venerdì 21 ottobre 2016

MORIRE DI PARTO OGGI

sembra assurdo parlare ancora oggi, nel nuovo secolo, nell'era delle innovazioni e del futuro, di morte per parto. una morte che nella mente dei più è oramai legata alle scene da terzo mondo, relegata in un angolo della mente dove riponiamo anche l'immagine del bambino che muore di fame con la voce della donna che dice "les anfant va amurir" o degli africani in fila per le vaccinazioni.
ed invece si sentono molto spesso purtroppo le notizie di nuovi decessi legati a malasanità, decessi che in molti casi sembrano tanto inspiegabili quanto dolorosi, che spesso colpiscono sia la madre che il nascituro.
l'ultimo in ordine di tempo è un caso che piu degli altri dovrebbe destare indignazione, perché, se verrà confermato quello che i parenti stanno dicendo a gran voce, e che il primario chiaramente smentisce, la donna sarebbe morta a causa di un medico obbiettore di coscienza, che si è rifiutato di praticare un aborto terapeutico.
a parte il fatto che io considero abominevole il discorso dell'obiezione di coscienza dei medici. i medici nel momento in cui si assumono il loro compito di assistenza al malato, dovrebbero svolgere un lavoro al di sopra delle considerazioni morali e personali. perché se si comica a fare discorsi di questo genere, allora il medico ebreo non dovrebbe lavorare di sabato, i medici testimoni di Geova non dovrebbero fare i chirurghi perché non dovrebbero toccare il sangue al di fuori del corpo considerato impuro, coloro che vogliono non dovrebbero essere obbligati ne penalmente ne moralmente a lavorare con i malati di AIDS, e così via.
oltre tutto sono obbiettori sul corpo altrui. come si permettono loro, da uomini, di decidere cosa è meglio per me, che come donna, devo ed ho il diritto di decidere del mio corpo e di quello che voglio o non voglio che succeda al suo interno. se vuoi fare l'obbiettore di coscienza allora vai a fare il veterinario, non fai il medico.
ma questo è un mio pensiero, e non tutti sono costretti a rispettarlo.
però se un medico è obbiettore costringe me ad accettare le sue decisioni ed a tenere un figlio che non voglio: io sarei dell'idea di delegare la responsabilità a chi se la prende. sei un medico obbiettore di coscienza? mi obblighi a non abortire? va bene. dopo 9 mesi io partorisco e ti affido il figlio che mi hai costretto a tenere. al terzo figlio che si dovrebbe accollare vorrei vedere quante obbiezioni fa.
ma torniamo a parlare di morte per parto.
la signora in questione, povera cara, i suoi due gemelli li voleva anche. non fosse che erano i piccini che non erano destinati a nascere, e che stavano morendo nel grembo della madre. si trattava di un aborto terapeutico, praticato anche dai medici obbiettori, perché serviva a salvare la vita alla madre, a scapito di due feti che oramai erano destinati comunque a morte certa.
a quanto riportano i giornale, quindi, come spesso accade, sono notizie da prendere cum grano salis, il medico avrebbe detto al marito che fino a quando il cuoricino dei piccoli batteva si sarebbe rifiutato di procedere con l'aborto.
quindi si è dovuto ricorrere ai medicinali per anticipare un parto che non avrebbe dovuto avvenire, e che per le complicazioni del caso, ha portato alla morte della madre assieme a quella dei due piccini.
come ho detto, il primario dell'ospedale nega, ma io sono propensa a credere ai parenti che dicono di aver parlato con il medico e riferiscono delle parole dette da lui. oltre tutto se non lo avesse detto lui, loro come avrebbero fato a sapere che era un obbiettore?
a questo punto ci si deve chiedere quanto è accettabile che un dottore si possa permettere di non agire in situazioni in cui la vita di qualcuno è in pericolo per proprie convinzioni. quanto è lecito che qualcuno si possa rifiutare di fare il proprio lavoro per convinzioni personali.
se hai scelto di fare il medico, sapevi che avresti potuto incontrare situazioni particolari.
salvare la vita ad un assassino, trapiantare un organo a qualcuno che il suo se l'è giocato con droghe o alcool, assistere qualcuno che ha malattie infettive anche gravi, prendendo le tue precauzioni ma rischiando comunque la vita, ed ovviamente assistere chi deve abortire.
se non accetti di fare quello che il tuo ruolo ti porta a fare allora forse hai sbagliato lavoro. quando poi si tratta di una assistenza salva vita non sei tenuto, se obbligato ad agire, e se non lo fai allora devi essere perseguito legalmente.
non ho molto altro da dire al momento, perché voglio prima vedere come andrà la cosa e quello che verrà accertato dall'indagine ma se verrà accertato che la colpa è del medico allora spero veramente che ci saranno dei provvedimenti presi, e che si tratti di provvedimenti penali.
continueremo il discorso al momento in cui ci sarà più chiarezza.

besos

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