martedì 2 ottobre 2012

ben ritrovati e...oggi si parla di giardini

rieccomi dopo la luuuunga pausa estiva. in effetti la colpa è condivisa, da una parte l'estate si stà protraendo molto più del lecito togliendomi quel poco di forze che raccimulo alla mattina per il lavoro, dall'altra io ho avuto poca voglia e quindi ritorno che oramai l'estate è, almeno sulla carta, andata.
e ritorno con un argomento che ho maturato in questa lunga estate romana.
a causa della pochezza di fondi e della grandezza dei problemi fisici la mia estate è stata molto romana, e molto stanziale, ma ho avuto la possibilità di passeggiare per le zone che dovrebbero essere verdi della capitale. e sapete che cosa ho coperto? che quasi tutte le zone verdi hanno assunto una nuova fragranza: odor di merda di cane.
si perchè i signori e le signore che hanno un allegro cucciolotto da portare a paseggio, anche quelli bravi armati di palettina, e sono pochi posso assicurarlo, pensano bene, quando il loro amato beniamino abbassa il deretano in una aiuolina, in un pezettino di verde attorno all'albero sul marciapiede, in un parchetto in mezzo a una rotonda, di lasciare li per terra le deiezioni del loro frugoletto, tanto è roba naturale e biodegradabile.
biodegradabile una mazza.
le cacce dei cani ci mettono una vita a sciogliersi nel terreno, e per farlo oltre tutto necessitano di molta acqua, cosa che in questa estate non si è certo vista. quindi si ottiene che lo stronzolo prodotto dal deretano del botolo rimane li a far bella mostra di se per un tempo anche piuttosto lungo, fino a che il sole non ne ha fatto evaporare ogni traccia di umidità e rimane una mummia di cacca olezzante. poi magari arriva l'addetto ai giardini che con il frullino taglia l'erba e provvede a spargere particelle di merda canina odorosa in ogni dove nel giardino, e cogliendo una merda qua ed una la ecco che si ottiene un uniforme tappeto di puzza che copre tutto l'appezzamento di verzura. e questo produce un giardino, giallo e secco all'odore di cacca di cane.
oltre tutto volete sapere perchè il giardino è giallo e secco?
perchè la cacca di cane è ricca di azoto, che in piccole dosi concima il terreno, ma in grandi dosi provvede a bruciare ogni forma di vita vegetale presente. è come se ogni volta che fate defecare il vostro cane in un giardinetto e non la raccogliete diceste "DELENDA CARTAGO" a quel povero appezzamento di terreno.
ed ultimo, ma non per questo meno importante disagio, rendete il giardino un campo minato in cui non si può camminare, perchè il rischio di una pattinata di merda è ad ogni angolo.
non viviamo in aperta campagna dove una cacca di cane si va a confondere nell'appezzamento di terreno con le cacche di mucca e di pecora, dove ettari di terreno possono assorbire pochi grammi di azoto e fibre e rifiuti organici, dove le piogge porteranno via tutto e dove comunque la concentrazione canina è minima. siamo in una città, dove l'asfalto soffoca quei pochi metri di terra che sono coatretti già a respirare la morchia in formato spray, e dove squadroni di deretani canini sempre più numerosi si alternano per lasciare il loro contributo al terreno oramai riarso e reso sterile da tutte quelle scorie animali.
se avete un cane ne siete responsabili, sempre, anche quando corre libero a villa panfhili, o quando passeggia con voi a Porte di Roma. e se caga, in ognuno dei due posti, è vostro compito far si che una zona con un alta concentrazione di umani non sia resa una sozzeria dalla vostra incuria.
in questo mi spiace dirlo ma i padroni di felini sono molto più responsabili. avete mai visto un padrone di gatto buttare o sversare il "raccolto" di una notte di sabbietta in una aiuolina o per strada? no, di solito educatamente porta il suo sacchetto verso il secchione dello sporco e lo butta.
sarei addirittura, vista la sempre più alta concentrazione di famiglie che ospitano un pet, per la creazione di secchioni appositi in cui buttare solo gli escrementi o la sabbia dei cani e gatti, conigli, papere e maiali, che ultimamente popolano le nostre case.
sempre che i padroni di cani imparino ad usarli, sempre.

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