giovedì 17 novembre 2011

Marte e Venere non comunicano

spesso espongo idee che so essere solo mie, ma oggi forse dirò qualcosa che mi attirerà una serie di antipatie insuperabili. vedremo.



oggi voglio parlare delle differenze tra uomo e donna, anzi per essere precisi della differenza di linguaggio tra uomo e donna.



spesso e volentieri ho sentito amiche, compagne di scuola e di lavoro, madri di amiche, nonne e zie di altre, che si lamentavano di come il loro compagno non riuscisse a capirle, stupite della fondamentale impermeabilità della psiche maschile ai loro segnali, per loro anche troppo chiari. su questa incomunicabilità si sono scritti fior fior di libri, si fanno da secoli scenette comiche e tragedie.



io stessa ne sono stata una incolpevole vittima, all'inizio della mia carriera sentimentale.



ho avuto un compagno accanto che era, per il resto, il massimo che si potrebbe cercare, disponibile, gentile, comprensivo, generoso, amorevole con i miei genitori e verso il proprio padre, innamorato, almeno per i primi sette otto anni, poi comunque fortemente affezionato.



insomma il massimo, tranne che quando cercavo di comunicargli il mio disagio, lui proprio non comprendeva era come se il messaggio che cercavo di inviargli fosse in una lingua sconosciuta che lui cercava anche di capire ma il risultato era ben distante da quello che io intendevo.



ci sono voluti undici anni di studi, dolori, incomprensioni e dispiaceri, un altro anno di prove ed errori, per giungere alla fine ad una mia filosofia che, devo dire, metto in pratica oramai da buoni quindici anni e che mi ha dato moltissime soddisfazioni.



la mia spiegazione della situazione è estremamente semplice: gli uomini sono slineari.



non perchè non capiscono le complessità, loro stessi ne hanno di profondissime ma nella comunicazione con le donne sono estremamente lineari, quasi ignoranti, non nel senso che sono stupidi ma nel senso che ignorano, ed ignorano per la precisione il linguaggio delle donne, quello fatto di stimoli, di suggerimenti, di ammiccamenti e mezze parole.



in realtà tra noi donne a volte basta un ammiccamento per capirci ma poi ci scontriamo con lo sguardo ottuso di un uomo e pensiamo che siano stupidi o indifferenti. in realtà tra di loro si capiscono con un battito di occhi ma se provano a farlo con noi anche noi ci riveliamo bovine nella nostra sordità.



semplicemente i nostri corpi, i nostri segnali sono in due lingue differenti, che non possono essere capite senza una chiara spiegazione.



da quando ho capito questa verità fondamentale ho adottato una semplicissima regola nella mia vita che mi ha permesso di avere una felice vita di coppia ed una fedele amicizia da parte di molti amici maschi che mi riconoscono lo sforzo nei loro confronti.



mi limito a parlare chiaro.



se voglio qualcosa, se desidero che qualcuno faccia qualcosa per me, se richiedo attenzioni e coccole, le chiedo, chiaramente e senza tanti giri di parole. e di solito le ottengo. perché gli uomini spesso e volentieri sono disponibilissimi nei nostri confronti, ma altrettanto spesso e volentieri non colgono le nostre oscure richieste e ci lasciano insoddisfatte e arrabbiate.



adotto quewsta politica specialmente con LUI, una persona a cui tengo moltissimo e che voglio che sia sempre al mio fianco, e proprio perché non voglio perderlo voglio essere sicura di non essere io la prima ad allontanarlo da me.



per questo con lui ho sempre cercato di essere il più diretta, il più chiara ed onesta possibile, e lui mi ha sempre ringraziato facendo esattamente lo stesso con me, in maniera che non ci sia il problema contrario, rischiando magari di essere io quella che non capisce i suoi segnali.



la chiarezza, la semplicità e l'essere diretta mi ha aiutato anche ad essere accettata da tutti i miei amici maschi che in me non hanno mai rischiato di trovare il solito muro di incomprensione tra generi, quella specie di puzza sotto il naso che gli uomini ci attribuiscono confusi dai nostri modi intraducibili a volte per loro, e ne sono sempre stata molto contenta.



ora mi rendo conto che magari si deve essere già predisposte a questa specie di disponibilità verso un mondo diverso da quello femminile, ed in effetti io fin da bambina ho avuto questa predisposizione, ma penso che con un po di sforzo si possa arrivare ad essere più aperti ad una lingua diversa come quella che parlano gli uomini, e da parte loro ci vuole la stessa disponibilità. alla fine ci più essere una buona comprensione a mezza strada, almeno per me ha funzionato benissimo.

1 commento:

Stefano Petroni ha detto...

Post da stampare su lamina d'oro e consegnare a molte donne!

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