mercoledì 24 settembre 2008

rientro: lo stress della modernità.

Il ritorno dalle vacanze è sempre, almeno per me, un evento al quanto traumatico, da cui metto dei giorni a riprendermi, perché, l'improvviso calo nella vita di ogni giorno, dopo una o due settimane di calma serafica mi stride sempre violentemente sui nervi.
io poi sono una di quelle donne che non ama assolutamente lavorare.
nulla da dire su quelle donne rampanti che vedono la propria vita realizzata solo dopo sei ,otto ore di lavoro frenetico e caotico, in cui corrono e ordinano, telefonano e urlano come matte, per poi tornare a casa stressate ma pronte ad affrontare anche il loro compito di madre di famiglia, con la pausa settimanale per il parrucchiere e che non si staccano dal cellulare del lavoro nemmeno la notte mentre copulano con il marito.
che vivano felici le loro ultra attive vite per decine e decine di anni, sono felice per loro.
io però non sono così: io mi sento solo stressata e stanca quando torno dal lavoro, ben lontana dal sentirmi realizzata dal quell'impegno giornaliero che mi costringe ad uscire dal mio nido protettivo e ad affrontare ogni maledetto giorno della settimana lo stress di metro troppo piene e di orari sempre troppo corti per giungere a destinazione; la tensione del lavoro che anche nei giorni in cui è più leggero è sempre un peso che si posa sul cuore al momento dell'ingresso e non se ne va fino all'uscita, e a volte anche dopo.
a volte c'è anche l'attrito con i colleghi, le tensioni con i superiori, le incazzature con la segreteria e la direzione o l'economato. senza parlare del fatto che ti trattano sempre come una specie di pezza da piedi a cui affibbiare qualunque cosa passi per la testa di chiunque lavori sopra di te.
una giornata come questa è tutto tranne che la mia idea di realizzazione, una cosa ben lontana dal sentirmi felice e soddisfatta della mia vita.
io adoro alzarmi con calma, fare colazione e le mie abluzioni coccolando i mici, cominciare le faccende più urgenti o che possono andare avanti da sole per un poco (lavatrici e cotture lunghe), uscire per fare la spesa al mercato e magari arrivare al supermercato per vedere se ci sono delle offerte, tornare a casa e continuare le faccende mattiniere, come le pulizie, il rifare il letto, passare lo straccio in tutta casa, le polveri, i piatti se sono rimasti dal giorno prima, preparare il pranzo, poi pranzare, purtroppo da sola, ma se fossi libera da altri impegni potrei portare il pranzo pronto a LUI al lavoro e magari fermarmi a pranzare con LUI per poi tornare a casa. quindi dedicarmi a quelle faccende di lunga durata che possono occupare tutto un pomeriggio: la giornata del cucito, in cui finisco quei vestiti che ho incominciato e cominciare altri vestiti che ho in mente per la stagione a venire. il fai da te del mobile, in cui costruire quella libreria che ho in mente da tanto tempo e di cui avrei bisogno nell'angolo della macchina da cucire, o qualsiasi altro mobile di cui avremmo bisogno in casa.
il giorno dedicato alle miniature, in cui finalmente trovare il tempo per finire di dipingere la mia squadra di elfe e magari iniziare, e finire, la squadra che devo regalare ad un amico da una vita.
e così via, con altri mille lavori che sono veramente la soddisfazione della mia vita e che mi riempiono di gioia e di calma, ed anche ,questa volta veramente, di soddisfazione.
senza parlare delle inevitabili giornate che dovrei usare per andare in quel supermercato o in quel negozio per comprare questa o quella cosa che mi necessitano, o ancora il tempo necessario a portare avanti la mia attivissima vita on web che necessiterebbe di alcune ore al giorno per essere svolta avanti in maniera soddisfacente.
insomma io avrei veramente una vita piena e completa se non fosse che ho necessita economica di svolgere un lavoro che porta invariabilmente via oltre alle sue sei ore giornaliere, anche almeno due ore di viaggi e preparazione, per non parlare delle ore notturne di attesa o di lavoro, con il risultato che la mia vita casalinga, nel vero senso della parola, quello soddisfacente e piacevole si riduce a si e no un paio di ore mattutine, quando faccio il pomeriggio, con tre o quattro ore rubate alla sera, o in un pomeriggio piuttosto pieno e poco soddisfacente quando faccio la mattina, in cui devo comprimere tutto ciò che non ho fatto la mattina e che vorrei fare di pomeriggio, più, se ci entra, un pisolino, perché alzarsi alla mattina alle sei porta ad avere un poco di sonno il pomeriggio.
e tutto perché al giorno d'oggi un lavoro solo non basta nemmeno a morire di fame, e purtroppo il lavoro di LUI è meno retribuito del mio ed anche più impegnativo a livello di orario ed altri lavori sono come l'acqua nel deserto: introvabili.
vita grama.

stop

domenica 21 settembre 2008

vacanze: atto finale

bene, ecco che è finita anche per me il periodo di vacanze. ma prima di tirare le somme, parliamo degli ultimi giorni di vacanza che ho vissuto.
ci siamo lasciati che eravamo arrivati a Lugano.
be, che dire, Lugano è veramente un piccolo angolo di paradiso.
è tranquilla, pulita favolosamente silenziosa.
il primo giorno con quegli enormi zaini sulle spalle ce ne siamo andati in giro per la città, salendo dal centro città dove siamo andati a pranzo( al Burger King e mi sono quasi intossicata di peperoncino, ma colpa mia!!!) e dove ci siamo deliziarti di fronte ad una partita a scacchi svolta su enormi scacchiere sul pavimento a cui chiunque abbia voglia può partecipare e che da la misura del ritmo della vita li, fino alla casa dei due amici che ci hanno gentilmente accolto per i giorni della nostra permanenza. la cosa veramente buffa è che la zona che abitano loro è considerata la zona "malfamata" perché abitata in prevalenza da extracomunitari e immigrati. vi assicuro che nemmeno le zone in di Roma sono così pulite e tranquille, ma che dire, per loro quella è una zona chiassosa e incivile. mi venivano le lacrime agli occhi mentre lo dicevano.
ci siamo finalmente sistemati, scaricando gli zaini e passando circa due ore a gonfiare il materasso su cui abbiamo dormito.
il giorno dopo siamo andati a trovare un personaggio famoso sul web, Paolo Attivissimo, che io conoscevo da anni anche se non me lo ricordavo bene: ci siamo conosciti ad una convention di fantascienza tanto tempo fa. una persona simpatica e alla mano, come del resto sua moglie e le sue bambine, veramente simpatiche. abitano in un piccolo agglomerato di villini immersi nel verde e nella pace e ci hanno accolti gentilmente e rifocillati. li saluto e li ringrazio della gentilezza, anche se mi dolgo di non aver potuto passare in loro gentile compagnia un poco più di tempo.
siamo poi andati a fare un poco di spese per la giornata, e poi una passeggiata per la città. il tutto assolutamente prima delle sei e mezza perché dopo tutti i negozi chiudono, anche l'IKEA.
questo anche perché tutti hanno diritto a riposarsi secondo la visone luganese, anche i commessi.
alla sera ci siamo rilassati di fronte al proiettore di D il nostro amico di vecchia data che ha deciso di trasferirsi per poter tornare ad avere una vita decente, visto che in Italia si stava rovinando la salute con il lavoro, che a lui non manca mai, ma che qui purtroppo si vive male, per tutto quello che attorno al lavoro gira.
chi mi legge da tanto sa di cosa parlo.
il giorno dopo ci siamo concessi noi due una gita per la cittadina, che è veramente piccola e si gira il un paio di ore tutta, poi abbiamo preso un trenino che ci ha fatto girare tutto il lungo lago di Lugano, nelle sue varie parti, visto che la cittadina è composta di vari piccoli comuni uniti sotto una sola guida.
ancora spese nel pomeriggio, anche per i regali, che però abbiamo dovuto ridurre notevolmente, perché nel frattempo mia madre ci ha tolto ogni speranza di poter tornare con lei giù, visto che sulla sua macchina si è rotto oltre al blocchetto di accensione anche il motorino di avviamento; dovevamo quindi tenere via i soldi per il treno di rientro da Milano a Roma.
alla sera siamo andati in centro di nuovo a cena, nella piazza principale della cittadina, all'aperto con le stufette che riscaldavano la temperatura che si era fatta nel frattempo leggermente più bassa. ma devo dire che abbiamo goduto di tre giorni di bel tempo e di caldo, mentre la sera era piacevole mettersi il pigiamone pesante e dormire sotto la copertona.
insomma ci siamo goduti tre splendidi e rilassanti giorni, con un'aria pulita, un fresco gentile, una vita tranquilla ed a misura d'uomo.
ci sono state due cose che mi hanno colpito assolutamente una all'arrivo ed una alla partenza: all'arrivo ho visto in ogni parco dalle scatolette contenenti i sacchetti per le cacche dei cani, sacchetti pieni, sempre a disposizione di chiunque, e che nessuno toccava a meno di averne bisogno, e che nessuno rubava solo perché erano li, ed alla partenza dalla stazione, un omino che con un enorme piumino lungo stava spolverando le pensiline alte della stazione.
come dice Vizzini "INCONCEPIBBILE!!"
alla fine purtroppo è giunto il momento e siamo dovuti risalire sul treno. il viaggio verso Milano è stato tranquillo, come all'arrivo ed anche piuttosto rapido volendo, visto che Milano Lugano è al massimo un ora e mezzo.
i problemi sono giunti chiaramente al nostro rientro a Milano.
giunti in stazione ci siamo trovati di nuovo immersi in una frenesia rumorosa a cui non eravamo più abituati dopo due settimane di calma e tranquillità. usciti dalla stazione per andare a prelevare i soldi e mangiare qualcosa, come prima cosa ci siamo provati immersi in una realtà di zingari, barboni, gente che gira con sguardi torvi e ben poca gentilezza: ho provato ad essere cortese con il barista del bar della stazione e quello per poco non mi mordeva.
al bancomat chiaramente il primo non funzionava, il Mac dove ci siamo fermati era strapieno.
oltretutto mentre io reo al tavolo con gli zaini LUI è andato a prendere da mangiare e mentre cercava di uscire con il vassoio in mano non c'è stato uno che gli ha aperto la porta, o almeno ceduto il passo, ha dovuto aspettare che tutti quelli che stavano entrando fossero entrati e poi ha dovuto lottare con i piedi e la porta perché le mani erano piene, ma non c'è nessuno che abbia voglia di perdere cinque secondi del proprio tempo per aiutare un povero disgraziato ad aprire la porta.
la ciliegina sulla torta è stato il ritorno in treno: partiti dalla stazione di Milano, dopo circa mezz'ora si è rotto il treno ( mai successo alle ferrovie italiane!!) e un viaggio già lungo, i sei ore, si è trasformato in un viaggio di otto ore e mezza che ci ha sfinito fisicamente e mi ha sfinito psicologicamente.
tirando le somme, mi sono molto riposata e rilassata, ma mi sono anche resa conto che viviamo in un modo veramente troppo caotico purtroppo.
siamo così immersi in un casino continuo che ci chiudiamo in noi stessi e ignoriamo chi ci sta attorno.
una cosa che ho notato mentre ero fuori è che se sorridevo per strada c'era sempre qualcuno che mi sorrideva di rimando, non che tutti sorridessero, ma era facile una scambio di sorrisi.
quando giro per Roma e sorrido, una cosa che cerco sempre di fare perché sorridere aiuta ad affrontare la vita, la gente non mi guarda o se lo fa mi guarda quasi male, come se avesse paura che dietro il sorriso ci sia qualche strana intenzione, e forse loro non hanno torto visto che magari gli è successo qualcosa del genere.
non viviamo assolutamente più in un mondo a dimensione umana, e ci sono momenti in cui penso seriamente che forse questa non è più lamia vita.

stop

lunedì 15 settembre 2008

vacaze: ancora vivi!!

rieccoci di nuovo all'assalto del modo dei blog, con nuove notizie dal fronte delle vacanze. dopo altri tre giorni eccoci di nuovo qui a raccontare i fatti nostri sul web, come se a qualcuno interessasse, ma tant'è sono cose vostre se non vi interessa: che ci fate qui??
va be, ho una nota un poco isterica nella mia mente, ma scusatemi, è la stanchezza che oggi mi taglia le gambe.
comunque cominciamo:
giovedì che 
abbi
amo fatto??? siamo andati a fare una nuova passeggiata, su di un sentiero che conduce ad un oratorio isolato sulla cima di un cocuzzolo, che si chiama San Defendente.
questa è stata una vera bella passeggiata, con poche costruzioni ad ammorbare la sensazione di natura non dico abbandonata e selvaggia, ma almeno solo un poco domata. la salita è stata dura per me, tanto che alla fine mi sentivo le gambe di lego, ma devo dire meno dura di quanto no ricordas
si la prima ascesa. l'oratorio purtroppo è chiuso e non si può visitare dentro, ed il fuori è abbastanza abbandonato, ma la vista è mozzafiato e merita assolutamente la fatica dell'ascesa, una vista che quando il cielo è limpido permette di vedere la costa che si estende dall'alta parte di montisola, con tutti i paesi che si aggrappano sulle sue coste.
uno spettacolo che 
purtroppo a noi è stato negato da una foschia al quanto noiosa, ma che comunque meritava.
la discesa 
non ha seguito lo stesso percorso anche perché un'altro tratto del sentiero natura si estendeva da San Defendente fino a Sovere da dove eravamo partiti inizialmente. la cosa divertente, se così vogliamo dire, è che a metà strada di ritorno c'era un bivio e LUI ha detto "da questa parte scende, quindi giriamo di lì"
meno male che a metà strada una vecchina ci ha detto la triste verità: avevamo toppato di brutto la direzione e stavamo scendendo verso il lago, quindi abbiamo dovuto riarrancare verso il bivio con me che buttavo i polmoni dalla stanchezza, ma che non potevo allentare altrimenti la vecchina ci raggiungeva.
e LUI che ghignava: ma che si ghignava il disgraito che io ci ho perso un paio di polmoni quasi nuovi!!!
venerdì era giorno di rinnovo della patente per MAMMA che finalmente è ritornata in possesso della sua sospesa per mancato rinnovo: una giornata un poco di cacca, con un'acqua che levava di sentimento e impediva di fare una bella passeggiata come si deve. oltre tutto LUI si è anche slogato una caviglia scivolando sull'ultimo grado delle scale quindi abbiamo optato per una giornata casalinga: pisolino lungo nel pomeriggio, serata di televisione e coccole, mal di testa e dolori vari che ci hanno costretto sul letto tutto il giorno.
niente di eclatante come gior
nata come dicevo.
sabato avrebbe dovuto essere più movimentata come giornata, perché dovevamo andare al mercato, ma che dire? quando la fortuna chiama...
appena giunti al mercato, dove dovevo anche fare degli acquisti ecco che la pioggia è cominciata a cadere copiosa. una pioggia parecchio forte e parecchio noiosa che ci ha spinto di nuovo a casa anche per sabato. due giorni buttati via che avrebbero potuto essere magari spese meglio se avessimo potuto muoverci ma che alla fine abbiamo passato poltrendo.
domenica grande giornata: era la giornata della festa della zucca a Sale Marasino, un paese sul lungo lago, car
ino e tranquillo come tutta la zona del resto.
siamo arrivato dopo pranzo, all'ora della pesa delle zucche, e ci siamo dovuto fare un tratto abbastanza lungo a piedi, per giungere fino al luogo in cui si svolgeva la festa ma è stato piacevole. li ci siamo ritrovati con un sacco di persone che portavano costumi piuttosto tirati via del peri
odo ottocentesco, ma si deve ammettere che almeno c'è stato l'impegno. 
le strade erano tutte addobbate con zucche di vario modello e dimensione ma il cuore della festa è stata pr
oprio la pesa dove c'erano zucche di oltre trecento chili che gareggiavano.
siamo stati almeno tre ore a girare per le strade, anche perché c'erano alcune cose molto interessanti, come la mostra dei mezzi 
di trasporto antichi, come i pullman e un treno a vapore molto belli, e le carrozze del 1930.
alla fine siamo tornati verso la macchina, ma io, incredibilmente ero l'unica che si muoveva bene ( il che è
 tutto dire ne???) quindi ho accelerato per andare a prendere la macchina, anche perché MAMMA era arrivata con il mal di schiena, e LUI aveva la caviglia che doleva.
il problema è tata la sorpresa che ho trovato alla fine: la macchina non voleva saperne di partire, come se avesse la batteria a terra. il bello è che si è fermata a metà strada nel senso traverso del termine, perché la macchina si è fermata mentre facevo manovra e e mi sono trovata in mezzo tra le due carreggiate. sono scesi in due a spingermi e grazie al cielo è ripartita, ma quando ho detto la cosa a MAMMA lei era al quanto titubante. allora che poteva essere???
una cosa bellissima. si è rotto il blocchetto di accensione, e quindi non ci poteva portare la mattina dopo a prendere il pullman per Milano e Lugano dove dovevamo andare lunedì e oltre tutto non ci potrà portare a Grosseto venerdì.
una vera mezza catastrofe che però più o meno abbiamo risolto.
stamane alle cinque e mezzo ci siamo alzati ed è cominciata l'odissea. ci siamo vestiti e lavati, abbiamo salutato mamma e per le sei e mezza siamo andati a prendere il pullman. e li che c'era scritto?? che sul pullman si saliva solo con il biglietto. che fare? siamo andati in paese, quei due tre chilometri, a piedi, ci siamo comprati i biglietti ed abbiamo aspettato il pullman che ci doveva portare ad Endine Gaiano.
giunti in questa ridente località che cosa dovevamo fare? attendere chiaramente. per la precisione die ore e mezza, fino alle nove e diciotto, orario previsto per l'arrivo del pullman per Milano.
a parte un cappuccino caldo appena giunti siamo stati seduti su una panchina al freddo ed al gelo, con l'acqua che veniva fine e gelida.
siamo alla fine scesi a Milano dove ci siamo comprati da mangiare e siamo andati a prendere il treno alla stazione centrale.
che sorpresa quando arrivando a Lugano ci siamo trovati in una splendida giornata di sole. il paese è veramente carino, un piccolo gioiellino di calma e tranquillità affacciato sul lago.
domani speriamo di vedere altro, ma fino ad ora devo ammettere che lo spettacolo è soddisfacente.

stop

giovedì 11 settembre 2008

vacanze: il seguito

c'è voluto un poco ma alla fine sono riuscita a ritrovarmi sola di fronte al computer per continuare la narrazione delle mie ferie.
lunedì papà se n'è tornato a Grosseto e siamo rimasti soli soletti noi e Mamma. alla lunga sarà deleterio lo so ma non si poteva fare altrimenti.
noi comunque dopo pranzo ce ne siamo andati a fare una passeggiata a Lovere, un paese vicino a Solto, dove risiediamo. si trova sulle sponde del Lago d'Iseo, un vero posticino vacanziero, ma all'interno ha ancora un sacco di vicoletti storici interessanti in cui se non si sta attenti è facile perdersi. abbiamo visto un paio di cose interessanti e di tipo storico, ma si trovano solo nella parte alta del paese dove andare con la macchina è un vero suicidio a meno di non avere una smart, tutte stradine iperstrette e con dislivelli allucinanti, ma piene di piccoli androni e giardinetti interni, cortili e scale a chiocciola che salgono in palazzi bui.
ci sono stati dei punti in cui ci ha ricordato molto delle atmosfere Lovercraftiane.
noi abbiamo anche trovato, girando, una libreria ( e che altro visto che siamo maniaci in due?) che lavora i libri vecchi e nuovi. c'è pianto il cuore di non poter spendere una fortuna su una vecchia biblioteca che hanno rilevato recentemente e che ha pezzi molto belli, dal nostro punto di vista. ma se avremo tempo ci torneremo prima di partire.
martedì il fulcro del giorno è stata una lunga passeggiata su un Sentiero Natura del Sebino. dopo due ore di camminata, di sudore, di mosche maledette che mi hanno mozzicato per bersi il mio sudore posso dire senza ombra di dubbio ne tema di smentita :una vera bufala di sentiero che correva dentro i campi coltivati, accanto a case, molte delle quali in costruzione, con tanto di cartelli di identificazione di animali, di cui non abbiamo nemmeno sentito la presenza. sembrava che fossimo andati per campi più che su un sentiero natura.
oltre tutto ad un certo punto del sentiero c'era l'indicazione di un luogo di ripopolamento del bufo bufo, il ranocchio per intenderci.
incuriositi siamo scesi l'ungo l'argine di un torrentello in secca e quello che non abbiamo trovato: vecchi stivali, metallo rugginoso, molle di vecchi materassi, una intera coltivazione di bottiglie di birra, cocci sparsi, un vero schifo insomma.
ho fatto alcune foto perché va visto lo scempio assoluto. alla fine riandando verso casa siamo di nuovo passati vicino al cimitero che vanta targa che ne fa risalire la data al 1500. siamo entrati, sperando in un ritorno all'antico e ci siamo trovati di fronte al più osceno modernariato possibile. al massimo lapidi che risalivano al 1870 nulla più. una vera delusione anche quello.
la serata è trascorsa quasi tranquilla con un solo scoppio da parte mia, ma mamma ci da dentro.
mercoledì è stata giornata di preparazione alla serata con la zia L.: una donna che mi vuole un sacco di bene ma che ha un carattere veramente particolare. ne parlerò, se ne avrò voglia in un post a parte perché lo merita tutto.
comunque visto che per andare da lei dovevamo scendere in città, Brescia per la precisione, siamo andati anche per negozi, con sommo stress da parte di LUI che ha dovuto anche sopportare i battibecchi continui ieri, tra me e Mamma.
una giornata stancante sotto tutti i punti di vista, che ha visto almeno la spesa da parte mia di un piccolo gruzzolo che mi ha fruttato una serie di capetti veramente carini, per un prezzo veramente modico.
alla fine mi sono addirittura comprata un paio di scarpe col tacco alto, che non so nemmeno se metterò mai, visto che rischio ogni tre per due di ammazzarmi con i tacchi più alti di due centimetri.
anche la serata alla fine è stata divertente perché zio B. è una forza quando ci si mette, ma come al solito Mamma non riesce ad inserirsi in una discussione concitata e si mette da un lato imbronciata perché non sopporta che i discorsi si accavallino mentre si è in più persone a parlare. lei vorrebbe che ci si zittisse tutti quando parla lei . mi da una noia quando fa così, che sembra una di quelle bambinette noiose e litigiose: "ecco a me non mi fate parlare mai!!!" ma io dico se vuoi parlare infilati nel discorso come facciamo tutti no? stiamo discutendo tutti, no, bisogna zittirsi ad ascoltare il vaticino e poi ricominciare a parlare.
una rabbia!!!
alla fine siamo tornati a casa all'una passata e siamo andati a dormire che erano le due.
infatti LUI è ancora di la che ronfa della grossa, il tipo che voleva alzarsi presto ed andare a camminare.
vediamo se mi tocca svegliarlo per pranzo!!!

stop

domenica 7 settembre 2008

Finalmente ferie!!

Finalmente sono arrivate.
Si finalmente anche per me, come per tutti i milioni di italiani che lo hanno già fatto, è giunto il momento di andare in vacanza.
ieri è stato il primo giorno, ed è stato il giorno del viaggio, il giorno dedicato al trasbordo da Roma a Solto Collina ed io e LUI siamo finalmente volati per la nostra vacanza.
Siamo partiti alle otto e cinquanta di mattina, con il treno, un Intercity, che nel giro di "solo" sei ore ci ha portato a Milano. Non amo molto quella città, ma devo ammettere che ieri c'è stato un momento in cui siamo stati contenti di essere a Milano: ci abbiamo trovato una mostra sui Beatles, in cui venivano ripercorse le date salienti della loro carriera e della loro visita in Italia. un ora passata veramente con piacere.
L'unica cosa veramente mortale il tutto quel trasbordo, dalla stazione a Viale Vittorio Veneto è stata il caldo, un caldo allucinante, incontenibile, in cui mi sono sudata anche il sangue quasi.
da li grazie al cielo c'era la metro per arrivare al punto in cui dovevamo prendere il pullman, per andare a Solto. il posto, Sesto Marelli, non è un gran chè e magari ci saremmo anche annoiati, ma c'erano dei ragazzi che facevano la breck sotto i portici in cui aspettavamo anche noi e le due ore che abbiamo dovuto aspettare alla fine sono passate molto ma molto rapidamente.
finalmente siamo saliti sul pullman e siamo andati a Solto, un viaggio di circa due ore e mezza. alla fine ci siamo fatti dodici ore di viaggio, ma a parte il caldo e la stanchezza normale per il viaggio devo ammettere che ho cominciato da subito a sentire la stanchezza e la tensione scivolarmi dal corpo, lasciandomi un piacevole senso di calma e di pace. avevamo molto bisogno di questo viaggio, di sentirci di nuovo esseri umani, innamorati e vicini, perché la vita di ogni giorno, in città, con i lavori che ci stressano che ci riempiono la vita, ci stancano, ci appesantiscono, alla fine ci allontanano anche se ci sentiamo sempre vicini.
grazie a cielo l'amore non ci viene mai a mancare e ci ha sempre sorretto anche quando la stanchezza ci appesantiva.
ma ieri ed oggi ci siamo di nuovo guardati negli occhi con lo stesso amore, lo stesso trasporto dei primi tempi, e anche solo per questo merita ogni fatica questo viaggio, ogni sacrificio, ogni soldo speso.
oggi poi ci siamo alzati, non prestissimo ma abbastanza presto, ci siamo lavati, abbiamo fatto colazione e poi siamo andati a fare una bella camminata, giù fino al paese e poi di nuovo a casa, giusto per l'ora di pranzo.
abbiamo mangiato con mamma e papà e poi siamo andati a fare due spese al centro commerciale Adamello.
è stata una bella giornata anche oggi, nonostante le solite piccole discussioni con i miei, specie mia madre che ha sempre qualcosa da ridire su di me come se non ne facessi mai una bene. ha sempre da paragonarmi ai lati peggiori del carattere di qualcuno, che sia mio padre o mia zia Lisa.
però sono riuscita a non rispondere a stare zitta ed a lasciar perdere, perché questa vacanza me la voglio godere e non voglio rovinarla con discussioni subito appena arrivata.
spero solo di riuscirci per tutto il periodo anche se non è facile.
la dieta continua, anche se tra alti e bassi, nel senso che anche se sono attenta a non toccare i carboidrati e gli zuccheri, basta poco, un pollo impanato del Mac per farmi riprendere un chilo che poi devo riperdere.
ma sono decisa ed ancora forte e vado avanti.
spero solo che martedì quando salirò sulla bilancia ci sia una bella notizia a d aspettarmi.

stop

giovedì 4 settembre 2008

imperante malcostume: la maleducazione!

uno, o due giorni fa sono dovuta andare al lavoro in macchina, e mi sono ritrovata a litigare con l'ennesimo omino che aveva posteggiato la macchina dietro la mia e se n'era andato tranquillamente al mercato a farsi i fatti suoi. non era assolutamente la prima volta ma questa volta in particolare l'omino in questione ha esordito co un "e che diavolo manco ha dovuto aspettare" alla mia esortazione perché dovevo andare al lavoro, che mi ha veramente fatto andare in ebollizione.
e da qui ho cominciato a elaborare questo post guardandomi attorno e cercando di capire quella che è diventata, qui a Roma, una pratica praticamente diffusissima: il farsi solo e soltanto gli affari propri a scapito del benessere di chiunque altro. ed il bello è che visto che si fa il peggio ci si aspetta tranquillamente che chiunque altro faccia altrettanto ridendo per le proteste altrui proprio perché il comportamento incivile è oramai cosa comune.
l'educazione più semplice, quella che invita a cercare un parcheggio per abbandonare la macchina, a non posteggiare sulle strisce pedonali o davanti alle discesine per i disabili, che lascia il passo ai pedoni e spinge comunque i pedoni ad abbandonare il più presto possibile la strada, il rispettare lo scatto del segnale rosso del semaforo senza accelerare all'ultimo momento e nello stesso tempo il cercare di non rallentare di fronte al semaforo verde per poi accelerare di colpo con il giallo, il viaggiare il più possibile vicino alla carreggiata di destra per non essere di ostacolo a chi va più veloce se ha fretta, il non camminare sulle corsie di emergenza...
si tratta di cose così elementari che a volte mi stupisce veramente che la gente non si renda conto che se tutti facessero il minimo per rispettare queste semplici regole stradali tutti si vivrebbe meglio. eppure venendo al lavoro con la metro, nei tratti a piedi, ho tutto l'agio di osservare come tutti se ne freghino degli altri e si incavolino neri se i propri diritti vengono calpestati. e quindi file di motorini infilati nei pertugi tra le macchine che obbligano a strane contorsioni del mezzo per poter andare via, macchine posteggiate di fronte alle entrate ed uscite, assolutamente abbandonate da sole, senza possibilità di chiedere, cortesemente di spostare la macchina, posteggi selvaggi in doppia se non tripla fila, infischiandosene se quello che è posteggiato li ha tutto il diritto di uscire se vuole visto che lui ha girato per trovare quel posteggio.
e questo comportamento sui mezzi, si ripercuote nella vita di ogni giorno con gente che ti spintona per scendere a piedi le scale mobili, quando accanto c'è la scala che potrebbe scendere con tutta la sua comodità senza intruppare su tutti quelli che la scala mobile la prendono proprio per questo motivo: è mobile e non obbliga a scenderla.
gente che deve passarti avanti a tutti i costi per poi fermarsi di fronte a te, al tornello d'ingresso a cercare nelle tasche il proprio biglietto mentre tu sei li che hai il tuo in mano ed aspetti paziente che l'altro si decida, donne incinte, anziane, invalidi, lasciati in piedi nelle vetture, mentre i ragazzini si infilano le cuffie nelle orecchie e si isolano dal mondo ignorando gli sguardi dei presenti.
non so se una volta era meglio, io una volta ero piccola e crescendo il mal costume l'ho trovato già imperante, ma sicuramente tutto questo disinteresse per il prossimo io l'ho visto molto più presente da quando mi sono trasferita a Roma, e non vado al nord per trovare un minimo di educazione maggiore, mi limito ad un centro alto come la Toscana, dove mi è stato ceduto il posto in pullman solo perché zoppicavo, o l'Emilia, dove la cortesia sarà anche falsa ma è presente.
forse sono solo una nostalgia, una illusa, ma quando ridendo un amico mi ha detto che in Svizzera, se vuoi l'attenzione di qualcuno devi prima cortesemente salutare ed essere salutato,mi ha preso una leggera fitta di invidia nel cuore, pensando al barista del bar di fronte al lavoro che dopo quattro anni che prendo il cappuccino li e che saluto ogni volta che entro e che esco ancora non riesce a dirmi una arrivederci o un buon giorno in risposta, o al cassiere che ogni volta grugnisce il prezzo del prodotto e basta, o alla pizzicaiola che non ha la pazienza di aspettare che io scelga il tipo di prosciutto che voglio perché è stanca ed ha fretta, o alla cassiera del supermercato che siccome è stanca e stressata mi tratta male se cerco la monetina in più che manca.
una frase che mi torna in mente e che non ricordo di chi sia dice che un sorriso sul viso porta una messe di sorrisi, ma io temo che oramai questa frase sia vuota di significato: il mio sorriso sul viso, stampato ogni mattina fresco di bucato e stirato ogni sera dalle intemperie della giornata porta solo noia sulla faccia di chi ha ancora voglia di guardarlo per più di un secondo prima di urtarmi passando.

stop

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero