venerdì 10 ottobre 2014

QUANDO IL BULLISMO DIVENTA DELINQUENZA

oggi parlo di coscienza. della coscienza che non hanno alcune persone, che non si rendono conto del fatto che le loro azioni possono essere nocive per gli altri.
il caso a cui mi riferisco è quello di quel ragazzo di Napoli che tre adulti, perché a 24 anni e con un figlio si è adulti a tutti gli effetti, hanno seviziato perché grasso.
cioè hanno preso un ragazzino di 14 anni, e dopo averlo preso in giro per la sua obesità, hanno preso la pistola dell'aria compressa, gli hanno tirato giù i calzoni, hanno infilato la bocca della pistola nell'anno di quel povero ragazzo e gli hanno sparato dentro aria a almeno 10 atmosfere, fino a lacerargli il colon.
una azione del genere, non si può definire uno scherzo, non si può nemmeno definire bullismo. una azione del genere è delinquenza allo stato puro, è sadismo allo stato brado, è vigliaccheria perché prendersela con un bambino in tre adulti è solo vigliaccheria, è mancanza di coscienza perché fare della violenza su un altro essere umano al solo scopo di divertirsi è mancanza di coscienza.
ci sono voluti due giorni, un intervento lungo sette ore e l'asportazione del colon a quel ragazzo per non essere più a rischio. e comunque non sarà mai più lo stesso quel ragazzo, perché subire una cosa del genere non può non incidere sulla vita di un ragazzo già timido e riservato.
ed ancora, il fatto di non avere più il colon lo renderà per tutta la vita un handicappato perché per tutta la vita dovrà essere seguito dai medici che ne dovranno regolare la vita.
e tutto questo perché uno sfaticato di 24 anni che non avendo un lavoro, ed a quanto pare nemmeno cercandolo visto che ciondolava tutto il giorno, se ne stava tutta la giornata a passare il tempo al lavaggio macchine assieme a due suoi compari che li ci lavoravano.
un bel gruppetto ci delinquenti che avevano già sulle spalle qualche condanna ma poca roba, era giusto il momento per fare il grande salto e fare un bel tentato omicidio. e questi begli esempi di varia umanità siccome si annoiavano hanno pensato bene di prendersela con un ragazzino.
 
la cosa che mi disgusta di più è la madre.
perché per quanto possa essere una madre e tentare di giustificare il proprio figlio, di fronte ad una cosa del genere, non può nemmeno per un momento pensare di dire che si sia trattato di uno scherzo. con che coraggio , con che faccia, può guardare suo figlio e dire che è un bravo ragazzo che non ha mai fatto male a nessuno e che stava solo giocando, che non sapeva che quella pistola poteva essere mortale. non si può nemmeno pensare una cosa del genere.
un uomo adulto che sa che una di quelle serve a gonfiare ruote di macchina che caricano tonnellate di peso e che quindi hanno getti potenti, non può nascondersi dietro ad un non sapevo che poteva essere pericoloso. e soprattutto quando questo enorme deficiente se la va a prendere con un bambino che ha dieci anni di meno, che e solo e che se ne sta per conto suo. quello che ha fatto è una cosa disgustosa che non può e non deve essere giustificata.
dovrebbero essere arrestati tutti e tre, lui per tentato omicidio, e i due amici per favoreggiamento, perché anche se fisicamente non hanno fatto nulla, ed io non ci credo perché se lui si dava da fare con il sedere di quel povero ragazzo qualcuno doveva tenerlo fermo, sono comunque rimasti li a guardare senza fare nulla, senza intervenire, senza opporsi a quella violenza senza senso. anzi a quanto pare si sono pure divertiti a filmarla perché fa fico farsi belli facendo del male agli altri, prevaricando i piò deboli, deridendo e seviziando chi non si può difendere.
 
questi disgraziati sono comunque dei figli. ed io incolpo pienamente loro perché nessuno li ha obbligati a fare del male, ma incolpo anche i genitori, che li hanno cresciuti così.
perché se un genitore invece di prendere a calci un figlio che si diverte a picchiare una amichetto più debole, lo difende dicendo che sono ragazzate, quel bambino crescerà convinto che quello che fa contro i più deboli è cosentino e magari anche divertente, (perché magari il genitore, nel chiuso della sua casetta si è anche messo a ridere di quella bravata) e quindi proverà a fare cose sempre peggiori, fino al momento in cui ci scapperà il ferito, se non il morto.
genitori senza nerbo e senza dirittura morale, che permettono ai loro figli di agire come delinquenti e ne giustificano le azioni, ne scusano i caratteri violenti, ne minimizzano le azioni. genitori inutili che creano delinquenti, feccia della società.
sono esagerata?
SI
 e lo voglio essere. perché quando il bullismo diventa una moda da selfie, quando la violenza sugli anziani diventa un gioco da filmare, quando la violenza per le strade diventa una gara in cui vince chi da il cazzotto più forte fino a che non ci scappa il morto, allora forse sarebbe il caso che si fosse di più ad esagerare e di meno a dire va be, sono ragazzate.
forse se fossero di più quelli che esagerano e che considerano questi scarti del genere umano per quello che sono, allora la nostra società sarebbe un po' meno menefreghista, sarebbe composta forse da più gente che pensa agli altri invece che una società sempre più disinteressata alla sorte del proprio vicino di pianerottolo e insensibile a qualsiasi dolore che non sia il proprio.
quei tre ragazzi sono un esempio di quello che stiamo diventando.
e domani, se vostra figlia o  vostro figlio si scopre che a scuola si è divertito a trattare male il compagno disabile, forse se gli darete un bel calcio nel culo gli farete un favore, e forse, ma dico forse, si renderà conto che non può fare tutto quello che gli passa per la testa perché tanto tutto gli è consentito, e forse ancora, diventerà un uomo o una donna migliore di quello che avrebbe potuto diventare senza quel calcio nel culo.

mercoledì 8 ottobre 2014

TASSE INIQUE


 
 
ma basta!!veramente basta. è assolutamente ripugnante, assolutamente ingiusto che ora si debba pagare una tassa anche per avere il diritto di pagare un affitto. non basta che si viva in uno stato che ci sotterra di tasse e non ci rende nulla in servizi, non basta che si viva in un paese dove la giustizia è inapplicata e la certezza è solo quella dell'impunità, soprattutto in maniera contraria al reddito: più sei ricco e più grave è il reato minore sarà la punizione. non bastava tutto ciò e mille altre ingiustizie, e
 mille altre vessazioni differenti che ci vediamo a dover subire in questo maledetto paese. ora oltre alla beffa di non potersi permettere una casa perché dello stipendio misero e non equiparato ai costi della vita che abbiamo il 70 per cento se ne va in tasse ed il resto se ne va in utenze, oltre a quella beffa dicevamo, c'è anche l'inganno di dover pagare una tassa per avere l'onore e la gioia di vivere in affitto.
ma non esiste proprio una coscienza in questo maledetto stato composto da squali? non esiste qualcuno che si renda conto?
siamo ridotti alla fame da una classe dirigente che oramai è così concentrata su se stessa da non interessarsi delle vittime che si lascia dietro. quanti dovranno essere ancora quelli che per farsi sentire da qualcuno si danno fuoco in mezzo alla strada sperando che la loro protesta non finisca in fondo a qualche cesso blasonato?
è veramente inconcepibile che si debba essere ridotti in queste condizioni, che ci si debba chiedere se ci si può ancora permettere di vivere in una casa. se poi ripenso a quei coglioni, se mi passate il francesismo, che si permettono anche di deridere chi non potendo permettersi una casa vive ancora non i genitori, chiamandoli bamboccioni, allora si che mi prudono le mani.
so che non di dovrebbero avere pensieri di tipo aggressivo verso chi ci governa, ma ci sono momenti in cui penso che una guerra alla casta, una vera guerra con fucili e bombe, per debellare un cancro che ci sta mangiando vivi, forse non sarebbe poi così male. perché oramai non c'è nemmeno più la dignità del piccolo cittadino che vive del poco che guadagna e paga tutte le sue tasse. oramai questa dignità ci è stata strappata dalla crisi e siamo così stanche di essere quelli che abbassano sempre la testa e dicono si ad ogni nuovo colpo di bastone.
è veramente troppo.




.

IL CORPO E' MIO E DECIDO IO

continuo a pensare al passato ed a quado non eravamo libere di fare nulla. oggi dovremmo essere più felici e consapevoli del nostro corpo ed invece ancora siamo vittime di ideologie sbagliate e strazianti.
si come incipit è abbastanza confuso ma anche io mi sento abbastanza confusa da quello che succede nella nostra Italia così moderna e così antica.
quando si parla con qualche civilissimo italiano e gli si chiede cosa pensa del modo in cui le donne arabe vengono trattate ecco che questo si sente subito indignato per il comportamento castrante che viene tenuto dagli uomini verso le donne in Arabia.
ma le donne in Italia sono davvero libere di fare quello che vogliono, sia del loro corpo che della loro vita?
nel corso degli anni abbiamo ottenuto un sacco di libertà, sulla carta, che ci dovrebbero permettere di vivere liberamente e pienamente la nostra vita, ma spesso la dura realtà ci si frappone di fronte e ci relega dietro un vetro a guardare la vita che scorre di fronte a noi.
nel lontano 1960 le donne scendevano in piazza e bruciavano i propri reggiseni ( cosa che mi ha sempre lasciato al quanto perplessa, forse perché io senza reggiseno non mi sento un grande spettacolo) per ottenere che la loro condizione fosse migliorata sotto tanti aspetti, quello legale, quello fisico e quello penale.

nel 1978 siamo riuscite ad essere padrone del nostro utero ottenendo l'accesso all'aborto ospedaliero e togliendoci dalle mani di medici da strapazzo, senza scrupolo che interrompevano gravidanze indesiderate in ragazze giovani incappate in un errore che avrebbe potuto rovinale la loro vita per sempre, spesso rischiando di toglierle loro comunque la vita. quegli aborti erano praticati in maniera assolutamente disumana ( ricordo rapidamente qui che si poteva ottenere un aborto infilando una go da calza nell'utero, ma anche  assunzione di decotti di prezzemolo, digitale, assenzio, zafferano, ruta; iniezioni di acqua saponosa, iodio, lisina, fenolo e china; introduzione di tamponi, di lamine, cannule, addirittura chiodi e raschiatoi) in cambio di pagamenti anche molto alti tanto che prima di divenire legale l'aborto clandestino era una vera e propria industria sommersa. insomma solo recentemente noi donne siamo riuscite ad ottenere una minima autorità legalmente riconosciuta sulla nostra vita e sulle nostre scelte, e di questa libertà che ne facciamo?
 a livello sanitario dovremmo essere più coscienti dei rischi che corriamo quando concediamo il nostro corpo, non dico non facendo sesso, non lo direi mai, sono una entusiasta del sesso e se potessi lo praticherei con impegno ed entusiasmo anche ogni giorno. ma sono sempre stata cosciente dei rischi che si corrono facendo sesso, specie con sconosciuti. ho sempre preso la pillola per evitare gravidanze indesiderate, e sono sempre stata munita di preservativi quando non ero legata a qualcuno, perché tenevo alla mia salute e non volevo rischiare di prendere malattie strane. credo che si sia sempre trattato del minimo di attenzioni che una donna dovrebbe al proprio corpo.
negli ultimi tempi, purtroppo,  spesso e volentieri invece si sente di ragazze che, si mettono nelle condizioni di essere vittime di stupri di gruppo salvo poi ripensarci e sentirsi vittime, si abbandonano a festini alcolici che poi le mettono a repentaglio di qualsiasi rischio, si comportano con ingenuità criminale salendo in macchina o entrando in casa di gruppi di uomini, come se nulla fosse. e dopo incontri occasionali anche voluti, se rimaste incinte abbandonano i propri figli indesiderati gettandoli nei posti più assurdi, o uccidendoli. dovremmo essere più rispettose del nostro corpo, perché' è uno solo ed una volta che sarà deteriorato non ve ne daranno un altro.
Dovrebbe essere banale accortezza l'evitare di lasciarsi andare a eccessi in situazioni in cui è facile essere poi vittime designate di qualsiasi tipo di violenza, perché nel caso succeda saremmo solo noi le colpevoli di esservi messe in quella situazione.  darsi al sesso sfrenato è possibile, fatelo pure, ma stare attente, siate accorte, usate il preservativo per le malattie, e la pillola per evitare le gravidanze e siate lucidamente consapevoli di come e con chi lo fate. poi ci possono anche essere quelle situazioni in cui veniamo tratte in inganno, in cui si approfittano di noi e della nostra fiducia, me dobbiamo essere attente a non essere noi la causa della nostra disgrazia.
 
volendo essere chiari: se vogliamo stare con una persona e questa poi ci mette nella situazione di essere vittima di suoi amici che vengono fuori di nascosto è chiaro che siamo vittime di stupro, non abbiamo cola del fatto che qualcuno si sia approfittato della nostra buona fede, e siamo vittime di uomini senza coraggio e senza dignità; ma se prima perdiamo il lume della ragione bevendo o facendoci di droghe e poi accettiamo l'invito di uno o più sconosciuti senza sapere dove ci portano, senza sapere che cosa vogliono e quanti sono, allora non possiamo che incolpare noi stesse della nostra mancanza di cervello, perché loro ci avranno anche violentate, ma noi siamo state così deficienti da metterci nella situazione di permetterglielo. 
 
potete fare quello che volete, se state attente e non vi perdete con cose che abbassino i vostri livelli di guardia: quando dovete eccedere da una parte evitate di farlo dall'altra.
Nel caso succeda quel che deve e voi non avete avuto abbastanza cervello da prendere prima le dovute precauzioni grazie al cielo c'è la possibilità di ricorrere, subito dopo alla pillola del giorno dopo che va presa entro le 48/72 ore dal rapporto e permette di evitare una gravidanza indesiderata. se invece volete rischiare e il numero che esce non è il vostro ricordate che avete solo tre mesi (12 settimane) per poter ricorrere all'aborto, e ricordate che abortire non è una passeggiata di salute e non deve esse considerato una tecnica contraccettiva. è un intervento che incide sul vostro corpo e comporta una sedazione, comporta una serie di manovre invasive ed il rischio, anche se non frequentissimo di infezioni e di perdere la propria capacità riproduttiva ( non sono rischi comuni ma ci sono e vanno presi in considerazione come tutta un'altra serie di controindicazioni comuni a tutte  le operazioni)
ed infine se proprio dovete essere così "distratte" (è ironico chiaro? la distrazione in certi casi non esiste) da rimanere incinte, evitate di diventare anche delle delinquenti per abbandono di minori o per omicidio: se andate a partorire in ospedale loro sono obbligati a mantenere il segreto e voi potete anche decidere di lasciare il bambino per l'adozione senza riconoscimento da parte vostra, e sarete libere dall'ingombro di un figlio che non desiderate, non avrete problemi con la legge ed avrete fatto felice una famiglia che non può avere figli.
 
ma tornando alla parte giuridica, come mi fanno arrabbiare quelli che protestano contro l'aborto e la pillola del giorno dopo. mica è loro la vita che deve essere costretta ad essere modificata e stravolta da una gravidanza, e poi non saranno loro a doversi prendere cura di un figlio non desiderato e magari frutto di un rapporto non voluto, fortuito o magari violento. ma eccoli li, tutti tronfi della loro crociata indotta da una religione maschilista e prevaricatrice che ci impedisce di essere libere: l'aborto non è mai una scelta facile, e se la si fa di solito ha dei motivi dietro, ed è incivile comportarsi come degli animali di fronte alle cliniche abortiste. quelle persone dall'alto della loro sacra convinzione, prima di tutto ignorano il diritto di un'altra di non avere le stesse convinzioni religiose, e poi il diritto di essere padrone del proprio corpo, si battono per proteggere una vita che non esiste prevaricando una vita che esiste.
se poi una gli dicesse di prendersi quel figlio tanto desiderato da chi protesta, che farebbero, sarebbero tanto contenti di prenderselo?
 mi viene in mente l'ultimo evento che è uscito sui giornali proprio in questi giorni, di quell'infermiera che si è rifiutata di somministrare la pillola del giorno dopo a due ragazze cacciandole dall'ospedale. ho sentito che si è sospesa, ma questo mi fa indignare anche di più perché sembra quasi che lei si sia martirizzata per la propria decisione.
invece quella donna oltre a venire meno al rispetto del diritto di ogni donna di scegliere per il proprio corpo quello che ritiene il meglio, è venuta anche meno al suo ruolo di infermiera, che la dovrebbe mettere nella condizione di assistere senza giudicare ne fare distinzioni di genere razza o religione che sia.
per me una donna come quella, che si erge a giudice di chi va a chiedere il suo aiuto, è alla stessa stregua di quei medici che si rifiutano di fare gli interventi sui malati di AIDS o di quelli che non visitano gli omosessuali o di quei medici che fanno distinzioni tra persone di razza caucasica e stranieri dalla pelle diversa dalla propria.
si tratta di una forma di discriminazione come un'altra e va condannata, specie in un paese che si finge laico come il nostro. non dovremmo in generale permettere alla religione di avere ingerenza nelle decisioni civili e legali, ma ancora di più dovremmo impedire che la religione abbia ingerenza nella sanità, altrimenti non ci possiamo permettere di criticare o di deridere le strane pretese mediche dei testimoni di Geova, dei mormoni o degli ebrei, non sono poi cosi diversi da noi se ci permettiamo di far entrare nelle mura di un ospedale le superstizioni ed i divieti imposti dal credo. quella donna doveva essere licenziata dall'ospedale stesso una volta accertata la veridicità della cosa, perché è venuta meno al suo compito, e se lo ha fatto in un caso del genere chi ci assicura che non lo faccia in casi ben più gravi?-
e comunque continuo a pensare che l'obbiezione di coscienza dovrebbe essere vietata negli ospedali: in medico, un infermiere, un tecnico, fa un mestiere per cui è tenuto ad assistere chiunque in qualunque situazione sia necessario il suo lavoro a prescindere dalle sue convinzioni.
 

lunedì 6 ottobre 2014

SIAMO ALL'ORRIDO

oggi scrivo tra il divertito ed il disgustato dalla natura umana che esce a volte allo scoperto. il caso di cui voglio parlare è quello dell'orrido di Bellano.
si tratta di un posto stupendo in cui le cascate d'acqua hanno lavorato la superfice di pietra della montagna scavando profondi dirupi e spaccature in cui le cascate si moltiplicano, si dividono, si inseguono, scompaiono e ricompaiono in una natura stupenda, preservata grazie al cielo con la creazione di una oasi protetta. una bellezza tipica della nostra terra che già purtroppo è limitata da una diga che ne riduce il flusso la notte quasi del tutto, e che di giorno  tiene monitorata accuratamente la portata della massa liquida.
ora a quanto pare, chi ha deciso di andare ad abitare vicino ad una cosa del genere, invece di sentirsi felice per aver la possibilità di vivere così a contatto con una bellezza della natura, si sente in diritto di denunciare il fatto che sia troppo rumorosa, e di chiedere un risarcimento per il disturbo che il rumore dell'acqua arreca loro, "impedendogli anche di sentire la televisione se tengono le finestre aperte".
la prima domanda che mi nasce spontanea dal cuoricino cattivo che mi batte nel petto è: ma che vi ci hanno costretto ad abitare li?
vi hanno puntato una pistola alla testa? o vi siete ritrovati improvvisamente vincolati da una qualche legge alla resistenza all'orrido, pena l'arresto?
non credo vero? credo che voi abbiate deciso di andare a vivere li perché vi piaceva la zona, la natura, la cascata. ora, se vi ci siete messi da soli in questa situazione dovreste già così fare pippa e silenzio.
poi.
ma non vi sembra di essere dei pirla a chiedere di avere dei soldi perché abitate vicino ad una cascata, e fa troppo rumore, ma si sa che le cascate fanno rumore, e che quando ha piovuto troppo fa più rumore. però questa di solito è la norma, non ve lo aveva detto mai nessuno? e se non ci fosse nemmeno la diga in cima, che la notte almeno limita il flusso impedendo il rumore che fareste:  potreste uscire di testa ed andare a sparate al sindaco di Bellano? mi sembra così ridicola la cosa che anche a scriverne mi sento ridicola.
mi immagino ora il milanese che abita in centro e chiede un risarcimento al sindaco perché alla mattina i merli che vivono negli alberi che si trovano sulla strada, al sorgere del sole cantano troppo e lo disturbano nel miglior sonno della mattina, o per il fatto che dopo aver lasciato la macchina parcheggiata sotto un albero per 3 giorni se la sia trovata piena di cacche di uccello; o il romano che denuncia il sindaco perché sugli alberi si stanno presentando sempre più pappagalli e la cosa disturba il gusto estetico del residente, e quindi vuole un rimborso perché aveva arredato per essere il pandant con i passerotti e tutti questi pappagalli proprio non ci stanno bene.
o ancora il viareggino che chiede il rimborso per le notti insonni dovute al continuo sciabordio della risacca sulla spiaggia che non lo fa dormire.
stiamo veramente arrivando a situazioni che hanno sfondato abbondantemente il senso del ridicolo arrivando al patetico. compatisco queste persone che si ritrovano a vivere una vita veramente assurda, in cui la natura è una fonte di disturbo da modificare invece di una cosa vitale che vive e funziona al di la dei loro bisogni o dei loro desideri.
persone che probabilmente cementeranno il loro giardino per non avere il disturbo delle formiche, che compreranno al figlio il cane robot che si può spegnere alla bisogna e che non sporca e non spela. che pensano alle pantere come a pellicce, ai coccodrilli come a scarpe e borse, a mucche come a tappeti e rivestimenti per poltrone.
e magari alla fine anche loro sono solo delle persone finte che hanno una vita finta in cui ciò che è natura è considerato di disturbo.
mamma che tristezza.

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero