giovedì 17 maggio 2012

IL MARE DENTRO DI ME

il mare su di me ha sempre fatto un effetto estremamente calmante. è come se facesse parte della mia vita, e se non posso vederlo fisicamente, è sempre nei miei pensieri.
spesso, quasi sempre per la precisione, per addormentarmi mi immagino mentre lenta sprofondo nel mare, un mare accoglente, caldo, che mi fa sentire sempre protetta e sicura.
il mare che vedo io, nei miei sogni, non è quasi mai un mare chiaro, limpido, da scogliera corallina per intenderci.
no, il mare in cui sono immersa io è un mare torbido, illuminato dall'alto da lame di luce verdastra, non scuro, no quello mai, ma di una lunimosità diffusa, verdastra, quasi lattea.
un mare in cui nuotando intravedo le sagome di navi affondate, di scogli e di altri pesci che come me nuotano indistrubati in quelle calde acque protettive.
un mare, quello che mi accompagna da sempre, in cui a volte mi perdo in foreste di diatomee scure, a volte inseguo pesci per gioco. salgo di rado sulla superficie del mare, perchè in superfice c'è il pericolo, li posso incontrare sconosciuti, posso incappare in tempeste, posso trovare il freddo.
laggù no, la sono al sicuro da tutto ciò. non ho bisogno di nulla, perchè respiro tranquillamente in quel liquido caldo ed accogliente, e non ho pudore da proteggere, nella solitudine di quegli abissi, il calore dell'acque accarezza il mio corpo, mentre i miei capelli fluttuano su di me, come alghe scure.
sono libera come mai mi sento in altri momenti della mia vita, al punto che a volte ho proprio voglia di addormentarmi per poter tornare in quella salvezza e protezione completa.
non ci sono dolori a fermarmi, non ci sono impedimenti a bloccare la mia capacirà di andare dove voglio. posso girare lenta sui fondali sabbiosi, o volare come una razza nelle acque, vedendo sfrecciare ai miei lati vecchi resti di palazzi affondati, navi ridotte a fasciame, alfratti rocciosi o scogliere subacquee.
i colori sono stupendi, nelle varie gradazioni del verde, dal più interso verde erba nelle sciabole di luce che penetrano la superfice, al verde scuro e profondo nei boschi di alghe. a volte dell'azzurro si mescola a quel mare di verde, a vvolte tocchi di colore portati dai pesci o dagli oggetti sul fondo.
e il mare che ho dentro di me.

mercoledì 9 maggio 2012

TORNANDO ALLA PSICANALISI

condivisione. che bella parola.
una parola che riempie le orecchie, rotola leggera sulla lingua, evoca impressioni di vicinanza e di assistenza.
il concetto è al quanto più difficile da applicare, almeno per quanto riguarda me e il mio privato.
la dottoressa ieri mi ha detto che dovrei parlare, con gli altri chiaramente, dei miei problemi, perchè condividere fa bene, aiuta a scaricare dalle proprie spalle il problema, a condividerlo, appunto.
questo blog quando è nato, oramai qualche anno fa, era stato creato proprio a questo scopo: siccome non riuscivo a condividere fisicamente i miei problemi, mi era stato consigliato di condividere con il volto impersonale del web, per aiutarmi comunque in qualche maniera.
non è più facile nemmeno qui per me condividere, è come se un nucleo duro della mia anima si fosse cristallizzato.
riesco ancora a condividere i miei problemi con LUI, a fatica, perchè anche quello ora mi risulta faticoso.
ma bisogni pur provarci no? e che cosa condivido? un evento? una sensazione?
da che parte comincio? come scalpellare via una scaglia da condividere con gli altri del mio muro?
oggi sentivo la radio. era l'ora di pranzo, quindi ero in pausa, facendo la lunga.
mangiavo il mio pranzo e dalla radio è partita una canzone, di Christopher Cross, Best that tou can do, canzoncina carina legata ad un film degli anni 80 con Dudley Moore, filmino carino senza troppe pretese ma divertente.
e mi sono messa a piangere.
ho provato una tale fitta di nostalgia che le lacrime sono scese e nemmeno me ne sono accorta. fortuna che non mi sono messa a singhiozzare altrimenti il mio collega se ne sarebbe accorto e non mi pare proprio il caso.
nostalgia.
quello è stato un periodo abbastanza orrendo nella mia vita. avevo circa quindici anni, ero già sovrappeso, frequentavo una scuola quasi completamente maschile ed ero trattata come un sacco di patate, o come un cane da assalto a seconda del momento. avevo solo una amica, non frequentavo nessuno, ero costantemente depressa  o innamorata di qualcuno che nemmeno lo sapeva ed anche lo avesse saputo non mi avrebbe filato minimamente.
allora nostalgia di che?
forse delle possibilità.
allora avevo ancora tutta la vita davanti, avevo ancora miriadi di estati da passare sotto il sole, a farmi baciare dal mare. avevo ancora anni di scoperte, anni di esperienze. soprattutto avevo ancora un corpo che era perfettamente funzionante. forse dolorante in alcune sue parti, ma ancora al pieno delle sue possibilità. avevo ancora così tanto da vivere, da sentire, da gustare, da sperare e da amare. avevo possibilità, avevo vita fresca e abbondante a disposizione.

le lacrime sono scese mentre le immagini di un periodo assurdo passavano di fronte ai miei occhi.
abiti colorati e abbondanti, pettinature assurde e complicate, e soprattutto tante speranze.

ed ora? il brutto è che mi sento così vuota che di ora non so nemmeno quanto mi importi.
mi aggrappo a quel poco che ancora mi ancora e cerco di rimanere nella realtà, di sentire.
ma non è facile.
condividere.
a volte è doloroso farlo, a volte è doloroso anche subirlo.

martedì 8 maggio 2012

DIFFICOLTA' GIORNALIERE DI NOI DEL CENTRO

i problemi economici che stanno assilando il nostro paese sono sempre peggiori e sempre più difficili da affrontare. le famiglie si ritrovano sempre più con l'acqua alla gola e con difficoltà ad affrontare le spese della vita quotidiana, inevitabili per poter sopravvivere ed avere un tetto sopra la testa, oltre che per vestirsi, andare al lavoro. ed i giorenali riportano sempre nuovi balzzelli, sempre nuove problematiche che spaventano ancora di più.
quando leggo queste notizie inevitabilmente mi vien da pensare a mia madre che vive con 410 euro di pensione, e che deve andare a vivere su al nord, in provincia di Bergamo per riceve un trattamento umano che le permetta di vivere con quella cifra irrisoria. qui a Roma vivrebbe sotto un ponte o in casa mia, perchè da sola non potrebbe nemmeno fare la spesa per tutto il mese con quella miseria, figurarsi riuscire anche a pagarsi la benzina per spostarsi, le spese per la casa, e quanto altro può servire ad una persona per sentirsi un essere umano e non un animale.
eppure è così. io a mi arrabbio quando sento mia madre insorgere nel suo nordismo acceso e dire che al nord si stà meglio perchè qui siamo tutti ladri e nullafacenti, malorganizzati e caotici, perchè il sud è una macchina spremisoldi e basta. mi arrabbio però dentro di me a volte so che è vero.
è vero che se devo trovare una casa al nord, anche in città, magari non proprio al centro ma un po fuori, spendo una cifra accettabile ed ho una vera casa, mentre se faccio la stessa cosa a Roma spendo una follia per un buco infimo che a volte ha anche solo un finto bagno. un esempio?
mia zia vive vicino a Brescia, se dovesse andare a lavorare in città ci metterebbe circa venti minuti, mezz'ora. spende 650 euro per una villetta unifamiliare su tre piani, con due camere da letto due bagni un grande salone con angolo cucina, un giradino al piano intermedio, un garage ed una salone nel piano interrato doppie uscita da casa.
io spendo 700 euro per un monolocoale a circa venti minuti dal lavoro, 45 metri scarsi, che in realtà sono meno, seminterrato, senza luce ne alle due finestrone della camera da letto/sala ne al bagno. ho anche una cucina ma è uno stannzino non vivibile. e sono uma delle più fortunate tra quelli che conosco perchè altri, per una metratura inferiore della mia spendono molto di più, o vivono ancora con i genitori perchè gli affitti non se li possono proprio permettere.
e questo è solo il problema della casa.

se devo andare al pronto soccorso qui a Roma a volte prefersisco vedere se mi passa da solo qualsiasi malessere posso avere, anche un infarto.
l'ultima volta, con un blocco articolare completo degli arti inferiori, tachicardia parossistica e svenimenti, con dei dolori tali che non riuscivano a togliermi dalla seda a rotelle, con me che ripetevo che avevo una resistenza agli antidolorifici dovuta da un uso continuo di antidolorifici di tipo oppiaceo, mi hanno tenuto li, undici ore, senza un esame ne obbiettivo ne clinico ne biochimico ne di altro tipo, nemmeno una stupida lastra del bacino che era la parte più dolente ed immobilizzata, dandomi il coefferalgan, e guardandomi periodicamente, prima in saletta di attesa insieme a tanti altri dolenti confinati nel purgatorio del pronto soccorso, poi su un lettino e sono stata fortunata perchè mi avevano anche messo su un lettino alla fine.
mia madre è andata al pronto soccorso per un dolore al petto di lieve intensità ed in pochi minuti è stata ricoverata e sottoposta a tutti gli accertamente possibili ed immaginabili, compresi tac toracica ed esami del sangue di ogni tipo. l'hanno tenuta per non più di sei ore facendola uscire tranquilla e piena di accertamenti, con una diagnosi ed una serie di problematiche secondarie che hanno comunque evidenziato e per cui le hanno consigliato altri accertamenti.
il tutto con una cortesia ed una prontezza che qui a Roma ci si sogna.
dispiace dirlo ma è proprio vero che esiste questa discrepanza assurda tra nord e sud. questi sono due soli esempi ma quanti altri ce ne sono che mia madre con sommo dispiacere mio mi sventola sotto il naso.
alcuni? la loro carta regionale, una specie di carta di credito di plastica che viene conseganata ai residenti, funge da codice fiscale, da tessera sanitaria, da carta sconto per i distributori consociati con la regione, che per i residenti che usano il gpl o il metano ha attuato degli sconti sul prezzo del carburante. funge anche da documento identificativo e da accesso ad una serie di agevolazioni che la regione mette in atto per i residenti, specie se in pensione.
Roma, con tutta la sua prosopopea di Roma capitale, vuole togliere gli sconti per i pensionati sui mezzi di trasporto, ed ogni anno è lo stesso tira e molla con l'ATAC che piange miseria e superpaga i suoi dirigenti, che sono quasi più dei dipendenti semplici; ancora rilascia le carte di identità in carta, e senza nemmeno più plasticarle come un tempo perchè costava troppo. la patente spesso ancora di carta in alcune zone. la tessera sanitaria serve giusto per prendere le medicine e i gratta e vinci nei centri commerciali. sconti o trattamenti speciali ai residenti? e cosa sono? persino in toscana la regione riconosce ai residenti più trattamenti agevolati che da noi, hanno già la produzione delle carte di identità a tessera plastificata, così come la patente, che io avendo preso la patente in toscana ho già in plastica tipo tessera mentre altri del mio giro hanno ancora la bandierina rosa .
eppure ci sentiamo ancora così boriosi, con le nostre famiglie sull'orlo della povertà cronica, con gente che per mangiare va alla caritas altrimenti non avrebbe i soldi per poter pagare la casa. ci sentiamo il centro del mondo con i giovani che non hanno lavoro, e spesso e volentieri non lo cercano nemmeno perchè tanto non si trova.
ed a volte on si vuole nemmeno perchè magari troppo faticoso. anche qui se volete ho un esempio. ero io presete mentre un padre diceva al proprio figlio, bello satollo e molto ma molto coatto: guarda che X ti offre un lavoro come guardia a quel parcheggio di scambio Y, solo i festivi e prefestivi ma sono 50 euro al giorno. oltre tutto si avvicina il ponte di non ricordo cosa e sono quattro giorni di seguito. la risposta dello scimmiesco figlio stravaccato sulla sedia di fronte a me?
noooo, e mica posso andà al lavoro nei festivi... è il periodo di riposo quello mica posso fa pure quello io... il parde rincara scusa caro ma non hai nient'altro da fare, quella è una buona occasione.... ed il bamboccione imperterrito è no, mica posso fa una cosa del genere,nnno? il festivo no, mandace Z va, a me proprio non interessa.
e poi mi parlano di difficoltà a trovar lavoro.
va be qui si esce di tema
stavamo parlando della difficoltà nel sbarcare il lunario non degli indecenti giovani virgulti pieni di voglia di lavorare, ma poco, leggero e per un bello stipendio.
e di difficoltà prurtroppo ne so qualcosa anche io.
come famiglia noi siamo anche fortunati, con due stipendi anche se uno precario e non proprio immenso (diciamo scarsino va) riusciamo a coprire tutte le spese vive, a mettere via qualcosa ed anche a permetterci ogni tanto la cena fuori o il cinema..
ma dobbiamo stare molto, molto attenti, spesa calcolata, scegliendo per le cose fresche il mercato con il fruttivendolo che ci dice cosa va bene e cosa no e a prezzi accessibili, dosi piccole che durano. per il pesce no, quello è meglio nei supermercati di marca, lo si trova buono, fresco e lo paghi anche la metà rispetto al pesciaiolo del mercato che vende il pesce a carati.
per la carne solo quella di quel macellaio, buona, e un poco cara ma misurata e mica tutti i mesi.
per il grosso, discount o hard discount, con prezzi migliori anche se le marche non sono proprio conosciute.
le feste? ma se proprio dobbiamo farle facciamole in casa, va che costa meno e meno male che io so cucinare.
i vestiti? ci sono ottimi negozi che vendono capi d'abbigliamento femminile a prezzi ottimi, e se si aspetta l fine serie li svendono a poco, come Bon Prix o Kiabi, posti dove le cose sono carine, anche di taglia grande e costano poco. dici che durano anche poco? a parte che non è vero ma anche fosse mi darebbe la scusa l'anno prossimo per comprarmi una maglietta nuova, cosa che magari farei comunque ma che in questo caso almeno non mi costa un occhio della testa.
per lui? si cerca. ci sono negozi di marche un po meno famose che hanno prezzi ottimi per abiti e giacche, magari non sono Pitran ma i calzoni hanno esttamente la stessa durata: un inverno al massimo per l'uno o per l'altro.
e con questo anche per oggi ho terminato il mio pianto greco.
credo però che il prossimo post se ci riesco lo faccio di consigli, almeno quei posti che conosco  li metto in comunione con chi può approfittarne.
ciauz

venerdì 4 maggio 2012

LA TELEVISIONE SPAZZATURA COLPISCE ANCORA


Qualcuno, forse più furbo di me, può trovare un collegamento tra i Templari e l'affondamento della Costa Concordia? nemmeno a me sembrava che tra le due cose ci fosse nulla a che spartire. almeno fino a ieri sera, quando zappingando prima di coricarmi, sono incappata in quella trasmissione che considero demenziale che corrisponde al nome di "MISTERO". una accozzaglia di sensazionalismi su base inesistente e di ipotesi campate in aria che si susseguono di speciale in speciale all'interno di un format che mantiene persone che altrimenti non potrebbero lavorare. questo più o meno è quello che ho sempre pensato del programma.
ieri poi ne ho avuto la conferma assoluta.
sullo schermo è comparso il misterioso Adam Kadmon, l'uomo che deve vivere nascosto a causa delle sue tesi che altriementi ne metterebbero in pericolo la vita ( e qui mi sorge il dubbio sul fatto che la gente abbia veramente poco da fare se per le sue ipotesi strampalate c'è qualcuno che perde il suo tempo a cercare di far fuori quel tizio) che comincia parlando dell'affondamento della Costa Concordia, a causa di un inchino fatto nel posto sbagliato ed al momento sbagliato, usualmente fatto senza permesso ed al di fuori di qualsiasi legalità, ma assolutamente nell'uso comuneb di molte compagnie di Crocera.
da quelle immagini e dalla descrizione di quel naufragio è passato a parlare dei templari e della loro triste fine piena di torture e assassini, perpetata oramai centinaia di anni fa ma sempre ardentemente bruciante nel petto dei complottisti. la data dell'inizio della loro persecuzione è il 13 ottobre del 1307 ed il nostro Adam ci tiene a ricordarla con enfasi: viene ricordato come in quella data furono imprigionati e torturati i grandi dell'ordine con tanto di ricostruzione drammatica delle scene. poi da questa loro fine indecorosa si passa alla descrizione di altri ordini moderni come i massoni ed i rosa croce, che guarda caso nascono tutti con simil-ricordi legati ai templari, sempre a detta del nostro Adam,che afferma anche come tutti abbiano avuto nel loro passato, e forse anche nel loro presente, la figura degli illuminati a legarli in una crociata che li unisce per la conquista del mondo tecnologico ed economico così come oggi lo conosciamo. ed è incredibile come  proprio il 13 dicembre del 2011 la nave, colpevole di avere sul fondo di una delle piscine il simbolo del giglio che comare nella foto che lui mostra nel programma ma che io non ho trovato da nessuna parte, si sia inchinata e sia stata "sacrificata" sugli scogli dell'isola del Giglio, famosa per il suo legame con la storia dei Templari e legata anche in qualche modo alla loro rinascita. se gli illuminati esistessero ancora non avrebbero potuto scegliere meglio il loro gesto di ricordo.

Li devo dire che il mio cervello ha fatto tilt. che cosa lega il 13 ottobre del 1307 al 13 dicembre del 2012? il 13? capperi che analogia, quale sottile richiamo al periodo.
 non certo nell'anno che non ha minimamente richiami nei numeri e non sancisce nessun anniversario particolare ( tra le due date ci sono 705 anni quindi nulla di particolare) ma che sarebbe stato troppo scontato e facile da individuare, non il mese, che risulta sfalsato di due ed oltre tutto anche quello di una banalità insulsa, ma il giorno, quella si che è una data significativa, importante,  in fondo quello ricorre solo una volta al mese e vuoi che capiti proprio nello stesso giorno che nel 1307 vengano arrestati i templari e nel 2011 affondi una nave?
che la spazzatura culturale fosse quantomeno torbida e contorta lo sapevo, ma quello che veramente mi da noia è che si vada a speculare su una cosa come quell'incidente, (che per la deficenza di una intera società navale che spinge i propri capitani a gesti pericolosi al solo scopo di rendere più spettacolare una crocera ha sacrificato la vita di tanti vacanzieri innocenti), per tirare fuori delle ipotesi così campate in aria e raffazzaonate alla meglio da essere assolutamente insulse e stupide. la pochezza della televisione spinge veramente a tirare fuori le peggio ca...volate dalla bocca di gente .
ed è meglio che persone come questo Adam Kadmon, (o Kondom?) si nasconda altrimenti alla fine, qualche parente inca..volato veramente, che sente prendere per il sedere i propri cari in questa maniera, magari ad andare a rimettergli a posto i  connotati ci pensa veramente, altro che le sette segrete.

mercoledì 2 maggio 2012

IL DIFFICILE LAVORO DI ANDARE AVANTI CON IL POCO CHE SI HA

oramai è indubbio.
l'italia è diventata veramente invivibile. i soldi che prima prendevamo come stipendio ora non valgono nulla e non sembra che la cosa debba migliorare; i pochi soldi che avevamo messo da pare ci sono stati smezzati dalla  crisi che ci ha lasciato quasi in ginocchio, mentre la speranza di potersi un giorno fare una casa propria, un proprio posto diventa chimera sempre più irragiungibile.
e non ci sono magici aiuti che vengono a sollevare le nostre sorti. i lavori sono sempre più difficili da ottenere, e se si ha si deve sperare di non perderlo. sono sempre più sottopagati e non permettono a volte di mantenere una casa o una vita autonoma. fortuna chi ha un compagno, o compagna, perchè due stipendi, per quanto precari , permettono di avere una vita se non proprio agiata almeno autonoma, altrimenti il destino è quello del "bamboccione" come è stato carinamente definito colui che vive ancora in casa con i genitori, senza tenere conto che per uscire di casa si deve poter avere un'altra casa che ci accolga altrimenti i bamboccioni diventano senza tetto.
 ed una volta che hai trovato il tuo stipendio gemello, oltre che l'anima gemella,la casa che ti puoi permettere, in affitto, è un buco, la luce stai attento a risparmiarla il più possibile, se hai il riscaldamento autonomo diventi un grande sostenitore dei pesanti maglioni invernali e decanti il piacere di dormire sotto pesanti coperte ma sentendo il fresco dell'inverno sul viso. il gas si usa solo per cucinare e lavarsi una volta alla settimana, tanto per le abluzioni giornaliere va bene anche l'acqua fredda.
tutto diventa centellinato e difficile da fare. se si vuole andare fuori a cena si fa magari una volta al mese e in posti che si conoscono e che non hanno costi eccessivi, altrimenti si lascia perdere e ci si vede a casa di uno o dell'altro.forse è proprio per questo che in italia si stà riscoprendo il piacere della cucina di qualità, per cui sempre più persone si cimentano attorno ai fornelli, in fondo con quello che costa farsi un filetto al pepe verde con antipasto e bibite al ristorante, a casa puoi imbandire una bella cena abbondante per due,  anche a base di carne se sai dove andare a comprare e sai scegliere il taglio giusto.
e non parliamo di comprarsi una macchina. perchè le niche che sono alla nostra portata, facendo anche i salti mortali sono quelle che hanno un costo che va dai 6000 ai 20.000 euro, e stiamop parlando di sforzarsi vermanete tanto, di fare rate che possono arrivare alle 350.00 euro al mese per anche sei anni, che poi non sono mai sei anni perchè c'è sempre anche il settimo di interessi. a volte le macchine ordierne a sette anni manco ci arrivano, e ti coatano un occhio in riparazioni perchè sono spesso fatte con i piedi, perchè sono macchinette da poco. e certo noi siamo lo starto basso della società automobilistica, mica spendiamo 35.000 euro per comprarci un suv, mica abbiamo 40.000 euro per comprarci l'ammiraglia di qualche cadegoria. siamo quelli che entriamo e valutiamo se possiamo fare a meno o no della radio, del navigatore,e magari anche dell'abs.
oramai per riuscire a vivere in italia si deve fare così, ci si deve arragiare, e arrangiare al meglio se si vuole avere una vita decente e non indebitarsi fin sopra le orecchie. una regola d'oro ad esempio è mai fare un debito mentre se ne stà già pagando un'altro. se ti sei appena comprato la lavratrice a rate non comprarti anche il cellulare e la stampante, tanto sono rate piccolissime. le rate piccolissime si sommano alla fine e si accaniscono sul tuo stipendio impedendoti di arrivare a fine mese. ho parenti che hanno fatto questo errore e che ancora stanno sputando sangue per finire di pagare rate di oggetti che magari nemmeno hanno più.
un'altro errore fatto da un amico, che insegna molto bene cosa non fare, è quello di usare le carte di credito. sono veramente maledette quelle cosine di plastica, e possono rovinare la vita. perchè hanno tassi di interesse altissimi, e si usano continuamente quindi il debito continua ad aumentare anche se si paga ogni mese una cifra da capogiro. l'amico di cui parlavo ha messo anni per liberarsi di questo vampiro stipendiale, tanto che ora che ha finito gli sembra di aver avuto un aumento di stipendio.
attenzione a queste trappole, specie in periodi in cui i soldi già di per se non bastano ad arrivare a fine mese, tra affitto e bollette, cibo e inprevisti.
lo sguardo vola verso i confini e guarda con desiderio altre realtà che però sono inaccessibili a chi non abbia già opportunità di lavoro aperte, perchè anche all'estero, dove si stà meglio per certi versi, e peggio per altri, si deve lavorare, e ci deve essere il lavoro per poterlo fare.


RIENTRIAMO AL LAVORO

il rientro al lavoro è sempre ostico ma in questo periodo stà diventando per me veramente duro affrontare ogni giorno quella fatica anche minima che richiede l'andare al lavoro. so che c'è chi non ha lavoro e che penserà ma di che si lamenta quella. ne sono pienamente cosciente e sono anche contenta di avere un lavoro tanto tranquillo e leggero che mi permette di essere fatto senza lo stress che avevo prima, in sala operatoria.
però lo stare per sei o nove ore il ufficio, con la schiena che a volte vorrebbe tanto potersi stendere mentre le ernie giocano a rimpiattino lungo la spina dorsale, con l'anca che nella sedia, per quanto comoda, si sente disperata, il pomeriggio che si dilunga infinito e la stanchezza che mi sommerge. anche il bagno sembra lontanissimo per la gamba inrigidita.
oltre tutto vengo da quasi un mese a casa in malattia dopo l'intervento, e da questo lungo periodo di festa che si è protratto con qualche aiutino come una feria qui ed una la. ed ecco che il mio fisico si è abituato a quella tranquilla esistenza casalinga. il ritorno alla routine è pesante e difficile.
e si siritorna in pieno periodo di lavoro, quando arrivano gli inserimenti dei vari reparti, che devono essere fatti entro il 12 e quindi si può dire che sia il periodo più stressante del mio lavoro.
lo so, lo so, è un lavoro leggero, tranquillo, non mi dovrei lamentare. ma provateci voi a lottare con una stanchezza cronica che mi chiude gli occhi massimo alle dieci, sperando in un impossibile pisolino ristoratore, metre in giorni come questi fino alle cinque non posso uscire. provate voi ad avere dei cali di attenzione tali per cui il giorno 3 si scambia tranquillamente con il giorno 8 solo perchè sono simili i numeri. provate voi a dover evitare una specie di spegnimento degli occhi, che mi si sovraccaricano dopo un periodo di lavoro consecutivo che loro valutano eccessivo e che si spengono come un tubo catodico per poi ripartire lentamente .
sono stupide cose che mi danno noia e che mi rallentano sul lavoro, tanto da rendere il tutto più pesante e diffcile. come se la macchina avesse perso l'olio e fosse arrugginita ed impedita nei movimenti.
anche il semplice scrivere il blog a volte mi crea problemi, di cosa dovevo parlare? di cosa stavo parlando? mi sfugge il punto, perdo la linea del pensiero e divago. a volte mi pare di avere la mente di una vecchia novantenne in un corpo che dovrebbe avere 47 anni ma che cade a pezzi.
ci sono quei momenti in cui sono convinta che si tratti solo di un periodo, poi passerà, deve passare. poi mi rendo conto che il periodo si dipana in sei anni di continuo peggiormaento e sono spaventata, veramente spaventata da quello che potrebbe diventare la mia vita, già l'anno prossimo.
riuscirò a trovare la forza di alzarmi ogni mattina e zoppicare fino al lavoro? riuscirò a continare a muovermi in maniera indipendente? riuscirò ad essere autonoma, e per quanto ancora?  a volte ho proprio paura di quello che mi aspetta.

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero