venerdì 10 ottobre 2014

QUANDO IL BULLISMO DIVENTA DELINQUENZA

oggi parlo di coscienza. della coscienza che non hanno alcune persone, che non si rendono conto del fatto che le loro azioni possono essere nocive per gli altri.
il caso a cui mi riferisco è quello di quel ragazzo di Napoli che tre adulti, perché a 24 anni e con un figlio si è adulti a tutti gli effetti, hanno seviziato perché grasso.
cioè hanno preso un ragazzino di 14 anni, e dopo averlo preso in giro per la sua obesità, hanno preso la pistola dell'aria compressa, gli hanno tirato giù i calzoni, hanno infilato la bocca della pistola nell'anno di quel povero ragazzo e gli hanno sparato dentro aria a almeno 10 atmosfere, fino a lacerargli il colon.
una azione del genere, non si può definire uno scherzo, non si può nemmeno definire bullismo. una azione del genere è delinquenza allo stato puro, è sadismo allo stato brado, è vigliaccheria perché prendersela con un bambino in tre adulti è solo vigliaccheria, è mancanza di coscienza perché fare della violenza su un altro essere umano al solo scopo di divertirsi è mancanza di coscienza.
ci sono voluti due giorni, un intervento lungo sette ore e l'asportazione del colon a quel ragazzo per non essere più a rischio. e comunque non sarà mai più lo stesso quel ragazzo, perché subire una cosa del genere non può non incidere sulla vita di un ragazzo già timido e riservato.
ed ancora, il fatto di non avere più il colon lo renderà per tutta la vita un handicappato perché per tutta la vita dovrà essere seguito dai medici che ne dovranno regolare la vita.
e tutto questo perché uno sfaticato di 24 anni che non avendo un lavoro, ed a quanto pare nemmeno cercandolo visto che ciondolava tutto il giorno, se ne stava tutta la giornata a passare il tempo al lavaggio macchine assieme a due suoi compari che li ci lavoravano.
un bel gruppetto ci delinquenti che avevano già sulle spalle qualche condanna ma poca roba, era giusto il momento per fare il grande salto e fare un bel tentato omicidio. e questi begli esempi di varia umanità siccome si annoiavano hanno pensato bene di prendersela con un ragazzino.
 
la cosa che mi disgusta di più è la madre.
perché per quanto possa essere una madre e tentare di giustificare il proprio figlio, di fronte ad una cosa del genere, non può nemmeno per un momento pensare di dire che si sia trattato di uno scherzo. con che coraggio , con che faccia, può guardare suo figlio e dire che è un bravo ragazzo che non ha mai fatto male a nessuno e che stava solo giocando, che non sapeva che quella pistola poteva essere mortale. non si può nemmeno pensare una cosa del genere.
un uomo adulto che sa che una di quelle serve a gonfiare ruote di macchina che caricano tonnellate di peso e che quindi hanno getti potenti, non può nascondersi dietro ad un non sapevo che poteva essere pericoloso. e soprattutto quando questo enorme deficiente se la va a prendere con un bambino che ha dieci anni di meno, che e solo e che se ne sta per conto suo. quello che ha fatto è una cosa disgustosa che non può e non deve essere giustificata.
dovrebbero essere arrestati tutti e tre, lui per tentato omicidio, e i due amici per favoreggiamento, perché anche se fisicamente non hanno fatto nulla, ed io non ci credo perché se lui si dava da fare con il sedere di quel povero ragazzo qualcuno doveva tenerlo fermo, sono comunque rimasti li a guardare senza fare nulla, senza intervenire, senza opporsi a quella violenza senza senso. anzi a quanto pare si sono pure divertiti a filmarla perché fa fico farsi belli facendo del male agli altri, prevaricando i piò deboli, deridendo e seviziando chi non si può difendere.
 
questi disgraziati sono comunque dei figli. ed io incolpo pienamente loro perché nessuno li ha obbligati a fare del male, ma incolpo anche i genitori, che li hanno cresciuti così.
perché se un genitore invece di prendere a calci un figlio che si diverte a picchiare una amichetto più debole, lo difende dicendo che sono ragazzate, quel bambino crescerà convinto che quello che fa contro i più deboli è cosentino e magari anche divertente, (perché magari il genitore, nel chiuso della sua casetta si è anche messo a ridere di quella bravata) e quindi proverà a fare cose sempre peggiori, fino al momento in cui ci scapperà il ferito, se non il morto.
genitori senza nerbo e senza dirittura morale, che permettono ai loro figli di agire come delinquenti e ne giustificano le azioni, ne scusano i caratteri violenti, ne minimizzano le azioni. genitori inutili che creano delinquenti, feccia della società.
sono esagerata?
SI
 e lo voglio essere. perché quando il bullismo diventa una moda da selfie, quando la violenza sugli anziani diventa un gioco da filmare, quando la violenza per le strade diventa una gara in cui vince chi da il cazzotto più forte fino a che non ci scappa il morto, allora forse sarebbe il caso che si fosse di più ad esagerare e di meno a dire va be, sono ragazzate.
forse se fossero di più quelli che esagerano e che considerano questi scarti del genere umano per quello che sono, allora la nostra società sarebbe un po' meno menefreghista, sarebbe composta forse da più gente che pensa agli altri invece che una società sempre più disinteressata alla sorte del proprio vicino di pianerottolo e insensibile a qualsiasi dolore che non sia il proprio.
quei tre ragazzi sono un esempio di quello che stiamo diventando.
e domani, se vostra figlia o  vostro figlio si scopre che a scuola si è divertito a trattare male il compagno disabile, forse se gli darete un bel calcio nel culo gli farete un favore, e forse, ma dico forse, si renderà conto che non può fare tutto quello che gli passa per la testa perché tanto tutto gli è consentito, e forse ancora, diventerà un uomo o una donna migliore di quello che avrebbe potuto diventare senza quel calcio nel culo.

mercoledì 8 ottobre 2014

TASSE INIQUE


 
 
ma basta!!veramente basta. è assolutamente ripugnante, assolutamente ingiusto che ora si debba pagare una tassa anche per avere il diritto di pagare un affitto. non basta che si viva in uno stato che ci sotterra di tasse e non ci rende nulla in servizi, non basta che si viva in un paese dove la giustizia è inapplicata e la certezza è solo quella dell'impunità, soprattutto in maniera contraria al reddito: più sei ricco e più grave è il reato minore sarà la punizione. non bastava tutto ciò e mille altre ingiustizie, e
 mille altre vessazioni differenti che ci vediamo a dover subire in questo maledetto paese. ora oltre alla beffa di non potersi permettere una casa perché dello stipendio misero e non equiparato ai costi della vita che abbiamo il 70 per cento se ne va in tasse ed il resto se ne va in utenze, oltre a quella beffa dicevamo, c'è anche l'inganno di dover pagare una tassa per avere l'onore e la gioia di vivere in affitto.
ma non esiste proprio una coscienza in questo maledetto stato composto da squali? non esiste qualcuno che si renda conto?
siamo ridotti alla fame da una classe dirigente che oramai è così concentrata su se stessa da non interessarsi delle vittime che si lascia dietro. quanti dovranno essere ancora quelli che per farsi sentire da qualcuno si danno fuoco in mezzo alla strada sperando che la loro protesta non finisca in fondo a qualche cesso blasonato?
è veramente inconcepibile che si debba essere ridotti in queste condizioni, che ci si debba chiedere se ci si può ancora permettere di vivere in una casa. se poi ripenso a quei coglioni, se mi passate il francesismo, che si permettono anche di deridere chi non potendo permettersi una casa vive ancora non i genitori, chiamandoli bamboccioni, allora si che mi prudono le mani.
so che non di dovrebbero avere pensieri di tipo aggressivo verso chi ci governa, ma ci sono momenti in cui penso che una guerra alla casta, una vera guerra con fucili e bombe, per debellare un cancro che ci sta mangiando vivi, forse non sarebbe poi così male. perché oramai non c'è nemmeno più la dignità del piccolo cittadino che vive del poco che guadagna e paga tutte le sue tasse. oramai questa dignità ci è stata strappata dalla crisi e siamo così stanche di essere quelli che abbassano sempre la testa e dicono si ad ogni nuovo colpo di bastone.
è veramente troppo.




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IL CORPO E' MIO E DECIDO IO

continuo a pensare al passato ed a quado non eravamo libere di fare nulla. oggi dovremmo essere più felici e consapevoli del nostro corpo ed invece ancora siamo vittime di ideologie sbagliate e strazianti.
si come incipit è abbastanza confuso ma anche io mi sento abbastanza confusa da quello che succede nella nostra Italia così moderna e così antica.
quando si parla con qualche civilissimo italiano e gli si chiede cosa pensa del modo in cui le donne arabe vengono trattate ecco che questo si sente subito indignato per il comportamento castrante che viene tenuto dagli uomini verso le donne in Arabia.
ma le donne in Italia sono davvero libere di fare quello che vogliono, sia del loro corpo che della loro vita?
nel corso degli anni abbiamo ottenuto un sacco di libertà, sulla carta, che ci dovrebbero permettere di vivere liberamente e pienamente la nostra vita, ma spesso la dura realtà ci si frappone di fronte e ci relega dietro un vetro a guardare la vita che scorre di fronte a noi.
nel lontano 1960 le donne scendevano in piazza e bruciavano i propri reggiseni ( cosa che mi ha sempre lasciato al quanto perplessa, forse perché io senza reggiseno non mi sento un grande spettacolo) per ottenere che la loro condizione fosse migliorata sotto tanti aspetti, quello legale, quello fisico e quello penale.

nel 1978 siamo riuscite ad essere padrone del nostro utero ottenendo l'accesso all'aborto ospedaliero e togliendoci dalle mani di medici da strapazzo, senza scrupolo che interrompevano gravidanze indesiderate in ragazze giovani incappate in un errore che avrebbe potuto rovinale la loro vita per sempre, spesso rischiando di toglierle loro comunque la vita. quegli aborti erano praticati in maniera assolutamente disumana ( ricordo rapidamente qui che si poteva ottenere un aborto infilando una go da calza nell'utero, ma anche  assunzione di decotti di prezzemolo, digitale, assenzio, zafferano, ruta; iniezioni di acqua saponosa, iodio, lisina, fenolo e china; introduzione di tamponi, di lamine, cannule, addirittura chiodi e raschiatoi) in cambio di pagamenti anche molto alti tanto che prima di divenire legale l'aborto clandestino era una vera e propria industria sommersa. insomma solo recentemente noi donne siamo riuscite ad ottenere una minima autorità legalmente riconosciuta sulla nostra vita e sulle nostre scelte, e di questa libertà che ne facciamo?
 a livello sanitario dovremmo essere più coscienti dei rischi che corriamo quando concediamo il nostro corpo, non dico non facendo sesso, non lo direi mai, sono una entusiasta del sesso e se potessi lo praticherei con impegno ed entusiasmo anche ogni giorno. ma sono sempre stata cosciente dei rischi che si corrono facendo sesso, specie con sconosciuti. ho sempre preso la pillola per evitare gravidanze indesiderate, e sono sempre stata munita di preservativi quando non ero legata a qualcuno, perché tenevo alla mia salute e non volevo rischiare di prendere malattie strane. credo che si sia sempre trattato del minimo di attenzioni che una donna dovrebbe al proprio corpo.
negli ultimi tempi, purtroppo,  spesso e volentieri invece si sente di ragazze che, si mettono nelle condizioni di essere vittime di stupri di gruppo salvo poi ripensarci e sentirsi vittime, si abbandonano a festini alcolici che poi le mettono a repentaglio di qualsiasi rischio, si comportano con ingenuità criminale salendo in macchina o entrando in casa di gruppi di uomini, come se nulla fosse. e dopo incontri occasionali anche voluti, se rimaste incinte abbandonano i propri figli indesiderati gettandoli nei posti più assurdi, o uccidendoli. dovremmo essere più rispettose del nostro corpo, perché' è uno solo ed una volta che sarà deteriorato non ve ne daranno un altro.
Dovrebbe essere banale accortezza l'evitare di lasciarsi andare a eccessi in situazioni in cui è facile essere poi vittime designate di qualsiasi tipo di violenza, perché nel caso succeda saremmo solo noi le colpevoli di esservi messe in quella situazione.  darsi al sesso sfrenato è possibile, fatelo pure, ma stare attente, siate accorte, usate il preservativo per le malattie, e la pillola per evitare le gravidanze e siate lucidamente consapevoli di come e con chi lo fate. poi ci possono anche essere quelle situazioni in cui veniamo tratte in inganno, in cui si approfittano di noi e della nostra fiducia, me dobbiamo essere attente a non essere noi la causa della nostra disgrazia.
 
volendo essere chiari: se vogliamo stare con una persona e questa poi ci mette nella situazione di essere vittima di suoi amici che vengono fuori di nascosto è chiaro che siamo vittime di stupro, non abbiamo cola del fatto che qualcuno si sia approfittato della nostra buona fede, e siamo vittime di uomini senza coraggio e senza dignità; ma se prima perdiamo il lume della ragione bevendo o facendoci di droghe e poi accettiamo l'invito di uno o più sconosciuti senza sapere dove ci portano, senza sapere che cosa vogliono e quanti sono, allora non possiamo che incolpare noi stesse della nostra mancanza di cervello, perché loro ci avranno anche violentate, ma noi siamo state così deficienti da metterci nella situazione di permetterglielo. 
 
potete fare quello che volete, se state attente e non vi perdete con cose che abbassino i vostri livelli di guardia: quando dovete eccedere da una parte evitate di farlo dall'altra.
Nel caso succeda quel che deve e voi non avete avuto abbastanza cervello da prendere prima le dovute precauzioni grazie al cielo c'è la possibilità di ricorrere, subito dopo alla pillola del giorno dopo che va presa entro le 48/72 ore dal rapporto e permette di evitare una gravidanza indesiderata. se invece volete rischiare e il numero che esce non è il vostro ricordate che avete solo tre mesi (12 settimane) per poter ricorrere all'aborto, e ricordate che abortire non è una passeggiata di salute e non deve esse considerato una tecnica contraccettiva. è un intervento che incide sul vostro corpo e comporta una sedazione, comporta una serie di manovre invasive ed il rischio, anche se non frequentissimo di infezioni e di perdere la propria capacità riproduttiva ( non sono rischi comuni ma ci sono e vanno presi in considerazione come tutta un'altra serie di controindicazioni comuni a tutte  le operazioni)
ed infine se proprio dovete essere così "distratte" (è ironico chiaro? la distrazione in certi casi non esiste) da rimanere incinte, evitate di diventare anche delle delinquenti per abbandono di minori o per omicidio: se andate a partorire in ospedale loro sono obbligati a mantenere il segreto e voi potete anche decidere di lasciare il bambino per l'adozione senza riconoscimento da parte vostra, e sarete libere dall'ingombro di un figlio che non desiderate, non avrete problemi con la legge ed avrete fatto felice una famiglia che non può avere figli.
 
ma tornando alla parte giuridica, come mi fanno arrabbiare quelli che protestano contro l'aborto e la pillola del giorno dopo. mica è loro la vita che deve essere costretta ad essere modificata e stravolta da una gravidanza, e poi non saranno loro a doversi prendere cura di un figlio non desiderato e magari frutto di un rapporto non voluto, fortuito o magari violento. ma eccoli li, tutti tronfi della loro crociata indotta da una religione maschilista e prevaricatrice che ci impedisce di essere libere: l'aborto non è mai una scelta facile, e se la si fa di solito ha dei motivi dietro, ed è incivile comportarsi come degli animali di fronte alle cliniche abortiste. quelle persone dall'alto della loro sacra convinzione, prima di tutto ignorano il diritto di un'altra di non avere le stesse convinzioni religiose, e poi il diritto di essere padrone del proprio corpo, si battono per proteggere una vita che non esiste prevaricando una vita che esiste.
se poi una gli dicesse di prendersi quel figlio tanto desiderato da chi protesta, che farebbero, sarebbero tanto contenti di prenderselo?
 mi viene in mente l'ultimo evento che è uscito sui giornali proprio in questi giorni, di quell'infermiera che si è rifiutata di somministrare la pillola del giorno dopo a due ragazze cacciandole dall'ospedale. ho sentito che si è sospesa, ma questo mi fa indignare anche di più perché sembra quasi che lei si sia martirizzata per la propria decisione.
invece quella donna oltre a venire meno al rispetto del diritto di ogni donna di scegliere per il proprio corpo quello che ritiene il meglio, è venuta anche meno al suo ruolo di infermiera, che la dovrebbe mettere nella condizione di assistere senza giudicare ne fare distinzioni di genere razza o religione che sia.
per me una donna come quella, che si erge a giudice di chi va a chiedere il suo aiuto, è alla stessa stregua di quei medici che si rifiutano di fare gli interventi sui malati di AIDS o di quelli che non visitano gli omosessuali o di quei medici che fanno distinzioni tra persone di razza caucasica e stranieri dalla pelle diversa dalla propria.
si tratta di una forma di discriminazione come un'altra e va condannata, specie in un paese che si finge laico come il nostro. non dovremmo in generale permettere alla religione di avere ingerenza nelle decisioni civili e legali, ma ancora di più dovremmo impedire che la religione abbia ingerenza nella sanità, altrimenti non ci possiamo permettere di criticare o di deridere le strane pretese mediche dei testimoni di Geova, dei mormoni o degli ebrei, non sono poi cosi diversi da noi se ci permettiamo di far entrare nelle mura di un ospedale le superstizioni ed i divieti imposti dal credo. quella donna doveva essere licenziata dall'ospedale stesso una volta accertata la veridicità della cosa, perché è venuta meno al suo compito, e se lo ha fatto in un caso del genere chi ci assicura che non lo faccia in casi ben più gravi?-
e comunque continuo a pensare che l'obbiezione di coscienza dovrebbe essere vietata negli ospedali: in medico, un infermiere, un tecnico, fa un mestiere per cui è tenuto ad assistere chiunque in qualunque situazione sia necessario il suo lavoro a prescindere dalle sue convinzioni.
 

lunedì 6 ottobre 2014

SIAMO ALL'ORRIDO

oggi scrivo tra il divertito ed il disgustato dalla natura umana che esce a volte allo scoperto. il caso di cui voglio parlare è quello dell'orrido di Bellano.
si tratta di un posto stupendo in cui le cascate d'acqua hanno lavorato la superfice di pietra della montagna scavando profondi dirupi e spaccature in cui le cascate si moltiplicano, si dividono, si inseguono, scompaiono e ricompaiono in una natura stupenda, preservata grazie al cielo con la creazione di una oasi protetta. una bellezza tipica della nostra terra che già purtroppo è limitata da una diga che ne riduce il flusso la notte quasi del tutto, e che di giorno  tiene monitorata accuratamente la portata della massa liquida.
ora a quanto pare, chi ha deciso di andare ad abitare vicino ad una cosa del genere, invece di sentirsi felice per aver la possibilità di vivere così a contatto con una bellezza della natura, si sente in diritto di denunciare il fatto che sia troppo rumorosa, e di chiedere un risarcimento per il disturbo che il rumore dell'acqua arreca loro, "impedendogli anche di sentire la televisione se tengono le finestre aperte".
la prima domanda che mi nasce spontanea dal cuoricino cattivo che mi batte nel petto è: ma che vi ci hanno costretto ad abitare li?
vi hanno puntato una pistola alla testa? o vi siete ritrovati improvvisamente vincolati da una qualche legge alla resistenza all'orrido, pena l'arresto?
non credo vero? credo che voi abbiate deciso di andare a vivere li perché vi piaceva la zona, la natura, la cascata. ora, se vi ci siete messi da soli in questa situazione dovreste già così fare pippa e silenzio.
poi.
ma non vi sembra di essere dei pirla a chiedere di avere dei soldi perché abitate vicino ad una cascata, e fa troppo rumore, ma si sa che le cascate fanno rumore, e che quando ha piovuto troppo fa più rumore. però questa di solito è la norma, non ve lo aveva detto mai nessuno? e se non ci fosse nemmeno la diga in cima, che la notte almeno limita il flusso impedendo il rumore che fareste:  potreste uscire di testa ed andare a sparate al sindaco di Bellano? mi sembra così ridicola la cosa che anche a scriverne mi sento ridicola.
mi immagino ora il milanese che abita in centro e chiede un risarcimento al sindaco perché alla mattina i merli che vivono negli alberi che si trovano sulla strada, al sorgere del sole cantano troppo e lo disturbano nel miglior sonno della mattina, o per il fatto che dopo aver lasciato la macchina parcheggiata sotto un albero per 3 giorni se la sia trovata piena di cacche di uccello; o il romano che denuncia il sindaco perché sugli alberi si stanno presentando sempre più pappagalli e la cosa disturba il gusto estetico del residente, e quindi vuole un rimborso perché aveva arredato per essere il pandant con i passerotti e tutti questi pappagalli proprio non ci stanno bene.
o ancora il viareggino che chiede il rimborso per le notti insonni dovute al continuo sciabordio della risacca sulla spiaggia che non lo fa dormire.
stiamo veramente arrivando a situazioni che hanno sfondato abbondantemente il senso del ridicolo arrivando al patetico. compatisco queste persone che si ritrovano a vivere una vita veramente assurda, in cui la natura è una fonte di disturbo da modificare invece di una cosa vitale che vive e funziona al di la dei loro bisogni o dei loro desideri.
persone che probabilmente cementeranno il loro giardino per non avere il disturbo delle formiche, che compreranno al figlio il cane robot che si può spegnere alla bisogna e che non sporca e non spela. che pensano alle pantere come a pellicce, ai coccodrilli come a scarpe e borse, a mucche come a tappeti e rivestimenti per poltrone.
e magari alla fine anche loro sono solo delle persone finte che hanno una vita finta in cui ciò che è natura è considerato di disturbo.
mamma che tristezza.

martedì 12 agosto 2014

ROBIN WILLIAM è MORTO

Oggi amici miei che mi seguite, muore un pezzettino della mia anima. perché oggi, o meglio ieri, muore Robin William.
non so per quanti di voi era l'icona che era per me, ma senza dubbio tutti lo conoscevano e trovavano irresistibile il suo umorismo, la sua parlantina e il suo carattere incredibilmente travolgente.
eppure un uomo che era forse il più amato del mondo soffriva di quella terribile malattia che è la depressione e che lo ha portato a bere e poi a quanto dicono, anche se fatico a crederlo, al suicidio.
non voglio raccontarvi freddamente chi era lui come attore ma chi era per me, da quando l'ho conosciuto ad oggi.
ho incontrato per la prima volta Robin William in un telefilm che tutti conoscono, MORK E MINDY, un telefilm nato come spin of di happyday, ma che almeno per me, ebbe molto più successo, un po perché era fantascienza per bambini, ed io già ne ero innamorata, un po per il personaggio folle e stupendo che interpretava Robin. erano gli anno 80 ed io ero sui quindici anni, e mi piaceva immensamente quel buffo omino pelosissimo che sedeva sulla faccia e beveva con le dita. ne seguii ogni puntata rivedendolo anche volentieri quando lo ridavano. fu qualche anno dopo che vidi un suo film, che probabilmente era precedente, IL MONDO SECONDO GARP, un film molto particolare in cui lui mostrava cosa era il femminismo e come poteva essere una cosa buona o una cosa cattiva a seconda di come lo si usava.
era un film intenso e particolare, come ho detto e mi piacque moltissimo, ma purtroppo ebbi solo quell'occasione di vederlo e da allora non l'ho mai più rivisto, e quindi ne conservo solo un ricordo lontano anche se piacevole.
Da allora continuai a seguirne il lavoro e devo dire che non c'è un suo film ce non mi sia piaciuto: GOOD MORNING VIETNAM; L'ATTIMO FUGGENTE; RISVEGLI, una storia così commovente che ancora oggi mi strappa qualche lacrima, LA LEGGENDA DEL RE PESCATORE.
tutti i suoi film sono seri e divertenti allo stesso tempo e spesso hanno la capacità di commuovere fino alle lacrime e nello stesso tempo di far ridere fino alle lacrime. sono film di una leggerezza unica, di una dolcezza struggente e lui riusciva a dare una interpretazione dei suoi personaggi tale da renderli reali, senza che si percepisse il fatto che era solo un film.
Fece anche alcuni film più specificatamente per bambini come POPEYE ed HOOK-CAPITAN UNCINO,  JUMANGI; in cui riesce a dare la sensazione di narrare delle splendide fiabe, ma anche film che sembrano per bambini, come TOYS ma che hanno all'interno messaggi molto adulti e che riescono ad essere sempre dolcissimi.
Ha fatto delle splendide commedie nere come COME TI AMMAZZO UN KILLER; CADILA MAN-MISTER OCCASIONISSIMA; MOSCA A NEW YORK; ELIMINATE SMOKY; in cui la sua verv e comica riusciva a stemperare situazioni crude rendendole esilaranti. ha dato una versione estremamente dolce e bella del mondo omosessuale, con PIUME DI STRUZZO; A WONG FOO, GRAZIE DI TUTTO; in cui riesce ad essere divertente senza essere irriverente.
ha prestato la sua opera anche in film più scuri, interpretando personaggi negativi come in ONE HOUR FOTO; THE FINAL CUT; INSOMNIA ma devo dire che in questi panni riuscivo veramente male a vederlo realistico, era come forzato in ruoli che secondo me non gli si addicevano.
Quello che secondo me rimane il suo capolavoro assoluto, struggente e commovente è AL DI LA' DEI SOGNI, una dolcissima storia d'amore che va al di la della vita e della morte, quello che persino una scettica come me vorrebbe che fosse l'aldilà se esistesse davvero. in quel film è riuscito a farmi piangere dall'inizio alla fine eppure non smetterei mai di vederlo perché  la cosa più bella che abbia mai fatto a mio avviso.
ci sono tantissimi film suoi che adoro comunque e molti di questi mi hanno visto piangere, come L'UOMO  BICENTENARIO; PACH ADAMS; JAKOB IL BUGIARDO; WILL HUNTING-GENIO RIBELLE; ed altri, molti altri, che invece mi hanno fatto solo ridere a crepapelle, per la sua innata e travolgente parlantina, come MRS DUBTFIRE; DUE PADRI DI TROPPO; FLUBBER.
e devo purtroppo ammettere che molti altri suoi film non li ho ancora visti ma conto di porre rimedio alla cosa anche solo come omaggio ad un uomo che ha dato tanto al cinema.
però si deve ricordare che non è stato solo un grande attore, ma anche un grande uomo. basti ricordare la sua profonda amicizia con Cristopher reeve, lo splendido interprete di SUPERMAN, a cui rimase vicino anche e soprattutto dopo l'incidente che lo rese paraplegico, aiutandolo nelle spese mediche quando i suoi fondi finirono e donando milioni di dollari per la ricerca.
la sua vita non è stata certo semplice e non si può nemmeno dire che fosse specchiata, ha divorziato tre volte, è stato accusato da una donna di avergli attaccato l'herpes, ed ha fatto uso di cocaina da giovane e di alcolici in tempi recenti, ma era un padre affettuoso, ed in fondo era un uomo come tutti.
e come tutti un giorno una delle peggiori e più oscure malattie della nostra società lo ha travolto, qualcosa che nemmeno l'essere amato da tutto il mondo può alleviare.
la depressione lo ha colpito fino a schiacciarlo ieri sera nelle sue spire.
si è suicidato? si sa solo che è morto soffocato. l'autopsia potrà dire come è veramente morto, ma quello che tutti sappiamo di certo è che ci è venuto a mancare qualcuno che per molti, come per me, era un po come un lontano zio a cui si vuole bene anche se non lo si è mai visto da vicino.
addio Robin, non ti scorderò mai, e ti vorrò sempre bene.


Robin William 
21/07/1951-11/08/2014

lunedì 11 agosto 2014

I NOSTRI MARO'

l'altro ieri, si lo so, non sono proprio tempestiva, sentivo la radio tornando a casa, radio capital per la precisione, e il programma super capital dava della piacevole musica di ieri e di oggi inframmezzata di notizie di attualità. ad un certo punto lo speaker, che non sono riuscita a capire chi fosse, ha cominciato  parlare delle due ragazze rapite in Siria, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, mentre erano ad Aleppo per seguire dei progetti umanitari.
fino a qui nulla di male, anzi, sono un po' contraria a mandare dei civili nelle zone di guerra, anche perché sembra inevitabile che prima o poi le rapiscano e a noi tocchi sborsare soldi per i loro riscatti, ma in fondo è una specie di chiamata quella che ricevono un po' come una scelta religiosa.
insomma stavo tranquillamente ascoltando quando il tipo se n'è uscito uscito con una affermazione quanto meno discutibile, sicuramente tristissima.
ha cominciato a dire che in fondo era molto meglio impegnarsi a far tornare le due ragazze che erano la per azioni umanitarie invece dei nostri due marò che in fondo erano tenuti prigionieri perché avevano sparato a qualcuno e "loro"dicevano che erano stati costretti a rispondere al fuoco ma in fondo...
ecco in quel momento ho deciso che nonostante fosse una delle mie radio preferite avrei smesso di ascoltare radio capital.
perché non si può essere così stupidi, così ingrati, verso chi svolge la sua vita lavorativa al servizio dello stato, e quindi di ognuno di noi, e che per servire lo stato, e per difendere una nave aggredita da quelli che si sono rivelati anche troppo spesso essere pirati, si è ritrovato in una posizione di colpevolezza.
e questo perché prima abbandonati dal capitano della nave che è entrato nel porto nonostante sapesse che avevano agito in sua difesa e che appena entrato in porto li avrebbero arrestati, e poi abbandonati da uno stato indifferente che li ha lasciati laggiù da due anni e mezzo. 
non solo. 
li ha abbandonati la e per non essere incolpato di disinteresse ha pensato bene di buttare 5 milioni di dollari per pagare degli avvocati che fino ad ora non hanno fatto assolutamente nulla, e tra gli altri un principe del foro che poi è andato a fare il procuratore generale per il governo di Narenrda Mudi, il politico che ha più spinto per un giudizio di colpevolezza verso i nostri marò.
una vera vergogna in cui sembra che i nostri politici siano più interessati ad insabbiare tutto che a liberare quei poveri giovani che sono distanti dalla loro terra, dalle loro famiglie, da oramai tanto tempo.
e qualcuno ha anche il coraggio di dire che in fondo sono solo due che hanno sparato ad un pescatore.
come se non si sapesse che quei "pescatori" assaltano le nostre navi, prendendole in ostaggio fino a che il nostro stato, e quindi noi, non si sborsi un bel riscatto. come se non fosse vero che di mezzo c'è andato anche qualche innocente, e parlo dei marinai delle navi non dei "pescatori" che usano i calashnikov per pescare. come se non avessimo tutti detto, si che bravi, quando si è deciso di mettere dei contingenti militari sulle navi per impedire l'assalto e il sequestro delle nostre navi. 
come se quei giovani non fossero li per noi, perché il loro dovere era quello di difendere l'equipaggio di una nave italiana, e quello che hanno fatto è stato difendere la nave dall'assalto di un peschereccio, oltre tutto, per ammissione della stessa corte suprema indiana, al di fuori delle acque nazionali, quindi riconoscendo l'immunità funzionale ai nostri fucilieri della Marina.
una persona come quella merita di ritrovarsi in un paese che oramai nessuno prende sul serio perché incapace di difendere i propri abitanti all'estero per lavoro, una specie di maialino portamonete da scuotere ogni volta che si ha bisogno di soldi semplicemente prendendo in ostaggio qualcuno dei nostri inviati all'estero.
e mentre quei ragazzi, e tanti altri lo devono fare perché è il loro lavoro, e lo fanno per il nostro bene e spesso anche per il bene della società in cui vanno ad operare, noi continuiamo a commuoverci per la sorte di chi all'estero, in zone di guerra, ci va magari in vacanza, magari anche per seguire progetti umanitari, ma comunque sapendo che va in posti che sono a rischio di rapimento o peggio di morte, e che non dovrebbe frequentare.
allora diciamo che è anche giusto cercare di far rientrare quelle ragazze, che comunque potevano anche farsi una bella assicurazione in caso di rapimento invece di pesare sulle nostre tasche, mentre sono orgogliosa di pagare per far tornare quei ragazzi, che non dovevamo rimandare in india quando furono lasciati venire in italia per quel periodo di libertà condizionata..
forse dovremmo prendere esempio dall'America su come difendere i nostri militari all'estero. dovremmo ricordarci di come quel pilota che fece una strage sul Cernis, fu così ben protetto dalla sua nazione che venne processato in patria, non ci fu mai consegnato, e si fece solo un periodo a terra per quello che aveva fatto, perché fu giudicato solo vittima di un errore di manovra.





giovedì 31 luglio 2014

IL CAR SHARING PER LA GIOIA DEI SENZA MACCHINA

buon giorno mondo, eccomi di nuovo su queste frequenze di trasmissione.
oggi voglio parlarvi di una scoperta che ho fatto da poco ma che mi entusiasma assolutamente.
voglio parlarvi delle macchine in sharing, per la precisione delle macchine della ENJOY e della CAR2GO.
dovete capire che essendo sempre stata dotata di mezzo proprio vedevo con un certo sospetto o con disinteresse la cosa almeno fino a che non mi sono ritrovata con la mia macchina distrutta in un incidente, e la mia salute in picco di discesa per l'uso dei mezzi pubblici che provavano pesantemente il mio fisico con la durezza dei trasbordi e dei percorsi da e per.
però ancora non prendevo in considerazione la cosa fino a quando sono dovuta andare ad un appuntamento abbastanza lontano da costringermi a prendere nuovamente un taxi per arrivare, con una spesa complessiva, tra andata e ritorno, che avrebbe superato le 50 euro di sicuro.
ed allora ecco che mi è balenata l'idea di vedere come funziona questa cosa ed eccovi quello che ho scoperto.
mi sono prima connessa con il sito di CAR2GO. non è subito chiara l'interfaccia che ti apre una pagina sull'altra, la prima per spiegarti come funziona il sistema, la seconda, fluttuante, per l'iscrizione. più o meno decisa comincio le procedure di iscrizione e già li mi sorge qualche dubbio perché non ti iscrivi a CAR2GO ma ad una azienda che si chiama MOOVEL. li per li pensavo di aver capito male io o di aver sbagliato qualche cosa ma in realtà la C2G è gestita dalla Moovel , cosa che però non ti viene spiegata o che non c'è il tempo i spiegarti visto che ancora prima che tu abbia letto qualcosa si apre la pagina di iscrizione. 
comunque.
procedo con l'immissione di tutti i dati, e giunta alla fine mi aspetto che, visto l'app sul cellulare che mi ha fatto scaricare, visto che mi ha detto essere tutto facile, tecnologico e via cellulare e messaggi, insomma mi aspetto che mi dica vai con la nostre smart e la nostra benedizione. 
ed invece no.
per poter completare l'avvio di questo felice rapporto mi devo recare al più vicino centro di distribuzione della società e ritirare la scheda che mi servirà  per prendere in affitto le macchine. il più vicino centro è di una lontananza allucinante per chi come me ha grossi problemi di deambulazione, ed oltre tutto visto che mi serve tra poche ore la macchina è per me  improponibile fare quella sfacchinata fino a laggiù e poi tornare indietro. però se uno magari non ha fretta potrebbe anche farlo anche perché funziona in dodici località europee quindi può essere utile anche all'estero. se non che il servizio per essere attivato richiede la spesa di 19 euro, così, sulla fiducia, come quota di iscrizione, tranne in alcune città dove non si paga, ed in alcuni periodi in cui è gratuita grazie ad un codice offerta.
comincio ad essere convinta che la mia diffidenza iniziale non era poi così sbagliata.

allora provo con quell'altra,la Enjoy, in fondo ho già la bolletta Eni, prendere anche le macchine non è che una conferma in più.
il sito già si dimostra più semplice e meno aggressivo (anche se tutti e due i siti partono dalla pagina di milano, mica lo so perché). comincio la pratica d iscrizione e tutto va avanti fino a che per l'immissione della carta per il pagamento non mi viene chiesto il security by Visa. non avendone mai sentito parlare vado a cercare su internet per capire di che si tratta e scopro che praticamente è una password da immettere e ed una domanda di sicurezza che ti deve comparire per poter dire che il tuo circuito Visa è sicuro. 
bene.
vado sul sito delle poste e non trovo traccia della procedura, essendo il sito delle poste notoriamente uno dei peggio fatti nella storia dei siti di pubblica utilità. decido quindi di arrivarci tramite google, che mi permettere di accedere alla pagina del sito delle poste per l'autenticazione, fatico un po a fargli accettare le password che di volta involta scelgo, ma alla fine anche quel passo è fatto. perfetto.
ed eccomi iscritta anche alla pagina di Enjoy. 
ed ora? 
ed ora niente, basta che esco, mediante l'app del cellulare ricerco la macchina più vicina a me, la prenoto, ci arrivo (entro 30 minuti) immetto nel cell il numero che compare sul parabrezza della macchina e chiedo che vengano aperte le porte. a quel punto la macchina è mia fino a che non giungo alla meta. niente quota di iscrizione, niente tessera per l'utilizzo, semplicemente il cellulare che funziona sia con la sua app che con i messaggi.. 
in ambo due i casi si ha a disposizione anche un navigatore, che però sulle 500 fa un po schifo, ma che funge anche da computer di bordo tramite cui puoi comunicare lo stato in cui trovi la macchina, il tuo pin di accesso, che ti avranno dato direttamente loro, almeno nel caso delle 500. sempre da li  sospendi il noleggio,  ti ricorda di chiudere le finestre, rimettere le chiavi nel cassettino dove le hai trovate, aspettare che le porte si chiudano, che la luce sul parabrezza diventi da rossa a gialla e il gioco è fatto. 
quale delle due voi scegliate, potreste pensare che il prezzo sia alto, ma nelle 0.25 o 0.29 che sia, sono inclusi il costo della manutenzione continua, del pieno che viene fato da un team apposito, dell'assicurazione che copre la macchina in qualsiasi situazione. e le macchine posso assicurare che sono sempre pulite e ottimamente tenute.
pensate al risparmio di chi ha la macchina grossa che non deve spendere benzina inutilmente per girare come un frustone alla ricerca di un posteggio, al ridotto inquinamento perché il numero di macchine che girano sono meno se si usa quelle a disposizione dato che una macchina viene usata da più persone, gli spazzi per parcheggiare che sono molti di più visto che le macchine non rimangono ferme per molto tempo se il ricambio è continuo, il risparmio in salute visto che ogni mattina non vi arrabbierete più facendo il giro della macchina per contare i bozzi che gli hanno fatto durante la notte o nei vari parcheggi che avete trovato nella giornata.

tirando le somme:

per la C2G
la flotta è composta da circa 405 mezzi disponibili nella zona di roma, ma raggiungono i 6000 in 12 località europee. i prezzi per C2G sono di 0.29 centesimi al minuto fino ad un massimo di 59 euro nelle 24h. il parcheggio è gratuito in tutta l’area operativa sia su strisce blu che in zone ZTL dove può entrare liberamente. Facilità di parcheggio grazie alle dimensioni ridottissime delle smart, unica tipologia di macchine che compongono la flotta. la sosta non costa meno, mantiene il prezzo di 0.29 al minuto. la tariffa può anche essere oraria di 14.90 euro. dopo i 50 Km si va a pagare il chilometro che viene 0.29.  come si è detto si deve calcolare per il primo accesso la quota di iscrizione di 19 euro e se si vuole prendere la macchina per un giorno intero sono 59 euro di costo. c'è però un'offerta che in Enjoy non ho trovato ed è il prezzo WE, di soli 39 euro nelle 24h con restituzione entro le 24 della domenica con e 100 chilometri inclusi nel prezzo. in questa struttura la benzina viene solitamente fatta da un team apposito, ma nel caso dovessimo essere costretti a farla noi allora il prezzo ci verrà ricaricato sula nostra carta di credito ma solo nelle stazioni shell che sono indicate dalla mappa del navigatore di bordo e vanno convalidate tramite un numero di codice che appare sul touch screen della macchina dopo aver fermato la macchina e cliccato fare rifornimento. anche qui c'è una funzione sul touch screen di valutazione dello stato della macchina. va comunque tutto fatto tramite la card che si deve ritirare nelle sedi, e l'app serve solo per individuare la macchina più vicina.

per le ENJOY
la flotta delle macchine della Enjoy si estende, al momento, in sole tre città, tutte italiane, e cioè Roma, Rimini e Milano con 300 macchine a Roma permettendo di trovarne facilmente una. per quanto riguarda la spesa è di 0.25 cent al minuto dopo 1 minuto dallo sblocco delle portiere, 60 euro per un noleggio di 24h consecutive se non si superano i 50 Km altrimenti scatta il pagamento a chilometro.se tieni la macchina anche durante la sosta, sia perché ci metti poco, o perché ti ritrovi fuori dalla zona di pertinenza e quindi non puoi lasciare la macchina, ha un prezzo ridotto e viene 0.10 euro al minuto. il tutto all'interno dei 50 KM. per ogni chilometro in più nelle 24h sono 0.25 euro al Km. facendo un esempio sono circa 3.75 euro per un affitto di 15 minuti. il minuto chiaramente è arrotondato all'eccesso.  le macchine sono tutte 500 o 500L e posso assicurare che se ne trovano tante, io ad esempio ho notato che prima nella mia strada non ne avevo viste mai. dopo che ne ho posteggiata io una, ne ho subito trovate due ogni giorno. è possibile sia la sosta gratuita sulle strisce blu che il passaggio per la ztl. in questa struttura la benzina viene solitamente fatta da un team apposito, ma nel caso dovessimo essere costretti a farla noi si dovrà andare nei distributori associati dove non dovremo pagare noi visto che è tutto fatto in famiglia: i distributori sono sempre Eni. il touch screen è utile anche in questo caso per indicare lo stato della macchina, la sosta o la fine.

bene a questo punto a voi la scelta e buon viaggio.
p.s.
pare ci sia un'altro servizio, DRIVE NOW, ma non avendo ancora nemmeno provato a connettermi a quel sito non posso darvi informazioni in merito. vi farò sapere la prossima volta se riuscirò a farlo.

lunedì 14 luglio 2014

UNA TRISTE E FRESCA ESTATE

il caldo è opprimente nella sera, mentre il sudore scorre sul corpo, lo sguardo incollato al video del computer per cercare di non pensare al caldo che l'umidità rende pesante e difficile da sopportare. il ventilatore muove gentilmente l'aria tiepida della sera mentre da fuori non giunge un alito, come se l'aria fosse immobilizzata. poi un tuono, solitario e lontano, ma profondo, lungo. il silenzio seguente è solo un'attimo poi i soliti rumori ricominciano, quasi fosse stato solo un fantasma uditivo, l'immaginazione troppo animata. aspetto qualche secondo sperando in qualcosa d'altro ma sembra che null'altro debba giungere dal buio della notte fuori dalla finestra, fino a che un soffio di aria fresca non mi carezza il viso ed un sorriso spunta.
poi un'altro tuono segue il primo, più vicino, più potente, più lungo. ed un'altro ancora.
l'aria immota si anima si vento fresco, e solletica il collo umido con dita fresche e gentili. il mondo sembra in attesa di qualcosa che i tuoni hanno solo promesso. chiudo il ventilatore e rimango in attesa, so che ora le cose si muoveranno, e spero che le promesse vengano mantenute.
quando comincia è solo un rumore lontano, compatto, come se la pioggia non iniziasse con una scesa leggera, ma con un muro pesante che avanza compatto lungo la strada. il rumore di migliaia di gocce che cadono sulla strada prima lontano, poi più vicino, po sempre più vicino, tutto nell'arco di secondi.
quando arriva è una sferzante mole di acqua che tempesta l'asfalto ed isola la casa dal mondo. i rumori esterni sono eliminati completamente dal suono dell'acqua che rimbalza sulle finestre. lampi continuano a risuonare nel cielo e folate violente di vento scuotono le serrande.
chiudo gli occhi ed ascolto il rumore dell'acqua che cade, cullata dalla sua musica che mi culla l'anima, mentre la mia mente si rilassa ed il mio corpo si abbandona a quella melodia che mi massaggia i pensieri. mi appoggio allo schienale e rimango in ascolto, non penso ad altro che alla pioggia che cade, come se quel pensiero fosse il più bello, il più importante, il più dolce del momento.
la pioggia fitta cade per poco, alcuni minuti, per poi affievolirsi piano piano, fino a giungere ad uno sgocciolio lento, quasi triste di aver esaurito la propria carica.
l'aria ora è  fresca e gentile, mi invita al riposo, promette una notte di sonno ininterrotto per il mio corpo dolente e stanco.
questa estate che tanti odieranno è la mia estate, una estate che mi permette di respirare. che mi concede di sentire i miei dolori ma di riposare come non facevo da troppe estati.
ao questa triste e fresca estate.

lunedì 16 giugno 2014

COSA NON FAREI PER IL TUO AMORE

sono tante le cose che non farei solo perché ti amo
non ti sposerei, perché se dopo diciassette anni servisse un certificato qualunque per confermarti il mio amore forse non sarebbe vero l'amore che proviamo l'uno per l'altra.
se dovessi avere dei problemi gravi non ti compiangerei, perché non si combatte quando ci si piange addosso, quinti ti pungolerei, ti spingerei ma non ti permetterei di vivere dell mia comprensione.
non ti guarderei invecchiare, perché preferisco che la vecchiaia ci colga giovani ed uniti, così che di giorno in giorno guardandoci negli occhi non si veda il tempo che passa sul volto del'uno o dell'altro.
non ti prenderei sul serio, perché solo giocando tra di noi e prendendoci costantemente in giro come facciamo affrontiamo la cattiveria che impera nel mondo, nel momento in cui dovessimo prenderci seriamente saremmo perduti in un mare di superficiali.
non ti farei diventare il mio unico pensiero, perché viviamo in un mondo in costante movimento e dobbiamo essere presenti a ciò che ci circonda per essere presenti l'uno per l'altra quindi utili l'uno all'altra in qualunque circostanza.
non ti spingerei mai a fare delle scelte per la tua vita, perché per quanto tu sia il mio amore più grande la tua vita è tua e devi giocartela da solo. io posso solo esserti a fianco ed aiutarti quando hai problemi ma le decisioni nella tua vita le devi prendere solo tu.
non ti farei trovare la strada già aperta, perché solo lottando per aprirsi la propria strada ci si sente vivi e costantemente in gioco, e non vorrei mai vederti afflosciare su te stesso per mancanza di stimoli.
non smetterei mai di prenderti in giro, perché quando lo faccio ti derido anche crudelmente, forse, ma sai che Lo faccio con un amore tale che in realtà è una lusinga, e nello stesso tempo ti rafforzo contro chi lo fa con crudeltà, perché se siamo i primi a non prenderci veramente sul serio nessun altro può ferirci.
e sopratutto se un giorno lontano tu stessi su di un letto in preda alla sofferenza o all'incapacità e non potessi  guarire mai più nonostante anni in attesa di fronte a te, allora non ti lascerei vivere, perché so che non vorresti mai continuare a vivere senza la possibilità di gestire la tua vita, senza l'autonomia del tuo corpo o in preda ad una agonia tale da farti odiare la vita. e so che faresti o stesso per me.


buon diciassettesimo anniversario amore della mia vita, anche se con un giorno di ritardo.

lunedì 17 febbraio 2014

AMICI MICI festa del 17 febbraio

oggi è il giorno dedicato al gatto, animale che oramai nelle case di tutto il mondo ha eguagliato il numero dei cani come animale da compagnia.
è certamente il compagno migliore per chi ha bisogno di assentarsi da casa, per lavoro e comunque preferisce una animale che sia indipendente ma affettuoso, che abbia un suo carattere e che decida da se quello che vuole o non vuole fare.
rispetto ad un cane è sicuramente meno ubbidiente, anche se non è vero che non si possa addestrare, anzi, con il tempo, la pazienza e la dolcezza, impara ad obbedire agli ordini ed a comportarsi secondo dei dettami che impone il padrone.
non si deve dare credito a vecchie dicerie che dicono come il gatto sia anaffettivo e più legato al luogo che alla persona. sono luoghi comuni da sfatare assolutamente.
chiedete a chiunque abbia un gatto e vi potrà dire l'infinito affetto che riescono a trasmettere questi animali, la grande empatia che riescono a creare con il loro umano, al punto di rendersi conto, prima di lui, di un suo problema di salute. senza la loro vicinanza ed il loro affetto io stessa non avrei potuto andare avanti in momenti particolari della mia vita, quando sono rimasta sola, isolata dai miei affetti per problemi di lontananza. sono animali molto sociali, se vogliono, ma nello stesso tempo amano la loro indipendenza e sono contenti di rimanere distanti da noi (tipo sull'armadio) a guardarci mentre ci aggiriamo per casa, seguendo ogni nostra mossa con lo sguardo acuto che li caratterizza, contenti della loro supposta invisibilità.
io ho avuto sia cani che gatti ed ambe due hanno sempre ricambiato in maniera più che intensa il mio affetto, senza chiedere nulla di più che cibo ed attenzioni e donandomi infiniti momenti di gioia e divertimento. devo ammettere, comunque,  che non avendo il tempo di portare fuori a passeggio  il mio compagno animale il gatto è sempre stato la scelta migliore. e soprattutto non da solo, perché alla lunga anche il gatto si annoia. quindi come dico sempre dove ce ne sta uno ce ne stanno due. ed in due è bellissimo vedere la loro interazione e la loro vita assieme.
a questo scopo vi invito, oggi fino a domani mattina ad inviarmi le foto dei vostri amici mici perché poi sarà mio impegno
dedicare una intera pagina alla loro pubblicazione in festeggiamento di questo giorno.
e buona festa del gatto a tutti voi.

martedì 11 febbraio 2014

10 Febbraio giorno dei morti nelle Foibe.

ieri è stata la giornata della memoria dedicata ai morti delle foibe.
le foibe, per chi non lo sapesse sono spaccature nel terreno che scendono a strapiombo nel cuore delle montagne che si trovano anche nella zona montana dell'Istria.
queste aperture naturali sono state usate, alla fine della seconda guerra mondiale , per far sparire qualcosa come diecimila italiani, uccisi nei modi più barbari che mente possa concepire.
la tragedia ha origine proprio all'armistizio del 43 quando i partigiani si sentono autorizzati ad eliminare sia gli italiani che avevano abbracciato il fascismo, che quelli che semplicemente non erano comunisti. li catturano, torturano, affamano ed in fine li massacrano gettandone i cadaveri nelle foibe. la violenza poi ha un picco nella primavera del 45 quando la Jugoslavia si annette l'Istria, Gorizia e Trieste. a quel punto la distinzione tra le vittime viene meno: a finire nelle caverne montane sono fascisti, uomini di chiesa liberali, democratici, socialisti, donne e bambini. un massacro dettato dall'odio verso gli italiani che Tito vuole eliminare facendo una purga etnica, in modo da liberare la Jugoslavia da italiani e non comunisti.
la gente rastrellata in queste tremende ore, dopo aver subito angherie e torture di ogni genere, veniva condotta fino nei pressi della foiba, quindi veniva legata prima mani e piedi, poi tutti assieme in grappoli lunghi, con fil di ferro che era passato sui polsi e stretto con le pinze.
gli aguzzini si divertivano spesso a sparare ai primi della cordata con una sventagliata di mitra aspettando che rotolassero giù nella foiba trascinando con se gli altri malcapitati ancora vivi. chi non moriva immediatamente per le pallottole o per il volo di almeno 100/200 metri moriva lentamente agonizzando per le ferite subite nel rimbalzare sulle pareti aguzze della foiba.
quando nel 47 viene ratificato il trattato che  attribuisce in via definitiva alla Jugoslavia l'Istria e la Dalmazia la situazione precipita:
trecentocinquantamila persone tra uomini, donne e bambini, si vedono trasformati in esuli per fuggire dalla dominazione titina e soprattutto per non rischiare di essere uccisi. quello che stupisce, anche se nemmeno tanto, è che in Italia i fratelli in fuga non vengono certo accolti con benevolenza, dato che fuggono da un paese comunista in cui il sogno del socialismo russo viene reso reale.
e questa vicinanza con Tito e la sua ideologia comunista spingerà anche a sotterrare nella memoria il dramma degli infoibati, facendo si che quel che è successo scivolasse lentamente nel dimenticatoio.
purtroppo non è solo il PCI che tentò di cancellare il ricordo di quel massacro, per chiari motivi ideologici; anche la Democrazia cristiana, comportandosi come se i cittadini dalmati ed istriani fossero di tipo B, non approfondì la conoscenza di quella piega buia del passato che lentamente finì per essere ricordato solo dai sopravvissuti, come Graziano Udovisi, unica vittima riuscita a strisciare fuori da una foiba ed a sopravvivere.
da parte loro i neofascisti non ci tennero ad attirare l'attenzione in un periodo di lenta ricomparsa malvista, specie sapendo che nel periodo dal 43 al 47 l'Istria e la Dalmazia erano praticamente state annesse al terzo Reich tedesco.
questi avvenimenti vennero lasciati nell'oblio e dimenticati per quasi cinquant'anni, un periodo lunghissimo che rischia di far scomparire anche chi ha memoria degli avvenimenti, anche se non ha il coraggio di farsi avanti.
e quando finalmente questa immane vergogna venne alla luce non si riusciva a credere che tante vite erano state spente in quelle buche nel terreno.
a questo scopo è stato istituito il giorno della memoria: per ricordare come non solo la destra fu da reputare come portatrice di morte e distruzione. i comunisti, nel momento in cui la guerra finì, (e va ricordato che i partigiani  non furono solo gli iscritti al partito comunista ma c'erano anche molti rappresentanti della democrazia cristiana e dei socialisti) si scatenarono in un'orgia di epurazione che travolse sia i filofascisti ed i fascisti, sia coloro che in qualche modo erano degli intoppi nell'ottica di una nazione completamente comunista, come i preti di campagna, i contadini che vennero considerati grandi possidenti e quindi nemici del popolo. 
le foibe purtroppo furono una pagina oscura e tremenda, che riporta alla luce la scomparsa di migliaia di persone, ma quanti furono quelli che, in territorio italiano e soprattutto nella zona della pianura padana, furono fatti sparire in maniera silenziosa, o uccisi in maniera plateale per dare un esempio. quanti furono i morti per interesse e per lezione che furono fatti negli anni immediatamente dopo la fine della guerra.

se una lezione deve essere presa da quella fetta di storia, dovrebbe essere che in quella guerra non ci fu nessuno pulito o santo, ci furono delle azioni tremende perpetrate sia dalla destra che dalla sinistra, morti e soprusi imposti dagli uni e dagli altri. è per questo che dobbiamo rispettare sia il giorno della memoria dell'olocausto, che ricorda la persecuzione fascista, come il giorno della memoria dedicato ai morti delle foibe che rappresenta una pagina delle più nere del comunismo.
e questo in barba ai revisionisti storici che cercano di negare l'attribuzione alla sinistra degli infoibati, o di attribuirli alla destra per mantenere l'alure candido della sinistra. ma ci sono i superstiti della persecuzione di Tito che ancora ne ricordano la violenza, ci sono i parenti sopravvissuti, i documenti tornati alla luce. tutte prove concrete che ci danno un quadro preciso.
quello che dobbiamo fare è cercare di non ricadere più in errori così tragici.

lunedì 3 febbraio 2014

TRA NATALE E CAPODANNO

eccoci di nuovo qui, alla fine di dicembre, con il Natale alle porte, il Capodanno dietro l'angolo ed un anno nuovo nuovo che aspetta solo di essere spacchettato per iniziare la sua corsa.
è una cosa indecente come corrano sempre più veloci i giorni ad un certo punto,quando ci si aggira tra i trentacinque e i quarantacinque anni: non un punto preciso, un momento qualunque in quell'arco di tempo,  ma nel momento in cui arriva senti proprio lo strappo ed il tempo comincia a scorrere frenetico.
ieri era il tuo compleanno ed oggi sei già li ad augurare a tutti un felice anno nuovo, sperando che questa volta sia vero.
io ci speravo anche l'anno scorso per la verità, ma il 2013 è riuscito ad essere anche peggio di quello passato; un insieme scucito di problemi di tutti i giorni, problemi lavorativi e problemi di salute, il tutto condito da una sana spruzzata di sfiga maledetta. 
un anno che è riuscito ad essere veloce come una freccia, e purtroppo a fare altrettanto male, sia fisicamente che spiritualmente.
un anno che ha esaurito ancora un po quel residuo di energie che avevo prima e che mi ha portato al limite dell'esaurimento, al limite della sopportazione, al limite.
così al limite che di fronte a me spesso vedo un baratro, e c'è solo una fune ,grossa magari, ma solo quella, che mi regge dal cadere di sotto.
se rileggo indietro ritrovo la me stessa di quando cominciai questo blog e mi sembra che tutti i passi avanti, tutto quello che ero riuscita a fare da allora, sia sparito, ingoiato dal quel vuoto spazio, e sono di nuovo allo stesso punto se non più in bilico di allora.
il tempo passa ma a volte non fa altro che avvolgersi su e stesso, riproponendoci le stesse situazioni, le stesse problematiche e noi speriamo di aver risposte diverse, migliori, ma spesso sono le stesse risposte quelle che diamo, e sono le stesse paure quelle che incontriamo di fronte a quelle prove e dal confronto usciamo inevitabilmente sconfitti.
c'è una patina spessa di disperazione che è scesa ultimamente a coprire i miei occhi, una coltre che invece di coprirmi lascia la mia anima nuda ed esposta ad ogni attacco, indifesa e troppo ricettiva tanto che un buffetto sembra una tortura.
ed in questo momento sono tanti gli schiaffi che stanno arrivando, come se la sorte scegliesse apposta il momento peggiore per far accadere quelle cose che sa potranno farti più male.
Il lavoro che mi tradisce e mi ritrovo trattata come una palla, rotolata da un posto all'altro, senza una motivazione, senza un perché, demansionata, usata come mezzuccio per farsi i dispetti tra loro dai dirigenti, in balia delle malsane pensate di chi pare non aver niente di meglio da fare che distruggere una tranquillità raggiunta a caro prezzo.
la macchina, che è solo un mezzo, concordo, ma che è il solo mezzo che mi permette di muovermi, visto che prendere i mezzi pubblici per me è diventato troppo faticoso, specie visto che le due metro che mi sono vicinissime (ma che fortuna!!) non sono dotate ne di discese per disabili ne di ascensori per scendere al piano dei treni (che culo!!) e l'attesa del pullman a volte si protrae per più di quello che la mia schiena e le mie gambe mi concedano.
e quindi dicevo, la mia macchina, in un mese solo è già andata dal meccanico almeno quattro volte, costandomi più di mille euro, per una macchina che oramai sul mercato non vale nemmeno mille euro e che oltretutto è stata appena presa in pieno da un'altra che ha bruciato uno stop e che mi ha sbattuto in infortunio per due mesi con un bell'ematoma nella schiena che premeva sulla colonna, un incidente che per quanto riguarda la macchina mi frutterà si e no il suo valore, mentre per quanto riguarda invece il pagamento della parte fisica non si sa ancora.
la mia salute che grazie anche all'incidente ha deciso che potevo sopportare un peggioramento della problema di gambe e schiena, ma che se proprio volevo poteva occuparsi un po anche delle braccia e delle mani, così oggi ho quasi perso l'apponibilità dei pollici, cosa che mi avvicina molto di più al pianeta delle scimmie, che se dovesse giungere come predetto da tanto film, mi troverebbe pronta per la mimetizzazione, ma che al momento mi causa una serie infinita di disagi che non occupa solo il campo dello svago, impedendomi di fare i lavori di bigiotteria e di uncinetto che mi deliziavano, ma anche di fare cose elementari come afferrare saldamente un tappo e girarlo, afferrare un coltello e tagliare il pane e cose simili, senza sentire un dolore che, be diciamo che è forte va, inutile cercare parallelismi tanto se non si prova non si sa. e comunque se ora non riesco a tagliarmi una fetta di pane già da un pò faticavo a infilarmi le calze quindi devo solo abituarmi anche a questa.
il mio unico conforto è LUI, la mia pietra, la mia forza, ma anche LUI ultimamente, non per colpa sua lo so, però mi viene meno. lui che è sempre occupato con il lavoro, che parte alla mattina alle nove ed a quel punto non ha più il tempo, non dico per leggermi o per partecipare rispondendomi, ma nemmeno per chiamarmi ogni tanto, ed alla fine passo giorni interi senza sentirlo fino all'ora in cui dovrebbe uscire, quando mi telefona per dirmi che non uscirà prima di tot ore; LUI che quando arriva verso le dieci è stanco, nervoso, stressato da un lavoro che gli chiede sempre di più e lo ripaga sempre meno, al punto che son due mesi che nemmeno lo pagano;LUI che anche durante il fine settimana è oramai così stanco da non aver voglia di fare molto al di fuori che occuparsi di casa, e lo capisco, so quanto lavora e quanto lo esauriscano, capisco che alla fine abbia voglia solo di starsene in casa tranquillo, ma io avrei tanto bisogno invece di ... non so nemmeno di cosa, ma non di rimanere chiusa in casa a pulire o a far cose che amo ma che sono statiche. e non perché non mi piaccia e non ne abbia voglia anzi.
il fatto è che sto così bene in casa anche io, che alla fine ho sempre meno voglia di uscire, di vedere gente, di stare fuori dalle mie quattro mura, di uscire dal mio nido e so che quel poco di voglia che avrei ancora di farlo si sta rapidamente esaurendo, e presto non lo chiederò nemmeno più , ma a quel punto sarò io quella che dirà sempre di no e che non vorrà più affrontare il mondo oltre la soglia.
perché oramai il mondo oltre la soglia di casa è un mondo che non mi attira più, anzi che mi respinge, che mi ferisce, che mi porta dolore e sofferenza. un mondo che per un po di felicità che mi viene dagli amici che ho, mi sconvolge con la crudezza dei suoni e degli odori, con l'indifferenza e la rabbia, l'ignoranza, l'invidia. un mondo che non mi offre più nessuna soddisfazione e che mi respinge.
ed allora cosa mi rimane? mi rimane l'amore di LUI che anche se non c'è mai so che mi ama, e che vorrebbe stare con me anche se non può, e che quando torna mi avvolge con il suo caldo abbraccio e mi fa sentire meglio. ci sono quelle tre piccole pesti che sentono che sto male, come solo degli animali possono sentire e mi si stringono vicino, ignorando a volte anche i contrasti tra di loro per starmi accanto e farmi sentire tutto il loro affetto.
i miei interessi, e le mie cose sono li in casa, ad invitarmi ma spesso non ho più nemmeno la forza per loro.
però forse il nuovo anno sarà diverso no? è quello che si spera sempre. e chissà che per una volta non avvenga.
come ogni volta ho sbandato da una parte all'altra, senza riuscire a fare un discorso rettilineo, coordinato e chiaro, ma che volete, questo blog è nato oramai qualche anno fa proprio per far prendere aria al mio cervello, e quello è un casino unico, quindi non può produrre qualcosa di chiaro. per questo passiamo alle cose serie.

buon Natale, a tutti quelli che leggono perché mi seguono ed a coloro che ci sono capitati per caso. Un Natale pieno d'amore e di regali, e spero per tutti di cose belle. spero di tornare per augurare anche Buon Anno nuovo, ma non prometto nulla, dipende dalle pile.
saludos.

LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Qualche giorno fa è stato il 27 gennaio,  giornata della memoria.
dedicata al ricordo della perdita di umanità di una parte della popolazione europea, allo scopo di sterminare e dominare l'altra parte dell'europa, e se possibile del mondo.
una giornata dedicata al ricordo della seconda guerra mondiale, in cui la nazione Tedesca, rinata dalle proprie ceneri dopo la disfatta della prima guerra, decise che non si sarebbe fermata nella sua rinascita, ma avrebbe dominato l'europa, ed in fine il mondo, e nel far questo, avrebbe prima schiacciato e distrutto, nella sua marcia attraverso le nazioni, una parte della popolazione mondiale incontrata.
questa decisione, quella di uccidere in maniera precisa e chirurgica una fetta della popolazione, è stata presa in funzione di molti diversi motivi, tra cui, non ultimo, di quello dell'interesse economico, quello della conquista territoriale, ma sopra tutti gli altri si riconosce quello del razzismo.
La mia intenzione è di non cadere in un errore che si fa spesso in questi giorni, quello di dire che chi ha sofferto soprattutto, durante quella guerra, sono stati gli ebrei.
lungi da me l'idea che loro non abbiano sofferto, non potrei mai dire una cosa del genere, ma non furono gli unici a soffrire. 
in quelle giornate oscure, in quei campi di lavoro maledetti, le cui porte si aprivano al motto "il lavoro rende liberi" e le cui fauci hanno ingoiato migliaia di persone, sono scomparsi anche zingari, politici avversi tedeschi, polacchi e slavi,  omosessuali e malati di mente, gente che aveva anche solo provato ad opporsi sia con idee che con gesti. milioni di persone inviate in campi di concentramento assieme a donne e bambini, tutti destinati, quando fortunati, ad una morte rapida, quando sfortunati ad una lenta e lunga agonia.
queste genti, che avevano assunto un ruolo nel mondo prima dell'olocausto, che avevano parenti, amici, lavori e scopi, desideri e speranze, sono stati presi ed eradicati dalle loro vite, sono stati riuniti come animali, denudati dei loro vestiti, spogliati della loro dignità umana, e ridotti a poco più che larve in cui l'unico istinto ancora presente era quello di sopravvivere.
sono stati usati per i lavori più abbietti, per gli studi più ripugnanti, per soddisfare le voglie più bieche, o, alla fine, lasciati morire nella tragedia dell'inedia, nell'attesa della morte.
a quelle persone è stata tolta qualsiasi speranza potesse illuminargli l'anima, qualsiasi memoria potesse ricordare loro l'umanità che avevano, qualsiasi sentimento che ne facesse qualcosa si più che bestie.
i bambini sono stati strappati da seni materni ed usati per esperimenti medici, le donne sono state stuprate ed usate, una volta private dell'abbraccio e degli affetto dei cari. capelli tagliati sono stati usati per riempire materassi, denti d'oro sono stati estratti a forza dai cadaveri per recuperarne il valore, pelli umane sono state tolte e conciate per poterne fare paralumi o copertine di libri.

ed alla fine di tutto questo, nonostante tutto quello che ho scritto, penso che oggi non ci si debba concentrare su chi non c'è più. ricordare e' importante, ma oggi ci sono cose più preoccupanti da mettere in primo piano. quello che dobbiamo ricordare è che le genti di una normale nazione, che viveva delle vite normali, si sono ritrovati improvvisamente sommersi di debiti, di problemi, di paura per il proprio futuro; gente il cui animo era torturato dal futuro dei propri figli, gente arrabbiata, depressa umiliata, abbattuta dalla mancanza di speranza, di lavoro, di futuro, gente in cui la fame di futuro era talmente devastante da risultare assordante.
di fronte a questa gente un giorno si presentò qualcuno che seppe dissipare le loro paure, mostrare un futuro possibile, una possibilità per i loro figli, una speranza. e per quella speranza, promessa, per quella rivalsa verso un destino contrario furono pronti a marciare sul corpo degli altri, furono pronti sterminare chiunque gli venisse ordinato, perché la parola di chi aveva dato loro una parvenza di sicurezza, era sacra e non discutibile.
uomini, donne e bambini, anche in questo caso, questa volta ammaliati dalle parole di  pazzo esaltato che vedeva un futuro glorioso per una immaginaria razza superiore, a cui lui non apparteneva non rientrando nei canoni da lui dettati, ma questo sembrava non creare problemi a nessuno; un pazzo per cui milioni di esseri umani furono disposti a qualunque cosa, anche ad abbandonare i normali istinti umani, come compassione, amore, empatia, pietà, trasformandosi in carcerieri, in spietati esecutori che non si posero dubbi, non fecero domande, pronti ad eseguire le peggiori nefandezze in nome di un bene superiore, e questo bene superiore non era Dio ma il Furher.

questi aguzzini hanno spento la propria umanità nella stessa misura in cui l'hanno strappata ai loro prigionieri.
ed oggi noi guardiamo a quel passato e dobbiamo cercare di capire bene la lezione: perché viviamo in una nazione normale, siamo gente che vive delle vite normali, che  si è ritrovata improvvisamente sommersa di debiti, di problemi, di paura per il proprio futuro; gente il cui animo è torturato dal futuro dei propri figli, gente arrabbiata, depressa umiliata, abbattuta dalla mancanza di speranza, di lavoro, di futuro, gente in cui la fame di futuro è talmente devastante da risultare assordante.
tocca a noi ora cercare di risollevarci da questa situazione, senza che il gorgo che travolse allora la Germania possa travolgere oggi l'Italia.

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero