mercoledì 27 aprile 2011

cercasi casa disperatamente

ebbene si. ora tocca anche a me. siamo alle soglie di un cambiamento epocale ed abbiamo grossi problemi di budget: c'è qualcosa di nuovo in tutto questo??
mi sento deludentemente alle solite: il padrone di casa ci ha dato un anno di tempo per lasciargli libera casa e noi siamo già a maggio praticamente ed abbiamo potuto cominciare a muoverci solo ora. che cerchiamo? una casa. si una casa, che non sia un buco troppo piccolo, che non sia al quinto piano senza ascensore, altrimenti io dovrei dormire sul pianerottolo dell'ingresso, che non superi i 680, massimo 700 d'affitto. impossibile? spero di no. mi accontento di qualunque posto anche fuori dal raccordo ( non troppo) ma che sia ben fornito di mezzi di trasporto altrimenti LUI, che non ha manco la patente al lavoro smette di andarci.
la possibilità è piuttosto ampia, anche se devo ammettere che mi piacerebbe rimanere nei pressi dell'appia, tipo Ciampino, santa Maria delle mole, al massimo, via dei sette metri, insomma li attorno. potremmo anche prendere in considerazione l'acquisto, ma li le cose si complicano ulteriormente perché di soldi, a meno che stasera il mio biglietto non sia tra i fortunati, sono pochi e il nostro informatore economico ci ha detto che più di 140.000 non possiamo proprio avere. budget basso, parecchio, e difficilmente si trova qualcosa, ma noi cerchiamo, anzi, io cerco, disperatamente. mi sto muovendo su tutti i fronti disponibili, contattando sia privati che agenzie, telefonando, chiedendo, e prendendo appuntamenti per il sabato, unico giorno in cui LUI mi può essere fisicamente di supporto.
è dura ragazzi. proprio dura, anche perché il tempo passa, e a parte l'aumento delle quotazioni degli immobili, c'è anche la scadenza del padrone di casa che si avvicina.
e poi ci sarà da fare il trasloco!!! quando finalmente avremo trovato qualcosa almeno.
mamma mia come sono stressata. speriamo di riuscire in questa specie di esercizio di autentica magia.

sabato 23 aprile 2011

non è quello che ci affligge...

...ma come lo si affronta.
questo è quello che penso a volte. ci sono momenti, giorni, periodi lunghi o corti, in cui quello che il mondo ci pone di fronte è qualcosa di veramente pesante, qualcosa che potrebbe anche scoraggiarci.
a quel punto la strada più facile è proprio quella di abbattersi, di lasciarsi andare, di arrendersi e deprimersi,. ci si lascia andare, ci si rannicchia in un angolo e si sospira, ci si piange addosso, ci si lamenta e basta, senza cercare di opporsi al destino perché in fondo la battaglia è pesante e difficile, e si ha già così poche energie, e poi non ne vale la pena...
se avessi ragionato in questa maniera mi sarei arresa a me stessa oramai trenta anni fa.
ma non sono mai stata una donna facile, ne disposta a farsi comandare facilmente da nessuno, se non dai miei genitori che già occupavano tutto lo spazio disponibile di sudditanza che avevo a disposizione.
no, non potevo ne volevo permettere al mio fisico di avere la meglio su me stesso.
quando le mie ginocchia cominciarono a dolere ed a scricchiolare io decisi che in fondo bastava non esagerare e far riposare tra uno sforzo e l'altro le articolazioni, e se non bastava pazienza.
quando le mie articolazioni di mani, polsi e dita volevano impedirmi di continuare a disegnare e dipingere io non ho ceduto ed ho aspettato che passasse la fase acuta per continuare.
non mi sono mai lasciata mettere sotto dal dolore, l'ho combattuto con i farmaci e quando non bastava ho cercato di sopportarlo, e quando non bastava ho fatto finta di nulla e sono andata vanti: ci si poteva fare qualcosa? se si si faceva, se no, era inutile fermarsi e si andava comunque avanti.
perché dico questo?
perché oggi come oggi, che la malattia, il dolore, è diventato più palese, e conosciuto, ora che le mie sofferenze hanno un nome, la gente mi guarda e volte con simpatia, a volte con un briciolo di pietà nello sguardo, chiedendomi come faccio ad andare avanti in quei giorni in cui il mondo sembra appoggiato sulle mie gambe.
ed è per questo che rispondo; non è quello che ci affligge, ma come lo si affronta.
cerco sempre di vedere il bello nelle cose, il lato positivo nella giornata, cerco di non perdere il sorriso perché un sorriso che per me è solo un movimento muscolare nemmeno troppo pesante per chi lo riceve è un dono a volte anche prezioso.
non penso a chi sta peggio di me, perché dovrei? penso a chi sta meglio e non sa nemmeno la cosa preziosa che ha, e si lamenta. ed è nei suoi confronti che mi sento migliore, perché io so di stare peggio ma so anche che posso essere meglio di lui.
anche quando arranco per la strada con il bastone e l'anca mi urla in falsetto, mi piace sentire i raggi si sole sulla schiena, o il leggero venticello primaverile che volte in questi giorni soffia, mi piace sorridere ai vicini che incrocio o alla verduriera che mi riconosce.
ed a volte anche questo mi aiuta ad andare avanti come se non fosse così nera.
anche nei momenti peggiori a volte si riesce ad avere il sole nel cuore.

giovedì 21 aprile 2011

Quando succede per caso...


ho ricominciato a giocare di ruolo.
oramai in effetti è un po che ho ricominciato. mi vedo assieme a LUI con degli amici di vecchia data, a casa loro, dall'altra parte della città, una volta a settimana (scanso problemi), verso le nove, nove e mezza; si mangia la pizza ci si alcolizza con birra e coca e si gioca più o meno fino a mezzanotte e mezza. non è molto ma dopo anni in cui se si riusciva a rubare una partita alla mancanza di tempo era grassa non mi posso certo lamentare. il master è nuovo del mestiere, un poco troppo EUMATE ma che ci vuoi fare, in fondo è lui che ha messo in piedi il gioco, la palla è sua, mica gli possiamo dire cambiamo in corsa... e poi non è così male.
solo che nella foga del gioco, nel non aver molto da fare come gnoma barda in una partita in cui i giocatori che partecipano sono quelli grossi o potenti, ho fatto un errore, mi sono spinta un passo in la di troppo e l'ho pagata.
Lisca è morta. di nuovo.
si perché questa era la sua vita 2.0 essendo morta già nella sua prima incarnazione, aperta in due da un gigante del ghiaccio di ennessimo livello.
questa volta povera gnoma, è morta per fuoco amico: il nostro orco del gruppo vittima di un incantesimo di pazzia l'ha aperta in due con la sua ascia bipenne ed a quel punto non esiste pozione, curaferite o magia alcuna che possa strappare dalle braccia della morte quel povero corpicino spezzato.
mi spiace un po, cominciavo ad affezionarmi a quella piccola cosa, che era nata come un gioco per vedere come si adattava al gruppo ma che ultimamente, tra il doversi occupare della cura degli oggetti e delle masserizie del gruppo, ed il suo nuovo flauto incantatore che poteva comandare le menti altrui con la giusta poesia cantata... be stava diventanto qualcosa di abbastanza delineato.
insomma, si ricomincia, il cambiamento è d'obbligo, e visto il tenore della partita questa volta non sceglierò certo un personaggio di contorno, altrimenti finisce che passerò di nuovo le partite a distribuire curaferite e pacchi di viveri.
addio Lisca.

mercoledì 20 aprile 2011

se ne va un'altro pezzo della mia vita



oggi ho saputo che ieri se n'è andato un'altro personaggio che ha fatto parte della mia vita virtuale: è morta Elisabeth Sladen, l'attrice che ha interpretato Sara Jane Smith nel Doctor Who del settanta, ottanta.



era una donna brillante ed estremamente gentile, felice del proprio lavoro fatto e di poter continuare a farlo, de è morta dopo una lunga lotta con il cancro.



io non sapevo nemmeno che fosse malata, e nelle puntate ultime in cui l'ho vista, sia accanto al dottore nella sua decima incarnazione, sia nelle puntate della serie dedicata al suo personaggio più famoso, Sara Jane Adventures, non si vedeva in lei la sofferenza che invece deve aver provato. non si può dire che sia stata una tragedia per me, perché era solo una parte marginale della mia vita interiore, ma quando ho saputo della sua morte mi sono sentita veramente dolente: era una parte della mia infanzia, ero cresciuta continuando a ricordare quelle poche puntate del Dottor Who che erano giunte in Italia, e quando avevo potuto ricominciare a vederlo incontrando anche lei tra i vari personaggi che compaiono nelle nuove stagioni era come rincontrare una vecchia amica mai dimenticata. ed ora se n'è andata definitivamente.



e con lei se ne è andato un'altro pezzetto della mia infanzia.



addio Sara Jane.

martedì 19 aprile 2011

the day after the deepcon


in realtà il rientro era ieri ma ieri non ero in grado di dedicarmi a questa faccenda: il rientro comporta sempre grandi sconvolgimenti, specie se nel frattempo si è rotta la lavatrice e se ne aspetta una nuova proprio per il giorno del rientro.
oggi invece cinque minuti ( si fa per dire) li posso trovare ed eccomi qui a narrare le gesta e le specialità di un fine settimana all'insegna della Deepcon.
ci vado da oramai 12 anni compresa quest'ultima, si può dire che sono una dei pezzi storici li dentro, con altre dieci, quindici persone, che sono anche il nucleo di base del club che la organizza.
ed in dodici anni questa è stata in assoluto la meno frequentata, la meno impegnativa e la più rilassante che ho fatto: non credo di aver mai dormito tanto come in questi giorni in una convention, di qualsiasi tipo essa fosse.
e forse proprio perché eravamo pochi, eravamo quasi tutti amici di vecchissima data, eravamo rilassati e tranquilli, senza grandi problemi di ospiti, club appoggiati, gente da tenere d'occhio, bisogni da soddisfare all'ultimo momento... insomma abbiamo potuto anche analizzare problemi e dubbi che in questi anni erano sorti all'interno del club. abbiamo potuto confromntarci, contarci veramente per decidere quale strada perorrere e speriamo anche decidere di percorrerla.
mai come questo anno credo che si sia sentito forte il senso quasi di famiglia che aleggia tra di noi che siamo i vecchi, i fedelissimi, quelli che nonostante tutto sono felici di rivedersi anno dopo anno, con qualche ruga in più, qualche acciacco in più, qualche problema in più ma la stessa voglia di sempre che ci spinge e ci anima.
insomma le cifre anche questa volta si possono dire tutte in positivo, magari di poco, come il vitto che non è mai stato il punto di forza dell'albergo, magari di tanto, come la giornata trascorsa a farsi coccolare dalla SPA, o la serata passata a mangiare specialità locali portate da tutti noi.
e come sempre un sentitissimo ringraziamento a tutti, per avermi fatto sentire così bene, così immersa in quella splendida sensazione che si prova sempre la. un ciao a chi c'era, un mi siete mancati a chi non c'era ed alla prossima.

venerdì 8 aprile 2011

Finalmente l'E-book reader

oggi si esagera: dopo tanto silenzio addirittura due post in una giornata.
volevo parlarvi di una cosa che desideravo da tempo e che per Natale finalmente ho ricevuto.
credo che tutti siate a conoscenza di cosa sia un e-book reader, pro a favore di chi non dovesse ancora saperlo, si tratta di un supporto tecnologico per dei file di documenti in vario formato e che sono in tutto e per tutto i libri digitali di cui tanto si parla ultimamente.
è una tecnologia che anche se oramai vive da qualche anno è sempre alle prime armi, soprattutto per un grosso lato negativo: il prezzo del supporto di base, che spesso supera i 200 euro e che quando scende sotto ha uno schermo veramente troppo piccolo per essere agevolmente letto.
per Natale
ho ricevuto e-reader della Sony il modello 650.
si tratta di un supporto dotato di Touch screen per cui si sfoglia con la punta delle dita, non ha retroilluminazione, quindi non stanca lo sguardo, è estremamente leggero da portare ma ha una memoria che consente di portarsi anche più di 300 libri diversi. se poi lo spazio che ha al suo interno non
fosse sufficiente dispone anche di due slot per due diversi tipi di schede di memoria che permettono di espanderlo ulteriormente. ha un lettore mp3 interno con pin jack per le cuffie che permette di leggere ascoltando musica o ascoltando un audio libro.
è dotato di 12 vocabolari interni per cui toccando due volte una parola si può averne il significato più recondito rivelato in un batter d'occhio. ha la possibilità di segnarsi appunti o disegni a mano libera in una parte a se stante della memoria.
ha una batteria che dura anche una settimana ed ha la possibilità di adattare la grandezza dei font a scelta fino alla dimensione xxl che nemmeno io che sono cecata non uso.
mantiene in memoria la pagina del libro che si sta leggendo, anche se i libri sono più di uno.
devo dire che da quando ho quell'aggettino sono molto contenta, ed anche se continuo ad avere un amore elettivo per i libri cartacei, oramai mi porto spesso e volentieri lui per leggere mentre viaggio o mentre sono al lavoro.
gli ho anche comprato la copertura perché l'oggettino costa 249 euro e se dovesse rovinarsi potrei anche suicidarmi. la copertura è anche dotata di una lucina autonoma alimentata da una ministilo che permette di leggere anche nei luoghi bui o la sera a letto.
be che dire. sono proprio felice di aver ricevuto un regalo del genere e da quando lo possiedo sono riuscita a leggere anche libri che non avevo potuto o voluto comprare per non rischiare si spendere soldi in cose che non avrei magari gradito.
lo consiglio vivamente ei grandi lettori perché permette di viaggiare con un carico molto ridotto ,e lo dico con cognizione di causa: l'ultima volta che siamo stati in vacanza io e LUI avevano almeno quattro volumi a testa per la vacanza e siamo rientrati con almeno sette volumi a testa, perché avevamo poco spazio. almeno la prossima volta quelli di partenza non ci saranno!!!

Ritorno sofferto

rieccomi. ne è passato parecchio di tempo dall'ultima volta che ci siamo sentiti e me ne dolgo profondamente, specie per coloro che fedelmente leggono tutte le varie castronerie che mi ostino a scrivere su questo blog. vi chiedo scusa, veramente, ma non ho trovato spesso la forza, la voglia, la spinta di rimettermi di fronte alla tastiera e di comunicare. ho poca voglia di comunicare in generale, tanto che vedo di rado gli amici di sempre, non frequento i social network non telefono e non mi faccio sentire.
sono un'asociale dipinta da persona civile e mi spiace per coloro che mi sono amici che devono sopportare il mio carattere mutevole e musone.
comunque, dopo le scuse, certo insufficienti e sicuramente dovute, quei pochi che resistono a seguirmi vorranno sapere cosa ho combinato nel frattempo. vi avverto che ho anche le foto ma che verranno messe sul blog solo in un secondo momento perché al momento sono a casa ed io no.
partiamo dalle basi.
avete presente la sciarpa? ebbene ne ho fatte due, di sciarpe, nel frattempo, una che vorrei tanto vendere ed una che sfoggerò alla prossima Deepcon cui parteciperò solo per il gusto di sudare e di mostrare al mondo il mio amore per questa serie di fantascienza.
e qualcuno fosse interessato all'altra me lo faccia sapere perché tanto l'amico a cui avevo chiesto di metterla in vendita su e-bay non credo che ancora abbia fatto nulla di costruttivo in tal senso.
poi che ho fatto? be ne ho fatte parecchie di cose: ho fatto due copertine per neonati che sono nati nel frattempo, una nipotina vera ed uno acquisito ma a cui voglio un bene dell'anima (ciao Vale).
ho fatto una coperta matrimoniale a vari colori di cui spero di avere prima o poi le foto e che ho regalato per natale a mia sorella, che adora quelle coperte e che ne ha già due fatte da me. ne sto tra le altre cose facendo un'altra ad esagoni che vorrei provare a vendere per vedere se è un articolo che trova mercato perché mi piacerebbe tanto farne un piccolo commercio. ho fatto un paio di calzini per natale ad una cyberamica che vive a milano. ed altre cose così che mi tengono impegnata, attiva e soprattutto che contribuiscono a farmi sentire ancora utile e produttiva.
perché invece a livello personale le cose sono peggiorate. cammino sempre peggio, i dolori sono sempre presenti ed a volte soverchianti, i medicinali sempre più pesanti tanto che ora sono in cura da una terapista del dolore. al resto si è aggiunto lo strappo di un addominale che mi rende a volte difficile anche respirare.
e grazie a tutto questo m sento sempre più inutile: passo le mie giornate trascinandomi al lavoro, quando ci riesco e non devo rimanere a casa in malattia perché non riesco nemmeno a camminare o a guidare; le faccende di casa vanno a rilento e quando ci riesco pulisco la casa interamente in una settimana dividendomi in piccoli impegni le faccende. fortuna che la domenica quel santo che divide il mio letto mi aiuta facendo le cose più impegnative e pesanti.
e soprattutto sono stanca.
sono sempre, costantemente stanca, sempre assonnata, come se non dormissi mai abbastanza. anche la domenica in cui di solito dormo fino a tardissimo ( mi capita di svegliarmi anche verso le due a volte) dopo un paio di ore di veglia mi ritrovo di nuovo a ciondolare di sonno.
sono una specie di larva insonnolita che aspetta solo il prossimo momento in cui potrà rinfilarsi tra le lenzuola ed addormentarsi nuovamente.
fortuna che ogni tanto ci imponiamo su noi stessi e riusciamo ad avere anche una parvenza di vita sociale, ma di solito è solo nel fine settimana e sporadicamente.
speriamo che anche questa sia solo una fase della mia vita.
spero molto in questa estate: ho voglia di sole, di mare di lunghi bagni e di abbrustolirmi al sole.
l'anno scorso per una cosa o per l'altra non sono riuscita a vedere il mare nemmeno una volta ma quest'anno vorrei tanto tanto.
in ultimo una bella notizia: questa estate non potremo permetterci probabilmente una vera vacanza perché dobbiamo cercare casa e traslocare, ma in cambio LUI mi ha promesso che mi porterà a Londra per un fine settimana lungo, cosa che di per se è già un grandissimo regalo visto che sogno Londra da quando ero piccola e non ci sono mai riuscita ad andare.
ma oltre tutto ci andremo proprio nel periodo in cui c'è ancora la Doctor Who experience, e questo rischia di fare di me una donna estremamente felice.
a volte si riesce anche ad avere qualcosa di buon nella vita e bisogna saperselo godere.
alla prossima, e giuro che non farò passare così tanto tempo questo volta.

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero