venerdì 21 ottobre 2016

SCIAPPARELLI HA SMESSO DI PARLARE

il 20 luglio del 1969 il mondo intero si fermò, con il fiato sospeso. tutti rimasero con gli occhi puntati su uno schermo in bianco e nero, da cui un annunciatore seguiva i momenti salienti di uno degli eventi mondiali più importanti della storia: i primi passi sulla luna da parte di un uomo.
ieri invece, la voce della sonda Schiapparelli, planata sulla superficie di Marte, si è spenta tra il silenzio e il disinteresse del mondo intero, tranne un pugno di appassionali, nerd, o curiosi che ne hanno seguito l'epopea.
cosa è cambiato dal primo evento al secondo?
guardando la società non molto è cambiato: i problemi ci sono sempre, l'economia è fluttuante e come allora ci sono quelli che pensano che non vedremo una luce nella crisi, ci sono quelli che pensano che la politica distruggerà la società, ci sono quelli che vedono solo i problemi e non le soluzioni, quelli che pensano che il denaro andrebbe speso per altro e quelli che hanno altro a cui pensare.
allora perché oggi un avvenimento che allora sarebbe stato epocale oggi non ha interessato praticamente nessuno, se non un paio di pagine di qualche giornale, ed un trafiletto su qualche altro?

la mia impressione è che oggi abbiamo smesso di guardare in fuori.
abbiamo smesso di sognare, di sperare in un mondo più grande, in altre frontiere, per abbassare la nostra visione al solo mondo che ci circonda e diventare ciechi verso il resto.
ci siamo concentrati solo su di noi, sulle nostre miserie, sui nostri dolori, sui nostri problemi, e ci siamo impoveriti.
abbiamo deciso di perdere la possibilità di volare la fuori con l'immaginazione, di sperare che il futuro dispieghi le ali della nostra mente e dei nostri corpi per portarci la dove nessuno è mai giunto prima.
che peccato.

io no.
io ancora oggi alzo gli occhi la notte e rimango a guardare le stelle, illudendomi di vedere, sulla luna, il punto in cui ci sono le impronte di un uomo che vi ha camminato di fronte a miliardi di altri.
io ho seguito tutto il racconto dell'ammaraggio della sonda con trepidazione, ho appreso con gioia che il primo segnale dalla sonda era arrivato positivamente, ho seguito con preoccupazione la perdita di ogni segnale e mi sono addolorata della scoperta che la sonda era stata ingoiata dalle sabbie di Marte per un errore dell'apertura di retrorazzi.
perché quella sonda poteva mandare delle informazioni importanti su un corpo celeste che si trova all'interno del nostro sistema solare, un corpo celeste che se ci si impegnasse sarebbe alla nostra portata per l'esplorazione. un corpo che magari ospita al suo interno della vita, anche se solo in forma microbica, o che, con una tecnologia adatta potrebbe essere terra formato e messo in condizione di accogliere la vita umana. una nuova frontiera che permetterebbe alla razza umana di avere un nuovo mondo in cui ricominciare da capo, in cui magari riuscire a creare un nuovo tipo di società.
un nuovo mondo più vicino al limite della nostra piccola galassia di pianeti, che potrebbe gettare uno sguardo più lontano, verso quelle frontiere che ora ancora nemmeno possiamo immaginare, ma che sono la pronte ad accogliere il coraggioso o l'incosciente che volesse tentare il passo.
sono pazza? forse ma non mi spiace.
perché io ancora sogno. 
quando ero piccola il mio desiderio più grande era quello di fare l'astronauta. non ho la mente ne il corpo per farlo, ma anche oggi, con tutti i miei problemi, con tutte le mie difficoltà, sarei pronta ad abbandonare tutto per imbarcarmi nel viaggio verso un mondo nuovo da esplorare, da scoprire, anche sapendo che dovrei passare sei mesi in viaggio verso un interrogativo, e che non potrei più tornare indietro, ma passerei miei ultimi giorni su un pianeta inospitale e mortale.

perché? perché il mio cuore ancora vuole scoprire che ci sono cose nuove da svelare, e una esperienza del genere è qualcosa che a mio avviso avrebbe la stessa fondamentale importanza della scoperta dell'america da parte di colombo, la scoperta del fuoco da parte del primo uomo, la creazione della prima ruota, il primo aereo che è riuscito a volare o il primo sottomarino che è riuscito a scendere sotto la superficie del mare senza affondare e riuscendo a vedere quello che c'era fiori, e scoprendo quindi tutto un nuovo mondo.
è lo stesso motivo per cui accetterei ad occhi chiusi di trasferirmi in un villaggio sperimentale in fondo al mare, o su una base creata sulla luna.

forse sono una inguaribile romantica, o solo una incorreggibile illusa, ma io vedo ancora una speranza nel futuro dell'uomo, nonostante tutto
nonostante la sua meschinità, ma sua incapacità di andare d'accordo con se stesso, la sua cattiveria, la sua crudeltà, la sua piccolezza. nonostante sia riuscito a distruggere quasi il suo mondo natale ed ancora non abbia imparato a rispettarlo.
io ancora spero che un giorno quella federazione dei pianeti, che un sognatore come me un tempo immaginò e portò sugli schermi, non sia solo un sogno irrealizzabile.
io spero veramente che i nostri limiti siano solo il cielo. che le nostre frontiere non siano state oramai tutte raggiunte, ma che la fuori ce ne siano di nuove e di altrettanto promettenti.
spero che un giorno guardando il cielo qualcuno, in un lontano futuro, si sforzerà di vedere, lontano tra le stelle, affievolito dal bagliore di due o tre lune magari, un puntolino minuscolo,la luna di un pianeta distante ma non tanto, su cui nel lontano passato un uomo mise per la prima volta piede, dando il via all'esplorazione dello spazio.

besos

MORIRE DI PARTO OGGI

sembra assurdo parlare ancora oggi, nel nuovo secolo, nell'era delle innovazioni e del futuro, di morte per parto. una morte che nella mente dei più è oramai legata alle scene da terzo mondo, relegata in un angolo della mente dove riponiamo anche l'immagine del bambino che muore di fame con la voce della donna che dice "les anfant va amurir" o degli africani in fila per le vaccinazioni.
ed invece si sentono molto spesso purtroppo le notizie di nuovi decessi legati a malasanità, decessi che in molti casi sembrano tanto inspiegabili quanto dolorosi, che spesso colpiscono sia la madre che il nascituro.
l'ultimo in ordine di tempo è un caso che piu degli altri dovrebbe destare indignazione, perché, se verrà confermato quello che i parenti stanno dicendo a gran voce, e che il primario chiaramente smentisce, la donna sarebbe morta a causa di un medico obbiettore di coscienza, che si è rifiutato di praticare un aborto terapeutico.
a parte il fatto che io considero abominevole il discorso dell'obiezione di coscienza dei medici. i medici nel momento in cui si assumono il loro compito di assistenza al malato, dovrebbero svolgere un lavoro al di sopra delle considerazioni morali e personali. perché se si comica a fare discorsi di questo genere, allora il medico ebreo non dovrebbe lavorare di sabato, i medici testimoni di Geova non dovrebbero fare i chirurghi perché non dovrebbero toccare il sangue al di fuori del corpo considerato impuro, coloro che vogliono non dovrebbero essere obbligati ne penalmente ne moralmente a lavorare con i malati di AIDS, e così via.
oltre tutto sono obbiettori sul corpo altrui. come si permettono loro, da uomini, di decidere cosa è meglio per me, che come donna, devo ed ho il diritto di decidere del mio corpo e di quello che voglio o non voglio che succeda al suo interno. se vuoi fare l'obbiettore di coscienza allora vai a fare il veterinario, non fai il medico.
ma questo è un mio pensiero, e non tutti sono costretti a rispettarlo.
però se un medico è obbiettore costringe me ad accettare le sue decisioni ed a tenere un figlio che non voglio: io sarei dell'idea di delegare la responsabilità a chi se la prende. sei un medico obbiettore di coscienza? mi obblighi a non abortire? va bene. dopo 9 mesi io partorisco e ti affido il figlio che mi hai costretto a tenere. al terzo figlio che si dovrebbe accollare vorrei vedere quante obbiezioni fa.
ma torniamo a parlare di morte per parto.
la signora in questione, povera cara, i suoi due gemelli li voleva anche. non fosse che erano i piccini che non erano destinati a nascere, e che stavano morendo nel grembo della madre. si trattava di un aborto terapeutico, praticato anche dai medici obbiettori, perché serviva a salvare la vita alla madre, a scapito di due feti che oramai erano destinati comunque a morte certa.
a quanto riportano i giornale, quindi, come spesso accade, sono notizie da prendere cum grano salis, il medico avrebbe detto al marito che fino a quando il cuoricino dei piccoli batteva si sarebbe rifiutato di procedere con l'aborto.
quindi si è dovuto ricorrere ai medicinali per anticipare un parto che non avrebbe dovuto avvenire, e che per le complicazioni del caso, ha portato alla morte della madre assieme a quella dei due piccini.
come ho detto, il primario dell'ospedale nega, ma io sono propensa a credere ai parenti che dicono di aver parlato con il medico e riferiscono delle parole dette da lui. oltre tutto se non lo avesse detto lui, loro come avrebbero fato a sapere che era un obbiettore?
a questo punto ci si deve chiedere quanto è accettabile che un dottore si possa permettere di non agire in situazioni in cui la vita di qualcuno è in pericolo per proprie convinzioni. quanto è lecito che qualcuno si possa rifiutare di fare il proprio lavoro per convinzioni personali.
se hai scelto di fare il medico, sapevi che avresti potuto incontrare situazioni particolari.
salvare la vita ad un assassino, trapiantare un organo a qualcuno che il suo se l'è giocato con droghe o alcool, assistere qualcuno che ha malattie infettive anche gravi, prendendo le tue precauzioni ma rischiando comunque la vita, ed ovviamente assistere chi deve abortire.
se non accetti di fare quello che il tuo ruolo ti porta a fare allora forse hai sbagliato lavoro. quando poi si tratta di una assistenza salva vita non sei tenuto, se obbligato ad agire, e se non lo fai allora devi essere perseguito legalmente.
non ho molto altro da dire al momento, perché voglio prima vedere come andrà la cosa e quello che verrà accertato dall'indagine ma se verrà accertato che la colpa è del medico allora spero veramente che ci saranno dei provvedimenti presi, e che si tratti di provvedimenti penali.
continueremo il discorso al momento in cui ci sarà più chiarezza.

besos

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero