martedì 21 aprile 2009

Cambiamo una ruota con Kikka

ultimamente mi guardo in giro e vedo sempre più ragazze che non sanno nemmeno come si fa una punta alla matita. sembrerò dura ma è colpa di mio padre: mi ha tirato su convinto che se sapevo fare un po di tutto non avrei dovuto uccidermi per riuscire a fare le cose, o spendere un patrimonio.
ho quindi pensato di aiutare le malcapitate che ne avessero bisogno con qualche consiglio utile.
oggi quindi mi dedico ad un argomento in particolare, che ogni volta mi fa sganasciare dalle risate: il cambio di una ruota.
inorridisco al pensiero che ci sono anche uomini che per cambiare una ruota chiamano l'assistenza. una volta per avere la patente eri costretto a conoscere almeno un poco la macchina e le sue parti, a te accessibili, e non pretendo che una persona sappia come cambiare una testata ma come rabboccare l'acqua del radiatore, o cambiare una ruota si, che cappero!!!
cominciamo dicendo che ogni macchina ha una ruota di scorta, chiamata ruotino, che si trova nel portabagagli. di solito è sotto il pianale di base del portabagagli e ci sono o dei buchini o dei laccetti che aiutano a sollevare il panale. al di sotto o nel centro è custodita sia la ruota che il cric che la chiave per i bulloni.
il ruotino di solito è uguale alle ruote normali tranne che per la parte in metallo che a volte, ultimamente sempre più spesso, è rossa, per indicare che è un ruotino e che va cambiato con la ruota normale al più presto.
a volte è fissato alla base della macchina con delle vitone a farfalla o altri tipi di vitone che si svitano e permettono di sfilare la ruota dal fondo a cui è ormeggiata. occhio perché pesicchia, ma non è una cosa impossibile.
il cric è un attrezzo che serve per alzare la macchina dalla parte della ruota e permettere di cambiarla, altrimenti non si potrebbe sfilarla, non vi pare?
esistono di varie tipologie: i più vecchi avevano un corpo lungo che andava posto verticalmente accanto alla macchina. sotto la macchina a distanze variabili esistono,(o esistevano) dei piccoli buchi in cui va inserita la linguetta del cric (nella foto un vecchio modello da fiat e la lingua è quella leva chiusa che vedete dall'altra parte della manopola) si infila quella, e si gira la manopola fino a che la base del cric non fa presa sul terreno e poi comincia a sollevare la macchina. non so se ne esistono ancora in commercio comunque se ne avete di un modello con la manopola e la lingua funzionano all'incirca così tutti.
se invece vi trovate di fronte ad un cric a molla come quello nella foto, nessun problema. individuate sotto la macchina un punto in cui ci sia una piastra resistente, o il punto di aggancio della parte superiore del cric, posizionatevi sotto il cric e fatelo alzare girando la vite centrale fino a che la parte superiore non sia a contatto con la macchina. poi continuare a girare fino a che non si solleva la macchina. ma questo viene dopo. nel cric che vedete in foto la leva che serve a girare la vite centrale e quella che vedete in metallo più chiaro, si aggancia l'uncino al buco della vite e si usa come una leva girando.
a volte invece si tratta di una leva che va alzata ed abbassata ritmicamente caricando un martinetto, come quello nella foto che vedete già in posizione sotto la macchina e che permette di fare molta meno fatica. a volte lo trovare incastrato in un contenitore, ma basta sfilarlo e posizionarlo.


passando alla chiave per i bulloni della ruote.
si chiama chiave a croce, per la forma ed è abbastanza visibile ed identificabile per la sua forma. ha aperture per bulloni di vario passo ma tanto a voi uno solo è quello che interessa, ed è quello che si adatta ai vostri bulloni, che sono tutti uguali. provate a vedere quale si adatta se non siete sicure e poi posatelo vicino al cric mentre continuiamo la spiegazione. la chiave a croce potete trovare fissata ad un supporto triangolare, attaccato sopra la ruota o in fondo alla macchina, e di solito si stacca ed attacca a pressione quindi niente panico. tirate e viene via.
a volte ci sono dei cric che hanno al posto del buco un bullone e usano la chiave a croce per essere alzati quindi è anche più semplice perché usate sempre la stessa chiave sia per il cric che per le ruote. a volte invece di quella in figura potreste trovarne con un solo buco per bulloni ed a forma di leva, ma è raro e si presenta come nella foto a destra, un compatto in cui potete individuare nel centro il cric inserito, a destra in chiaro la chiave a croce che in realtà è una leva, a sinistra la maniglia che serve per far alzare il cric, un cacciavite ed una cricchetto aggiuntivo, quello piccolo in alto, che non vi serve al momento, ma che poi sarà quello che forma l'anello per far alzare il cric. questo assieme di solito è fissato nel centro della ruota di scorta.

questi descritti sono gli attrezzi che ci servono per cambiare le ruote ma ora munitevi anche di un paio di guanti da giardinaggio, di quelli leggeri, altrimenti vi rovinate la manicure, e vi sporcate tutte le mani di morchia. se potete toglieteci anche sciarpe, giacche larghe e cappotti, avete bisogno di facilità di movimento e cose pendenti e sporgenti oltre ad agganciarsi potrebbero ostacolarvi.
fatto?
bene siete pronte per iniziare a provare a cambiare una gomma.
cominciamo tirando il freno a mano e lasciando la marcia, la prima, inserita, in modo che la macchina non si muova durante le nostre manovre.
sistemate il cric vicino alla gomma che è a terra ed iniziate ad alzarlo ma solo fino a che si incastra, non oltre per il momento, la macchina deve essere sempre saldamente appoggiata sulle sue ruote. a questo punto inserite la chiave nel primo dei bulloni: è importante questo punto, avvitando e svitando è importante procedere a croce, cioè prima sotto poi sopra poi a destra poi a sinistra. potete anche invertire l'ordine ma devono sempre essere avvitati e svitati a coppie corrispondenti, occhio. ci siamo?
allora , il bullone così come è non lo sviterete mai a mano, nemmeno se foste ercole e non aveste paura dell'ernia. infilate bene la chiave nel bullone poi appoggiatevi alla macchina, poggiate un piede su un braccio della croce della chiave e saltateci di peso con l'altro piede. due salti o tre ed il bullone si dovrebbe svitare: mi raccomando saltate nel verso dello svito, cioè girando in senso antiorario. se si sfila la chiave, niente paura, l'avete solo infilata male, infilatela meglio e più a fondo, e poi ricominciate a saltarci sopra: a meno che non siate verusca dopo qualche salto dovrebbe allentarsi senza problemi. fate lo stesso per tutti e quattro i bulloni, seguendo l'ordine a croce.
quando sono tutti allentati, che potreste muoverli a mano, allora alzate la macchina con il cric, fino a che dalla strada alla ruota passi almeno una mano di vuoto.
a questo punto svitate definitivamente e togliete i bulloni, metteteli al sicuro, che se ve li perdete sono cavoli amari, e con calma e attenzione sfilate la ruota dal mozzo della macchina. occhio che pesicchia, ci vuole un poco di forza ma ce la si può fare, ho visto donnine minute alzare alberelli di limone facendo giardinaggio.
una volta tolta la ruota, che è lercia, attenzione, quindi non ve la appoggiate addosso, altrimenti vi sporcate tutte, posatela da una parte e poi prendete il ruotino: dovete alzarlo ed infilarlo nel mozzo girando fino a che i buchi della ruota non corrispondano ad i buchi delle vitone dei bulloni. richiede un po di sforzo questa parte della procedura ma fatela con calma e con attenzione e vedrete che non è insuperabile come ostacolo. quando vedete che almeno un buco corrisponde infilate subito il bullone e dategli una prima avvitata, poi cercate il bullone corrispondente e vedrete anche gli altri verranno da se.
una volta inseriti tutti e quattro i bulloni stringeteli a mano e poi con la chiave ma sempre usando la forza delle mani, che mentre siete sul cric non è il caso di fare strane acrobazie. procedete sempre a croce, mi raccomando.
a questo punto, la ruota dovrebbe essere fissata al mozzo, per esserne sicure provate a smuoverla scuotendola e se si muove ancora spingetela meglio sul mozzo e tornate a stringere meglio i bulloni. prima di riabbassare la macchina dovete essere sicure che la ruota sia ben alloggiata nel mozzo e ben fissata con i bulloni.
ora potete riabbassare il cric e portatelo completamente a scarico, fino a sfilarlo definitivamente. ora viene la parte finale: rinfilate di nuovo bene a fondo la chiave a croce nei bulloni e saltate di nuovo sopra ai bracci della chiave, ma questa volta per stringere, quindi in senso orario. fatelo per qualche volta, e se la chiave gita parecchio, rinfilatela fino a che i bracci non sono di nuovo orizzontali e risaltateci sopra, perché i bulloni devono essere assolutamente bel chiusi altrimenti rischiate che con la velocità e le vibrazioni si svitino. saltate tranquille su tutti e quattro fino a che sono tutti ben fissati nei loro alloggi e walà il gioco è fatto.
ora dovete solo rimettere tutto nel portabagagli ed andarvene tranquille e contente fino a casa, per andare appena possibile dal gommista e spendere 10 euro per farvi rimettere a posto la ruota, 20 se ve la volete anche far montare, contro i 50/100 e passa del soccorso stradale, che vi ride anche dietro per quanto siete impedite, dando adito a tutte quelle barzellette sulle donne impedite al volante. questo vale anche, e pure di più, per i maschietti impediti al volante.
spero che questa rapida guida vi sia stata utile, e se si, fatemelo sapere, ci fossero altre cose che vi interessa a richiesta posso cercare di aiutarvi e spiegarvele, ho una infarinatura in un po di tutto, voi chiedete e se posso io ve lo dico.

mercoledì 15 aprile 2009

un pensiero forse fuori dal coro

ci sono tante cose che in questi giorni ci sarebbero da dire, cose che riguardano la gente, la vita, la perdita. cose che riguardano il terremoto dell'Abruzzo.
il problema è che tanto, e spesso troppo, è già stato detto, ed aggiungere una nuova voce, che dice le stesse cose, che scade in una trita retorica, diventa per me un peso che non riesco ad affrontare.
eppure non si può tacere, si deve fare qualcosa, oltre all'euro donato, alla spesa fatta e mandata, oltre a quello che di poco si riesce a fare stando qua.
perché altrimenti ci si sente insufficienti di fronte a questa immane catastrofe.
ed allora ho pensato di parlarne ribaltando il punto di vista, cercando una nuova prospettiva per farlo, qualcosa che fosse al di fuori della corrente.
mi sono chiesta: e se ci fossi stata io li? se fosse successo a me?
ho provato a vivere per qualche secondo nei loro panni per sapere se avrei potuto resistere a tanto.
al pensiero che quello che in una vita mi sono riuscita a costruire, quello che ho desiderato e ottenuto con fatica, sudore, sacrificio, andasse distrutto il un minuto di caos totale.
io ho 44 anni, e quello che mi circonda, la casa, che non è mia perché una casa mia non me la posso permettere, i mobili, gli oggetti, il televisore, il computer, i libri, gli oggetti, i manuali, i giochi, la cucina, i vestiti, tutto ciò che è con me, nella mia casa, E' la mia vita. sono cose che sono arrivate con il tempo, a volte con dolore, a volte con piacere, sempre con fatica. potrei andare avanti di fronte all'annientamento di tutto quello che mi rende ciò che sono? ma quello che ho mi rende ciò che sono?
che potrei mettere in salvo in due minuti di terrore? forse i documenti, se mi ricordassi di afferrare i vestiti uscendo, sicuramente i miei gatti, meglio rimanere ferita io che rischiare di farli morire perché li ho lasciati li. certamente il mio compagno che grazie al cielo si metterebbe in salvo da solo, e mi aiuterebbe con i gatti. ma oltre a questo?
potrei salvare una collezione di libri che copre tutta la mia vita, da ragazza svogliata che ha cominciato a leggere grazie al primo urania, a donna matura che trova nelle pagine di un libro un mondo?
potrei mettere in salvo una collezione di manuali di gioco che va dalle prime edizioni di D&D alle più moderne produzioni e che è legata ad una vita di gioco sia mia che di Lui?
potrei salvare i tanti soldi spesi per arredare il nostro nido, con il mio compagno, comprando quell'oggetto, dipingendo di quel colore le pareti, scegliendo quel particolare tappeto al posto dell'altro per resistere all'assalto dei gatti?
tutto questo andrebbe irrimediabilmente distrutto, perso sotto le macerie di una casa che per anni è stata la mia ed improvvisamente diverrebbe un cumulo sconosciuto di calcinacci e distruzione. ed io sarei li, di fronte, stringendo al petto i mie animali, vicina al mio compagno, illesa, ma svuotata di tutto.
eppure sono cose materiali, nulla di irreparabile si potrebbe opinare.
ma cosa non è irreparabile. il ricordo legato a quel particolare manuale che io ho regalato a Lui il giorno del suo compleanno, dopo poco che stavamo assieme? o quella bambola che mi hanno regalato i mie amici e che desideravo così tanto? non sono gli oggetti in se stessi quelli che perdi in queste situazione, ma i ricordi legati a quegli oggetti, irrimediabilmente perduti con l'essenza materica della cosa.
perché la nostra vita, volenti o nolenti, è fatta di cose materiali, a cui la nostra vita, i nostri ricordi si legano, si ancorano rendendoceli cari, importanti proprio per il carico di memoria che portano.
una casa è una casa, nulla di più di un insieme di mattoni, cemento, vetro e ferro, ed altre cose, inanimate, vuote di significato. fino a che non vengono rivestite della fatica fatta per comprarla, del desiderio di averla che ne riempie le stanze, dell'amore per arredarla che ne riveste le pareti, dei momenti di vita vissuta che ne illuminano gli spazi. ogni singola stanza è legata a una serie di episodi che la rendono unica, diversa da qualunque altra. il letto è il nostro letto, perché ci abbiamo dormito, sofferto per la febbre, pianto per un dolore, goduto facendoci all'amore con qualcuno, fatto e sfatto mille e mille volte, scelto il materasso migliore, i cuscini più consoni, le lenzuola più belle secondo il nostro gusto.
ogni singola cosa è nostra perché è rivestita di parte della nostra vita. e tutto può scomparire, distrutto in due minuti di scossa sismica.
tu sei vivo, Lui è vivo, i gatti sono vivi, ma tutta la tua vita, i tuoi ricordi, le tue storie, sono morte, distrutte, perse sotto la polvere.
dopo questo viaggio nella vita di chi ha subito tutto questo, si può pensare di riuscire a porre rimedio a qualcosa? si può essere sicuri che la strada si riesca a riprendere, nel momento in cui è stata interrotta? io credo che per me, personalmente sarebbe molto dura. so che la spinta a ricominciare è presente in tutti, è quella che ci spinge fuori dalla casa avita per cercare una nuova strada, ma quello che ci lasciamo dietro di solito è li, pronto a consolarci un domani, o a seguirci se ne abbiamo bisogno.
ma in questo caso no.
un colpo di spugna ha cancellato tutto il nostro passato e noi dobbiamo ricominciare da zero.
è dura a 20, 30, 40 anni, ma deve essere molto ma molto dura a 50, 60, e quasi impossibile da pensare a 70 ed oltre.
posso capire la vecchina di quasi cento anni che chiedeva di essere lasciata nella sua casa perché quello era tutto ciò che aveva, perché con il passare del tempo la tua vita si riversa sempre più nel ricordo e negli oggetti che legano quel ricordo.
rileggendo il tutto qualcuno potrebbe rinfacciarmi di essere troppo materialista, legata agli oggetti, ma è facile criticare. io so di esserlo, e lo ammetto, non me ne vergogno. è una vita che combatto perché quello che desidero si avveri e quello che desidero è materiale, concreto, vero e reale.
non mi illudo di essere una persona più spirituale di quello che si vede, sarei distrutta dalla perdita delle mie cose, perché a loro è legata la mia vita, come per molti altri, anche se in maniera meno chiara.
e con questo chiudo, con un pensiero al dolore immenso che stanno provando quelle persone che vedono la loro vita scomparire sotto le macerie, un pensiero di vicinato, ma anche di sollievo perché a me non è capitato. crudele forse, meschino anche, ma vero, assolutamente vero.

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero