mercoledì 2 maggio 2012

RIENTRIAMO AL LAVORO

il rientro al lavoro è sempre ostico ma in questo periodo stà diventando per me veramente duro affrontare ogni giorno quella fatica anche minima che richiede l'andare al lavoro. so che c'è chi non ha lavoro e che penserà ma di che si lamenta quella. ne sono pienamente cosciente e sono anche contenta di avere un lavoro tanto tranquillo e leggero che mi permette di essere fatto senza lo stress che avevo prima, in sala operatoria.
però lo stare per sei o nove ore il ufficio, con la schiena che a volte vorrebbe tanto potersi stendere mentre le ernie giocano a rimpiattino lungo la spina dorsale, con l'anca che nella sedia, per quanto comoda, si sente disperata, il pomeriggio che si dilunga infinito e la stanchezza che mi sommerge. anche il bagno sembra lontanissimo per la gamba inrigidita.
oltre tutto vengo da quasi un mese a casa in malattia dopo l'intervento, e da questo lungo periodo di festa che si è protratto con qualche aiutino come una feria qui ed una la. ed ecco che il mio fisico si è abituato a quella tranquilla esistenza casalinga. il ritorno alla routine è pesante e difficile.
e si siritorna in pieno periodo di lavoro, quando arrivano gli inserimenti dei vari reparti, che devono essere fatti entro il 12 e quindi si può dire che sia il periodo più stressante del mio lavoro.
lo so, lo so, è un lavoro leggero, tranquillo, non mi dovrei lamentare. ma provateci voi a lottare con una stanchezza cronica che mi chiude gli occhi massimo alle dieci, sperando in un impossibile pisolino ristoratore, metre in giorni come questi fino alle cinque non posso uscire. provate voi ad avere dei cali di attenzione tali per cui il giorno 3 si scambia tranquillamente con il giorno 8 solo perchè sono simili i numeri. provate voi a dover evitare una specie di spegnimento degli occhi, che mi si sovraccaricano dopo un periodo di lavoro consecutivo che loro valutano eccessivo e che si spengono come un tubo catodico per poi ripartire lentamente .
sono stupide cose che mi danno noia e che mi rallentano sul lavoro, tanto da rendere il tutto più pesante e diffcile. come se la macchina avesse perso l'olio e fosse arrugginita ed impedita nei movimenti.
anche il semplice scrivere il blog a volte mi crea problemi, di cosa dovevo parlare? di cosa stavo parlando? mi sfugge il punto, perdo la linea del pensiero e divago. a volte mi pare di avere la mente di una vecchia novantenne in un corpo che dovrebbe avere 47 anni ma che cade a pezzi.
ci sono quei momenti in cui sono convinta che si tratti solo di un periodo, poi passerà, deve passare. poi mi rendo conto che il periodo si dipana in sei anni di continuo peggiormaento e sono spaventata, veramente spaventata da quello che potrebbe diventare la mia vita, già l'anno prossimo.
riuscirò a trovare la forza di alzarmi ogni mattina e zoppicare fino al lavoro? riuscirò a continare a muovermi in maniera indipendente? riuscirò ad essere autonoma, e per quanto ancora?  a volte ho proprio paura di quello che mi aspetta.

1 commento:

Carolina Venturini ha detto...

Non credo di poter capire come ti senti, cosa provi e cosa vivi perché solo tu conosci le sensazioni, la rabbia, le speranze e le difficoltà della tua vita di ogni giorno. Forse a volte ti senti il ricordo della ragazza energica che eri o forse a volte sei ancora estremamente orgogliosa del tuo coraggio di lottare e mantenere alta la tua dignità, nonostante la malattia tenti ogni giorno di farti perdere la bussola.
Se non riuscirai più a deambulare, se non riuscirai più a fare tante cose, se il tuo corpo ti si rivolerà contro fino in fondo, potrai contare comunque su alcuni capi saldi fondamentali della tua vita: un uomo che ti adora, una famiglia doppia che ti ama, degli amici che ti vogliono bene, dei gatti che ti considerano la loro mamma e morirebbero per te, dei giocatori di ruolo che ti ritengono indispensabile. Quando il buio è buio e basta, questi affetti possono essere piccole luci che diventano briciole di pollicino per ritrovare la via. A volte ci si dimentica il senso delle cose che si stanno facendo perché è solo tempo di cambiamento, di nuova linfa, nuove idee e nuovo rispetto per la vita di ora. Ti abbraccio e rispetto la tua voglia di distanza.

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