martedì 30 ottobre 2012

AMARE IL PROPRIO CORPO

oggi giravo per i giornali, prima di iniziare a lavorare, un piccolo intermezzo mattutino che mi concedo dalle sette e mezzo alle otto, anche perchè sono ancora troppo impastata di sonno per capire molto.
e mentre giravo ho trovato qualcosa di veramente bello: il blog di una ragazza che ha creato, credo di aver capito, un movimento che invita ad amare il prorpio corpo, anche se si è di taglia extra, come lei stessa dice di se.
è stato molto bello vedere qualcuno che ha avuto il coraggio, anche in America, dove nonostante l'altissima percentuale di persone normalmente morbide o grasse se non obese, si esalta la figura anoressica, dicevo vedere qualcuno che ha avuto il coraggio di dire basta, io non ci stò. questo è il mio corpo, se a voi non piace a me non importa perchè è il MIO corpo non il vostro. voi dovete convivere con il vostro e con le vostre paure di ingrassare, di deventare qualcosa che non volete, ma a me non importa, questo è il mio corpo ed io lo amo. farò il posibile per migliorarlo e mantenerlo in buone condizioni, ma non ho intenzione di sottostare alle vostre provocazioni ed ai vostrei dileggi.
vorrei tanto, alla sua età essere giunta alla stessa tranquillità ed accettazione. allora io mi odiavo, ed odiavo il mio corpo al punto di voler esser ecompletamente diversa da quello che ero. avrei voluto essere un maschio, e come tale mi comportavo.
solo ultimamente ero gunta ad accettarmi, ed a stare bene con me stessa, tanto che quando mi rivolsi alla nutrizionista lo feci solo per la mia salute e non perchè volessi essere meglio di quella che ero. ed invece il risultato del lavoro che mi hanno fatto, tra dieta ed intervento, è stato quello di mettere su quasi venti chili e di sentirmi una specie di omino michelin, che si muove su gambe sempre meno rispondenti alla  loro funzione, sia per la malattia ma anche per il peso temo.
che dovrò fare? io non voglio essere magra ma così esageriamo veramente.
in fosno a me non importa assolutamente di apparire bella e magra per gli altri, ed a LUI piaccio così come sono, però la mia salute stà peggiorando e non voglio trovarmi su una sedia a rotelle per tutta la vita a strabordare su due ruotone. comunque tornando a quella ragazza ed al suo blog, che vi mettero come link in coda, io vi consiglio di darci una occhiata se sapete l'inglese è vchiaro, io infatti non sapendolo gli ho dato solo un'occhiatina e mi sono esaltata.
ci dovrebbero essere più ragazze come quelle che capiscono di essere belle così come sono e quella ragazza è veramente bella. vedrete.


http://thebodyloveblog.tumblr.com/tagged/body-acceptance

giovedì 18 ottobre 2012

oggi parliamo di AGOPUNTURA

oggi voglio parlare di una pratica che fino a qualche tempo fa non aveva assolutamente riscosso la mia fiducia, almeno non completa, ma che oggi mi vede molto meno scettica.
parlo dell'agopuntura.
credo che chiunque almeno una volta abbia sentito parlare di agopuntura, di quella cosa dove ti piantano degli aghi in punti particolari e tu guarisci da quello che ti curavano. be, non è proprio così quindi voglio prima spiegare cosa sia l'agopuntura e poi darvi il mio punto di vista della cosa.
Delle reali origini di questa pratica si sa poco o nulla, visto che la storia si perde nel tempo e si mescola alla leggenda. Basti dire che i testi più antichi che ne parlano, databili al 2500 a.c., fanno continuamente riferimento agli "Antichi testi" da cui traggono insegnamento e di cui non si ha traccia alcuna.
la sua applicazione in Cina ha una lunga storia ed una lunga evoluzione, mentre nell'europa, quando i primi seri contatti vengono messi in campo, si crede poco a questa pratica empirica e poco convincente. coloro a cui spetta maggiormente il merito di aver portato in Occidente la conoscenza dell'agopuntura sono Dabry de Thiersant che nel 1863 pubblica il trattato "Medicina presso i cinesi" e e Souillè de Morant che mezzo secolo dopo, con Ferryrolless, pubblica il "Trattato di Agopuntura cinese". curioso come ambedue i personaggi non fossero medici ma diplomatici, che vivendo a stretto contatto con quella cultura ebbero modo di capirne i vantaggi e la funzionalità.
però la vera domanda è: in realtà come funziona l'agopuntura? si crede comunemente che questa vada a toccare i centri nervosi stimolando i nervi ad una reazione. niente di più sbagliato, dato che toccando i nervi si otterrebbe solo un acuto dolore e l'infiammazione degli stessi. in realtà si deve andare a studiare il meccanismo biofisico del problema per capire come agisce questa tecnica.
si tratta, detto per sommi capi, dato che anche io non sono proprio una sapiente dell'argomento, di eletricità. il nostro corpo è una specie di batteria che produce corrente e questa corrente scorre in noi ,grazie alla grande quantità di acqua che ci compone, ( circa il 70& del corpo adulto è acqua) dagli organi che la producono verso la superfice; quando un organo è malato la sua capacità di rpodurre energia è compromessa e questo scorimento ne risente riversando verso la superfice energia sbagliata, più o meno.
l'ago che viene usato nell'agopuntura è composto di due parti: la prima, quella che entra nel corpo del paziente, in acciaio extraduro e molto sottile; la seconda, il manico, è un avvolgimento di filo metallico, che può essere rame, ottone alluminio, argento, o altro, l'importante è che sia di un materiale diverso dal primo. la composizione di due metalli fa si che si crei un elettrodo su cui è possibile anche misurare una piccola corrente indotta proprio dai due metalli a contatto.
in patica funziona più o meno così: se un organo stà male la sua produzione eletrica sarà compromessa e questa compromissione si rifletterà sul percorso che l'eletricità fa di solito per salire in superfice, percorso che si chiama meridiano, fino al punto di sbocco che diventerà una porta per l'uscita di questa energia "sbagliata". gli aghi, infissi in questa porta di uscita sembra possano fare entrare una specie di istruzione elettrica che dovrrbbe riportare l'organo ad una funzione normale.
come ho detto il tutto è più o meno così ma io non sono una esperta e riporto solo nozioni più o meno comprese leggendo dell'argomento.
io mi sonosottoposta a questa terapia non per curare, dato che per la mia malattia non esiste cura, scusate il gioco di parole, ma per alleviare i sintomi dolorosi che la malattia mi causa continuamente.
partiamo con il dire che gli aghi non è vero che non fanno male. io sono purtroppo iperalgica,cioè sento molto più il dolore degli altri, a causa della costanza del dolore che mi ha irritato tutti i recettori nervosi, ma io il dolore l'ho sentito ed anche bene! in alcuni punti così forte da farmi saltare i piedi.
appena messi il dolore terminava ma mentre li metteva altro che se lo sentivo.
poi devi stare li, ferma, con tutti gli aghi inseriti, che possono essere anche 14 nel mio caso, poi non so se possono essere di più o di meno, per circa un quarto d'ora, venti minuti, quindi si tolgono e la seduta è finita.
si devono fare sedute molto ravvicinate e cadenzate in maniera precisa, e sono dalle sei alle quindici.
 
che vi devo dire? li per li il giovamento è sicuro, io quando ho fatto le sedute sono riuscita a camminare quasi normalmente e senza bastone, anche se le scale e le salite rimangono difficili, ma per mantenere il risultato non ci si deve sforzare, altrimenti i dolori tornano, sempre nel mio caso è chiaro. però l'effetto c'è quindi sospetto che in qualcuno che ha un problema curbile la terapia sia efficace e duratura.
io l'ho fatta, ne ho anche tratto un leggero giovamento, niente di estremo ma qualcosa ha fatto, e probabilmente, nonostante il costo ed il dolore, tra sei mesi tornerò a fare un'altro ciclo, sperando che alla lunga qualcosa di più duraturo faccia. e mi sento anche di consigliarlo ad altri, perchè credo che qualcosa di buono faccia. provare costa, ma in fondo i soldi spesi per avere una vita migliore, a livello di salute, non sono mai soldi sprecati.

venerdì 12 ottobre 2012

donne

oggi voglio parlare di donne. discorso complesso e virtualemnete infinito ma ci sono volte in cui si devono affronatere anche compiti che paiono improponibili.
quindi parliamo di donne. madri, mogli, sorelle amiche, amanti, puttane, schiave, libere, assistenti, consolatrici, la benedizione del cielo, la maledizione dell'inferno, la pietra d'angolo della famiglia, la disperazione fatta umana, il desiderio di ogni uomo, la sua dannazione, le donne insomma, noi.
siamo sempre presenti, esaltate come le portatrici di vita eppure spesso, sempre più spesso bistrattate, uccise, spezzate violate, infangate schiavizzate.
le donne fanno così paura che non deve essere permesso loro di parlare o di mostrare la loro espressione di condanna quidi vengono celate dietro un velo, le donne non devono avere possibilità di scelta quindi vengono chiuse in casa, le donne non devono poter avere una vita completa e scelta da loro quindi vengono licenziate se scelgono di essere madri, le donne non devono poter gioire dell piacere quindi vengono infibulate.
una donna può amare, ma solo me, perchè se mi rifiuta io posso privarla della sua insignificante vita.
una donna non deve poter decidere come gestire il frutto dsel suo utero, quindi si spinge per abolire la legge abortista e si obbietta alla sua scelta.
una donna deve tornare ad essere quello che sa fare la madre e basta.
che visione sempre più chiusa, barbara e infangante che hanno gli uomini di noi donne.
a volte di fronte a queste espressione di violenza verso la nostra specie mi sembra quasi di percepire la paura, paura di qualcosa che non si può capire fino in fondo, paura di qualcosa che sfuge al comando ed al potere, qualcosa che noi abbiamo e loro no.
e per questo ci chiudono,ci obbligano, ci piegano fino a spezzarci, se possono. sono sempre più le uccisioni di donne per motivi egoistici da parte di compagni che non possono accettare di essere lasciati, di non essere più il centro del mondo di quella che loro considerano una loro proprietà. perchè ci sono molti uomini che pensano ancora alle donne in termini di proprietà.
la visione della donna come essere pensdante, intellettualmente loro pari, con stessa dignità e stesso diritto di rispetto ancora sfugge spesso loro.
sono riuscite di più le persone di colore a svincolarsi dai ceppi della schiavitù rispetto a noi.
ed a volte è anche colpa nostra.
quante donne ho visto rimanere al fianco di uomini violenti e indecenti, per amore dei figli dicono: ma in questo modo i figli maschi imparano che si più essre violenti e oppressivi con le donne e le figlie femmine imparano fin da piccole la sottomissione.
invece le donne devono imparare di nuovo a comprendere la loro forza, la loro vera natura.
quando abbiamo accettato di diventare meri sacchi di riproduzione forse c'erano i presupposti per non rischiare la propria vita per il bene della razza, ma oggi, questo rischio non c'è più. oggi possiamo anche smettere di vedere la nostra vita solo in funzione del nostro utero, siamo più di quello, siamo più di madri, di donne di casa, di mogli. siamo esseri liberi, siamo complete e pronte ad affrontare il mondo, anche da sole se serve.
dobbiamo solo trovare il coraggio

venerdì 5 ottobre 2012

oggi non è giornata

la settimana si conclude in manieta tirata, con una stanchezza che nell'arco della settimana si è andata accumulando su una situazione sempre più disastrata. comunque ho quasi finito di fare i cicli di agopuntura ed oggi mi farà le punture omeopatiche nei punti di inserizione degli agli. sono piuttosto preoccupata, perchè se già quando mi mette gli aghi sento dolore, che devo pensare sentirò quando oltread infilare gli aghi mi ci ignetterà anche il liquido? non mi sento molto pronta per l'esperimento, oltre tutto da affrontare in solitudine perchè LUI è solo e non si può allontanare.
oltre tutto sono tre giorni che ho problemi di tachicardia e ho un mal di testa e di denti che mi stà facendo veramente impazzire.
che splendida gornata.
e stasera dovrei anche essere pronta per andare a giocare. mica lo so dove riesco ad arrivare con il fisico che mi ritrovo.
comunque sono alla ricerca di materiali per cominciare a mettere in piedi un paio di progetti steam che se riesco documenterò anche a livello fotografico qui sul blog in modo che se altri vcolessero, per caso prendere spunto potranno liberamente farlo.
oggi vi lascio presto, ho troppo mal di testa per rovare qualcossa da raccontarvi.
alla prossima
besos

martedì 2 ottobre 2012

ben ritrovati e...oggi si parla di giardini

rieccomi dopo la luuuunga pausa estiva. in effetti la colpa è condivisa, da una parte l'estate si stà protraendo molto più del lecito togliendomi quel poco di forze che raccimulo alla mattina per il lavoro, dall'altra io ho avuto poca voglia e quindi ritorno che oramai l'estate è, almeno sulla carta, andata.
e ritorno con un argomento che ho maturato in questa lunga estate romana.
a causa della pochezza di fondi e della grandezza dei problemi fisici la mia estate è stata molto romana, e molto stanziale, ma ho avuto la possibilità di passeggiare per le zone che dovrebbero essere verdi della capitale. e sapete che cosa ho coperto? che quasi tutte le zone verdi hanno assunto una nuova fragranza: odor di merda di cane.
si perchè i signori e le signore che hanno un allegro cucciolotto da portare a paseggio, anche quelli bravi armati di palettina, e sono pochi posso assicurarlo, pensano bene, quando il loro amato beniamino abbassa il deretano in una aiuolina, in un pezettino di verde attorno all'albero sul marciapiede, in un parchetto in mezzo a una rotonda, di lasciare li per terra le deiezioni del loro frugoletto, tanto è roba naturale e biodegradabile.
biodegradabile una mazza.
le cacce dei cani ci mettono una vita a sciogliersi nel terreno, e per farlo oltre tutto necessitano di molta acqua, cosa che in questa estate non si è certo vista. quindi si ottiene che lo stronzolo prodotto dal deretano del botolo rimane li a far bella mostra di se per un tempo anche piuttosto lungo, fino a che il sole non ne ha fatto evaporare ogni traccia di umidità e rimane una mummia di cacca olezzante. poi magari arriva l'addetto ai giardini che con il frullino taglia l'erba e provvede a spargere particelle di merda canina odorosa in ogni dove nel giardino, e cogliendo una merda qua ed una la ecco che si ottiene un uniforme tappeto di puzza che copre tutto l'appezzamento di verzura. e questo produce un giardino, giallo e secco all'odore di cacca di cane.
oltre tutto volete sapere perchè il giardino è giallo e secco?
perchè la cacca di cane è ricca di azoto, che in piccole dosi concima il terreno, ma in grandi dosi provvede a bruciare ogni forma di vita vegetale presente. è come se ogni volta che fate defecare il vostro cane in un giardinetto e non la raccogliete diceste "DELENDA CARTAGO" a quel povero appezzamento di terreno.
ed ultimo, ma non per questo meno importante disagio, rendete il giardino un campo minato in cui non si può camminare, perchè il rischio di una pattinata di merda è ad ogni angolo.
non viviamo in aperta campagna dove una cacca di cane si va a confondere nell'appezzamento di terreno con le cacche di mucca e di pecora, dove ettari di terreno possono assorbire pochi grammi di azoto e fibre e rifiuti organici, dove le piogge porteranno via tutto e dove comunque la concentrazione canina è minima. siamo in una città, dove l'asfalto soffoca quei pochi metri di terra che sono coatretti già a respirare la morchia in formato spray, e dove squadroni di deretani canini sempre più numerosi si alternano per lasciare il loro contributo al terreno oramai riarso e reso sterile da tutte quelle scorie animali.
se avete un cane ne siete responsabili, sempre, anche quando corre libero a villa panfhili, o quando passeggia con voi a Porte di Roma. e se caga, in ognuno dei due posti, è vostro compito far si che una zona con un alta concentrazione di umani non sia resa una sozzeria dalla vostra incuria.
in questo mi spiace dirlo ma i padroni di felini sono molto più responsabili. avete mai visto un padrone di gatto buttare o sversare il "raccolto" di una notte di sabbietta in una aiuolina o per strada? no, di solito educatamente porta il suo sacchetto verso il secchione dello sporco e lo butta.
sarei addirittura, vista la sempre più alta concentrazione di famiglie che ospitano un pet, per la creazione di secchioni appositi in cui buttare solo gli escrementi o la sabbia dei cani e gatti, conigli, papere e maiali, che ultimamente popolano le nostre case.
sempre che i padroni di cani imparino ad usarli, sempre.

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero