lunedì 13 settembre 2010

Sciarpa: e si va ancora avanti


siamo a circa sei giorni dall'inizio e devo dire di aver avuto un fine settimana piuttosto prolifico. non mi posso lamentare. ho già accertato che ci vuole circa un tre quarti di etto di lana di quasi ogni colore, tranne alcuni per cui siamo sull'etto e mezzo. comunque ho doppiato la metà della sciarpa e conto di metterci altri quattro, sei giorni per finirla. poi dovrò fissare i fili, mettere le frange e bloccare il lavoro. spero di aver finito in una decina di giorni, se continuo così non dovrebbe essere difficile.
ho ricevuto una interessante offerta di ordine per una sciarpa, ma a questo punto rilancio: vista la spesa in lana, e visto che presto dovrei cominciare la vera sciarpa, con i colori che la gentilissima Tara Wheeller ha acconsentito a spedirmi dall'America, posso vendere questa beta sciarpa, sempre che siano interessati alla cosa gli acquirenti!!!
come vedete ci sono sempre i miei aiutanti a darmi una mano!
comunque continuiamo a lavorare.

venerdì 10 settembre 2010

Sciarpa: si va avanti

eccoci dopo tre giorni dall'inizio. il primo giorno ha avuto alcuni stop
piuttosto noiosi sia per la sistemazione dei punti che per la scelta del tipo di punto. alla fine sono giunta alla scelta, mediata anche da alcune ricerche su internet di altre lavoratrici dei ferri, di usa
re il punto legaccio, che al contrario del nome che pare complicato, complicato non è, visto che si tratta di fare tutti dritti, cos' da non creare disuguaglianze tra le due facce della sciarpa.
ho rifatto tre volte i primi dieci punti ma alla fine mi sono considerata soddisfatta e sono partita. come potete vedere i colori
non sono proprio quelli esatti della sciarpa storica, ma possiamo considerare questa come la beta sciarpa, che mi serve più che altro per decidere il colore,, la lunghezza e per sapere la quantitò di lana che mi
occorre alla fine. comunque i tempi non sono un gran problema, visto che in tre giorni ho quasi finito la prima metà dello schema.
spero che venga comunque bene, perchè saranno comunque questi due metri di sciarpa da tenere per casa!!!
c'è da dire che comunque non sono sola a lavorarci e che se dovessi ritrovarmi senza sapere che farci ho chi sarebbe ben disposto a prenderla in carco.

martedì 7 settembre 2010

sciarpa: primo step, si parte.

e finalmente ci siamo. dopo tanta attesa sono riuscita ad andare all'unico negozio che si trova a roma ancora che venda lane di ogni tipo, oramai sembra che nessuno abbia voglia di lavorare a mano, e visto che la lana comunque costa posso anche capire visto che un maglione oggi, anche se di lana non proprio buonissima, costa nulla, e non fatichi nemmeno a farlo.
comunque ci siamo.
ho comprato la lana, ho gli agli, da oggi si comincia e cercherò di farvi seguire i vari step di lavorazione.
intanto cominciamo con il mettere sui ferri del 4,5 un 65 maglie, almeno questo è quello che viene dettato dal sito da cui ho preso il modello della sciarpa:
attenzione però. le sciarpe sono tante, quasi una ogni una, due stagioni. io comincerò con la sciarpa principale, la sciarpa della dodicesima stagione, la prima insomma. se la cosa funziona bene e procede velocemente come penso la mia idea è di farmi le più importanti e differenti tra di loro, come quella della diciottesima stagione ad esempio.
la donna che tiene questo blog ( non saprei se dire ragazza, visto che ha la mia età, o signora visto che ha la mia età!!) è una forza. si è già fatta almeno tre delle sciarpe riportate, ma so di poterla eguagliare. purtroppo non ho proprio trovato i colori che lei detta, ma sono abbastanza adatti al lavoro, anzi guardando il lavoro vero e proprio riportato in prima pagina, credo che ci sia più vicinanza della colorazione che ho scaricato.l comunque vedremo. oggi comincio a lavorare e prossimamente vi mostrerò la progressione.

domenica 5 settembre 2010

una domenica normale

fine settimana di lavoro... casalingo. si perchè questa è il assoluto la prima domenica in cui sono libera, non per turno, ma per esonero completo dalle reperibillità. una strana sensazione in effetti che però stà perdendo le sue note negative (in fondo il dolor c'è, mi pagano meno, sono un po un di più al lavoro...) ed acquistando sempre più note positive.
ieri sera ho fatto un po tardi ad una festa sulla spiaggia, una cosa anche divertente, non fosse stato per il concerto di una cover band di Vasco Rossi. a me Vasco non piace manco originale, figurarsi come cover, però in fondo suonavano bene, e prima della performance, la musica anni ottanta era bella, ho anche ballato un po, a costo di sentire il dolore per due giorni dopo, ma che cavolo, uno si deve anche divertire no?
quindi torniamo ad oggi: come prevedibile le gambe mi sembrano cotechini dolenti, la schiena urla ed il braccio pende un po inutile, ma ciò non mi ha fermato: ho rimesso a posto la cucina ed ho fatto la grande boutade nel primo armadietto delle padelle: che spettacolo. prima non riuscivo nemmeno a chiudere più lo sportello, ora ho anche un sacco di spazio. non vi dico la soddisfazione. certo ho dovuto fare una bella pulizia, e riconsiderare gli spazzi ma anche quella è andata. la prossima settimana vedo di fare la prossima.
il bello è che ora non ho più da pensare domani non mi devo stancare troppo perché domani notte devo fare la rep, o stasera devo riposare perché se sono troppo stanca e mi chiamano...
insomma, che dire sto cominciando a riorganizzare la mia vita con questi nuovi tempi e spazi.
vedremo

giovedì 2 settembre 2010

tornando alla dura opra usata

ed eccoci di nuovo qui, come venti giorni fa, con poco di mutato al di fuori, qualcosa dentro, almeno si spera.
la mattina ha lo stesso sapore di fatica e sonno non soddisfatto, di smog e sudore, aliti pesanti di strane colazioni, occhi gonfi che non guardano nulla ma vagano distratti su tutto, senza mettere a fuoco, sperando in qualcosa che non viene mai trovato, quel qualcosa che cambi la giornata.
il ritorno al lavoro dopo quindici giorni di ferie è duro: il tuo corpo ha avuto la possibilità di ritrovare un suo ritmo, di sonno veglia, e tornare ad orari obbligati, che ti alzino all'alba o ti permettano di dormire un po di più senza seguire una regola naturale, stressa fin dal primo giorno. i saluti sono di rito, baci ed abbracci, mentre la mente ancora torna alle ultime immagini della tua vacanza, che siano le verdi salite di una montagna, i chiari flutti di un lago, il salato vento di mare, comunque è qualcosa che per un poco ti ha reso diverso, più sottile, più leggero.
le domande riportano alla mente quelle immagini come fotografie di giornate fuggite, che si vorrebbe poter rivivere all'infinito ma che scompaiono nel tran tran giornaliero, con la lenta ineluttabilità del mare che si porta via con la risacca le ultime parole scritte sulla rena.
poi si valutano i mutamenti, le novità, si decide se le cose vadano meglio o peggio, si soppesa quello che ci aspetta nei prossimi mesi di vita tra queste mura, in questa città che diventa ogni giorno più piena mentre l'agosto si fa ogni giorno più lontano.
le giornate sono ancora limpide, calde anche se più areate, ed invitano ancora alle spiagge di casa, ma sono sempre lontane, e non si possono che sognare, mentre la lenta giornata lavorative procede lenta e noiosa, in queste giornate del rientro. i soliti discorsi del dopo vacanza imperversano: se vincessi un superenalotto vivrei sempre in vacanza, farei mille viaggi, mi comprerei due ville alle isole cayman.
ma alla fine si ricomincia la solita opra usata, in attesa del giungere dell'ira del ritorno, lento e stanco fino a casa.
e domani è un'altro giorno.

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero