lunedì 3 dicembre 2012

strano Natale

non ho ancora fatto i regali di Natale.
 per la maggior parte di voi sarà una notizia che cade tra le altre, in fondo la maggior parte delle persone fa i regali la sera prima, di corsa, prendendo quello che capita, solo perchè il regalo è un obbligo per la festa.
chi mi conosce invece sa che è sintomo di qualcosa che va male, molto male.
io i regali li comincio a pensare a gennaio praticamente, e duirante l'annno li accumulo, tanto che di solito ad ottobre LUI comincia a sbraitare per i pacchetti che gli invadono casa e che non li vuole più vedere, e che il Natale dovrebbere essere una festività decennale e via dicendo.
ma per me il Natale è uno stato dell'anima, uno stato di grazia in cui sono praticamente tutto l'anno ma che nel mense di dicembre acquista uuno spessore quasi fisico, una sensazione di gioia che a stento contengo.
di solito.
ma quest'anmno non ho ancora fatto un regalo.
quest'anno è la prima volta nella mia vita in cui l'avvicinarsi di Natale mi trpova sprofondata in una depressione così profonda che a stento parlo. mi guardo attorno e tutto ha lo stesso colore, nulla mi esalta, passo ore davanti al pc a giocare, potessi non mi muoverei dal letto per tutto il giorno, non ho fame, non ho voglia di niente. e non ho vogli a di Natale. ho addobbato al lavoro ma stavo addirittura pensando di non fare nemmeno l'albero a casa quest'anno. ho continuamente voglia di piangere, ed ho una sensazione di vuoto e di freddo dentro, in quel posticino che di solito è così caldo da scaldare anche gli altri, che mi sento spersa, aliena a me stessa.
muovere il viso per sorridere è una fatica come quella di alzarsi dalla sedia, o di salutare qualcuno. mi sforzo di farlo, ma dentro avrei voglia di mandare tutti al diavolo, tutto mi urta, tutto mi da noia, tutto è di troppo.
anche nel mio ufficio dove siamo tre persone taciturne e tranquille, mi sembra che le altre persone siano di troppo,
vorrei tanto esistesse la 151 per se stessi, mi prenderi due anni sabatici e .... non so al momento probabilmente mi chiuderei in casa e basta.
ho sonno. quello si, quello tanto, al punto che a volte mi addormento al lavoro per qualche secondo di fronte al monitor, magari mentre lavoro. dormirei continuamente, meno che di notte, quando il sonno che mi travolge è ostacolato dai dolori che mi svegliano ad ogni cambio di posizione, e che ogni volta che mi sveglio, mi si sveglia la vescica e quindi mi manda a far pipi anche tre quattro volte a notte.
il sonno mi impedisce anche di visionare bene il monitor perchè mi incrocia gli occhi e devo passare il tempo a scuotere la testa per cercare di risvegliarmi prima id scrivere qualche panzana.
a peggiorare la situazione il fatto che al momento non ho nulla da fare in attesa come sono dell'arrivo del materiale che dovrò lavorare questo mese per gli stipendi di dicembre e che deve arrivare presto altrimenti ciao ciao stipendi natalizzi.
spero che le cose migliorino quando il materiale com,incerà ad affluire al tavolo tra telefonate di sollecito, controllo delle carte e immissione dei dati.
però ancora non ho comprato un regalo.
natale tremendo.

giovedì 29 novembre 2012

facciamo polemica

facciamo anche oggi un po di polemica che ci stà bene.
io vengo da Grosseto, una piccola cittadina molto provinciale della bassa toscana. è una bella cittadina anche se è la morte sociale: pulita e tranquilla, ha una popolazione che vira all'anziano ma non manca di nulla.
venendo da una realtà del genere si capisce come una città della categoria di Roma possa accecare nelle sue mille luci. però è anche vero che proprio venedo da una realtà del genere si vedo le mille storture che non ci si aspetterebbe da una grande ed evoluta metropoli, o almeno da una città che vorrebbe essere riconosciuta come tale.
parlo di piccole cose, come che so la carta di identità tipo card che a Grosseto fanno da anni e che ancora non sanno cos sia a Roma, parlo di computer in rete in ospedali piccoli come Massa, vicino a Grosseto, mentre a Roma un reparto non sa cosa stia facendo la sua sala operatoria, e la segreteria non sa gestire nessuna delle due, senza parlare dello spreco assurdo di carta per documenti in xuplice copia perchè l'informatizzazione è più evoluta nel Congo Belga.
però oggi voglio fare polemica su qualcosa di più terra terra, qualcos che tocca tutti noi, dal ricco al povero, dall'infermiere al politico.
quante volte vi è capitato di uscire la matina presto, pronti perla vostra giornata in ufficio, e mentre andate verso la macchina vi trovate a passare di fronte ai bidoni dello sporco che sonmo stati accuratamente rovesciati del loro contenuto sul marciapiede, con i sacchetti dello sporco aperti, oggetti e scarti che invadono tutto il piano stradale in mucchietti sparsi o accostati, mentre il bidone langue a bocca aperta come un povero affamato a cui sia stato fatto vomitare tutto il cibo.
credo che un po tutti sanno chi sia il colpevole di tanto sfacelo che si perpetra a qualsiasi ora del giorno e della notte: gli zingari.
mi spiace, passerò probabilmente per razzista, ma troppe volte mi sono trovata a passare vicino a questi individui, soprattutto donne di solito, con lunghi uncini , i loro gonnelloni sporchi da cui pendono un numero imprecisato di bambini luridi, riunitie a volte in gruppi di due o tre, che frugano attente nello sporco altrui, alla ricerca di quello che gli altri scartano.

voi direte sei ingiusta, lo fanno per fame non dovresti giudicarli ma avere comprensione e magari aiutarli.
primo: a giudicare da quello che portano al collo ed hai polsi spesso, sono convinta che stiano meglio di me a soldi, io certe cose non posso permettermele nemmeno rateizzando la spesa.
secondo: avete mai provato a portare del cibo a questi individui? vi guardano male, tirano via i bambini se si accostano per prendere quello che avete da offrire e chiedono soldi, altro che cibo, anche quando hanno cartelli con scritto, date soldi per sfamare mio figlio o simili. provato di persona e più di una volta.
corollario al secondo: se una madre italiana, con un lavoro, che vive da sola, ha problemi a gestire le sue assenze da casa per lavoro, ma comunque segue la salute del figlio e lo mantiene nei canoni della decenza e della civiltà, rischia comunque di essere tacciata come cattiva madre assenteista e di vedersi tolto il figlio dalla legge. queste donne che fanno vivere i loro figli per strada, sporchi come nemmeno le scimmie, sono, abbandonati a se stessi in mezzo ai rifiuti che stanno frugando, spesso spinti a venirvi incontro con la manina tesa a chiedere qualche spiccio, ebbene a queste madri nessuno contesta una carenza di educazione e di attenzione verso il figlio e nessuno pensa di allontanare quei piccoli da quella situazione indecente e metterli in un istituto  assistenziale. scusate ma questa è uan cosa che mi fa veramente uscire dai gangheri.
terzo: vuoi frugare nello sporco alla ricerca di chissà quale tesoro? e chi se ne frega, però poi rimetti tutto nel bidopne in modo che la gente possa trovare delle strade decenti invece che dei tappeti di mondezza su cui camminare disgustata.
no, mi spiace, non ho la minima comprensione per quel genere di persone che ha una tale carenza di rispetto per il prossimo da non capire la differenza tra il procurarsi ciò di cui si necessita o che si desidera, e l'imbrattare ogni cosa per i propri interessi fregandosene altamente del resto.
e qui pesa la mancanza di una struttura di polizia che si occupi di fermare questo scempio indecente, e una legislazione adeguata alla punizione di questi atti criminosi.
cosa proporrei io? di fermare questi individui in blocco, di mettere i bambini in strutture protette dove possano essere accuditi ed assistiti come esseri umani e non come cuccioli di cane randagio, e di obbligare gli adulti colpevoli del danno civile ad un periodo di lavoro sociale, con i ceppi alle caviglie, in bei tutoni arancioni, per le strade, con le guardie che li seguono a vista, occupati di ripulire la strada da questa indecenza.
si sono per la punizione fisica, sono per i lavori forzati, che finalmente renderebbero tutti i nostri carcerati, che si lamentano dello spazio ristretto delle prigioni ed intanto hanno a disposizione pc, televisione, due pasti gratuiti al giorno ed un letto, cose che alcuni. al giorno d'oggi, con la crisi finanziaria che c'è, anche se sono individui produttivi per la società non hanno più.
io prenderi tutte le carceri, le scinderei in piccoli istituti e metteri tutti ai lavori forzati perchè se hai sbagliato, se hai fatto un reato di qualsiasi tipo, non è giusto che per pagarlo tu vada in una struttura che provvede a mantenerti ed ha curarti gratuitamente con la scusa che le carceri dovrebbero rieducare e non punire. se sei in galera dovresti essere punito altro che, ed anche pagare il tuo mantenimento, e per farlo dovresti lavorare, costruire strade, lavorare nei campi, lavorare in cantieri edili, o appunto pulire le strade.
so che quanto stò dicendo farà scoppiare uno sdegno infinito in alcune persone, ma io sono stufa di mantenere chiunque, dal politico corrotto allo spacciatore arrestato.
sonbo stanca di andare al lavoro nonostante tutto, per poter pagare i miei debiti e per mandare avanti la mia famiglia, mentre c'è gente che se ne frega delle leggi civili, ruba, imbratta, distrugge, inganna, uccide e rovina la gente, tanto sa benissimo che la punizione sarà irrisoria o, se è molto fortunato, anche inesistente, magari per lungagini burocratiche.

martedì 6 novembre 2012

anche oggi moriamo un poco

anche oggi come ogni mattina, giunta al lavoro prima di cominciare ad immergermi in cifre ed orari ho dato un ascorsa al giornale, tanto per tenermi aggiornata, ed anche oggi purtroppo mi sono ritrovata di fronte alla solita storia di maltrattamenti, dolore e morte in una coppia, con lei dalla parte della vittima, anche se questa volta prima di morire lei ha preferito uccidere lui.
inutile fare nomi o dare riferimenti, ogni giorno si possono trovare su qualsiasi giornale storie uguali a questa.
lei che si innamora di lui, e lui che, prima, si mostra come una persona tranquilla ed equilibrata, almeno fino a che non scatta il senso di possesso che lo fa diventare una bestia, perchè solo di bestie si può parlare, con tutto il rispetto per le bestie.
un violento che per dimostrare la propria superiorità, il proprio dominio in casa, o per sfogare le proprie frustrazioni, usa la donna che gli stà accanto come mezzo di sfogo, come oggetto, come pungiball.
o peggio una persona che accecata da una gelosia che è più per la proprietà che per amore, sfoga questa sul corpo della donna, che sia colpevole o meno di quello che gli viene imputato di volta in volta.
e allora giù botte, insulti, violenza fisica e mentale, quando non sessuale, perchè per dimostrare che lei è sua nulla è vietato, e per di più fino a qualche anno fa la violenza sessuale in famiglia non era nemmeno riconosciuta come tale.
e lei che subisce tutto, prima di tutto perchè lo ama, e poi perchè in fondo, in un piccolo angolo della sua mente sente che forse è colpa sua quello che stà succedendo, forse lei non è una buona compagna, amante, moglie. in fondo lui tra una scarica di botte e l'altra le dice che l'ama, che lei è la sua vita, che non potrebbe andare avanti senza di lei e questo la lusinga, la fa sentire importante, le da un senso di importanza che diventa la sua prigione. ed a volte si giunge al punto che alcune si sottopongono a quella tortura perchè l'insicurezza è tale che giungono acredere che solo così potranno migliorare e divenire buone compagne.
donne che subiscono senza ribellarsi, magari per anni, donne che perdono la loro essenza, il rispetto per se stesse, il coraggio e la forza. donne che oramai dipendono da quello che lui decide per loro e che spesso non trovano la forza di reagire a quella situazione fino al momento estremo, quello in cui lui esige il pagamento supremo per il suo amore, la loro vita.
io sono donna. ho incontarto molti uomini nella mia vita, non sono una santa. ed ho avuto anche io la mia dose di piccoli sopprusi.
non mi sono mai fatta mettere le mani adosso, questo no. sono abbastanza forte, o almeno lo ero, da impedire che qualcuno facesse una cosa del genere e so che se ci avesse provato io avrei reagito, e non molto bene, e la mia famiglia, credo che avrebbe potuto diventare pericolosa.
però nella mia vita ho avuto chi, per un periodo, ha cercato di imporre la sua personalità sulla mia, anzi peggio, ha cercato di imporre l'immagine di me che si era fatto su di me, ha cercato di far si che la mia essenza, le mie scelte la mia mente si chinassero e si allineassero a quelli che erano i suoi desideri, le sue scelte.
ricordo ancora quando diceva che lui mi amava ma che avrei dovuto cambiare per renderlo felice perchè in fondo era giusto così, ero io che dovevo adeguarmi ad essere quella che lui desiderava fossi, ero io che non capivo come quella che ro fosse solo una bozza mal disegnata di una vera donna e che per amore suo io avrei dovuto diventare quello che lui voleva amare, ed in fondo lo faceva anche per me ed avrei dovuto essere grata dei cambiamenti che lui voleva perchè mi avrebbero solo migliorata.
forse perchè mi sentivo in colpa per la fine della mia storia precedente, forse perchè anche io pensavo che era colpa mia se non ero all'altezza delle sue esigenze, forse perchè tutti nella vita vivono il periodo del bischero in cui devono fare qualche grosso errore nella vita, fatto stà che cercai di cambiare, di adeguarmi.
lo feci per un anno.
per un anno mi sono piegata a desideri e scelte che non erano mie, che erano quanto di più lontano ci fosse dalla mia personalità, solo perchè era quello che lui voleva. ero felice quando dopo essermi vestita e truccata ed acchittata come lui voleva che io mi preparassi, mi guardava e diceva "ora si che sei come desideravo, ti amo sai?"
per una anno ho annichilito il mio vero io  sperando che lui a sua volta cambiasse per me, che lui mi venisse incontro che lui capisse alcune cose di me e le accettasse.
ma non era così.
ed alla fine, grazie al cielo, è arrivato LUI.
LUI è l'uomo che ho accanto ora, l'uomo che quando mi ha visto la prima volta, senza nemmeno che parlassi quasi, ha capito come ero veramente e si è stupito di quello che cercavo di diventare, perchè quello che ero per lui era bello così come era, senza dovermi cambiare per un qualcosa che non ero io.
so che stavo per giungere già alla saturazione della mia capacità di sopportazione ma forse LUI mi ha dato la spinta che mi necessitava, per aprire gli occhi e vedere che in effetti, l'altro non amava me ma un'immagine di me che si era fatto ed a cui io avrei dovuto conformarmi per tutta la vita. ed in quel momento mi sono resa conto del grande errore che stavo facendo, anzi del grande ORRORE che stavo facendo. perchè in fondo io stavo cercando di uccidere con le mie mani me stessa per diventare l'immagine che quello voleva da amare.
e quella immagine non era minimamente all'altezza di quella che io sono.
forse è stato quel momento che mi ha fatto fare un salto sulla strada dell'autocomprensione e ho capito li il vero valore di ciò che sono.
io sono un esere ricco, pieno di sfaccettature, alcune belle ed alcune brutte, ma tutte facenti parte di me. sono varia, sono profonda, e soprattutto sono bella, al di la dell'apparenza, dei bei vestiti, dei tacchi e del trucco al di la del peso, di un bel viso o di un bel fisico. sono bella perchè sono vera, perchè sono schietta e sincera quando mi mostro agli altri, senza nascondermi dietro a troppe maschere.
e soprattutto sono fortunata.
perchè oltre ad aver capito il vero valore di me stessa ho trovato chi di questa me stessa, complessa, difficile ed a volte insopportabile, si è innamorato, e l'ha accettata così comè, senza cercare di cambiarla, ed io mi sono innamorata di LUI, delle sue difficoltà e delle sue preziose caratteristiche, accettandolo per quello che è senza volerlo cambiare.
come dicevo io sono stata fortunata, ma ho anche sempre saputo di avere un valore, anche nei momenti in cui quel valore stavo pensando di rinnegarlo.
forse quelle donne che sono meno fortunate di me e che da quella specie di prigione che gli uomini le costruiscono attorno, con il loro amore o il loro desiderio di farle diventare ciò che desiderano, non riescono a liberarsi perchè non sanno di valere, non si rendono conto che quei cambiamenti che si vedono imporre con le botte o con le parole ed i ricatti d'amore le impoveriscono, le depredano di parte di loro stese, le rendono deboli e sottomesse.
ogni donna è bella per quella che è, come lo è ogni uomo. quando due entità difficili e ricche di complessità e di profonde differenze come sono un uomo ed una donna, si incontrano e decidono di amarsi, lo dovrebbero fare coscienti che quello che si trovano di fronte è un individuo che ha le sue specificità e le sue proprie particolarità e che andrebbe accettato per quello che è, non un oggetto in cui imporre l'impornta di ciò che si desidera veramente, volente o nolente.
ne che la persona con coi si decide di condividere la propria vita è solo un mezzo per scaricare le proprie frustrazioni ed i propri demoni.
ed invece sempre più donne perdono la loro vita, morendo, ficicamente o spiritualmente, per mano di un compagno, di una marito, di un fidanzato, a anche di un ex, che non poteva accettare che quell'individuo, quella donna che aveva di fronte, non era un mero oggetto del loro desidero, un loro possedimento che ha cercato di fuggire, o un qualcosa il cui valore è così basso da poterlo uccidere impunemente.

e così muoiono. così moriamo. ed in fondo la colpa è anche un po nostra. perchè ogni volta che una donna muore per mano di un uomo violento, possessivo, geloso, dietro c'è una madre che non ha saputo insegnare al bambino che una volta era quell'uomo, il vaolre delle donne, non gli ha fatto conoscere la loro fragilità e la loro forza, la bellezza che hanno le loro peculiarità e le loro differenze, ha permesso che in lui non si sviluppasse il rispetto che si deve ad ogni individuo chi sia uomo o donna, e ha cretato il mostro che un giorno ucciderà.

venerdì 2 novembre 2012

UN SOGNO

stanotte ho sognato di essere morta.
ero di fronte al ponte sull'arcobaleno, quello che divide la terra dei vivi da quella dei morti per gli animali.
lo attraversavo e dall'altra parte, ad aspettarmi, c'erano quegli animali a cui ho voluto molto bene nella mia vita. c'era prima di tutto Molly, la mia bellissima Pastore Torvonou, il cane della mia infanzia, che ho avuto quando avevo un anno e che è cresciuta con me come una sorella, intelligente al punto che se avesse potuto parlare sarebbe stata meglio di molti umani che ho conosciuto. era di nuovo nella sua giovinezza, bella come il sole, bionda come una svedese, con zampe agili e leggere, piena di voglia di correre e giocare. accanto c'era Drago, il mio Maincoon trovatello, il gatto più bello del mondo ed anche lui di una intelligenza particolare. bello come era nei suoi momenti migliori, col folto pelo rosso ed oro che si muoveva piano nel dolce vento, la lunga e spumeggiante coda a punto nterrogativo come sempre, lo sguardo sorridente.
poco più in la Romeo e Lucilla, i due gatti di Grosseto, entrati nella mia vita quando ero alle superiori, il maschio regalato a mia nonna per il breve periodo in cui sopravvisse a grosseto e poi ereditato da me per sua memoria, la femmina trovatella. erano anche loro bellissimi uno accanto all'altra, come è giusto, lui con la coda nervosa e folta, il mantello bianco e nero lucido e morbido, lo sguardo un pò stolido come ha sempre avuto , era tutto ciò che mi rimaneva di mia nonna e lo amavo anche per quello. lei con la codina a manico d'ambrello, piena di nodi che si agita come una piccola elica sul terreno.
il un angolino, Cervicione, il gattino che ho avuto solo per pochi giorni, malato di non so che malattia che gli faceva avere una testa enorme rispetto al corpo, che forse non sarebbe vissuto a lungo ma che mi fu strappato prima del tempo dalla violenza di un maledetto cane randagio. anche lui è li, sempre con la sua testona e gli occhi grossi che mi guardano adoranti come allora, sul corpicino piccolo e ranicchiato.
ce ne sono molto altri, tutti quelli che sono stati della mia faliglia, venuti a salutarmi ma non per restare con me, loro erano di tutti e quindi ora vivono liberi e vanno a trovare coloro che hanno amato.
io guardo con le lacrime agli occhi la scena dei loro musi rivolti verso di  me, in attesa e corro verso di loro, felice, perchè anche io finalmente sono tornata sana, sono leggera come una nuvola e piena di energia, e posso correre sul prato sempre verde che ci aspetta, rotolarmi con loro giocando alla lotta.
sono così felice che non riesco a smettere di piangere e continuo a corere ed a saltare con tutti loro abbracciandoli per dirgli quanto mi sono mancati nella vita, quanto non vedessi l'ora di essere di nuovo con loro di essere di nuovo forte e sana per poter giocare con loro. e stavo bene, bene come non mai, bene come non ricordo di essere stata da sempre.

mi ha svegliato LUI perchè stavo piangendo.

martedì 30 ottobre 2012

AMARE IL PROPRIO CORPO

oggi giravo per i giornali, prima di iniziare a lavorare, un piccolo intermezzo mattutino che mi concedo dalle sette e mezzo alle otto, anche perchè sono ancora troppo impastata di sonno per capire molto.
e mentre giravo ho trovato qualcosa di veramente bello: il blog di una ragazza che ha creato, credo di aver capito, un movimento che invita ad amare il prorpio corpo, anche se si è di taglia extra, come lei stessa dice di se.
è stato molto bello vedere qualcuno che ha avuto il coraggio, anche in America, dove nonostante l'altissima percentuale di persone normalmente morbide o grasse se non obese, si esalta la figura anoressica, dicevo vedere qualcuno che ha avuto il coraggio di dire basta, io non ci stò. questo è il mio corpo, se a voi non piace a me non importa perchè è il MIO corpo non il vostro. voi dovete convivere con il vostro e con le vostre paure di ingrassare, di deventare qualcosa che non volete, ma a me non importa, questo è il mio corpo ed io lo amo. farò il posibile per migliorarlo e mantenerlo in buone condizioni, ma non ho intenzione di sottostare alle vostre provocazioni ed ai vostrei dileggi.
vorrei tanto, alla sua età essere giunta alla stessa tranquillità ed accettazione. allora io mi odiavo, ed odiavo il mio corpo al punto di voler esser ecompletamente diversa da quello che ero. avrei voluto essere un maschio, e come tale mi comportavo.
solo ultimamente ero gunta ad accettarmi, ed a stare bene con me stessa, tanto che quando mi rivolsi alla nutrizionista lo feci solo per la mia salute e non perchè volessi essere meglio di quella che ero. ed invece il risultato del lavoro che mi hanno fatto, tra dieta ed intervento, è stato quello di mettere su quasi venti chili e di sentirmi una specie di omino michelin, che si muove su gambe sempre meno rispondenti alla  loro funzione, sia per la malattia ma anche per il peso temo.
che dovrò fare? io non voglio essere magra ma così esageriamo veramente.
in fosno a me non importa assolutamente di apparire bella e magra per gli altri, ed a LUI piaccio così come sono, però la mia salute stà peggiorando e non voglio trovarmi su una sedia a rotelle per tutta la vita a strabordare su due ruotone. comunque tornando a quella ragazza ed al suo blog, che vi mettero come link in coda, io vi consiglio di darci una occhiata se sapete l'inglese è vchiaro, io infatti non sapendolo gli ho dato solo un'occhiatina e mi sono esaltata.
ci dovrebbero essere più ragazze come quelle che capiscono di essere belle così come sono e quella ragazza è veramente bella. vedrete.


http://thebodyloveblog.tumblr.com/tagged/body-acceptance

giovedì 18 ottobre 2012

oggi parliamo di AGOPUNTURA

oggi voglio parlare di una pratica che fino a qualche tempo fa non aveva assolutamente riscosso la mia fiducia, almeno non completa, ma che oggi mi vede molto meno scettica.
parlo dell'agopuntura.
credo che chiunque almeno una volta abbia sentito parlare di agopuntura, di quella cosa dove ti piantano degli aghi in punti particolari e tu guarisci da quello che ti curavano. be, non è proprio così quindi voglio prima spiegare cosa sia l'agopuntura e poi darvi il mio punto di vista della cosa.
Delle reali origini di questa pratica si sa poco o nulla, visto che la storia si perde nel tempo e si mescola alla leggenda. Basti dire che i testi più antichi che ne parlano, databili al 2500 a.c., fanno continuamente riferimento agli "Antichi testi" da cui traggono insegnamento e di cui non si ha traccia alcuna.
la sua applicazione in Cina ha una lunga storia ed una lunga evoluzione, mentre nell'europa, quando i primi seri contatti vengono messi in campo, si crede poco a questa pratica empirica e poco convincente. coloro a cui spetta maggiormente il merito di aver portato in Occidente la conoscenza dell'agopuntura sono Dabry de Thiersant che nel 1863 pubblica il trattato "Medicina presso i cinesi" e e Souillè de Morant che mezzo secolo dopo, con Ferryrolless, pubblica il "Trattato di Agopuntura cinese". curioso come ambedue i personaggi non fossero medici ma diplomatici, che vivendo a stretto contatto con quella cultura ebbero modo di capirne i vantaggi e la funzionalità.
però la vera domanda è: in realtà come funziona l'agopuntura? si crede comunemente che questa vada a toccare i centri nervosi stimolando i nervi ad una reazione. niente di più sbagliato, dato che toccando i nervi si otterrebbe solo un acuto dolore e l'infiammazione degli stessi. in realtà si deve andare a studiare il meccanismo biofisico del problema per capire come agisce questa tecnica.
si tratta, detto per sommi capi, dato che anche io non sono proprio una sapiente dell'argomento, di eletricità. il nostro corpo è una specie di batteria che produce corrente e questa corrente scorre in noi ,grazie alla grande quantità di acqua che ci compone, ( circa il 70& del corpo adulto è acqua) dagli organi che la producono verso la superfice; quando un organo è malato la sua capacità di rpodurre energia è compromessa e questo scorimento ne risente riversando verso la superfice energia sbagliata, più o meno.
l'ago che viene usato nell'agopuntura è composto di due parti: la prima, quella che entra nel corpo del paziente, in acciaio extraduro e molto sottile; la seconda, il manico, è un avvolgimento di filo metallico, che può essere rame, ottone alluminio, argento, o altro, l'importante è che sia di un materiale diverso dal primo. la composizione di due metalli fa si che si crei un elettrodo su cui è possibile anche misurare una piccola corrente indotta proprio dai due metalli a contatto.
in patica funziona più o meno così: se un organo stà male la sua produzione eletrica sarà compromessa e questa compromissione si rifletterà sul percorso che l'eletricità fa di solito per salire in superfice, percorso che si chiama meridiano, fino al punto di sbocco che diventerà una porta per l'uscita di questa energia "sbagliata". gli aghi, infissi in questa porta di uscita sembra possano fare entrare una specie di istruzione elettrica che dovrrbbe riportare l'organo ad una funzione normale.
come ho detto il tutto è più o meno così ma io non sono una esperta e riporto solo nozioni più o meno comprese leggendo dell'argomento.
io mi sonosottoposta a questa terapia non per curare, dato che per la mia malattia non esiste cura, scusate il gioco di parole, ma per alleviare i sintomi dolorosi che la malattia mi causa continuamente.
partiamo con il dire che gli aghi non è vero che non fanno male. io sono purtroppo iperalgica,cioè sento molto più il dolore degli altri, a causa della costanza del dolore che mi ha irritato tutti i recettori nervosi, ma io il dolore l'ho sentito ed anche bene! in alcuni punti così forte da farmi saltare i piedi.
appena messi il dolore terminava ma mentre li metteva altro che se lo sentivo.
poi devi stare li, ferma, con tutti gli aghi inseriti, che possono essere anche 14 nel mio caso, poi non so se possono essere di più o di meno, per circa un quarto d'ora, venti minuti, quindi si tolgono e la seduta è finita.
si devono fare sedute molto ravvicinate e cadenzate in maniera precisa, e sono dalle sei alle quindici.
 
che vi devo dire? li per li il giovamento è sicuro, io quando ho fatto le sedute sono riuscita a camminare quasi normalmente e senza bastone, anche se le scale e le salite rimangono difficili, ma per mantenere il risultato non ci si deve sforzare, altrimenti i dolori tornano, sempre nel mio caso è chiaro. però l'effetto c'è quindi sospetto che in qualcuno che ha un problema curbile la terapia sia efficace e duratura.
io l'ho fatta, ne ho anche tratto un leggero giovamento, niente di estremo ma qualcosa ha fatto, e probabilmente, nonostante il costo ed il dolore, tra sei mesi tornerò a fare un'altro ciclo, sperando che alla lunga qualcosa di più duraturo faccia. e mi sento anche di consigliarlo ad altri, perchè credo che qualcosa di buono faccia. provare costa, ma in fondo i soldi spesi per avere una vita migliore, a livello di salute, non sono mai soldi sprecati.

venerdì 12 ottobre 2012

donne

oggi voglio parlare di donne. discorso complesso e virtualemnete infinito ma ci sono volte in cui si devono affronatere anche compiti che paiono improponibili.
quindi parliamo di donne. madri, mogli, sorelle amiche, amanti, puttane, schiave, libere, assistenti, consolatrici, la benedizione del cielo, la maledizione dell'inferno, la pietra d'angolo della famiglia, la disperazione fatta umana, il desiderio di ogni uomo, la sua dannazione, le donne insomma, noi.
siamo sempre presenti, esaltate come le portatrici di vita eppure spesso, sempre più spesso bistrattate, uccise, spezzate violate, infangate schiavizzate.
le donne fanno così paura che non deve essere permesso loro di parlare o di mostrare la loro espressione di condanna quidi vengono celate dietro un velo, le donne non devono avere possibilità di scelta quindi vengono chiuse in casa, le donne non devono poter avere una vita completa e scelta da loro quindi vengono licenziate se scelgono di essere madri, le donne non devono poter gioire dell piacere quindi vengono infibulate.
una donna può amare, ma solo me, perchè se mi rifiuta io posso privarla della sua insignificante vita.
una donna non deve poter decidere come gestire il frutto dsel suo utero, quindi si spinge per abolire la legge abortista e si obbietta alla sua scelta.
una donna deve tornare ad essere quello che sa fare la madre e basta.
che visione sempre più chiusa, barbara e infangante che hanno gli uomini di noi donne.
a volte di fronte a queste espressione di violenza verso la nostra specie mi sembra quasi di percepire la paura, paura di qualcosa che non si può capire fino in fondo, paura di qualcosa che sfuge al comando ed al potere, qualcosa che noi abbiamo e loro no.
e per questo ci chiudono,ci obbligano, ci piegano fino a spezzarci, se possono. sono sempre più le uccisioni di donne per motivi egoistici da parte di compagni che non possono accettare di essere lasciati, di non essere più il centro del mondo di quella che loro considerano una loro proprietà. perchè ci sono molti uomini che pensano ancora alle donne in termini di proprietà.
la visione della donna come essere pensdante, intellettualmente loro pari, con stessa dignità e stesso diritto di rispetto ancora sfugge spesso loro.
sono riuscite di più le persone di colore a svincolarsi dai ceppi della schiavitù rispetto a noi.
ed a volte è anche colpa nostra.
quante donne ho visto rimanere al fianco di uomini violenti e indecenti, per amore dei figli dicono: ma in questo modo i figli maschi imparano che si più essre violenti e oppressivi con le donne e le figlie femmine imparano fin da piccole la sottomissione.
invece le donne devono imparare di nuovo a comprendere la loro forza, la loro vera natura.
quando abbiamo accettato di diventare meri sacchi di riproduzione forse c'erano i presupposti per non rischiare la propria vita per il bene della razza, ma oggi, questo rischio non c'è più. oggi possiamo anche smettere di vedere la nostra vita solo in funzione del nostro utero, siamo più di quello, siamo più di madri, di donne di casa, di mogli. siamo esseri liberi, siamo complete e pronte ad affrontare il mondo, anche da sole se serve.
dobbiamo solo trovare il coraggio

venerdì 5 ottobre 2012

oggi non è giornata

la settimana si conclude in manieta tirata, con una stanchezza che nell'arco della settimana si è andata accumulando su una situazione sempre più disastrata. comunque ho quasi finito di fare i cicli di agopuntura ed oggi mi farà le punture omeopatiche nei punti di inserizione degli agli. sono piuttosto preoccupata, perchè se già quando mi mette gli aghi sento dolore, che devo pensare sentirò quando oltread infilare gli aghi mi ci ignetterà anche il liquido? non mi sento molto pronta per l'esperimento, oltre tutto da affrontare in solitudine perchè LUI è solo e non si può allontanare.
oltre tutto sono tre giorni che ho problemi di tachicardia e ho un mal di testa e di denti che mi stà facendo veramente impazzire.
che splendida gornata.
e stasera dovrei anche essere pronta per andare a giocare. mica lo so dove riesco ad arrivare con il fisico che mi ritrovo.
comunque sono alla ricerca di materiali per cominciare a mettere in piedi un paio di progetti steam che se riesco documenterò anche a livello fotografico qui sul blog in modo che se altri vcolessero, per caso prendere spunto potranno liberamente farlo.
oggi vi lascio presto, ho troppo mal di testa per rovare qualcossa da raccontarvi.
alla prossima
besos

martedì 2 ottobre 2012

ben ritrovati e...oggi si parla di giardini

rieccomi dopo la luuuunga pausa estiva. in effetti la colpa è condivisa, da una parte l'estate si stà protraendo molto più del lecito togliendomi quel poco di forze che raccimulo alla mattina per il lavoro, dall'altra io ho avuto poca voglia e quindi ritorno che oramai l'estate è, almeno sulla carta, andata.
e ritorno con un argomento che ho maturato in questa lunga estate romana.
a causa della pochezza di fondi e della grandezza dei problemi fisici la mia estate è stata molto romana, e molto stanziale, ma ho avuto la possibilità di passeggiare per le zone che dovrebbero essere verdi della capitale. e sapete che cosa ho coperto? che quasi tutte le zone verdi hanno assunto una nuova fragranza: odor di merda di cane.
si perchè i signori e le signore che hanno un allegro cucciolotto da portare a paseggio, anche quelli bravi armati di palettina, e sono pochi posso assicurarlo, pensano bene, quando il loro amato beniamino abbassa il deretano in una aiuolina, in un pezettino di verde attorno all'albero sul marciapiede, in un parchetto in mezzo a una rotonda, di lasciare li per terra le deiezioni del loro frugoletto, tanto è roba naturale e biodegradabile.
biodegradabile una mazza.
le cacce dei cani ci mettono una vita a sciogliersi nel terreno, e per farlo oltre tutto necessitano di molta acqua, cosa che in questa estate non si è certo vista. quindi si ottiene che lo stronzolo prodotto dal deretano del botolo rimane li a far bella mostra di se per un tempo anche piuttosto lungo, fino a che il sole non ne ha fatto evaporare ogni traccia di umidità e rimane una mummia di cacca olezzante. poi magari arriva l'addetto ai giardini che con il frullino taglia l'erba e provvede a spargere particelle di merda canina odorosa in ogni dove nel giardino, e cogliendo una merda qua ed una la ecco che si ottiene un uniforme tappeto di puzza che copre tutto l'appezzamento di verzura. e questo produce un giardino, giallo e secco all'odore di cacca di cane.
oltre tutto volete sapere perchè il giardino è giallo e secco?
perchè la cacca di cane è ricca di azoto, che in piccole dosi concima il terreno, ma in grandi dosi provvede a bruciare ogni forma di vita vegetale presente. è come se ogni volta che fate defecare il vostro cane in un giardinetto e non la raccogliete diceste "DELENDA CARTAGO" a quel povero appezzamento di terreno.
ed ultimo, ma non per questo meno importante disagio, rendete il giardino un campo minato in cui non si può camminare, perchè il rischio di una pattinata di merda è ad ogni angolo.
non viviamo in aperta campagna dove una cacca di cane si va a confondere nell'appezzamento di terreno con le cacche di mucca e di pecora, dove ettari di terreno possono assorbire pochi grammi di azoto e fibre e rifiuti organici, dove le piogge porteranno via tutto e dove comunque la concentrazione canina è minima. siamo in una città, dove l'asfalto soffoca quei pochi metri di terra che sono coatretti già a respirare la morchia in formato spray, e dove squadroni di deretani canini sempre più numerosi si alternano per lasciare il loro contributo al terreno oramai riarso e reso sterile da tutte quelle scorie animali.
se avete un cane ne siete responsabili, sempre, anche quando corre libero a villa panfhili, o quando passeggia con voi a Porte di Roma. e se caga, in ognuno dei due posti, è vostro compito far si che una zona con un alta concentrazione di umani non sia resa una sozzeria dalla vostra incuria.
in questo mi spiace dirlo ma i padroni di felini sono molto più responsabili. avete mai visto un padrone di gatto buttare o sversare il "raccolto" di una notte di sabbietta in una aiuolina o per strada? no, di solito educatamente porta il suo sacchetto verso il secchione dello sporco e lo butta.
sarei addirittura, vista la sempre più alta concentrazione di famiglie che ospitano un pet, per la creazione di secchioni appositi in cui buttare solo gli escrementi o la sabbia dei cani e gatti, conigli, papere e maiali, che ultimamente popolano le nostre case.
sempre che i padroni di cani imparino ad usarli, sempre.

mercoledì 1 agosto 2012

BRUTTI PENSIERI

a volte ho quellI che pudicamente si chiamano bruttI pensieri.
non sono ancora giunta a pensare alla mia eliminazione in maniera attiva, non mi sono chiesta ancora se sia meglio prendere una dose massiccia di sonniferi o tagliarmi le vene in una vasca di acqua calda, ma a volte, come se fosse una cosa normale, mi capita di pensare, mentre salgo una scala, quanto dovrei cadere per chiudere i giochi, o mi capita di pensare che potrebbe venirmi un bell'infarto, in fondo anemica come sono potrei avere un eccessivo calo di ossigeno nel sangue. oppure un bel colpo e giù, però una cosa rapida, pulita, non come la mia collega che ha avuto una emoragia cerebrale e che sono due mesi che si trascina in coma sul letto di un ospedale, ce he anche se si sveglierà non sarà mai più la stessa persona di prima.
no  vorrei qualcosa di pulito, di rapido, come un bel camion che mi passa sopra, na caduta dal sesto, settimo piano.
discorsi veramente macabri. quando dico al mio psichiatra che ho brutti pensieri mi cambia i farmaci sperando di trovare il magico equilibrio che mi permetta di sentirmi bene e di non pensare a queste cose: vorrei dirgli mi cambi il corpo e forse smetterò di avere brutti pensieri.
sarà per la tendinite che mi massacra il tallone destro da anni e che a volte la mattina, quando mi alzo, fa così male che mi fa piangere, sarà la schiena che con le sue belle erniette e con le varie protrusioni mi duole di notte e di giorno, e se dormo un po di più la mattina poi mi fa sentire come se avessi una spada infilata dalle pelvi fino alla schiena. sarà per le anche che passano dall'essere quasi normali, tranne a dolermi dopo una passeggiata troppo lunga, allo scivolare fuori ogni tre per due dandomi dei dolori che mi bloccano completamente sul letto. Saranno le ginocchia o le caviglie che a volte fanno così male che ad ogni passo li senbra di avere coltelli infilati nelle giunzioni. sarà la testa che quando stò veramente bene mi duole un poco di sottofondo, quando stò veramente male mi annebbia la vista, mi fa vomitare, non sopporta luce e suoni e mi inchioda immobile a letto. saranno le mie braccia che bruciano sempre nelle varie giunture, mi dolgono fortemente ai gomiti ed alle spalle e mi impediscono alcuni movimenti , come riuscire a grattarsi quel maledetto incredibile prurito nel mezzo della schiena che potrei uccidere per avere un grattino.
sarà per il fatto che ho il ferro quasi compeltamente scomparso dal corpo nonostante lo prenda tutti i giorni, che, unito alla mia anemia ea alla microcitemia, perchè non ci facciamo mancare nulla, fa si che sia sempre stanca come se scaricassi cemento dalla mattina alla sera, ed abbia sempre un sonno incredibile. o il fatto che dopo aver subito un intervento fortemente invasivo solo per riuscire a riassorbire ferro e vitamine, ho avuto come unico risultato di ingrassare anche solo respirando, ma il malassorbimento non ha avuto nessun calo, quindi ho afte e piaghe alle labbra, se non prendo le vitamine ogni giorno.
o saranno i denti che ogni tanto mi esplodono in bocca perchè le carie se li mangiano da dentro e mi lasciano con mozziconi di dente o con buchi a volte dolenti, ma sempre molto costosi.
insomma non so se è per questo , se sono i problemi che a volte devi affrontare nella vita di tutti i giorni, come in fatto che dall'avere una stipendio più che onorevole, tra cambio lira-euro, la crisi, le tasse, il non adeguamento degli stipendi da circa venti anni, ora come ora se riesco ad arrivare a fine mese con lo stipendio di LUI sono una brava massaia.
oppure può essere che fa troppo caldo anche solo per affrontare la giornata.
però a volte i brutti pensieri vengono.
sono li, che sussurrano, che ti chiedono, con tanta innocenza nella voce, pechè andare avanti, perchè continuare a soffrire e faticare, quale sia il significato finale di tutto questo arrancare.
a volte ringrazio il cielo di avere LUI e i miei gatti attorno, in molti di quei momenti, perchè so che vado avanti per loro. a volte vado avanti per i miei genitori o per mia sorella.
per me no. non ci riesco proprio.
non riesco a darmi un motivo personale.
non ho uno stimolo mio, che mi porti avanti, e se mi guardo dentro a volte vedo un tale vuoto che mi spaventa, e che reimpiono solo loro,altrimenti si ingoierebbe tutto.
una volta scappavo, correvo disperatamente nella mia vita cercando di distanziare quella sensazione di vuoto che mi inseguiva, rileggendo dei vecchi post so che ne avevo parlato e so che a volte riuscivo nel mio intento, lo distanziavo, lo lasciavo lotano e vivevo quasi normalmente.
ora non ho più la forza di scappare e quel vuoto mi ha raggiunto, è dentro di me, ed ingoia tutto tranne loro, loro sono la mia ancora alla realtà.
e mi permettono di superare i brutti pensieri, o di non averne di peggiori.

martedì 17 luglio 2012

disagi cittadini

a volte me lo chiedo proprio: ma i romani romani, si accorgono di quanto sia rumorosa la loro città?
una città frenetica,vitale indubbiamente, ma così rumorosa, ad ogni ora del giorno e della notte.
ci sono sere in cui mi metto a letto e posso tranquillamente vedere quasi tutto il mio isolato solo visualizzando i rumori che ne provengono. LUI si deposita sul letto e si addormenta di botto , mentre io sono perseguitata dai rumori cittadini. posso sentire i vicini di del nostro papazzo che mettono a posto i mobili alle ore più impensate, il pargolo nato da poco nel palazzo di fronte e votato al pianto notturno, il cagnolino giunto da altrettanto poco in uno dei palazzi della stessa corte che deve ancora imparare a non abbaiare continuamente, il camion dello sporco che arriva ai nostri secchioni verso la mezzanotte e ci mette un venti minuti buoni a svutare tre secchioni, quando non passa anche il vetro, i ragazzi che rientrano a qualsiasi ora della notte chiaccheirando alegramente e salutandosi a gran voce, le macchine degli stessi o dei loro amici che arrivano e se ne rivanno sgommando nella stradina del mercato, i motorini che passano in accellerazione con le marmitte forate per far più rumore, nells trade che girano attorno all'isolato, le ambulanze, un numero infiito di ambulanze che passano a sirene spiegate. e poi finestre che si aprono e chiudono, serrande che salgono e scendono, condizionatori che staccano ed attaccano, lavatrici che funzionano, televisori tenuti così alti che a volte sento il sonoro come se fosse acceso il mio.
un uomo di fronte al mio palazzo giuro che si soffia il naso così rumorosamente e così a lungo che a volte mi chiedo come non gli esca il cervello dalle narici, e d'inverno ci aggiunge anche la pulitura dei bronchi. un uomo dalla parte del cortile passa la giornata da esercitarsi come tenore, mentre dalla parte della camera ho un pianista in erba.
ci deve essere una officina che affaccia sul cortile interno perchè fino a sera c'è rumore di seghe per metalli e saldatori a fiamma, c'è sempre, da qualche parte, un appartamento in ristrutturazione quindi dalla mattina alle sette e mezzo in poi rumore di martelli di trapani e di operai al lavoro. il traffico si attenua un poco la sera ma non smette mai, ed è un rumore costante di freni, accellerate, clacson, sgommate, motori che imballano, che sgassano, accellerano. e poi le voci. ci sono sempre, anche di notte, da qualche parte c'è qualcuno che chiacchera.
ci sono giorni in cui mi sento assediata da tutti questi rumori, mi sembra che ci siano solo rumori. cerco la notte un po di silenzio con i tappi nelle orecchie, che mi donano quella sordità artificiale che dura fino a che uno dei tqappi non scivola ma a quel punto se sono fortunata Orfeo mi ha già rapito.
meno male che mia mandre ha una casa in un posto in mezzo al nulla, e quando ci vado mi pare quasi che il cervello si sgonfi, che le orecchie si puliscano. li anche di giorno il rumori più noioso è qualche omino che sega la legna per l'inverno. la notte il silenzio è quasi assoluto, un nitrito  magari, poi il nulla. anche a casa di mio padre si stà bene, la campagna è comunque silenziosa e piacevole per le orecchie, se non fosse che hanno messo un allevamento di pavoni che urla come bambini scannati ogni tanto, ed i due cani di mio padre che quando attaccano ad abbaiare non la smettono più.
però anche li si può apprezzare una larga fetta di splendido silenzio, silenzio vivo, magari con un frinire di insetti ofgni tanto, ma silenzio.
mi manca quel silenzio, ogni tanto, devo riposare il cervello periodicamente da tutt questo rumore.

martedì 10 luglio 2012

un nuovo interesse: lo steampunk

dicono che chi si ferma è perduto, io quindi mi stò barcamenando nella corrente per non farmi portare via. e siccome il corpo non mi aiuta, e parti di me continuano a non voler partecipare attivamente alla vita quotidiana, devo sopperire con la curiosità e l'intelletto per mantenermi attiva oltre la normale funzione lavoro tele nanna.
ora come ora una nuova passione si stà facendo strada all'orizzonte.
si chiama Steampunk ed è un intero mondo da scoprire.
in realtà dietro un solo nome si nasconde una storia molto lunga e complessa: lo steampunk nasce prima di tutto come filone letterario che parla di una ucronia, inserendo una tecnologia anacronistica all'interno di una ambientazione storica, in particolare nell'ottocento vittoriano di Londra, rifacendosi a grandi nomi come Wells e Doyle.
nello steampunk viene descritta una società in cui armi e strumenti vengono mossi dalla forza motrice del vapore anzichè dall'energia eletrica, con computer che funzionano in maniera analogica ed apparati tecnologici che con la forza di magneti e del vapore possono andare tranquillamente sulla luna e sugli altri pianeti.
Da questa serie di romanzi di ambientazione fortemente ottocentesca con una forte matrice scientifica ancorata all'epoca vitoriana si è evoluta una subcultura che ipotizza il futuro come si lo si sarebbe potuto avere evolvendo da un passato come quello, con anche influenze e fughe in altri filoni letterari cone la fantasy e l'horror.
in realtà il termine steampunk nasce alla fine degli anni ottanta quasi come una presa in giro del Cyberpunk e poi sfocia in una serie di romanzi che a partire dal 1979 apre le porte ad una nuova cultura che copre quasi tutte le forme di espressione. oltre ai romanzi infatti compaiono fumetti di genere, come la lega dei gentiluomini straordinari di Moore  che ha reso popolare il genere Steampunk facendolo conoscere al grande pubblicocon un film di pochi anni fa ma che in realtà risale al 1999.
una particolarità evidentissima dello steampunk è che invece di concentrarsi sull'evoluzione informatica moderna , si concentra su quella tecnologica di epoca vittoriana con macchine e congegni meccanici ed a vapore, in un tripudio di meccanica in opposizione all'elettronica del cyberpunk.
nella letteratura spesso prevalgono temi che vanno dall'utopico al fantastico con anche influenze lovecraftiane, occultiste e gotiche, e la comparsa di società segrete e teorie di complotto.
una evoluzione particolare dello steampunk vittoriano è quello che può essere anche definito retrofuturismo, in cui si ipotizza un futuro tecnologico che però somiglia al passato nell'estetica di oggetti, ambientazioni e veicoli, come nel modo di vestire. un esempio può essere il film della disney "Il pianeta del Tesoro"..
La crescente popolarità della cultura Steampunk in alcuni filoni culturali ha fatto si che ne nascesse una subcultura che sfocia in alcuni casi in uno stile di vita, tipica degli appassionati del genere, al punto che si cerca di adattare l'estetica steampunk alla moda, come ha fatto lo stesso Prada un uno delle ultime sfilate di moda maschile, all'arredamento ed alla musica. in realtà lo stile Steampunk non ha una sua identità definita ma coniuga in se varie influenze goth e punk giungendo ad estremi come il gothic lolita. stesso discorso per la musica che può essere indicata stemapunk ogni volta che al suo interno abbia influenze vittoriane o direttamente steampunk
questo in due parole il mondo in cui piano piano mi sto ora immergendo, e così dopo un assaggio di passato che dagli aintichi etruschi è passato per i romani ed il medioevo, eccomi giungere all'ottocento, anche se in una versione molto più vicina alla amata fantascienza che alla ricostruzione storica vera e prorpia.
vedremo questa avventura come evolverà, è sempre interessante fare nuove esperienze.











martedì 12 giugno 2012

paura per la prossima visita

sono queste le cose che alla fine mi preoccupano. tra qualche giorno dovrò fare la visita per avere la 104, una agevolazione che mi aiuterà ad affrontare meglio il lavoro permettendomi di avere tre giorni di riposo in più, e che mi darà altre piccole comodità. questo sempre che quello che stà succedendo non renda tutto più difficile. perchè con tutti questi falsi invalidi che vengono scoperti, continuamente, alla fine a rimetterci per strette e indurimenti dellle commisisioni saremo noi i veri invalidi. già quando andai a fare l'invalidità avevo paura perchè anche allora scoprirono una serie di falsi invalidi , anche in quel caso almeno un falso cieco se non ricordo male, ed avevo paura che alla fine non mi avrebbero riconosciuto nulla come è successo ad altre ragazze affette dall'EDS, che sembra non venga riconosciuto dappertutto come invalidante.
io mi chiedo come si possa dire una cosa del genere. io sono un quarto della persona che ero. ho dolori che mi accompagnano ad ogni ora del giorno e della notte, ho problemi alla deambulazione, alla concentrazione, all'attenzione, alla memoria, ho problemi a tagliarmi la carne a volte, e sicuramente se non c'è qualcuno che mi apre le bottiglie io non bevo. faccio fatica ad andare al lavoro, a concentrarmi su quello che devo fare, sono costantemente stanca. faccio sempre più fatica a camminare ed a guidare, sia perchè cabiare è doloroso con il braccio, sia perchè la frizione diventa sempre più difficile da sciacciare.
e in tutto questo non sarebbe invalidante questa maledetta malattia?
sono sempre più sconvolta da questa situazione che si stà profilando, in cui siamo misconosciuti, lasciati a noi stessi ed ignorati dai più.
speriamo bene.

martedì 5 giugno 2012

INVERSIONE DI ROTTA: SIAMO A DIETA

siamo a dieta. o meglio, io devo cercare di stare a dieta, mentre LUI spero che mi segua altrimenti prima o poi gli espode l'ombelico. ma quella è anche una scelta sua, so che non ci si può mettere a dieta se non se ne ha voglia o se non si è convinti.
ultimamente comunque non è che mangiassi tanto e ci sono anche troppe cose nella dieta per alcune ore della giornata. il pranzo che comprende primo e secondo, mentre io spesso non ho voglia di mangiare e mi infilo a letto. comunque ora devo provarci, magari mi porterò il prazzo ogni giorno al lavoro.
la dieta non è nemmeno male, yogurt a colazione con fette biscottate, spuntino a metà mattina, pasta e insalata per primo spuntino a mezza mattina carne e verdure per cena. c'è persino la pizza una volta alla settimana.
ho la visita il 21 del mese e spero di poter vedere miglioramenti, anche se non so loro come la prenderebbero una mia non perdita di peso. devo decidermi a pesarmi anche a casa, ma voi che rapporto avete con la vostra bilancia? io no un rapporto pessimo. la guardo ogni mattina, mentre faccio le ablusioni, e mi dico, dovrei pesarmi, ma non ho mai tempo. il pomeriggio non ci si pesa perchè si è appesantiti, la sera peggio che mai. alla fine si promette di pesarsi la domenica o il sabato mattina, che si è a casa e quindi si può alzarsi con più calma e pesarsi. poi però non si sa perchè ma ci si scorda di farlo e anche quella settimana passa in predicato.
mi peso più spesso con la bilancia della wii con cui anche se raramente a volte mi peso. vorrei ricominciare anche a fare un poco di ginnastica con la wii ma il meccanismo è lo stesso, perverso alla stessa maniera. quando torno a casa il pomeriggio presto sono troppo stanca e poi quando mi alzo ho da fare. qiuando torno a casa tardi sono anche più stanca e devo pensare alla cena e a mille altre cose.
ed alla fine anche la wii passa in predicato. specie quando non ho il tempo o la voglia di tirare su il divano e fare spazio nella camera.
sono battaglie perse in partenza con la mia pigrizia.
però ci voglio provare, giuro, magari sono quegli esercizi di equilibrio o di streccing leggero, che ne so, se il resto non mi riesce.
non posso nascondermi sempre dietro al dolore, anche se è sempre presente. se prima riuscivo ad ignorarlo, e non prendevo quella scarica di antidolorifici che prendo ora, devo riuscirci anche ora. voglio ricominciare a camminare senza bastone, sono stanca di essere una invalida, voglio riprtendere in mano la mia vita.
e forse con una dieta stò facendo il mio primo piccolo passo, speriamo di non inciampare sulla partenza.

lunedì 4 giugno 2012

POMODORI AL RISO SEMPLICI

oggi ho sperimentato anche un'altra ricetta sullo stile dei consigli del nutrizionista. di solito preparo dei pomodori al riso opulenti su un letto di patate al sugo.
questa volta ho voluto essere molto lite e vediamo che ve ne pare.
prendete i soliti pomodori da riso, quelli belli grossi e rossi. scappellateli e vuotateli con un cucchiaio, senza rompere la parete altrimenti poi non potete usarli come recipienti.
mettete da una parte il cappellino del pomodoro che ci servirà alla fine.
prendete l'interno e mettetelo in una terrina, passando con un frullatore o con il passino a mano, se come me non siete tra le fortunate che hanno un frullatore, in modo che tutto l'interno del pomodoro sia liquido e bello sciolto. aggiungete il quantitativo di riso che il vostro dietologo o nutrizionista vi ha dato per quel giorno quanto a pasta o riso, a me ha dato 80 gr quindi pesate 80 gr per pomodoro e mettetelo nel sugo che avete ricavato dall'interno dei pomodori. aggiungete sale pepe e basilico, aglio se vi piace o altre spezie se volete altri sapori. quindi lasciate che il riso assorba tutto il sugo a freddo, macerando da solo. 
io di solito preparo l'infuso per il riso nel pomeriggio e cucino i pomodori a cena. se ogni tanto mescolate il riso, vedrete che cresce piano piano e che si assorbe tutto il sugo e il liquido del pomodoro.
quando siete pronti per infornare, distribuire il riso all'interno dei pomodori in maniera abbastanza imparziale mi raccomando, condite ogni pomodoro con un cucchiaino da the d'olio, meglio se di oliva extra vergine, il cappellino che gli avevate tolto all'inizio e mettete tutto in forno a 200 gradi per 15 minuti. se alla fine del tempo assaggiando i chicchi vi paiono ancora duri, abbassate il forno fino a 180 e lasciate altre 15 minuti, tenendo d'occhio che non si brucino mi raccomando.
provate e poi ditemi che ne pensate. non saranno slurposi, ma a me sono venuti buoni.

STRUDEL DI MELE MAGRO

dovrei essere finalmente a dieta. non che ultimamente mi mangi questo o quell'altro mondo, però alla fine mi sono decisa,  quindi mi sono messa in mano ad un nutrizionista e speriamo di vedere qualche risultato. al momento non è che abbia cambiato molto il mio stile di vita anche perché non ho molte possibilità. oggi ad esempio ero ad un corso di aggiornamento per un programma che dovremmo usare, ed ho pranzato con un sendwic al tonno e pomodoro. quindi una volta giunta a casa nulla, ho dormito come un ciocco fino a sera praticamente. sono sempre stanca, che ci devo fare? comunque sono qui per darvi una dritta su una colazione nutriente e saporita che non dovrebbe essere troppo ingrassante, anche se il nutrizionista non mi ha ancora risposto.
si tratta di uno strudel di mele versione magra.
comprate uno di quei dischi di frolla che dicono senza colesterolo, ultrasottile, ipermagro, quello che vi piace insomma, cercando di non esagerare con le calorie.
stendetelo e metteteci due e non più di due cucchiai di marmellata che preferite, io ad esempio ci metto la cotognata o la marmellata di arance, o di limoni, che adoro.
stendete bene i due cucchiai di marmellata su tutto il disco di frolla, facendo attenzione a spalmarlo bene su tutta la superficie.
poi prendete una mela, renetta va bene per un dolce, sono abbastanza farinose per l cosa, pulitela a fatela a fettine sottili con la mandolina, fettine sottili che poi sistemate su tutto il disco di frolla lasciando un brodo che servirà a chiudere lo strudel.
sopra potete metterci 50 gr di noci e di pinoli, una mezza bustina di quelli che si comprano insomma, e le noci spezzettatele bene altrimenti non saranno in ogni fettina. una spolverata di cannella e chiudete. 15 minuti nel forno nella sua carta da forno ed il dolce è pronto. niente zucchero, niente miele, niente olio o burro, una cosa molto lite e molto leggera, ottima per farci colazione senza esagerare, con una bella tazza di latte. vi da sia la frutta che la sostanza e gli zuccheri di cui avete bisogno senza esagerare. una fetta però mi raccomando,s e ve ne mangiate mezza alla volta allora è inutile il fatto di non metterci lo zucchero.
provatela e poi ditemi che ne pensate.

giovedì 17 maggio 2012

IL MARE DENTRO DI ME

il mare su di me ha sempre fatto un effetto estremamente calmante. è come se facesse parte della mia vita, e se non posso vederlo fisicamente, è sempre nei miei pensieri.
spesso, quasi sempre per la precisione, per addormentarmi mi immagino mentre lenta sprofondo nel mare, un mare accoglente, caldo, che mi fa sentire sempre protetta e sicura.
il mare che vedo io, nei miei sogni, non è quasi mai un mare chiaro, limpido, da scogliera corallina per intenderci.
no, il mare in cui sono immersa io è un mare torbido, illuminato dall'alto da lame di luce verdastra, non scuro, no quello mai, ma di una lunimosità diffusa, verdastra, quasi lattea.
un mare in cui nuotando intravedo le sagome di navi affondate, di scogli e di altri pesci che come me nuotano indistrubati in quelle calde acque protettive.
un mare, quello che mi accompagna da sempre, in cui a volte mi perdo in foreste di diatomee scure, a volte inseguo pesci per gioco. salgo di rado sulla superficie del mare, perchè in superfice c'è il pericolo, li posso incontrare sconosciuti, posso incappare in tempeste, posso trovare il freddo.
laggù no, la sono al sicuro da tutto ciò. non ho bisogno di nulla, perchè respiro tranquillamente in quel liquido caldo ed accogliente, e non ho pudore da proteggere, nella solitudine di quegli abissi, il calore dell'acque accarezza il mio corpo, mentre i miei capelli fluttuano su di me, come alghe scure.
sono libera come mai mi sento in altri momenti della mia vita, al punto che a volte ho proprio voglia di addormentarmi per poter tornare in quella salvezza e protezione completa.
non ci sono dolori a fermarmi, non ci sono impedimenti a bloccare la mia capacirà di andare dove voglio. posso girare lenta sui fondali sabbiosi, o volare come una razza nelle acque, vedendo sfrecciare ai miei lati vecchi resti di palazzi affondati, navi ridotte a fasciame, alfratti rocciosi o scogliere subacquee.
i colori sono stupendi, nelle varie gradazioni del verde, dal più interso verde erba nelle sciabole di luce che penetrano la superfice, al verde scuro e profondo nei boschi di alghe. a volte dell'azzurro si mescola a quel mare di verde, a vvolte tocchi di colore portati dai pesci o dagli oggetti sul fondo.
e il mare che ho dentro di me.

mercoledì 9 maggio 2012

TORNANDO ALLA PSICANALISI

condivisione. che bella parola.
una parola che riempie le orecchie, rotola leggera sulla lingua, evoca impressioni di vicinanza e di assistenza.
il concetto è al quanto più difficile da applicare, almeno per quanto riguarda me e il mio privato.
la dottoressa ieri mi ha detto che dovrei parlare, con gli altri chiaramente, dei miei problemi, perchè condividere fa bene, aiuta a scaricare dalle proprie spalle il problema, a condividerlo, appunto.
questo blog quando è nato, oramai qualche anno fa, era stato creato proprio a questo scopo: siccome non riuscivo a condividere fisicamente i miei problemi, mi era stato consigliato di condividere con il volto impersonale del web, per aiutarmi comunque in qualche maniera.
non è più facile nemmeno qui per me condividere, è come se un nucleo duro della mia anima si fosse cristallizzato.
riesco ancora a condividere i miei problemi con LUI, a fatica, perchè anche quello ora mi risulta faticoso.
ma bisogni pur provarci no? e che cosa condivido? un evento? una sensazione?
da che parte comincio? come scalpellare via una scaglia da condividere con gli altri del mio muro?
oggi sentivo la radio. era l'ora di pranzo, quindi ero in pausa, facendo la lunga.
mangiavo il mio pranzo e dalla radio è partita una canzone, di Christopher Cross, Best that tou can do, canzoncina carina legata ad un film degli anni 80 con Dudley Moore, filmino carino senza troppe pretese ma divertente.
e mi sono messa a piangere.
ho provato una tale fitta di nostalgia che le lacrime sono scese e nemmeno me ne sono accorta. fortuna che non mi sono messa a singhiozzare altrimenti il mio collega se ne sarebbe accorto e non mi pare proprio il caso.
nostalgia.
quello è stato un periodo abbastanza orrendo nella mia vita. avevo circa quindici anni, ero già sovrappeso, frequentavo una scuola quasi completamente maschile ed ero trattata come un sacco di patate, o come un cane da assalto a seconda del momento. avevo solo una amica, non frequentavo nessuno, ero costantemente depressa  o innamorata di qualcuno che nemmeno lo sapeva ed anche lo avesse saputo non mi avrebbe filato minimamente.
allora nostalgia di che?
forse delle possibilità.
allora avevo ancora tutta la vita davanti, avevo ancora miriadi di estati da passare sotto il sole, a farmi baciare dal mare. avevo ancora anni di scoperte, anni di esperienze. soprattutto avevo ancora un corpo che era perfettamente funzionante. forse dolorante in alcune sue parti, ma ancora al pieno delle sue possibilità. avevo ancora così tanto da vivere, da sentire, da gustare, da sperare e da amare. avevo possibilità, avevo vita fresca e abbondante a disposizione.

le lacrime sono scese mentre le immagini di un periodo assurdo passavano di fronte ai miei occhi.
abiti colorati e abbondanti, pettinature assurde e complicate, e soprattutto tante speranze.

ed ora? il brutto è che mi sento così vuota che di ora non so nemmeno quanto mi importi.
mi aggrappo a quel poco che ancora mi ancora e cerco di rimanere nella realtà, di sentire.
ma non è facile.
condividere.
a volte è doloroso farlo, a volte è doloroso anche subirlo.

martedì 8 maggio 2012

DIFFICOLTA' GIORNALIERE DI NOI DEL CENTRO

i problemi economici che stanno assilando il nostro paese sono sempre peggiori e sempre più difficili da affrontare. le famiglie si ritrovano sempre più con l'acqua alla gola e con difficoltà ad affrontare le spese della vita quotidiana, inevitabili per poter sopravvivere ed avere un tetto sopra la testa, oltre che per vestirsi, andare al lavoro. ed i giorenali riportano sempre nuovi balzzelli, sempre nuove problematiche che spaventano ancora di più.
quando leggo queste notizie inevitabilmente mi vien da pensare a mia madre che vive con 410 euro di pensione, e che deve andare a vivere su al nord, in provincia di Bergamo per riceve un trattamento umano che le permetta di vivere con quella cifra irrisoria. qui a Roma vivrebbe sotto un ponte o in casa mia, perchè da sola non potrebbe nemmeno fare la spesa per tutto il mese con quella miseria, figurarsi riuscire anche a pagarsi la benzina per spostarsi, le spese per la casa, e quanto altro può servire ad una persona per sentirsi un essere umano e non un animale.
eppure è così. io a mi arrabbio quando sento mia madre insorgere nel suo nordismo acceso e dire che al nord si stà meglio perchè qui siamo tutti ladri e nullafacenti, malorganizzati e caotici, perchè il sud è una macchina spremisoldi e basta. mi arrabbio però dentro di me a volte so che è vero.
è vero che se devo trovare una casa al nord, anche in città, magari non proprio al centro ma un po fuori, spendo una cifra accettabile ed ho una vera casa, mentre se faccio la stessa cosa a Roma spendo una follia per un buco infimo che a volte ha anche solo un finto bagno. un esempio?
mia zia vive vicino a Brescia, se dovesse andare a lavorare in città ci metterebbe circa venti minuti, mezz'ora. spende 650 euro per una villetta unifamiliare su tre piani, con due camere da letto due bagni un grande salone con angolo cucina, un giradino al piano intermedio, un garage ed una salone nel piano interrato doppie uscita da casa.
io spendo 700 euro per un monolocoale a circa venti minuti dal lavoro, 45 metri scarsi, che in realtà sono meno, seminterrato, senza luce ne alle due finestrone della camera da letto/sala ne al bagno. ho anche una cucina ma è uno stannzino non vivibile. e sono uma delle più fortunate tra quelli che conosco perchè altri, per una metratura inferiore della mia spendono molto di più, o vivono ancora con i genitori perchè gli affitti non se li possono proprio permettere.
e questo è solo il problema della casa.

se devo andare al pronto soccorso qui a Roma a volte prefersisco vedere se mi passa da solo qualsiasi malessere posso avere, anche un infarto.
l'ultima volta, con un blocco articolare completo degli arti inferiori, tachicardia parossistica e svenimenti, con dei dolori tali che non riuscivano a togliermi dalla seda a rotelle, con me che ripetevo che avevo una resistenza agli antidolorifici dovuta da un uso continuo di antidolorifici di tipo oppiaceo, mi hanno tenuto li, undici ore, senza un esame ne obbiettivo ne clinico ne biochimico ne di altro tipo, nemmeno una stupida lastra del bacino che era la parte più dolente ed immobilizzata, dandomi il coefferalgan, e guardandomi periodicamente, prima in saletta di attesa insieme a tanti altri dolenti confinati nel purgatorio del pronto soccorso, poi su un lettino e sono stata fortunata perchè mi avevano anche messo su un lettino alla fine.
mia madre è andata al pronto soccorso per un dolore al petto di lieve intensità ed in pochi minuti è stata ricoverata e sottoposta a tutti gli accertamente possibili ed immaginabili, compresi tac toracica ed esami del sangue di ogni tipo. l'hanno tenuta per non più di sei ore facendola uscire tranquilla e piena di accertamenti, con una diagnosi ed una serie di problematiche secondarie che hanno comunque evidenziato e per cui le hanno consigliato altri accertamenti.
il tutto con una cortesia ed una prontezza che qui a Roma ci si sogna.
dispiace dirlo ma è proprio vero che esiste questa discrepanza assurda tra nord e sud. questi sono due soli esempi ma quanti altri ce ne sono che mia madre con sommo dispiacere mio mi sventola sotto il naso.
alcuni? la loro carta regionale, una specie di carta di credito di plastica che viene conseganata ai residenti, funge da codice fiscale, da tessera sanitaria, da carta sconto per i distributori consociati con la regione, che per i residenti che usano il gpl o il metano ha attuato degli sconti sul prezzo del carburante. funge anche da documento identificativo e da accesso ad una serie di agevolazioni che la regione mette in atto per i residenti, specie se in pensione.
Roma, con tutta la sua prosopopea di Roma capitale, vuole togliere gli sconti per i pensionati sui mezzi di trasporto, ed ogni anno è lo stesso tira e molla con l'ATAC che piange miseria e superpaga i suoi dirigenti, che sono quasi più dei dipendenti semplici; ancora rilascia le carte di identità in carta, e senza nemmeno più plasticarle come un tempo perchè costava troppo. la patente spesso ancora di carta in alcune zone. la tessera sanitaria serve giusto per prendere le medicine e i gratta e vinci nei centri commerciali. sconti o trattamenti speciali ai residenti? e cosa sono? persino in toscana la regione riconosce ai residenti più trattamenti agevolati che da noi, hanno già la produzione delle carte di identità a tessera plastificata, così come la patente, che io avendo preso la patente in toscana ho già in plastica tipo tessera mentre altri del mio giro hanno ancora la bandierina rosa .
eppure ci sentiamo ancora così boriosi, con le nostre famiglie sull'orlo della povertà cronica, con gente che per mangiare va alla caritas altrimenti non avrebbe i soldi per poter pagare la casa. ci sentiamo il centro del mondo con i giovani che non hanno lavoro, e spesso e volentieri non lo cercano nemmeno perchè tanto non si trova.
ed a volte on si vuole nemmeno perchè magari troppo faticoso. anche qui se volete ho un esempio. ero io presete mentre un padre diceva al proprio figlio, bello satollo e molto ma molto coatto: guarda che X ti offre un lavoro come guardia a quel parcheggio di scambio Y, solo i festivi e prefestivi ma sono 50 euro al giorno. oltre tutto si avvicina il ponte di non ricordo cosa e sono quattro giorni di seguito. la risposta dello scimmiesco figlio stravaccato sulla sedia di fronte a me?
noooo, e mica posso andà al lavoro nei festivi... è il periodo di riposo quello mica posso fa pure quello io... il parde rincara scusa caro ma non hai nient'altro da fare, quella è una buona occasione.... ed il bamboccione imperterrito è no, mica posso fa una cosa del genere,nnno? il festivo no, mandace Z va, a me proprio non interessa.
e poi mi parlano di difficoltà a trovar lavoro.
va be qui si esce di tema
stavamo parlando della difficoltà nel sbarcare il lunario non degli indecenti giovani virgulti pieni di voglia di lavorare, ma poco, leggero e per un bello stipendio.
e di difficoltà prurtroppo ne so qualcosa anche io.
come famiglia noi siamo anche fortunati, con due stipendi anche se uno precario e non proprio immenso (diciamo scarsino va) riusciamo a coprire tutte le spese vive, a mettere via qualcosa ed anche a permetterci ogni tanto la cena fuori o il cinema..
ma dobbiamo stare molto, molto attenti, spesa calcolata, scegliendo per le cose fresche il mercato con il fruttivendolo che ci dice cosa va bene e cosa no e a prezzi accessibili, dosi piccole che durano. per il pesce no, quello è meglio nei supermercati di marca, lo si trova buono, fresco e lo paghi anche la metà rispetto al pesciaiolo del mercato che vende il pesce a carati.
per la carne solo quella di quel macellaio, buona, e un poco cara ma misurata e mica tutti i mesi.
per il grosso, discount o hard discount, con prezzi migliori anche se le marche non sono proprio conosciute.
le feste? ma se proprio dobbiamo farle facciamole in casa, va che costa meno e meno male che io so cucinare.
i vestiti? ci sono ottimi negozi che vendono capi d'abbigliamento femminile a prezzi ottimi, e se si aspetta l fine serie li svendono a poco, come Bon Prix o Kiabi, posti dove le cose sono carine, anche di taglia grande e costano poco. dici che durano anche poco? a parte che non è vero ma anche fosse mi darebbe la scusa l'anno prossimo per comprarmi una maglietta nuova, cosa che magari farei comunque ma che in questo caso almeno non mi costa un occhio della testa.
per lui? si cerca. ci sono negozi di marche un po meno famose che hanno prezzi ottimi per abiti e giacche, magari non sono Pitran ma i calzoni hanno esttamente la stessa durata: un inverno al massimo per l'uno o per l'altro.
e con questo anche per oggi ho terminato il mio pianto greco.
credo però che il prossimo post se ci riesco lo faccio di consigli, almeno quei posti che conosco  li metto in comunione con chi può approfittarne.
ciauz

venerdì 4 maggio 2012

LA TELEVISIONE SPAZZATURA COLPISCE ANCORA


Qualcuno, forse più furbo di me, può trovare un collegamento tra i Templari e l'affondamento della Costa Concordia? nemmeno a me sembrava che tra le due cose ci fosse nulla a che spartire. almeno fino a ieri sera, quando zappingando prima di coricarmi, sono incappata in quella trasmissione che considero demenziale che corrisponde al nome di "MISTERO". una accozzaglia di sensazionalismi su base inesistente e di ipotesi campate in aria che si susseguono di speciale in speciale all'interno di un format che mantiene persone che altrimenti non potrebbero lavorare. questo più o meno è quello che ho sempre pensato del programma.
ieri poi ne ho avuto la conferma assoluta.
sullo schermo è comparso il misterioso Adam Kadmon, l'uomo che deve vivere nascosto a causa delle sue tesi che altriementi ne metterebbero in pericolo la vita ( e qui mi sorge il dubbio sul fatto che la gente abbia veramente poco da fare se per le sue ipotesi strampalate c'è qualcuno che perde il suo tempo a cercare di far fuori quel tizio) che comincia parlando dell'affondamento della Costa Concordia, a causa di un inchino fatto nel posto sbagliato ed al momento sbagliato, usualmente fatto senza permesso ed al di fuori di qualsiasi legalità, ma assolutamente nell'uso comuneb di molte compagnie di Crocera.
da quelle immagini e dalla descrizione di quel naufragio è passato a parlare dei templari e della loro triste fine piena di torture e assassini, perpetata oramai centinaia di anni fa ma sempre ardentemente bruciante nel petto dei complottisti. la data dell'inizio della loro persecuzione è il 13 ottobre del 1307 ed il nostro Adam ci tiene a ricordarla con enfasi: viene ricordato come in quella data furono imprigionati e torturati i grandi dell'ordine con tanto di ricostruzione drammatica delle scene. poi da questa loro fine indecorosa si passa alla descrizione di altri ordini moderni come i massoni ed i rosa croce, che guarda caso nascono tutti con simil-ricordi legati ai templari, sempre a detta del nostro Adam,che afferma anche come tutti abbiano avuto nel loro passato, e forse anche nel loro presente, la figura degli illuminati a legarli in una crociata che li unisce per la conquista del mondo tecnologico ed economico così come oggi lo conosciamo. ed è incredibile come  proprio il 13 dicembre del 2011 la nave, colpevole di avere sul fondo di una delle piscine il simbolo del giglio che comare nella foto che lui mostra nel programma ma che io non ho trovato da nessuna parte, si sia inchinata e sia stata "sacrificata" sugli scogli dell'isola del Giglio, famosa per il suo legame con la storia dei Templari e legata anche in qualche modo alla loro rinascita. se gli illuminati esistessero ancora non avrebbero potuto scegliere meglio il loro gesto di ricordo.

Li devo dire che il mio cervello ha fatto tilt. che cosa lega il 13 ottobre del 1307 al 13 dicembre del 2012? il 13? capperi che analogia, quale sottile richiamo al periodo.
 non certo nell'anno che non ha minimamente richiami nei numeri e non sancisce nessun anniversario particolare ( tra le due date ci sono 705 anni quindi nulla di particolare) ma che sarebbe stato troppo scontato e facile da individuare, non il mese, che risulta sfalsato di due ed oltre tutto anche quello di una banalità insulsa, ma il giorno, quella si che è una data significativa, importante,  in fondo quello ricorre solo una volta al mese e vuoi che capiti proprio nello stesso giorno che nel 1307 vengano arrestati i templari e nel 2011 affondi una nave?
che la spazzatura culturale fosse quantomeno torbida e contorta lo sapevo, ma quello che veramente mi da noia è che si vada a speculare su una cosa come quell'incidente, (che per la deficenza di una intera società navale che spinge i propri capitani a gesti pericolosi al solo scopo di rendere più spettacolare una crocera ha sacrificato la vita di tanti vacanzieri innocenti), per tirare fuori delle ipotesi così campate in aria e raffazzaonate alla meglio da essere assolutamente insulse e stupide. la pochezza della televisione spinge veramente a tirare fuori le peggio ca...volate dalla bocca di gente .
ed è meglio che persone come questo Adam Kadmon, (o Kondom?) si nasconda altrimenti alla fine, qualche parente inca..volato veramente, che sente prendere per il sedere i propri cari in questa maniera, magari ad andare a rimettergli a posto i  connotati ci pensa veramente, altro che le sette segrete.

mercoledì 2 maggio 2012

IL DIFFICILE LAVORO DI ANDARE AVANTI CON IL POCO CHE SI HA

oramai è indubbio.
l'italia è diventata veramente invivibile. i soldi che prima prendevamo come stipendio ora non valgono nulla e non sembra che la cosa debba migliorare; i pochi soldi che avevamo messo da pare ci sono stati smezzati dalla  crisi che ci ha lasciato quasi in ginocchio, mentre la speranza di potersi un giorno fare una casa propria, un proprio posto diventa chimera sempre più irragiungibile.
e non ci sono magici aiuti che vengono a sollevare le nostre sorti. i lavori sono sempre più difficili da ottenere, e se si ha si deve sperare di non perderlo. sono sempre più sottopagati e non permettono a volte di mantenere una casa o una vita autonoma. fortuna chi ha un compagno, o compagna, perchè due stipendi, per quanto precari , permettono di avere una vita se non proprio agiata almeno autonoma, altrimenti il destino è quello del "bamboccione" come è stato carinamente definito colui che vive ancora in casa con i genitori, senza tenere conto che per uscire di casa si deve poter avere un'altra casa che ci accolga altrimenti i bamboccioni diventano senza tetto.
 ed una volta che hai trovato il tuo stipendio gemello, oltre che l'anima gemella,la casa che ti puoi permettere, in affitto, è un buco, la luce stai attento a risparmiarla il più possibile, se hai il riscaldamento autonomo diventi un grande sostenitore dei pesanti maglioni invernali e decanti il piacere di dormire sotto pesanti coperte ma sentendo il fresco dell'inverno sul viso. il gas si usa solo per cucinare e lavarsi una volta alla settimana, tanto per le abluzioni giornaliere va bene anche l'acqua fredda.
tutto diventa centellinato e difficile da fare. se si vuole andare fuori a cena si fa magari una volta al mese e in posti che si conoscono e che non hanno costi eccessivi, altrimenti si lascia perdere e ci si vede a casa di uno o dell'altro.forse è proprio per questo che in italia si stà riscoprendo il piacere della cucina di qualità, per cui sempre più persone si cimentano attorno ai fornelli, in fondo con quello che costa farsi un filetto al pepe verde con antipasto e bibite al ristorante, a casa puoi imbandire una bella cena abbondante per due,  anche a base di carne se sai dove andare a comprare e sai scegliere il taglio giusto.
e non parliamo di comprarsi una macchina. perchè le niche che sono alla nostra portata, facendo anche i salti mortali sono quelle che hanno un costo che va dai 6000 ai 20.000 euro, e stiamop parlando di sforzarsi vermanete tanto, di fare rate che possono arrivare alle 350.00 euro al mese per anche sei anni, che poi non sono mai sei anni perchè c'è sempre anche il settimo di interessi. a volte le macchine ordierne a sette anni manco ci arrivano, e ti coatano un occhio in riparazioni perchè sono spesso fatte con i piedi, perchè sono macchinette da poco. e certo noi siamo lo starto basso della società automobilistica, mica spendiamo 35.000 euro per comprarci un suv, mica abbiamo 40.000 euro per comprarci l'ammiraglia di qualche cadegoria. siamo quelli che entriamo e valutiamo se possiamo fare a meno o no della radio, del navigatore,e magari anche dell'abs.
oramai per riuscire a vivere in italia si deve fare così, ci si deve arragiare, e arrangiare al meglio se si vuole avere una vita decente e non indebitarsi fin sopra le orecchie. una regola d'oro ad esempio è mai fare un debito mentre se ne stà già pagando un'altro. se ti sei appena comprato la lavratrice a rate non comprarti anche il cellulare e la stampante, tanto sono rate piccolissime. le rate piccolissime si sommano alla fine e si accaniscono sul tuo stipendio impedendoti di arrivare a fine mese. ho parenti che hanno fatto questo errore e che ancora stanno sputando sangue per finire di pagare rate di oggetti che magari nemmeno hanno più.
un'altro errore fatto da un amico, che insegna molto bene cosa non fare, è quello di usare le carte di credito. sono veramente maledette quelle cosine di plastica, e possono rovinare la vita. perchè hanno tassi di interesse altissimi, e si usano continuamente quindi il debito continua ad aumentare anche se si paga ogni mese una cifra da capogiro. l'amico di cui parlavo ha messo anni per liberarsi di questo vampiro stipendiale, tanto che ora che ha finito gli sembra di aver avuto un aumento di stipendio.
attenzione a queste trappole, specie in periodi in cui i soldi già di per se non bastano ad arrivare a fine mese, tra affitto e bollette, cibo e inprevisti.
lo sguardo vola verso i confini e guarda con desiderio altre realtà che però sono inaccessibili a chi non abbia già opportunità di lavoro aperte, perchè anche all'estero, dove si stà meglio per certi versi, e peggio per altri, si deve lavorare, e ci deve essere il lavoro per poterlo fare.


17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero