giovedì 17 novembre 2016

IL GIORNO DEL GATTO NERO

oggi è la giornata dei gatti neri. questi splendidi felini, dalle mosse agili e dal colore così vicino a quello delle loro sorelle più grosse, le pantere, che ancora oggi rischiano la vita per la sciocca superstizione che ancora obnubila la mente di molti. 
per cercare di dare una spinta verso la salvezza di questi splendidi animali, voglio parlare dell'origine di questa assurda credenza che ne fa i compagni preferiti delle streghe ed i portatori di sfortuna.
cominciamo col il dire che anche in questo caso la religione ha le sue belle colpe, tanto per cambiare.
nel periodo romano i gatti neri erano i figli prediletti della dea Iside, signora della notte perché nella notte erano invisibili, mentre i loro occhi erano una luce quasi mistica che si muoveva nel buio. cosa poteva aver originato una creatura così magica se non una divinità?
Iside era oltre tutto anche la dea della fortuna quindi in gatto nero era considerato portatore di fortuna e protettore, tanto che era considerato di buon auspicio portare un gatto nero sulle navi.
fu appunto la religione cristiana, che tra le tante cose pessime, fece anche quella di rendere i gatti neri i rappresentanti delle credenze pagane e decise di seppellire con loro quelle credenze.
nel vero senso del termine. infatti furono i primi missionari cristiani a spingere i contadini a seppellire un gatto nero nei campi per rendere propizio il raccolto, come furono sempre loro a spingere perché, a raccolto avvenuto, si sacrificasse un gatto per ringraziare del raccolto avvenuto.
i gatti rimasero creature dalla natura particolare e misteriosa, ma questa aura magica di cui erano soffusi assunse sempre più una connotazione maligna e negativa, così come le donne che nel tempo avevano accumulato una conoscenza della natura tale che permetteva loro di curare e di assistere.
tali conoscenze, che chiaramente non potevano venire da un dio che soprattutto allora non riconosceva nemmeno alle donne la stessa dignità o umanità dell'uomo, dovevano quindi essere di natura diabolica, visto che non erano di natura divina. e a chi associare quindi queste donne, considerate streghe ed amanti del diavolo, se non al gatto nero, divenuto simbolo di potere oscuro e quindi a sua volta rappresentante del maligno. con l'inquisizione la situazione peggiorò al punto che, anche se non è vero che ci furono grandi stragi di streghe a causa dell'inquisizione, è vero che ci fu una tale moria di gatti neri, per mano di questi ardenti religiosi, che si rischiò l'estinzione di questo colore dai mantelli dei nostri amici mici.
fortunatamente ci furono anche paesi in cui questa affinità con il diavolo portò bene al gatto nero, come nei paesi anglosassoni, dove farsi amico una do questi piccoli demonietti porterebbe bene al suo umano.il gatto nero porterebbe soldi e benessere in questo caso come alcuni proverbi inglesi lasciano intendere "Se un gatto nero viene perduto, mille guai capiteranno alla famiglia", "Quando il gatto di casa è nero la ragazza senza amore non resterà davvero, "Bacia il gatto nero e ti farà grasso; bacia il gatto bianco e ti farà magro."   
anche la credenza che se un gatto nero che ti attraversa la strada ti porta sfortuna è una credenza relativa al periodo in cui si andava a cavallo. il gato per sua natura è un animale furtivo e quando attraversava la strada spuntando d'improvviso di fronte ad un cavallo, questo si imbizzarriva.  la cosa valeva anche di più di notte, quando il cavallo, che non ci vede come un gatto, si ritrovava di fronte un gatto nero, praticamente invisibile nel buio se non per il verso di minaccia che lancia che lancia quando si sente minacciato.
da qui al dire che se un gatto nero ti attraversa la strada il passo è breve.

credenze che non perdono ma che, vista la scarsa conoscenza di allora, posso perdonare.
non altrettanto posso fare con chi al giorno d'oggi ancora si ostina ad avere simili incomprensibili credenze, in un mondo che ormai dovrebbe aver dipanato tutte queste superstizioni.
eppure ancora oggi il numero di gatti neri investito per strada, picchiato per strada, lapidato dai ragazzini, per non parlare del periodo di Halloween 
gatti neri vengono sacrificati in ridicole cerimonie sataniste, vengono impiccati ai lampioni. 
Comprendere che questi splendidi felini sono carichi di amore quanto è più i loro simili dal mantello più fortunato ci renderà tutti più civili e renderà chi si accaparrarsi l'amore di una di queste splendide pantere in miniatura molto felice e fortunato, perché l'amore che un gatto può dare, a prescindere dal colore della sua pelliccia, e un amore molto più grande di quanto ancora non si creda. provate a tenere una di queste pallette pelose in mano, passate le dita nella sua serica pelliccia, fatevi cullare dalle dolci fusa e vi renderete conto di quello che anche gli scienziati oramai hanno provato: il gatto è terapeutico per il nostro sistema nervoso e di conseguenza, anche per tutte le problematiche che dallo stress possono venire. abbassa la pressione,  regola il ritmo cardiaco, rilassa la mente e ci aiuta nella produzione di serotonina rendendoci felici.
Voglio finire questo post parlando i del mio gatto più anziano, Merlino.
È uno splendido gattone nero, che sta con me da oramai quasi 15 anni. chi mi segue e mi conosce, conosce anche la sua storia per gli altri, detto in breve ho incrociato la sua strada quando aveva solo 15 giorni e mi sono innamorata dei suoi occhi blu cobalto e della sua spaventata difesa, pronto ad aggredire per la sua sopravvivenza, nonostante fosse poco più lungo del mio dito indice. ha perso la coda perché qualche disgraziato gli ha spezzato e quasi strappato na splendida codina prima di abbandonarlo, ma da allora ha avuto la vita migliore che ho potuto offrirgli.
Purtroppo ora si è malato, ha una disfunzione della tiroide che al momento ha bisogno di tutta la mia attenzione e cura per rientrare da una situazione critica, ed in seguito richiederà una costante cura che durerà per tutta la sua vita.
Ma lui è sempre vicino a me, è  il mio angioletto ed io farò sempre tutto il possibile per curarlo ed aiutarlo. ma quello che lui da a me ogni giorno, con il suo amore, la sua cieca fiducia in me, la sua presenza ed la sua compagnia e qualcosa che non sarà mai ripagata per quanto denaro io posso spendere o fatica io possa fare.
e con questo vi saluto e vi esorto, adottate un gatto nero, avrete uno splendido, piccolo esponente dei felini che si aggirerà  per la vostra casa, come una pantera si aggirerà  i per la casa.
Besos.


mercoledì 2 novembre 2016

RUDY E' TORNATO SULLA ASTRONAVE

non ne ha parlato nessuno, e probabilmente a non molti mancherà ma ieri sera, qui a Roma, una delle menti della fantascienza italiana, uno che la fantascienza la trattava da anni e lo faceva con spirito e umorismo, se n'è andato, facendo poco scalpore.
Massimo Mongai, a due giorni dal suo sessantaseiesimo compleanno è morto, dopo una peregrinazione tra le strutture mediche romane, ed a chi voleva sue notizie rispondeva "Sono mesi che cerco una risposta adeguata, motivo per cui non ho ancora risposto, insieme allo stress della situazione. Va tutto bene. Quasi. A presto a tutti."
non era un uomo facile, sanguigno, misogino, convinto di essere il depositario dell'unica verità universale, ma nello stesso tempo impulsivo, entusiasta, istrionico.
la prima impressione che dava era quella di un grosso orso, irsuto e scapigliato. con quella grossa barba che spesso era piena di briciole, con la sua strabordanza non solo fisica, con la sua incapacità ad arginarsi. eppure accoglieva le persone con simpatia ed apertura, era alla mano. se ti prendeva in simpatia ti raccontava quello che pensava, quello che faceva. diceva che potevi trovarlo quasi sempre al bar della Garbatella, dove abitava da una vita e dove, credo, fosse convinto essere il reale centro del mondo, sicuramente del suo.
ma non era uno che non avesse mai spostato la sua visuale da li.
aveva viaggiato, aveva conosciuto molto altro. solo che alla fine aveva deciso che meglio di li o si stava da nessuna parte e ci era tornato.
grazie alle sue esperienze aveva potuto scrivere tante delle sue piccole opere, alcune godibilissime, altre un po meno curate, tutte sicuramente contenenti un po di lui.
la sua opera d'arte resta quel "Memorie di un cuoco di Astronave" che gli valse il Premio Urania, e che altri non era che lui, e le sue esperienze come cuoco di bordo, portate nello spazio.
si divertiva parecchio a dire che lui era Rudy Turturro, quando ne parlava.
non era facile averlo in simpatia, con il suo essere convinto di idee un po superate, una delle quali era l'incapacità delle donne di essere all'altezza degli uomini i alcuni campi, tra cui la scrittura della fantascienza. questo era un cavallo di battaglia che gli era valso l'antipatia di molte femministe nei gruppi che lo ospitavano a volte, ma lui imperterrito la proponeva ogni volta, convinto della assoluta correttezza delle sue affermazioni.
a me non importava molto.
perché al di la di queste sue affermazioni, era poi gentile e mi aveva incoraggiato più di una volta a scrivere. mi aveva anche promesso che se gli avessi mandato un racconto, ma non troppo lungo, lo avrebbe letto volentieri, ma non ho mai avuto il coraggio di farlo.
non ne avrò più la possibilità.
quando stamane ho letto la notizia non riuscivo a credere che fosse possibile. non era vecchio, e non sembrava troppo mal messo l'ultima volta che lo avevo visto, ma non lo vedevo poi così spesso, e quindi probabilmente si era aggravato, nei suoi mille acciacchi che lui imputava all'età, ma che sperava di debellare mettendosi a dieta.
o almeno così diceva.
invece alla fine no c'è riuscito. 
e la sua scomparsa è passata sotto silenzio, con la morte della ministra Aselmi, il terremoto, e Renzi che fa dichiarazioni, i problemi del referendum e chissà cosa altro.
di lui non si parla sulla stampa nazionale ne il telegiornale locale. si scopre che è morto solo sulle riviste che parlano di fantascienza, o cercandolo su google.
e leggendo il mio blog.
addio grosso orso sciocco, mi mancherai parecchio, tu, i tuoi occhi buoni e la tua barba sporca.


Massimo Mongai
 
03/11/1950 - 01/11/2016

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero