lunedì 3 febbraio 2014

TRA NATALE E CAPODANNO

eccoci di nuovo qui, alla fine di dicembre, con il Natale alle porte, il Capodanno dietro l'angolo ed un anno nuovo nuovo che aspetta solo di essere spacchettato per iniziare la sua corsa.
è una cosa indecente come corrano sempre più veloci i giorni ad un certo punto,quando ci si aggira tra i trentacinque e i quarantacinque anni: non un punto preciso, un momento qualunque in quell'arco di tempo,  ma nel momento in cui arriva senti proprio lo strappo ed il tempo comincia a scorrere frenetico.
ieri era il tuo compleanno ed oggi sei già li ad augurare a tutti un felice anno nuovo, sperando che questa volta sia vero.
io ci speravo anche l'anno scorso per la verità, ma il 2013 è riuscito ad essere anche peggio di quello passato; un insieme scucito di problemi di tutti i giorni, problemi lavorativi e problemi di salute, il tutto condito da una sana spruzzata di sfiga maledetta. 
un anno che è riuscito ad essere veloce come una freccia, e purtroppo a fare altrettanto male, sia fisicamente che spiritualmente.
un anno che ha esaurito ancora un po quel residuo di energie che avevo prima e che mi ha portato al limite dell'esaurimento, al limite della sopportazione, al limite.
così al limite che di fronte a me spesso vedo un baratro, e c'è solo una fune ,grossa magari, ma solo quella, che mi regge dal cadere di sotto.
se rileggo indietro ritrovo la me stessa di quando cominciai questo blog e mi sembra che tutti i passi avanti, tutto quello che ero riuscita a fare da allora, sia sparito, ingoiato dal quel vuoto spazio, e sono di nuovo allo stesso punto se non più in bilico di allora.
il tempo passa ma a volte non fa altro che avvolgersi su e stesso, riproponendoci le stesse situazioni, le stesse problematiche e noi speriamo di aver risposte diverse, migliori, ma spesso sono le stesse risposte quelle che diamo, e sono le stesse paure quelle che incontriamo di fronte a quelle prove e dal confronto usciamo inevitabilmente sconfitti.
c'è una patina spessa di disperazione che è scesa ultimamente a coprire i miei occhi, una coltre che invece di coprirmi lascia la mia anima nuda ed esposta ad ogni attacco, indifesa e troppo ricettiva tanto che un buffetto sembra una tortura.
ed in questo momento sono tanti gli schiaffi che stanno arrivando, come se la sorte scegliesse apposta il momento peggiore per far accadere quelle cose che sa potranno farti più male.
Il lavoro che mi tradisce e mi ritrovo trattata come una palla, rotolata da un posto all'altro, senza una motivazione, senza un perché, demansionata, usata come mezzuccio per farsi i dispetti tra loro dai dirigenti, in balia delle malsane pensate di chi pare non aver niente di meglio da fare che distruggere una tranquillità raggiunta a caro prezzo.
la macchina, che è solo un mezzo, concordo, ma che è il solo mezzo che mi permette di muovermi, visto che prendere i mezzi pubblici per me è diventato troppo faticoso, specie visto che le due metro che mi sono vicinissime (ma che fortuna!!) non sono dotate ne di discese per disabili ne di ascensori per scendere al piano dei treni (che culo!!) e l'attesa del pullman a volte si protrae per più di quello che la mia schiena e le mie gambe mi concedano.
e quindi dicevo, la mia macchina, in un mese solo è già andata dal meccanico almeno quattro volte, costandomi più di mille euro, per una macchina che oramai sul mercato non vale nemmeno mille euro e che oltretutto è stata appena presa in pieno da un'altra che ha bruciato uno stop e che mi ha sbattuto in infortunio per due mesi con un bell'ematoma nella schiena che premeva sulla colonna, un incidente che per quanto riguarda la macchina mi frutterà si e no il suo valore, mentre per quanto riguarda invece il pagamento della parte fisica non si sa ancora.
la mia salute che grazie anche all'incidente ha deciso che potevo sopportare un peggioramento della problema di gambe e schiena, ma che se proprio volevo poteva occuparsi un po anche delle braccia e delle mani, così oggi ho quasi perso l'apponibilità dei pollici, cosa che mi avvicina molto di più al pianeta delle scimmie, che se dovesse giungere come predetto da tanto film, mi troverebbe pronta per la mimetizzazione, ma che al momento mi causa una serie infinita di disagi che non occupa solo il campo dello svago, impedendomi di fare i lavori di bigiotteria e di uncinetto che mi deliziavano, ma anche di fare cose elementari come afferrare saldamente un tappo e girarlo, afferrare un coltello e tagliare il pane e cose simili, senza sentire un dolore che, be diciamo che è forte va, inutile cercare parallelismi tanto se non si prova non si sa. e comunque se ora non riesco a tagliarmi una fetta di pane già da un pò faticavo a infilarmi le calze quindi devo solo abituarmi anche a questa.
il mio unico conforto è LUI, la mia pietra, la mia forza, ma anche LUI ultimamente, non per colpa sua lo so, però mi viene meno. lui che è sempre occupato con il lavoro, che parte alla mattina alle nove ed a quel punto non ha più il tempo, non dico per leggermi o per partecipare rispondendomi, ma nemmeno per chiamarmi ogni tanto, ed alla fine passo giorni interi senza sentirlo fino all'ora in cui dovrebbe uscire, quando mi telefona per dirmi che non uscirà prima di tot ore; LUI che quando arriva verso le dieci è stanco, nervoso, stressato da un lavoro che gli chiede sempre di più e lo ripaga sempre meno, al punto che son due mesi che nemmeno lo pagano;LUI che anche durante il fine settimana è oramai così stanco da non aver voglia di fare molto al di fuori che occuparsi di casa, e lo capisco, so quanto lavora e quanto lo esauriscano, capisco che alla fine abbia voglia solo di starsene in casa tranquillo, ma io avrei tanto bisogno invece di ... non so nemmeno di cosa, ma non di rimanere chiusa in casa a pulire o a far cose che amo ma che sono statiche. e non perché non mi piaccia e non ne abbia voglia anzi.
il fatto è che sto così bene in casa anche io, che alla fine ho sempre meno voglia di uscire, di vedere gente, di stare fuori dalle mie quattro mura, di uscire dal mio nido e so che quel poco di voglia che avrei ancora di farlo si sta rapidamente esaurendo, e presto non lo chiederò nemmeno più , ma a quel punto sarò io quella che dirà sempre di no e che non vorrà più affrontare il mondo oltre la soglia.
perché oramai il mondo oltre la soglia di casa è un mondo che non mi attira più, anzi che mi respinge, che mi ferisce, che mi porta dolore e sofferenza. un mondo che per un po di felicità che mi viene dagli amici che ho, mi sconvolge con la crudezza dei suoni e degli odori, con l'indifferenza e la rabbia, l'ignoranza, l'invidia. un mondo che non mi offre più nessuna soddisfazione e che mi respinge.
ed allora cosa mi rimane? mi rimane l'amore di LUI che anche se non c'è mai so che mi ama, e che vorrebbe stare con me anche se non può, e che quando torna mi avvolge con il suo caldo abbraccio e mi fa sentire meglio. ci sono quelle tre piccole pesti che sentono che sto male, come solo degli animali possono sentire e mi si stringono vicino, ignorando a volte anche i contrasti tra di loro per starmi accanto e farmi sentire tutto il loro affetto.
i miei interessi, e le mie cose sono li in casa, ad invitarmi ma spesso non ho più nemmeno la forza per loro.
però forse il nuovo anno sarà diverso no? è quello che si spera sempre. e chissà che per una volta non avvenga.
come ogni volta ho sbandato da una parte all'altra, senza riuscire a fare un discorso rettilineo, coordinato e chiaro, ma che volete, questo blog è nato oramai qualche anno fa proprio per far prendere aria al mio cervello, e quello è un casino unico, quindi non può produrre qualcosa di chiaro. per questo passiamo alle cose serie.

buon Natale, a tutti quelli che leggono perché mi seguono ed a coloro che ci sono capitati per caso. Un Natale pieno d'amore e di regali, e spero per tutti di cose belle. spero di tornare per augurare anche Buon Anno nuovo, ma non prometto nulla, dipende dalle pile.
saludos.

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