nel corso nel della Boscombe Down del Regno Unito diventando pilota sperimentale di voli ad alte prestazioni. nel 92 entra nell'ESA da cui viene inviato allo Johnson Space centre di Huston dove ottiene la qualifica di astronauta.
nel 94 ottiene la laurea di ingegneria aereospaziale. nel 96 a bordo dello Space Shuttle COLUMBIA partecipa alla missioen Tetheder Satellite in cui ricopre il ruolo di mission specialist. nel 2004 ottiene la laurea in scienze politiche  e nel 07 un master in business Administration. nel 96 è assunto in Alenia Areonautica. ha al suo attivo 380 ore di attività spaziale e 500 ore di volo con 100 diversi velivoli, oltre numerosi brevetti tra aerei ed elicotteri militari.
a tutt'oggi gestisce la CFM Air, una start Up che si occupa pella progettazione di veicoli leggeri avanzati. oltre che essere promotore dei World Air Games dove pilota il veicolo sperimentale  Skypark.

 Umberto Guidoni, dopo la missione Sts-75 Tethered Satellite con Maurizio Cheli, nel 2001 parte con la missione Sts-100 e diventa il primo astronauta italiano ed europeo a visitare la Stazione Spaziale Internazionale (Iss).
nato a Roma nel 54. nell'83 si occupa dello studio di celle fotovoltaiche per l'Ente Nazionale Energie Alternative. l'anno successivo lavora per l'Istituto di Fisica dello Spazio di Frascati per la progettazione del satellite Tethered occupandosi attivamente dello sviluppo per progetto fino al 89.
nel 90 viene selezionato dall'ASI e dalla NASA come candidato specialista di carico utile per la missione del satellite Tethered TSS-1. viene mandato a Huston presso il centro astronauti dove inizia l'addestramento ed entra nel gruppo di scienziati che coordinerà il lavoro sul satellite a bordo della navetta Atlantis. nel 94 è scelto come specialista di carico  per la missione STS-75 ed effettuerà il suo primo volo nello spazio sulla Columbia. nel 98 prende il brevetto come specialista di missione, ed entra a far parte dell'ESA, con base presso Colonia, dove lavora alla Divisione Robotica dell'ufficio Astronauti per lo space shuttle. la seconda esperienza nello spazio la fa sull'Endeavour, in uno dei viaggi di assemblaggio della stazione orbitale, compreso il volo inaugurale del modulo Raffaello e l'installazione del braccio meccanico canadese.
nel 2004 ha lavorato come esperto di operazioni in orbita per il Columbus. nello steso tempo si presenta come deputato indipendente al parlamento europeo lavorando a favore della commissione sul cambiamento climatico e per l'ambiente la sanità e l'alimentazione. si ritira dalla politica, deluso, nel 2013.
attualmente si occupa di divulgazione scentifica, partecipa ad eventi legati allo spazio, pubblica articoli e libri.


Roberto Vittori ha il primato di tre missioni nello Spazio: “Marco Polo” nel 2002, “Eneide” nel 2005 e ”Dama” nel 2011, con l’ultimo volo della navetta Endeavour. Roberto Vittori è anche il primo cosmonauta italiano: per la sua prima missione alla volta della Stazione Spaziale Internazionale è partito dalla base di lancio di Baikonur. ed è il primo astronauta europeo ad aver conseguito il brevetto di comandante Sojuz.
nato a viterbo nel 64, è un militare di cariera, partendo dall'accademia militare aereonautica dove prende il brevetto di pilota militare negli Stati Uniti, fino ad aver volato su più di 40 diversi veicoli disponibili, guadagnandosi anche la qualifica di Combact Ready, ed accumulando più di 2000 ore di volo. nel 98 è selezionato dall'ASI e dall'ESA come astronauta, mandato a Houston e formato per missioni sullo shuttle e sulla stazione Spaziale.
nell'agosto del 2001 inizia anche l'addestramento presso lo Yuri Gagarin Cosmonaut Training Centre nella Citta delle Stelle a Mosca.
nel 2002 partecipa al volo Marco Polo dove partecipa ad una missione in collaborazione con i russi. lavorerà a bordo dell'SSi con il resto dell'equipaggio seguendo quattro esperimenti scentifici del programma europeo.
nel 2005 partecipa al volo Eneide pilotando la navetta Sojuz nell'approccio con l'SSI, e dove durante la permanenza farà esperimenti per l'agenzia spaziale italiana, tra cui un esperiemento patrocinato dalla regione lazio sulla ionizzazione, oltre ad esperimenti sull'affaticamento fisico, e la germinazione di semi e piante erbacee nello spazio, come possibile fonte di cibo nello spazio.
il 16/03/2011 è decollato per la terza missione nel ruolo di Mission specialist.
ha partecipato, come voce, al film WALL-E nel ruolo di un robot a bordo della navicella Axiom


Paolo Nespoli è il primo astronauta italiano ad aver soggiornato nello Spazio per una missione di lunga durata, MagISStra, nel 2010. Tre anni prima, nel 2007, Nespoli era stato protagonista della missione Esperia. Nel 2011 avviene lo storico incontro tra Nespoli e Vittori che festeggiano così i 150 anni dell’Unità d’Italia nello Spazio: mai prima di allora la ISS aveva ospitato due italiani contemporaneamente. E' anche il primo italiano a soggiornare per 3 volte sulla SSI.

nato a milano nel 77. enta nella scuola per paracadutisti di Pisa dove diventa Sottufficiale istruttore di paracadutismo. nell'80 entra nelle forze speciali ottenendo la qualifica di paracadutista incursore. viene inviato in Libano nella forza multinazionale di pace. dal 84 col grado di maggiore è ufficiale della riserva.
nel'88 ottiene un "Bachelon of science" in ingegneria aereospaziale ed un master in aereonautica ed astronautica, presso NewYork, oltre ad una laurea in ingegneria meccanica a Firenze.
nel 91 entra nell'ESA.
nel 2007 parte con il Discovery come specialista di missione e durante la permanenza sull'SSI si occupa del coordinamento delle attività extraveicolari per l'assemblaggio del nodo 2. durante la missione si è messo in contatto con alcune scuole italiane.
nel 2010 torna sull'SSI con la Sojuz come ingegnere di volo. dopo 157 giorni a bordo della stazione rientra sulla terra a bordo della Sojuz assieme al cosmonauta russo Dmitri Kundratyev ed all'astronauta statunitanse Catherine Coleman concludendo con successo la missione Expedition 27.
l'anno prossimo partirà per la missione Expedition 52/53 assieme al cosmonauta Fedor Jurcichin ed all'astronauta Jack Fisher. dovrebbe raggiungere l'SSI con la Sujuz MS-05. fino ad ora ha accumilato ben 174 giorni, 9 ore e 40 minuti nello spazio.
 ha scritto un libro.


Luca Parmitano è il primo astronauta italiano a uscire dalla Stazione Spaziale Internazionale per fare due “passeggiate spaziali” (Eva, Extra-Vehicular Activity): partito nel 2013, è rimasto in orbita 166 giorni con la missione ISS 36/37 “Volare”, la prima di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana.
  nato a paternò nel 76. entrato nell'accademia aereonaurtica consegue laurea in scienze politiche, quindi porta a termine l'addestramento presso la base della U.S. air force del Texas nel 2001. dopo l'addestramento base di pilota viene mandato ad Amendola, luogo dove ottiene tutte le qualificazioni per il AMX. nel 2003 si qualifica come ufficiale di guerra elettronica a Pratica di Mare. come membro del 13° stormo ricopre il ruolo di capo sezione addestramento e di comandante della 76.ma squadriglia di volo.
 durante un corso in Belgio il suo AMX impatta con un grosso volatile che distrugge in parte il muso del velivolo, mentre sorvola la Manica. sebbene in grossissime difficoltà, riuscì a riportare il veicolo a terra senza eiettarsi, e guadagnandosi la medaglia d'artgento al valore aereonautico.
 dal 2007 è assegnato al reparto sperimentale di volo come pilota collaudatore sperimentatore.
nel 2009 consegue un master in ingegneria del volo sperimentale. ha accumulato più di 2000 ore di volo su oltre 20 tipi di aerei militari, e oltre 40 tipi diversi di velivoli.
 Ha accumulato più di 2.000 ore di volo, si è qualificato su oltre 20 tipi tra aerei ed elicotteri militari e ha volato su oltre 40 tipi diversi di velivoli.
nello stesso anni è selezionato dall'ESA come astronauta e viene aggiunto al gruppo di riserva per Expedition 34. viene poi assegnato come ingegnere di volo per le missioni Expedition 36 e 37 .
finalmente nel 2013 parte per l'SSI con Jurcichin e Karen Nyberg. la missione prevedeva almeno due passeggiate spaziali per Parmisano. la prima, avvenuta  il 9 luglio è durata 6 ore e 7 minuti. la seconda si è interrotta poco dopo l'inizio per un problema tecnico della tuta avendo lui trovato dell'acqua all'interno del casco, che ha continuato ad aumentare, aderendogli al viso e causandogli problemi alla visione ed alla respirazione.l'uscita è stata interrotta per tutti e due gli astronauti: l'uscita ha avuto un tempo di soli 92 minuti.
il problema è ancora allo studio della NASA che ha bloccato le attività extraveicolari fino alla risoluzione del problema.
come detto inizialmente partirà tra un anno, con una navicella Sojuz alla volta della Stazione Spaziale internazzionale.


Samantha Cristoforetti è stata la prima italiana nello Spazio: partita alla fine del 2014 con “Futura”, la seconda missione di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana.
nata a Milano nel 77. nel 2001 entra nell'accademia aereonautica, uscendone nel 05 come ufficiale navigante normale, e con una laurea in scienze aereonautiche. si specializza poi negli stati uniti presso Wichita Falls in Texas.
si laurea anche, a Monaco, in ingegneria meccanica con specializzazione in propulsione spaziale e strutture leggere. ha un master in propellenti solidi per razzi.
nel 2009 viene selezionata dall'ESA come stronauta, prima donna italiana, e terza europea, risultando tra i sei migliori in una selezione di 8500 candidati. 
la prima missione cui ha preso parte, è denominata ISS Expedition 42/43 Futura, avvenuta nel 2014. ha trascorso 200 giorni nello spazio conseguendoo il record femminile di permanenza in volo singolo. si è trattata dlla seconda missione più lunga dell'ASI, ottava per l'ESA.
nel 2015 è stata insignita dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce, la più alta dell'Ordine del Merito della Repubblica.

e con questo credo che avrete capito tutti che non vedo l'ora che si torni a parlare di missioni sulla Luna.
besos


giovedì 14 aprile 2016

REFERENDUM

giuro, non volevo parlare di questo referendum, perché non mi andava di dire come e perché mi schieravo dalla parte dei no.

lo giuro, non volevo.

però poi senti tutti questi tipi che vanno in giro dicendo delle cose che ti fanno saltare veramente i nervi ed alla fine ti viene voglia di dire la tua.

lasciamo perdere tutto il resto, non voglio stare due ore a parlare di tutto quello che penso sul fatto che la gente non si rende conto che a due passi dalle nostre spiagge ci sono comunque i pozzi di altre nazioni che inquinerebbero le nostre coste senza problemi e che in più ci venderebbero il greggio estratto da loro. quindi cornuti e maziati.
e nemmeno altre considerazioni che o atto in merito.

no voglio parlare solo delle rinnovabili, che vengono così ampiamente sbandierate: l'energia eolica e l'energia solare.

belle cose vero? sarebbero energie stupende che permetterebbero di avere elettricità a impatto quasi uguale a zero, una visione estremamente naturale della cosa.

ma altrettanto falsa o almeno molto, molto più complicata di quello che ci fanno credere.

cominciamo dalle energie eoliche.

L’unità tecnica per la generazione di energia elettrica è costituita dall'aerogeneratore, che appare come un mulino a vento, stilizzato rispetto a quelli del passato. In pratica esso appare come un’alta torre (può superare i 50 metri di altezza e arrivare anche a 100 metri, ossia l’altezza di 30 piani) che porta alla sommità le pale, in genere in numero di tre, e la gondola col sistema elettrico. Un sito eolico è in genere costituito da più aerogeneratori, anche decine.
Alla sommità della torre di sostegno (un palo) è situata una gondola che attraverso un opportuno albero sostiene le pale rotanti. La gondola è orientabile (automaticamente) in modo che le pale siano perpendicolari al vento.
Un moltiplicatore di giri collega l’albero di trasmissione lento all'albero veloce. Viene così azionato il rotore del generatore elettrico. L’energia elettrica così prodotta viene trasportata al suolo attraverso cavi elettrici. Nel caso comune di un sito eolico (ossia con più aerogeneratori) la corrente così prodotta viene convogliata in un sito di trasformazione per portarla alle condizioni volute. Infine l’energia elettrica così prodotta viene trasportata al luogo di consumo o, caso più generale, viene, mediante un’apposita linea elettrica, trasportata e immessa nella rete elettrica nazionale alle dovute condizioni (frequenza, tensione elettrica, ecc.).

Per valutare economicamente un investimento eolico ricordiamo che:
- i costi sono facilmente acquisibili e sono certi, sia per il costo dell’impianto che per il suo montaggio e il collegamento con la rete nazionale
- i ricavi, o benefici economici dipendono invece da vari fattori, meno noti e comunque più incerti: durata e intensità del vento, ore del vento, contratto con il gestore della rete, legislazione. il prezzo dell’energia elettrica varia da un minimo alle 4 del mattino, ad un massimo (pari a quattro volte il minimo) alle 11 del mattino per raggiungere un altro massimo (minore del precedente) verso le ore 19.
In pratica la convenienza o meno di procedere all'installazione di un generatore eolico dipenderà sostanzialmente dalla ventosità della zona che, per quanto riguarda il territorio italiano si ha nel centro-sud (Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise, Calabria), nelle isole maggiori (Sicilia, Sardegna) e in alcuni crinali e valli dell’Italia del Nord, e dalla legislazione vigente e prevedibile, in particolare per il capitolo delle agevolazioni (finanziarie e/o fiscali) e per i rapporti con il gestore della rete nazionale.
va fatto notare che non è particolarmente economica, ma neppure particolarmente costosa. Sul mercato libero non reggerebbe al confronto con molte altre fonti comuni (idroelettrica, da carbone, nucleare, da gas). lo sarebbe solo in siti particolarmente ventosi (sulle 10 ore di vento al giorno).
Con gli incentivi di Stato e regionali il suo costo può competere, non con quello delle energie prima citate, ma con quello delle centrali a gasolio.
Orientativamente possiamo dire che il costo di questa energia è:

- il quadruplo dell’energia idroelettrica

- il doppio dell’energia nucleare o da carbone

- il 20-30% più cara di quella del gas.

ora diamo una occhiata al lato negativo della cosa, o almeno così viene definito proprio da quegli ambientalisti che ora lo sbandierano e che ne hanno impedito in molte occasioni l'installazione.
La critica che più comunemente viene rivolta in particolare alle alte torri e alle pale, che “rovinano il panorama”. Ed è vero. Si potrà obiettare che anche gli alti tralicci e le linee elettriche dell’alta tensione rovinano il panorama, come, tra l’altro, tanti tratti d’autostrada, di linee ferroviarie, viadotti, la stessa urbanizzazione, le cave di materiali. Ma il problema resta e, almeno stavolta, “mal comune” non è né “mezzo gaudio” né gaudio intero.
Questo impatto negativo sul panorama può essere inaccettabile in certi luoghi, meno devastante in altri. I luoghi ventosi sono in genere fuori mano, e non coinvolgono gli insediamenti umani.
Questo tipo di critica viene frequentemente avanzata dagli ambientalisti e dalle pubbliche amministrazioni.
il critico d'arte Vittorio Sgarbi, come sindaco di Salemi (in Sicilia) si lanciò in forti critiche contro questi “mulini a vento” installati in quell'angolo della Sicilia e lo fece con varie indicazioni alcune delle quali furono portate al vaglio della magistratura:
- deturpano il panorama. E nessuno può ignorare una simile affermazione espressa da un così noto critico d’arte (e di bellezza, di armonia). Tra l’altro i mulini a vento vengono installati spesso sui crinali dei monti (lo erano anche quelli contro i quali si scagliò Don Chisciotte) e pertanto modificano la “linea del cielo” (lo sky line) così caro agli architetti, agli urbanisti e ai turisti.
- Non producono l’energia promessa. Come già sottolineato nei precedenti paragrafi, questi impianti vanno installati solo nei luoghi di adeguata (conosciuta e riconosciuta) ventosità, altrimenti non producono adeguata quantità di energia
- L’investimento corrispondente era stato infiltrato dalla mafia (di Trapani e di Palermo) divenendo “il punto di congiunzione tra potere politico, potere economico e potere criminale”.
inoltre gli impianti eolici hanno varie parti in movimento che generano rumore e pertanto possibile disturbo alle persone che vivono in prossimità e che possono averne: disturbi del sonno, depressione, emicrania, ecc.
In certi casi, specialmente in vecchi impianti, si generano anche dei sibili.
Per tali ragioni l’installazione di questi impianti deve essere realizzata ad una distanza minima da edifici abitati, distanza che va da 200 a 500 metri, secondo le varie regioni italiane che al riguardo hanno potere legislativo e di controllo congiuntamente ai comuni.
infine nel raggio di varie centinaia di metri dall'aerogeneratore possono generarsi disturbi elettromagnetici, in particolare la distorsione dei segnali in loco delle teletrasmissioni (radio, TV, telefoni satellitari, internet, ecc.)
senza parlare dei rischi di rotture meccaniche degli organi in movimento, in particolare delle pale, fatto che potrebbe generare incidenti e dei possibili danni alla fauna migratoria e stanziale, in particolare ai rapaci che usano per la caccia i corridoi di vento (aquile, falchi, poiane, ecc.). Si sottolinea il rischio che tali uccelli possano venire “ghigliottinati” dalle pale in movimento.

per tutti questi motivi sono vari i siti in cui avrebbero dovuto sorgere le pale, e quindi questo gran sistema economico non è andato bene in passato, ora invece va bene?


passiamo all'energia solare.

per riuscire ad ottenere il riscaldamento della propria abitazione, grazie all'energia solare, va detto subito, è un compito assai arduo, anche perché quando occorre il riscaldamento, purtroppo è anche il periodo in cui il Sole è più debole.
Con le moderne tecnologie si riesce ad ottenere una copertura anche del 60% del riscaldamento, ( oltre chiaramente quasi al 100% di fabbisogno dell'acqua calda sanitaria per docce o lavaggio stoviglie ) ma le premesse sono normalmente queste:
prima di tutto si deve avere un impianto di riscaldamento funzionante a bassa temperatura, cioè del tipo a pannelli radianti sotto pavimento, o a pannelli radianti a parete, o comunque un impianto che per funzionare usi acqua calda a temperature di 40-50 gradi al massimo. Questo perché d'inverno i pannelli solari non riescono a produrre acqua molto calda, come quella usata nel normale impianto di riscaldamento a caloriferi, mentre riescono a produrre acqua a 40-50 gradi, sufficiente invece per far funzionare abbastanza bene un impianto di riscaldamento del tipo a bassa temperatura.
installare uno o più serbatoi di grande capacità anche da 1.500 - 2.000 litri
possedere un' abitazione con un buon isolamento termico.
Si tenga presente che nel caso si possegga un riscaldamento del tipo a normali caloriferi, difficilmente si riuscirà ad ottenere un risparmio di più del 20-30% delle spese di riscaldamento, a meno di spendere un capitale in impianto solare....
Il problema tra l'altro non lo risolve semplicemente aggiungendo pannelli solari, in quanto l'aggiunta di pannelli comporta poi dei problemi durante il periodo caldo: avere troppi pannelli significa produrre una grande quantità di acqua calda, che va accumulata in maniera adeguata, quindi occorre avere dei serbatoi molto grandi, pena il rischio di raggiungere temperature troppo alte
Se si possiede una piscina il problema lo si risolve utilizzando la grande quantità d'acqua in surplus per il riscaldamento della piscina, ma se non la si possiede, l'unica maniera fattibile è prevedere dei serbatoi molto grandi, oppure si devono coprire durante i mesi estivi alcuni dei pannelli solari.
In parole povere: se possedete un impianto di riscaldamento a bassa temperatura avete ottime possibilità di abbattere di molto le spese di riscaldamento, altrimenti l'impresa diviene piuttosto ardua, a meno di abitare in paesi di mare, o nel Sud Italia, dove effettivamente il riscaldamento richiede meno sforzi energetici.
inoltre il costo indicativo di un impianto solare per riscaldamento di circa 150 metri quadri di abitazione è di circa 8.000 - 10.000 Euro, considerando 9 metri quadrati di pannelli di tipo a tubi sotto vuoto di ottima qualità e un serbatoio di 2.000 litri, ma ricordiamo che si deve comunque disporre di un impianto di riscaldamento a bassa temperatura per avere un risparmio del 60%. Su tale spesa possono esserci a disposizione dei finanziamenti da parte di alcune Regioni oppure in ogni caso è possibile avere lo sgravio dell'irpef del 36% sul costo dell'impianto, che significa avere la possibilità di uno sconto di circa il 36%.
senza considerare il fatto che ci vuole una continua manutenzione attenta e specializzata.
si deve installare un buon numero di pannelli solari, quasi esclusivamente del tipo sotto vuoto, per poter ottenere un rendimento ottimo anche durante i mesi invernali. Occorre prevedere comunque un alto numero di pannelli solari: almeno 9 metri quadrati per coprire circa 150 metri quadri di abitazione.
alcuni parametri che ci parlano dello stato del sistema sono verificabili direttamente dal proprietario. I collettori solari, ad esempio, sono il componente più importante dell’impianto e normalmente una semplice ispezione visiva consente di rilevare eventuali problemi. Una deformazione della piastra assorbente ad esempio, potrebbe comportare una perdita di efficienza, così come una parziale rottura del sigillante, evidenziabile tramite una massiccia presenza di condensa, così come l'integrità del vetro di copertura, e il mantenimento dei vetri puliti per avere una corretta funzione.
altri problemi invece richiedono l'itervento di tecnici ed il costo può essere molto diverso da caso a caso, in quanto dipende dalla complessità impiantistica e dalla qualità e affidabilità dei componenti utilizzati. Solitamente si stima un costo annuale pari all’1÷2% dell’investimento iniziale. il costo per un impianto come quello ipotizzato si aggirerebbe quindi sui 800/1000 euro annuali, sempre che non si debbano sostituire degli specchi per rotture o per perdita di isolamento.

e questo è quanto. spero di aver dato una idea di quello che intendo.

besos

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero