lunedì 6 ottobre 2008

il pedone questo **** sconosciuto

di parlare degli automobilisti maleducati e incivili ne ho piene le tasche. oggi voglio provare a parlare di un'altra categoria: i pedoni.
si tende a scusare la loro esistenza e la loro insistenza per il fatto che sono più deboli e facilmente feribili dell'automobilista medio, ma se solo usassero un briciolo di testa quando svolgono il loro compito di pedoni!
li vedi lanciarsi in attraversamenti rocamboleschi e pericolosi al limite del mortale, senza minimamente guardare le strisce che scorrono placide e sicure a soli pochi metri dal loro lancio. anzi.
ho visto madri col carrozzino deviare di fronte alle strisce per non rischiare di attraversare sulle stesse, quasi fossero dei luoghi di pericolo celate da sicura zona di attraversamento.
ci sono anche quelli che usano le strisce, si, ma solo quando il semaforo è rosso per l'attraversamento, con le macchine che passano rombando e strombazzando rese idrofobe dal rapido passaggio di colore, mentre i responsabili dello scempio si guardano attorno con un sorrisino ironico come a dire, che vuoi fare?m mettermi sotto?
si! vorrei fare proprio questo, vorrei passarti sopra e ripassarci per sicurezza, ti avessi mancato la prima volta.
vorrei scendere e colpire la tua faccia irridente con il bulloc che mi riposa sotto al sedile.
invece ingoio la bile che mi sale alla bocce e mi limito a suonarti ed a gridarti dal finestrino la mia rabbia, mentre tu, beatamente te ne freghi e procedi per la tua strada.
ammetto che a volte anche io mi cimento in attraversamenti non consentiti, ma di solito con lo spirito abbacchiato di chi sa che sta commettendo qualcosa di sbagliato, cercando di recare il meno disturbo possibile, mentre quando esco con LUI la cosa è assolutamente esclusa, visto che lui mi porta anche a 100 metri dal punto di interesse per poter attraversare sulle strisce.
io comprendo che in Italia, in posti dove le strisce su una intera strada si trovano, due, tutte e due nel centro della strada di fronte all'ospedale che vi è ubicato, lasciando il resto all'attraversamento selvaggio, dicevo, comprendo che in questi posti svantaggiati a volte l'attraversamento selvaggio è consentito ed addirittura incoraggiato silenziosamente da una politica cittadina connivente, ma che sia fatto velocemente, senza con il proprio incedere creare disturbo alla percorrenza normale della strada.
invece no.
la strafottenza trabocca dal viso di coloro che guardano verso l'automobilista di turno con una sfida ghignante dipinta sul volto, mentre incedono con passo lento, magari chiacchierando con altri o al telefono, pieni della loro convinzione di aver ragione contro il mondo intero.
io credo di essere uno die pochi automobilisti multati per non aver ceduto il passo alle strisce ai pedoni, cosa che praticamente non mi succede mai, anzi: ricevo costanti strombazzamenti da parte di coloro che dietro di me non vedono il motivo del mio fermarmi di fronte a dei pedoni che attraversano sulle strisce: in fondo sono loro i tipi strani che affrontano la strada sulle strisce, mica gli altri, quelli che lo fanno prima o dopo.
ma allora mi chiedo: visto che esiste una legge per cui i pedoni che attraversano a meno di cinquanta metri dalle strisce sono passibili di multa, perché questa multa non viene fatta? sarei felice di prenderla anche io se fosse fatta a tutti in maniera sistematica.

stop

giovedì 2 ottobre 2008

lettera aperta

Oggi mi voglio rivolgere al signor Brunetta, perché a volte, si spera che queste persone siano in fondo degli esseri umani con cui poter parlare ed a cui esporre le proprie perplessità ed i propri problemi, proprio come fossero normali persone, come noi.
ebbene signor brunetta, io sono una donna vicina al suo modo di pensare, una esponente minorissima del centro destra, interessata alla politica in quanto la politica si interessa alla mia vita quotidiana e ne influenza l'andamento.
ho accolto la sua legge sulle regole per la malattia nei lavoratori con una certa perplessità e con una certa perplessità mi ritrovo a viverla ogni giorno.
le mie in vero sono più di una come perplessità, e sono di genere al quanto diverse.
la prima riguarda la stessa conformazione della malattia.
oggi come oggi la malattia di una persona è vincolata alla visita fiscale dalle otto del mattino alle otto della sera, con una sospensione degli arresti domiciliari di un'ora dalla una alle due. bello, a me in effetti non ha cambiato molto la vita, visto che già prima ogni volta che facevo un giorno di malattia passava la visita fiscale, abitando di fronte alla usl io.
ma...
questo suppone che il lavoratore, la lavoratrice, siano comunque dotati di un qualche tipo di assistenza casalinga.
non parlo di spese o altro. parlo di andare a comprare le medicine, andare dal medico, se si ha figli e si è soli andare a prendere il bambino a scuola.
cose che prima, con un minimo di tempo a disposizione, dalle dodici alle quindici, si potevano fare ma che oggi con una sola ora a disposizione non sono assolutamente possibili da fare. e quindi? se si sta male non si mandano nemmeno i figli a scuola e se proprio ci si deve ammalare si provveda a munirsi di un armadietto dei farmaci molto fornito in cui sia già presente il necessario ordinato dal medico. e per il medico... pare che lui possa rilasciare un certificato in cui attesta che in quel momento di assenza dal lavoro si era presso il suo studio, però poi si deve calcolare il tragitto ed i mezzi usati per andare e tornare.
quindi?
be si potrebbe optare per non rimanere a casa ed andare comunque al lavoro, ma ad esempio nel mio caso, io non potrei fare il mio lavoro con, ad esempio la diarrea che mi è presa l'altro giorno e che mi ha inchiodato a casa per tutto il giorno.
perché il mio lavoro, prevede che io stia seduta alla macchina cuore polmoni per due, tre ore, minimo consecutiva, precedute e seguite dal altre due, tre ore di assoluta presenza in sala, per qualsiasi evenienza ed urgenza sul paziente.
a casa posso correre al bagno anche ogni mezz'ora ma in quel caso? vado al lavoro per dire poi al collega guarda che oggi ci sono ma è come non ci fossi perché tanto devo andare continuamente al bagno? bel modo di evitare l'assenteismo, avere un presenzialismo inutile.
l'altra perplessità che ho riguarda proprio la soluzione del problema che lei sperava di aver dato.
si parla tanto di malattie esagerate, però quasi mai ci si chiede il perché ci siano queste tante malattie.
ora lungi da me il dire che non esiste nessuno che approfitta della malattia per starsene a casa un giorno in cui sa che tanto al lavoro non c'è bisogno di lui. ci sono e ci saranno sempre queste giornate di riposo sfruttate nella malattia, e il provvedimento non credo abbia agito assolutamente in questo senso.
invece non ci si è chiesti il perché di queste malattie reiterate negli altri casi.
io voglio portare il caso del mio posto di lavoro.
in soli quattro anni in cui lavoro in questo posto, io personalmente ho accumulato, a parte il numero di giorni di malattie sparse alla spicciolata, un ricovero per fibrillazione atriale, un periodo di lunga malattia per esaurimento nervoso e altri acciacchi di natura psico fisica e sono riuscita a minimizzare i danni sono con due anni di terapia psicologica, chiaramente a spese mie perchè l'azienda non passa questo tipo di assistenza, veramente non ne passa quasi nessuno quindi...
i miei colleghi non stanno messi meglio ed alcuni hanno anche maturato malattie ben più gravi. il tutto perché viviamo costantemente la nostra vita lavorativa con livelli di stress altissimi, disagio aumentato da un posto di lavoro ostile, da medici e direttori che ci trattano male, si approfittano della nostra presenza anche al di fouri delle nostre competenze, non ci riconoscono ne una dignità lavorativa ne, a volte, una dignità umana.
siamo in quella che potrebbe essere considerata una situazione di mobbing strisciante, ma ne lettere di protesta ne lamentele portate a chi è preposto alla cosa, hanno fornito il minimo risultato.
e questo porta da un disagio psicologico ad un disagio fisico, un disamore, un disinteressa ed un malessere che causano anche malattia o comunque un malessere che giustifica la giornata o le giornate di malattia.
ma per risolvere la cosa non si è visto nulla di meglio che penalizzare chi già subisce tutto questo punendo le sue malattie, invece di porre una soluzione nell'organizzazione lavorativa, invece di incentivare il personale, motivandolo, gratificandolo, magari premiandolo, mica dico tanto, magari anche solo permettendogli di posteggiare vicino al posto di lavoro e gratuitamente.
invece anche in quello siamo stati penalizzati: ci hanno tolto la mensa, ci danno i buoni pasto solo se facciamo almeno due ore e mezza di straordinario al giorno e ci hanno vietato di entrare al lavoro con la macchina obbligandoci a posteggiare dove si paga un euro al giorno o dove è si gratuita, ma il posteggio dura solo tre ore, quindi o rischi che ti facciano la multa o lasci magari il tavolo operatorio a metà dell'intervento chiedendo scusate un attimo e vai a cambiare posto alla macchina, cercandone uno chiaramente e rimettendo di nuovo il segna ore, e mi raccomando, spostarla che magari hanno preso la targa e se la ritrovano li ti fanno la multa anche se hai spostato il segna ore.
queste sono due delle perplessità che mi sono venute quando ho visto applicare queste nuove regole. ma capisco che chi, come lei, ha la possibilità di gestire il proprio tempo, e ha ha disposizione gente che si occupa di tutti i piccoli fatti della giornata senza tediarla con queste piccolezze, queste perplessità non se le ponga.
però magari se qualcuno gliele comunica...no?

stop

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero