venerdì 10 aprile 2015

I kLINGON HANNO UN PARADISO?

il nostro mondo è costruito su fragili fondamenta. ci accorgiamo di questo solo quando una scossa si fa sentire tutta l'instabilità della base. anche la nostra concezione di tempo è starna e complicata. io mi guardo allo specchio, o provo a sentire come mi sento ed in fondo mi pare di avere ancora tutta ma vita di fronte. e poi succede qualcosa e questa mia illusione vacilla, si crepa, e crolla sotto la realtà che esplode cruda.
nella mia storia ho conosciuto tante persone, e molte di queste sono entrate nella mia vita e ci hanno lasciato un segno, un seme di un'amicizia, che magari è sempre rimasta una piantina giovane, senza mai crescere veramente, o magari è diventata una pianta grande ma lasciata a se stessa, selvatica e dimenticata li, pronta a ritornare il pieno fiore ad ogni incontro.
questa è un po' la storia della mia amicizia con Luisa Iori.
Non mi ricordo quando ci siamo conosciuti, sicuramente tanti anni fa, più do venti. era una ragazza dal carattere difficile ma in fondo affettuoso. aveva le sue manie e le sue idee, ma avevamo in comune l'amore per la fantascienza, per il cinema, per i libri. ci incontravamo di solito ai raduni, prima alla sticcon, poi a DS1 ed al Circeo. nel tempo aveva conosciuto un ragazzo, Federico (detto Foffo) e si erano innamorati, avevano messo su famiglia andando a vivere assieme. si erano poi trasferiti fuori Roma, verso il modenese, e piano piano ci eravamo perse di vista. ma lei era li, una delle tante piante del mio giardino, pronta da essere tirata fuori alla bisogna e annaffiata, tanto non era mai sfiorita.
scriveva articoli femministi sulla fantascienza, che io leggevo su fantascienza.com, ed ogni tanto i giungevano sue notizie tramite amici, ma erano anni che non la vedevo. comunque era la. ogni tanto mi compariva il consiglio di facebook di chiedergli l'amicizia, ma sono una pigra, la maggior parte degli amici che ho su facebook mi hanno chiesto loro l'amicizia. ogni tanto dicevo cavolo devi deciderti a chiedergli sta beneamanta amicizia, però poi alla fine mi mettevo a fare altro e quando spegnevo mi ricordavo all'improvviso che non lo avevo fatto e mi dicevo, va be sarà per a prossima volta, tanto c'è tempo.
ed invece di tempo non c'è ne più.
nella notte tra mercoledì e giovedì, Luisa è morta.
ed io nemmeno sapevo che era ammalata di cancro al seno. nemmeno sapevo che era stata male e che combatteva da tempo con questa bestia immonda. nemmeno ho potuto dirle che se aveva bisogno d'aiuto sarei stata felice di darglielo. non ho potuto parlare con lei, consolarla se ne avesse avuto bisogno, comprenderla se avesse voluto, ascoltarla nel caso avesse voluto parlare.
non ho nemmeno potuto salutarla una ultima volta.
improvvisamente è morta ed io sono rimasta cosi, senza sapere cosa fare.
ci sono tante cose che ricordo di lei. quanto fosse rigida su certe cose, e come invece fosse spiritosa e disponibile su altre, le sue mille allergie, e le sue fisime con il cibo. i suoi capelli che erano biondi e lunghi. il fatto che adorava i klingon, perché erano duri e forti, un po' come lei. quando si mascherava da klingon, ed il matrimonio che fece con Foffo per portare in scena il matrimonio klingon-trill di star trek. la volta in cui sfilarono come coppia andoriana. un pomeriggio passato a prendere il sole sul terrazzo del circeo insieme ad altre ragazze ed a qualche ragazzo sparlando di tutto e di più. la sua macchina fotografica che amava più della via di chi osava toccarla, i filmati che faceva alle deepcon.
ricordo quando si trasferirono che spiacque a tutti perché avrebbe voluto dire vedersi meno, ed alla fine volle dire smettere di vedersi, ma lei lì sperava di avere migliori opportunità di lavoro nel campo cinematografico, e quello era il suo sogno. avevano una bimba, che come lei soffriva di un sacco di allergie, ma che aveva i suoi capelli biondi e lunghi. ora che ci penso non so nemmeno se avesse fatto un altro figlio, anche se non credo, per lei farne uno era stato a sufficienza, se non ricordo male.
ieri, quando ci siamo incontrati virtualmente, su facebook, abbiamo rievocato alcuni momenti con lei, ed abbiamo pianto, e sofferto per non essere rimasti più uniti.
ma come si fa, si guardava avanti, e si vedeva ancora tanta strada da percorrere, nessuno si aspetta che ad un certo punto si interrompa così repentinamente e mentre prima c'eri, un attimo dopo non ci sei più.
non so molto ma so una cosa. che questo deve spingerci a godere di ogni attimo che abbiamo a disposizione, di ogni singolo istante che riusciamo a strappare. dobbiamo sfruttare ogni possibilità, e goderne a pieno. dobbiamo parlare con le persone, tenerci vicini gli amici, parlare con le persone che amiamo, esplorare tutti i posti che possiamo, e tornare a visitare quelli che conosciamo. dobbiamo assaporare il cibo, respirare i profumi, dobbiamo toccare le cose e sentirne la trama, la durezza, la superfice. dobbiamo guardare tutto e vederlo davvero, non solo di sfuggita, ma soffermandoci. perché la vita è bastarda, e da un momento all'altro può sfuggirci dalle mani e dopo... il nulla.
 
Addio Luisa, sei stata una cara amica, e forse avrei dovuto dimostrartelo di più. mi mancherai.


 
LUISA IORI
1966-09/04/2015

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero