giovedì 30 luglio 2015

E 40

chi sa se anche allora faceva caldo così. non credo, un caldo come quello di quest'anno non lo fa da più di 40 anni, ma sicuramente faceva caldo. è comunque il 30 di luglio.
non è stato un parto difficile il tuo, visto che sei nato con taglio cesareo, ma sei stato sicuramente motivo di ansia per i tuoi genitori, che attendevano la tua nascita. mi piacerebbe sapere come eri da neonato. un piccolo coso roseo e paffutello, magari già con i capelli in testa appena nato e con gli occhi magari già di quel verde particolare che hanno anche ora.
ho visto qualche foto tua da più grandicello. sei stato un bambino così compito, con i tuoi vestitini tutti in ordine, la tua camicina, i tuoi calzoncini. non sorridi spesso nelle foto, forse anche perché non ti piace farti fare le fotografie, ma hai comunque una faccia assorta anche quando sorridi. eri un bambino uguale alla tua immagine da quello che mi racconta la tua mamma, un bambino responsabile e serio, un piccolo adulto di soli cinque anni.
ho visto qualche foto tua anche da più grande, in vacanza con i tuoi compagni di classe, quando eri andato a Praga. li sorridevi, e te ne stavi tutto contento in una città che mi hai sempre detto di aver amato subito, godendoti il freddo di quelle primavere rigide del nord.
non ho molte tue fotografie, perché non ami che te ne faccia nemmeno ora, che sei più grande, forse anche più saggio, sicuramente più pelato e cicciottello. ma ogni tanto io rompo il divieto e ti rubo qualche immagine, in momenti di tenerezza con la tua gatta del cuore, o in momenti in cui guardavi qualcosa con lo sguardo attento e interessato.
vorrei poter imprimere su foto il tuo sguardo dolce ed un po' miope, con quegli occhi tra i verde e l'oro, che mi ha imprigionato ormai tanti anni fa. vorrei ritrarre il tuo naso perfetto, piccolo e dritto come se fosse stato fatto chirurgicamente, che fa il paio con le tue orecchie, anche queste piccole e delicate. stonano quasi con le tue labbra carnose, anche troppo piene ma che diventano morbide e divertenti, quando si aprono in un sorriso che trascina. vorrei farti un sacco di ritratti, quando il tuo sguardo si perde nel vuoto, o quando si fa attento, quando si punta mentre leggi, o quando si addolcisce mentre guardi i gatti che giocano, riempiendosi poi d'amore quando guardi me.
vorrei poter avere sempre con me una serie di tue immagini per far vedere a tutti cosa ho visto ei tuoi occhi che mi ha legato a te in maniera indissolubile, al di la delle difficoltà, dei problemi, del denaro, del lavoro, del tempo.
ed oggi, in questo giorno in cui quarant'anni fa tua madre ti mise al mondo, con grandi aspettative e con grandi sogni, in cui tuo padre ti vide attraverso un vetro la prima volta che sei stato mostrato al mondo, ed ha riposto in te le sue speranze ed i suoi progetti, mentre ti dico che quei progetti e quelle speranze si sono concretizzate, vorrei poter ritrarre in una foto tutto quello che sei diventato.
vorrei immortalare l'uomo dolce, gentile e comprensivo, anche troppo attento a ansioso a volte, l'uomo impegnato e responsabile, apprezzato ed amato, l'amico onesto e affidabile, il compagno sempre presente e pronto, amorevole e innamorato, ma anche il tipo pignolo e puntiglioso, il capoccione rigido e fumino, un po' rancoroso e cinico, ma pronto anche a scusarsi ed a tornare sulle sue incazzature.
vorrei imprimere il tuo viso in questo momento, per mostrarlo al mondo, perché il mondo è un posto migliore solo per il fatto che ci sei tu, e perché ci sei stato negli ultimi 40 anni e spero veramente ti impegnerai ad esserci per i prossimi 60/70 anni.
buon compleanno amore mio.

mercoledì 29 luglio 2015

KEPLER 452b IL NUOVO ESOPIANETA

chi mi legge più o meno abitualmente sa che non sono proprio una persona normale, nel senso comune del termine. quello che forse non sa, è che sono stata anche una bambina non proprio normale, nel senso comune del termine.
avevo una serie di passioni non proprio usuali per una bambina, come l'astronomia, la chimica e la geologia. l'astronomia è stata una passione di lunga durata e che mi ha portato a tutta una serie di scelte sbagliate nella mia vita perché aveva fatto insorgere in me la malsana idea di diventare una astronauta, ma che si è poi scontrata con la dura realtà del mondo reale in cui alcune materie che sono considerate imprescindibili per quella carriera erano per me inavvicinabile culturalmente quanto lo scalare l'Everest lo è per me a livello fisico.
questo non toglie che lo spazio, i viaggi nello stesso, l'esplorazione di nuovi mondi o di vecchi mondi, come Marte, o di vecchi satelliti come la luna, rimangono per me cose cariche di un grande fascino e di una grande attrattiva.
non poteva quindi sfuggirmi tutto il fragore che ha suscitato la scoperta, di un nuovo pianeta simile in alcune sue caratteristiche al pianeta terra, Kepler 452b. su questa cosa si è detto praticamente di tutto, in uno  e nell'altro senso delle esagerazioni possibili.
si è parlato di una terra 2, di segnali di vita dalla sua superfice, di un nuovo pianeta a disposizione, della prova che non siamo soli nell'universo.
in realtà le cose vanno un attimino calmate e fatte decantare in maniera che la schiuma rimanga in superfice e le notizie reali si decantino sul fondo e possano essere valutate con un minimo di accortezza.
Kepler 452b è uno degli oltre 500 pianeti le cui caratteristiche sono in qualche maniera simili a quelle della terra. diciamo che da alcuni dati rilevati fino ad ora pare essere quello con le caratteristiche più simili alle nostre, ma sono ancora molti e lunghi gli studi che ci permetteranno di capire quanto sia simile a noi, come sia composto, e se queste caratteristiche siano compatibili con una qualsiasi forma di vita a base carbonio come la nostra. le cose che sappiamo di questo pianeta sono ancora abbastanza limitate.
sappiamo che ha un diametro di circa il 60% più grande della terra e quindi una gravità maggiore che da noi, con un periodo di rotazione di 385 giorni, quindi molto simile al nostro. a quanto pare anche la distanza dal suo sole è molto simile a quella della terra, un sole che tra le altre cose ha delle caratteristiche simili a quelle della nostra stella, una stella quindi di tipo G di circa 6 miliardi di anni con una temperatura grosso modo come la nostra anche se leggermente più anziano, ed un diametro del 10% maggiore ed una maggiore luminosità. ragionevole pensare che la distanza del pianeta dalla stella consentirebbe la presenza di liquidi sulla superfice. una cosa che va precisata è che dei 4696 esopianeti fino ad oggi rilevati, solo un migliaio ha potuto avere una autenticazione, mentre gli altri non si sa se sono illusioni ottiche. il nostro novello pianeta rientra tra le certezze conferma la Nasa.
va comunque precisato che ci sono ancora molte cose che non sappiamo e che quindi andranno scoperte per poter avere la certezza di aver trovato la famosa Terra 2.
infatti il fatto che chiamare pianeta >Kepler non implica che si tratti proprio di un corpo roccioso. anche se non sembra probabile per alcuni fattori specifici, potrebbe trattarsi di un ammasso gassoso, visto che la massa del pianeta ci è ancora completamente sconosciuta. così come non possiamo stimare la densità del pianeta ne la sua composizione. la presenza di acqua in forma liquida, non dipende solo dalla distanza dalla propria stella, ma anche dalla temperatura superficiale, dalla pressione atmosferica e soprattutto dalla composizione dell'atmosfera. Un esempio chiaro di come tutte queste varianti siano importanti l'abbiamo a casa nostra con Marte e Venere, che per distanza potrebbero rientrare nel novero dei pianeti simil terra, ma su Venere la composizione dell'atmosfera ha creato un effetto serra autoalimentato che ha alzato la temperatura fino a 400°C eliminando ogni traccia di acqua, mentre su Marte una pressione atmosferica che catturi un'atmosfera e permetta quindi la presenza di acqua.
perché un pianeta possa essere ospitale, e quindi permettere una vita terrestre sulla sua superfice, poi, deve rispondere a delle caratteristiche anche più specifiche, come composizione atmosferica, pressione al suolo, gravità, dimensioni ed altre caratteristiche minori. la vita ha bisogno di un equilibrio estremamente sottile e precario per poter sussistere su di un pianeta, come la rotazione sull'asse del pianeta, la sua leggera eccentricità, il campo magnetico che deflette le particelle ad alta energia, la relativa regolarità del susseguirsi della variazione delle temperature e basta veramente nulla per estinguerla.
 
infine una cosa importante da osservare è che tutto il discorso che sta girando sulla possibilità di una presenza sul pianeta, su possibili contatti con altre forme di vita su esso presente, o la raccolta di segnali simili a quelli telefonici, ha una impossibilità legata a fattori che magari non saltano immediatamente all'occhio ma che vanno ricordati in una situazione come questa.
dobbiamo tenere ben presente un fattore fondamentale. Kepler 452b si trova a 1400 anni luce da noi. per dare un'idea della distanza ogni anno luce ha una durata in chilometri calcolabile attorno alle diecimila miliardi di chilometri . quello che noi percepiamo è una immagine che è partita da quel pianeta miliardi di miliardi di anni fa, e che ci da una idea di come fosse allora quel pianeta. è come se una voce avesse detto migliaia di migliaia di anni fa ecco come è il mio pianeta e fosse arrivata solo oggi da noi che rispondiamo dicendo "bello, e come ci state?"
se una spedizione, ipoteticamente, potesse partire dal nostro pianeta e viaggiare anche alla velocita della luce, ci metterebbe 1400 anni ad arrivare su quel pianeta, e quello che troverebbe sarebbe qualcosa di assolutamente impossibile da prevedere. ma anche questo è molto lontano dall'essere possibile, visto che la nostra sonda più veloce, la new Horizons, una sonda lanciata per l'esplorazione del pianeta Plutone e della sua luna Caronte, viaggia ad una velocità di 58 536 km/h (circa 16,26 km/s), molto ma molto inferiore a quella della luce, che viaggia a 300 mila Km AL SECONDO.






venerdì 24 luglio 2015

UN IMPEGNO CHE DURA UNA VITA, UN DONO CHE DURA UNA VITA

Di solito si affronta questo discorso in estate, ma secondo me è un discorso che è purtroppo valido in qualunque stagione, perché le persone così esistono in qualunque stagione dell'anno. stiamo parlando di chi abbandona gli animali, che lo faccia per le vacanza, per un trasloco, per problemi legati ad una gravidanza, ad una allergia non considerata od a qualche altro problema.
sempre di abbandono si tratta e sempre di un atto delinquenziale si tratta.
 
per fare un passo come quello di prendere un animale in casa, si dovrebbe essere molto sicuri di quello che si vuole fare e dell'impegno che si deve affrontare facendolo. perché un animale non è un oggetto da esposizione, non è una statuina che farà bella mostra di se fermo in un angolo della casa. un animale, sarà prima un cucciolo, poi un adulto ed in fine un animale anziano.
 
un cucciolo sarà un animale pieno di energie e di interessi, che andrà ad infilarsi in qualsiasi buco lascerete aperto in giro per casa, che si tratti di una stanza o di un armadio, di un cassetto o della lavatrice. sarà curioso di ogni cosa, assalirà qualsiasi cosa che si muova e si avventerà su qualsiasi cosa che possa essere per lui un gioco. se si tratta di un gattino potrebbe dover imparare a fare i propri bisogni nella sabbietta, perché anche se impara facilmente, non nasce già imparato. se è un cane magari dovrà imparare a regolare i propri impulsi in base agli orari e le prime volte potrebbe urinare spesso sul pavimento sia per l'eccitazione, sia perché non ha ancora imparato a tenerla fino alla passeggiata. se lasciate fili in giro, potreste ritrovarli in bocca al cucciolo, se lascerete il giro calzini, o vestiario, potreste trovarli nella cuccia del cane sbavati e strappicchiati, o pisciacchiati dal gattino che sta ancora capendo dove fare i propri bisogni, o perché vuole darvi qualche messaggio.
essendo cuccioli, avranno bisogno di giochi, di cucce, anche se il gatto preferirà sempre e comunque il vostro letto a qualsiasi cuccia (il cane pure ma è più educabile).
comunque prendendo un cucciolo ricordatevi che ci vorranno una ciotola per la pappa ed una per l'acqua, preferibilmente se in metallo che sono meglio pulibili. io ne ho prese il doppio così una la lavo e una la uso. dovrete prendere un bagnetto nel caso di gattino, con sabbietta a vostra scelta, ma ricordate che deve essere di suo gradimento, perché se alle sue zampine la sabbietta non è adatta, rischiate che vi faccia la pipì a giro invece che nel posto deputato, quindi prestate attenzione alle sue preferenze.
in qualsiasi caso dovrete munirvi di trasportino per poterlo portare dal veterinario, perché quando è piccolo anche un cane è meglio farlo viaggiare in trasportino fin dal veterinario. e poi ci saranno i giochini, i guinzagli per il cane, i giochi tipo albero per i gatti.
e la cosa più importante di tutte. informatevi da chi ha animali della zona, e cercate di capire quale è il veterinario che risulta più affidabile. la scelta del medico per loro è importante come la scelta del nostro, non basta che sia vicino a casa, o che sia economico. deve essere bravo e comprensivo. e competente.
questi primi tempi sono i migliori, quelli in cui abbiamo un piccolo coso peloso, sgraziato, pieno di vita, ma che si addormenta in due decimi di secondo nelle posizioni più assurde. un piccolo clown che gira per casa e ci farà passare ore di divertimento solo a guardarne le esplorazioni. ma sarà anche un periodo molto dispendioso, perché ci saranno le prime vaccinazioni, la sverminazione, il cip per l'identificazione, possibili infezioni che sono facili nei cuccioli, la castrazione al raggiungimento dei 6 mesi, 1 anno, sempre che non si tratti di un animale di particolare pregio ce si voglia far accoppiare.
e qui siamo ancora nel primo anno di vita. quindi siate particolarmente convinti di quello che fate. se però lo decidete, ne avrete in cambio un amore infinito, e sarà bellissimo addormentarsi sentendo il piccolo bolo di pelo accoccolato vicino alla vostra testa che emette le sue fusa calde e amorevoli per farvi addormentare sicuri della sua presenza, o il botolo che si sarà addormentato al fianco del vostro letto per starvi vicino sempre. vedrete i suoi occhi che vi guarderanno adoranti, e sarete costretti a subire continui assalti di coccole ed a tenere un cucciolo caldo sulle ginocchia ogni volta che vi metterete a sedere. e soprattutto se siete delle persone single, non sarete mai più soli, perché loro ci saranno sempre per voi. se invece avete dei bambini sappiate che state facendo il loro bene perché dei bambini che crescono con degli animali, sono bambini più responsabili più equilibrati, con una maggiore capacità di esprimere i propri sentimenti, e soprattutto più sani, perché i cuccioli rafforzano le difese immunitarie dei bambini, e questo non secondo me ma secondo studi clinici fatti da centri medici specializzati.
però sappiate che i cuccioli crescono, e che presto, nell'arco d uno o due anni, vi ritroverete con un cane o un gatto adulto, che avrà dei bisogni e delle abitudini differenti dal cucciolo che avevate prima.
 
un animale adulto avrà bisogno di un certo tipo di nutrimento, di passeggiate giornaliere se si tratta di un cane, di essere accudito giornalmente se si tratta di un gatto che non deve rimanere tutto il giorno ignorato. ci saranno spese nuove da sostenere, nuove vaccinazioni, collari antipulci e lavaggi periodici, nuovi collari e pappe dedicate se dovessero avere nuovi problemi di salute. il gatto adulto è più pigro e tranquillo del cucciolo, quindi sarà forse meno di compagnia, ma altrettanto affettuoso, mentre il cane adulto sarà anche più faticoso del cucciolo, avrà bisogno di passeggiate più lunghe di più tempo passato all'aperto, e richiederà più spesso la vostra attenzione e la vostra presenza durante la giornata. si tratta sempre di un essere vivente che ha bisogno di interazione e di comunicazione, anche se in una lingua che alla fine si instaura solo tra animale e padrone. e sarà una lingua fatta anche di capocciate e di coccole, di grattatine di orecchie e di leccatine sulle mani. insomma una comunicazione fatta anche di amore di fiducia, soprattutto di fiducia.
perché dovete ricordare una cosa, sempre e comunque. dal momento in cui è entrato in casa vostra ed ha capito che voi siete il padre, padrone,cuoco, gioco, il vostro animale ha deciso anche che siete la persona a cui affidare la propria vita, e di voi si fiderà completamente sempre, sia quando lo porterete a fare una passeggiate, e lo lascerete correre lontano, perché lui sa che quando tornerà vi troverà li ad attenderlo, che quando lo portate dal veterinario che gli farà qualcosa di doloroso che loro si faranno fare perché siete voi che lo volete. questa fiducia è così profonda che si lasceranno anche lasciare per strada se farete una cosa così abominevole.
 
ed alla fine il vostro compagno invecchierà. non sarà più così partecipe nei giochi, o così reattivo quando lo chiamerete, avrà dei gusti sempre più difficili con il cibo e sarà lamentoso e dolorante probabilmente. il cane avrà poca voglia di uscire perché potrebbe sviluppare dolori alle zampe posteriori, ed il gatto farà più fatica a muoversi da un posticino caldo all'altro, per lo stesso motivo. purtroppo anche loro soffrono di artrite e reumatismi come noi e come noi ne subiscono dolori ed impedimenti.
e non solo. come noi potrebbero soffrire di malattie della vecchiaia. e quindi potrebbero avere problemi di perdita di memoria, di demenza senile. ci sono gatti che se sveglieranno di notte e andranno alla sabbietta, ma magari non la troveranno e faranno la pipì in luoghi che non dovrebbero ricevere questo trattamento, o che una volta fatta si troveranno persi nel loro solito appartamento e vi chiameranno disperati perché si sentiranno persi e soli. o cani che non saranno sicuri di se stessi e della casa in cui si trovano e che quindi vi terranno svegli tutta notte abbaiando i semplicemente perché vogliono che stiate con loro  perché gli si potrebbe alterare il ritmo sonno veglia.
il pelo si rovinerà perdendo la morbida lucentezza della giovinezza. gli occhi si spegneranno un po' diventando liquidi e scoloriti come quelli dei vecchi. ma loro sono vecchi anche se hanno solo 15, 17 o 20 anni. loro sono molto vecchi, pieni di acciacchi e di paure ed avranno bisogno più che mai del vostro amore e delle vostre attenzioni, perché si sentiranno spaventati da quello che gli sta' succedendo non comprendendolo. il vostro vecchio compagno di giochi vi guarderà alla ricerca di consolazione, rassicurazione, amore e protezione. ma voi dovrete sempre ricordare che vi ha dato anni ed anni di felicità, di amore incondizionato, di assistenza anche nei momenti peggiori della vostra vita, senza mai chiedere nulla, senza giudicare, senza farvi notare mai le vostre mancanze e le vostre pecche. voi per lui siete stato, siete e sarete l'essere più perfetto di questo mondo.
 
ed alla fine arriverà il dolore. c'è chi non vuole animali per non provare quel dolore, e chi non ne vuole più per non provarlo un'altra volta, ma è un dolore con cui si deve convivere, è un dolore naturale, come è naturale la morte. la morte arriva per tutti, e tutti devono passare per la morte di una persona cara. la morte di un compagno animale non è differente. perché anche se è giunto alla naturale fine della vita ci mancherà comunque sempre la sua vicinanza, la sua silenziosa presenza, il suo amore, il suo sguardo complice, o corrucciato. e sarà dura superare quel dolore, ma alla fine come ogni dolore, si metterà in un angolo, e tornerà a fare male solo quando il pensiero tornerà su di lui, senza riempire ogni momento della giornata. sarà uno degli altri dolori della nostra vita, uno di quelli belli però, uno di quei dolori in cui le lacrime si uniranno ai sorrisi pensando ai momenti belli che avete passato.  ed è un dolore che non vi deve far dimenticare che è bello continuare ad amare, ma che vi deve spingere a riversare su un altro compagnio il vostro amore per poter ricordare il vecchio, in tante cose del nuovo.
 
tutto questo vuol dire avere un animale. tutto questo è l'impegno che vi prendete nel momento in cui vedendo quella palletta di pelo che vi scodinzola dalla vetrina o dalla gabbia pensate di prendere un cucciolo. ed è un impegno che dura un'intera vita. la loro. ed è una vita che se siete fortunati è molto lunga, perché i cani possono arrivare anche ai 17, 18 anni, mentre ci sono gatti che superano i 21.
 
sarà un impegno che potrebbe diventare anche più difficile di così. perché se dovesse ammalarsi nell'arco della vita, potreste trovarvi a dover combattere con la malattia del vostro compagno, ed a spendere molto per assisterlo e farlo guarire. ma anche quello rientra nell'impegno. perché come non abbandonereste vostra madre, vostra sorella, o un vostro amico, in mezzo alla strada se si ammala, nello stesso modo non potete abbandonare in un canile o gattile, o peggio in mezzo alla strada il vostro amico animale solo perché si ammala. questo anche solo perché fino a quel momento lui vi ha dato amore ed affetto incondizionato, ed ora si affida completamente a voi, perché non capisce cosa gli stia succedendo e non può combattere una battaglia che non capisce.
 
se ve la sentirete, di affrontare tutto questo, il premio chi vi aspetterà sarà immenso.  perché avrete un essere che si voterà completamente a voi, ed al vostro affetto. qualcuno che da voi si farà fare qualsiasi cosa e che vi sarà sempre vicino, che quando sarete triste cercherà di consolarvi e che quando sarete allegro condividerà con voi la gioia, che si occuperà dei vostri figli con affetto e con pazienza. qualcuno che vi vedrà per sempre come un essere perfetto, l'unico che vi vedrà per sempre come un essere perfetto, nonostante i problemi, i guai, i fallimenti e le perdite che potreste incontrare nella vostra vita.
se ve la sentite voi farete comunque uno sforzo minimo in confronto a quello che otterrete.

lunedì 6 luglio 2015

GLI UOMINI NON SANNO CAREZZARE

già sento il coro di proteste che questa affermazione farà alzare, eppure posso affermare che, dall'alto dei miei anta anni, e delle mie ammetto non poche esperienze con gli uomini, che gli uomini non sanno carezzare.
e non solo: non sanno fare effusioni, coccole  o lasciarsi andare in situazioni di tenerezza. e non sto parlando delle situazioni intime, in cui le loro carezze spesso nono più un afferrare e prendere, un artigliare e lasciare, ma delle situazione di sempre, le coccole serali, le carezze pomeridiane, i grattini dati in macchina, insomma le carezze di tutti i giorni.
forse è dovuto al fatto che spesso e volentieri ai bambini non si fanno troppe smancerie, in fondo devono diventare degli uomini e come tali devono essere rappresentanti del sesso forte, della specie che non ha bisogno di chiedere, di chi deve essere forte e pronto ad affrontare le intemperie e il duro lavoro. o forse perché gli viene inculcato dalla società che gli uomini non si devono lasciare andare in smancerie, come le carezze che sono cose da donne. oppure, ed è la prospettiva più triste, sono intimiditi da questo desiderio di tenerezza e hanno paura a lasciarsi andare troppo, per cui rimangono come rattrappiti su se stessi, con il risultato che anche i loro movimenti sono stentati e difficili.
non lo so, credo che sia una massa informe di stupidaggini quella che impone una cosa del genere all'uomo, adatto forse ad uno nato nel 40, quando la vita era molto più fisica e dura,  ma credo anche che a livello inconscio sia una cosa che passa.
quante volte si vedono mamme che si spendono in coccole fisiche, carezze, abbracci, contatto continuo con il corpo delle figlie. la stessa cosa è difficile vederla fare verso un maschio, e spesso questo, spinto dalla vergogna dato che i suoi compagni di gioco non lo fanno, si sottrae a quelle sparute prove delle madri. ci sono, e lo dico con cognizione di causa avendolo visto di persona, pardi che storcono il naso di fronte ad eccessive forme di affetto verso il figlio maschio, che vedono come un uomo in essere, e come tale vogliono che venga su temprato dalla vita. ripeto, cazzate.
cazzate che purtroppo portano i ragazzi a deridere quelli che vengono su con caratteri dolci e inclini alla tenerezza, spingendoli a credersi magari gay, quando sono solo più sensibili e disponibili verso la comprensione dei bisogni delle donne.
spesso le carezze degli uomini, sono rapide, brevi, più simili  a pacchette amichevoli che a vere carezze, e spesso noi non ci facciamo nemmeno caso perché è così che siamo abituate, ma se parliamo, se magari esprimiamo il nostro dubbio sulla loro manualità, potremmo ottenere dai nostri compagni dei miglioramenti piuttosto apprezzabili.
di solito ci troviamo di fronte a uomini che sono intimiditi dal contatto affettuoso, che limitano al momento intimo, quando chiusi in camera da letto possono lasciarsi andare, ma non avendone pratica continua sono comunque portati a contatti fermi da presa più che da carezza.
quante volte mentre state parlando con il vostro partner, magari mentre gli state passando lentamente la mano tra i capelli, lui si è voltato sorridente, e per ripagarvi della gioia che gli date con le coccole che state facendo non è stato capace di fare più di una rapida carezza sulla guancia, o di una grattatina sulla schiena? su non dite che non è vero, sono molte quelle che magari mentre si fanno due chiacchiere si lamentano della cosa, e poi se devono parlarne ad alta voce di fronte al diretto interessato non riescono a dir quello che veramente desiderano.
fate una prova. chiedete che vi facciano un massaggio alla schiena ad esempio.
io ho fatto questa prova a volte con alcuni dei miei partner e devo dire che su un tot che ne ho avuti sono un paio si sono rivelati all'altezza dei desideri. gli altri anche nel massaggio hanno gesti bruschi e trattenuti, carezze smorzate e non concluse, movimenti impacciati.
è triste, perché questo succede anche ai ragazzi più dolci, non solo a quelli che si comportano da maci.
ho anche notato che spesso quando sono con le madri, questi uomini si sottraggono ad espansività eccessive o a espressioni troppo fisiche di affetto in pubblico, come abbracci o strette troppo affettuose.
a questo punto che fare, arrendersi all'evidenza, accettare questo limite e lasciar perdere, tanto è così e basta?
ma anche no.
una cosa che dico da molto nei miei post e che ultimamente ho trovato confermata in un paio di libri che sto leggendo, è che se si vuole qualcosa il modo migliore per ottenerla è chiederla, e questo si applica nella vita di ogni giorno come nel rapporto con il proprio  partner, anzi in special modo in questo secondo contesto dove alcune si ostinano a sperare in una comprensione che va vesto la parapsicologia , ammiccando e lasciando intendere, quando non solo sperando che lui capisca che.
smettete di aspettarvi che loro capiscano dalla vostra faccia delusa che non siete molto contente del tipo di contatto che avete con loro e provate a chiedere che cambino: magari faranno fatica a  farlo ma se ci tengono si impegneranno e alla fine qualche miglioramento potreste anche ottenerlo.
una cosa comunque è dirgli "ma lo sai che sei negato a fare le carezze?"
ed una cosa è dirgli che le carezze che vi fa sono la cosa più preziosa del mondo ma che vorreste che fossero ancora più piacevoli e che potreste migliorarle assieme. potete anche essere più schiette, dicendogli che il tipo di carezze che vi fanno vi mette a disagio, ma ricordatevi che sono sempre uomini, che hanno un ego da mantenere vivo, altrimenti vi ritrovate un palloncino sgonfiato tra le mani. siate quindi anche dolci nel dirgli che desiderate che le sue carezze diventino quello che più desiderate al mondo, per renderlo perfetto per voi.
mettete le vostre mani sulle sue, magari, quando vi carezza, e trattenetele per tutto il tempo che pensate debba durare una carezza ben fatta, accompagnandole morbidamente.
la prima volta magari si irrigidirà e non capirà subito, magari proverà anche a sottrarre la mano, ma vedendovi sorridere poi si ammorbidirà e potrebbe anche piacergli alla fine il gioco.
alla stessa maniera potete chiedergli dei massaggi e potreste prima dimostrare sul loro corpo come devono essere fatti, calcando sulla spiegazione di come deve essere prolungata e duratura la pressione della mano mentre scorre sul corpo. ricordate solo che ciò che chiedete sarà alla fine ciò che otterrete, quindi poi non vi lamentate di come alla fine verranno, se non vi sarete spiegate correttamente prima. io devo dire che con questi metodi mi sono sempre trovata abbastanza bene, alla lunga. ci vuole un po', soprattutto per fargli disimparare quello che sono convinti di sapere già, ma che sono nozioni false o sbagliate.
ci sarà anche quello che proprio  non capisce, ma di solito un minimo si riesce ad ottenere con questo mezzo.

venerdì 3 luglio 2015

ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE

frequento le persone sbagliate.
o almeno questo potrebbe pensare qualcuno. alla fine ho sempre frequentato che del complottismo e del sentirsi perseguitati ha fatto scherno, ma da quando mi sono convertita ufficialmente al pastafarienesimo, e ne ho fatto un impegno molto più presente di prima, ho cominciato anche a frequentare chi dello sbufalamento ha fatto una bandiera. e così alla conoscenza di Paolo Attivissimo, che mi aveva già insegnato a distinguere alcune verità da alcune bugie, si sono aggiunti altre importanti scoperte e conoscenze, come BUTAC un importantissimo blog che ha quel solo scopo, cioè quello di prendere le vaccate che vengono condivise sui social e di sbugiardarle. ho conosciuto il Ninth, un giovane giornalista,arrabbiato, che oramai non riesce nemmeno a leggere una scritta per strada senza vederci la cavolata insita, che scrive su BuTAC ma che ha anche un suo blog. ho parlato con il direttore del blog, maicolengel, una persona impegnata e votata a questo lavoro.
e dopo aver cominciato ad entrare in questo modo di pensare, ti rimane addosso, e cominci a pensare a quello che ti trovi di fronte ed a quelle informazioni che spesso sono sbagliate, non veritiere o incomplete.
ed ho pensato che se io sapevo che erano sbagliate, forse avrei dovuto rendere edotti anche agli altri di quello che sapevo, certo dando anche dei riferimenti corretti alle informazioni che davo.
ma dove farlo? qui?
questo è un blog complesso. ci sono dentro troppe cose, che riguardano tutto, la mia vita, la vita che attorno a me si svolge, i miei ricordi e quelli degli altri.
qui un tipo di informazione diretta e unica come quella andrebbe persa, confusa tra altre molte notizie. ed allora? allora ho deciso di creare un altro blog. un blog in cui poter fare della informazione corretta, della correzione di informazioni sbagliate o mancanti. insomma un blog di utilità.
non sarò probabilmente all'altezza di tanto esempio che ho portato, perché il lavoro che fanno quei professionisti della bufala è per me difficile da raggiungere, e non sarà una vera e propria opera di sbufalatura, quanto una specie di ricostruzione dell'informazione.
spero comunque che lo sforzo sarà gradito, e se anche solo alcuni di quelli che leggeranno le pagine di quel blog ne trarranno beneficio, ne sarò contenta.

C'ERA UNA VOLTA L'OMINIDE ONNIVORO

oggi facciamo polemica, e mi sembra il minimo visto quello che è successo.
partiamo con il dire che io sono una convinta sostenitrice del mio essere onnivora, ma che non ho mai imposto a nessuno le mie idee, e che convivo tranquillamente con chi sceglie nella sua vita di essere vegetariana, vegana, crudista o quello che gli pare, cosa che di solito non avviene al contrario visto che mi vedo spesso tacciare di appellativi poco gentili quali mangiacadaveri e similari.
essendo comunque io una persona tollerante e di religione pastafariana, oltre che abbastanza sicura di me stessa da non sentirmi insicura delle mie scelte, vado tranquilla avanti nella mia vita e lascio gli altri ad andare avanti nella loro.
tutto questo succede fino a che non si superano certi limiti.
e questi limiti sono l'imposizione di queste idee salutiste alla nutrizione dei bambini fino al minarne la saluta, od a portarli addirittura alla morte.
a quel punto, io che non ho mai voluto figli, mi incazzo come una bestia e si devono considerare fortunate quelle persone che io non sia li vicino, perché giuro che la voglia di mettergli le mani addosso è veramente forte.
mi sto riferendo a quanto successo nella giornata di ieri, quando tutti i telegiornali hanno battuto la triste notizia del ricovero di un bambino costretto a seguire la dieta vegana dai genitori, e portato d'urgenza in ospedale per un grave caso di denutrizione.
 
 
sembra assurdo che possano succedere cose del genere ma purtroppo accadono ed accadono perché persone che non hanno una vera cultura alimentare si inventano nutrizionisti. non dico che sono tutti degli ignoranti, ma molti non sanno quello di cui parlano.
ho parlato spesso con persone che fanno questa scelta di vita, e quello che purtroppo ho spesso sperimentato, è la loro ignoranza di base per quanto riguarda i veri bisogni alimentari del corpo di una persona. ho trovato addirittura concetti completamente sballati alla base delle loro scelte. è per questo che ho deciso di provare qui a fare un minimo di chiarezza su la nostra fisiologia per mettere alcuni puntini sulle i
 
al contrario di quello che ultimamente va di moda sostenere, non discendiamo da dei primati erbivori, e prova ne è: il nostro stomaco, che non trae abbastanza nutrimento dalle verdure, e che non è nemmeno attrezzato per processare in maniera corretta la clorofilla e le fibre che ingurgitiamo con le verdure, tanto che sono utilissime a veicolate gli scarti nel nostro colon e poco più; la nostra dentatura che è attrezzata si per macinare nella parte posteriore ma anche per addentare, con i canini che stanno perdendo la loro funzione ma che risultano ancora belli appuntiti in alcuni di noi, e per tagliare, come fanno i denti frontali in maniera eccellente.; il nostro intestino, adatto per il transito di cibi complessi di alta lavorazione e difficile digeribilità, in cui vari tratti si alternano all'estrazione di vari nutrienti.
noi discendiamo da una razza di bipedi onnivori, probabilmente all'inizio opportunisti, e può anche darsi necrofagi, che si cibavano di ciò che trovavano a disposizione di volta in volta, fossero frutti degli alberi, insetti o qualche cadavere lasciato da qualche carnivoro maggiore da spolpare.
vivendo sugli alberi, evitavamo lo scontro fisico con questi animali specializzati nella uccisione e consumo della preda, e potevamo sfruttarne lo sforzo, cercando di non essere a nostra volta vittime.
 
 
alla luce di questo si può capire il perché ci siamo prima di tutto evoluti in una rzza di cacciatori e solo in seguito di raccoglitori. e dai e dai eccoci ai giorni d'oggi, con un corpo attrezzato a livello animale per nutrirsi di qualsiasi alimento ingeriamo, siano frutti, verdura, carne, pesce, latticini o altro. a questo si contrappone una evoluzione della nostra mente che ha fatto diventare primario il nostro istinto di empatia verso le altre specie animali, al punto che molto fanno una scelta di vita rifiutando di nutrirsi di altre forme di vita animale. liberissimi di farlo. alcuni vanno anche può avanti e decidono non solo di non nutrirsi di animali ma nemmeno dei loro prodotti, allo scopo di protestare per lo sfruttamento intensivo a cui vengono sottoposti per avere questi prodotti. liberissimi ancora una volta.
il fatto è che comunque il nostro corpo rimane onnivoro, e si può essere convinti fino a che si vuole che tutti i nutrimenti che verrebbero dalle sostanze animali si trovano anche nella frutta e nella verdura, ma in realtà certe sostanze ci sono indispensabili, soprattutto quando il corpo è in crescita come nei bambini e negli adolescenti, che hanno bisogno di nutrienti che ne aiutino la crescita.
 
 
dopo tutto questo giungiamo a parlare di quello che avevamo messo come incipit. cioè il problema di genitori che fanno determinate scelte nutrizionali e che le impongono ai loro figli.
si deve assolutamente porre un attenzione particolare alla loro nutrizione, si deve stare attenti a far si che la loro dieta sia il più varia e ricca possibile, sia ricca di sostanze a loro indispensabili come il ferro il calcio e la vitamina D, si deve evitare che la dieta diventi monotona e sbagliata per evitare problemi come malnutrizione o obesità. e tutto questo al di la delle proprie scelte. gli adulti fanno le proprie scelte, ma devono assolutamente rispettare i loro figli e rendersi conto che non possono essere vittime delle scelte dei genitori.
 
purtroppo altri casi si sono registrati negli ultimi tempi di problematiche alimentari nei bambini di famiglie vegane, scelta quella vegana estrema, eliminando molte famiglie nutritive dall'alimentazione.
basta ricordare il bimbo ce ne
 
 venne tolto alla madre in Francia perché lo allattava solo con latte di riso, dato che lei non poteva allattarlo, evitando il latte animale vietato dalla sua filosofia di alimentazione, o nel02014 la madre americana che per seguire la dieta vegana si rifiutò di far ricoverare il figlio di 12 giorni visibilmente denutrito e disidratato, per non farlo curare o nutrire con alimenti e medicinali che non erano vegani. o ancora il caso del piccolo Luca di Lecce, che nel 2012 mori per denutrizione , che a 4 anni pesava solo 12 kili e veniva curato solo con medicinali omeopatici, e via dicendo. certo non sono tantissimi. non sono nemmeno indicativi, visto che sono casi estremi, ma uno dietro l'altro aprono un quadro in cui la disinformazione causa danni che probabilmente in molti riescono ad evitare per un soffio ma che in alcuni casi alla fine fanno il botto.
io stessa conoscevo una famiglia in cui non solo il bambino veniva nutrito solo con alimenti vegetariani, ma in cui volevano obbligare anche il cane a seguire questo tipo di dieta, con sommo disinteresse del cane che andava a spazzolare tutti i bidoni del paese, specialmente quelli dei ristoranti, ma con il problema di un bambino piccolo ed estremamente magro. però guai a dire qualcosa, perché ero io quella che non capiva e che si rifiutava di comprendere l'estrema importanza di questo tipo di nutrizione. quel bambino non si è ammalato e molti altri probabilmente non lo hanno fatto, ma non sono cresciuti con tuto quello di cui avevano bisogno, e forse, da grandi la pagheranno in qualche maniera. così potranno fare quelli che hanno perso la lotta alla sopravvivenza come Luca e il piccolo americano. potranno rifarsi invece quelli che alla fine sono stati portati in ospedale e quindi sottoposti ad una dieta normale.
perché siete voi quelli che non rispettate il vostro corpo, non noi onnivori.

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero