martedì 4 ottobre 2011

Roma ha colpito anche me



chi pensa che in un incidente stradale solo l'infortunato abbia problemi fisici o psicologici si sbaglia di grosso.

ieri sera ho fatto un incidente. mentre mi immettevo sulla strada un motorino, che procedeva in senso contrario alla sua marcia ed anche a velocità piuttosto spedita mi ha preso in pieno sul cofano.

li per li mi sono sentita come se il sangue se ne andasse dal corpo ed ho pensato, eccolo li: a me viene un infarto e quella sul motorino l'ho sdrumata.


invece l'infarto non mi è venuto, ho avuto la prontezza di spirito di scendere dalla macchina, di andare a vedere come stava la ragazza e di urlarle in faccia nel momento in cui ho visto che pareva stare bene " MA SEI SCEMA? LO SAI CHE POTEVO AMMAZZARTI??"

la gente chiaramente si è assiepata tutta attorno a lei, poverina, portiamole un bicchier d'acqua, vediamo che si riprenda, speriamo non si sia fatta niente,,,


ed io?


a me non mi ha cagato nessuno, io ero li, ferma in piedi di fronte al povero, ammaccato cofano della mia amata macchinina, che guardavo quella sciocca ragazzina che si rimetteva in piedi rintronata, ringraziando di non aver accelerato per immettermi, di non aver ammazzato la ragazza, di non essermi fatta troppo male io...

e poi ho cominciato a pensare a quello che sarebbe successo. all'assicurazione che mi sarebbe retrocessa di due punti e che quindi sarebbe aumentata, al fatto che siccome stavo attraversando una striscia continua, anche se tra due strisce interrotte mi avrebbero dato una multa e tolto dei punti dalla patente, che la ragazza sarebbe comunque andata al pronto soccorso e che quindi sarebbe venuto fuori che sicuramente quel segno di forcipe che ha sul capo ( e si può spiegare solo con uno schiacciamento da forcipe il mettersi a correre a manetta sulla corsia contraria) è colpa dell'incidente.

insomma ero li, in piedi, con il cellulare spasmodicamente stretto in pugno, dopo aver chiamato i vigili urbani e aver avvertito LUI, rassicurandolo che andava tutto bene, pensando alla mia immacolata fedina rovinata, pensando che potevo ammazzare qualcuno, pensando... e tremando, come una foglia, nonostante sudassi copiosamente.

e li sono rimasta, imperterrita, attenta a che nessuno spostasse nulla, aspettando in ansia che arrivasse questa benedetta pattuglia, guardando una massa di impediti che per passare vicino al motorino cercava di prenderlo ogni volta (ci vuole tanto a capire che se l'ostacolo è a destra si deve sterzare a sinistra?)

poi sono successe due cose contemporaneamente: è passata una pattuglia che però non era quella che avevano mandato per me (perché mica tutti i vigili si possono occupare di cose così poco importanti come di viale del Policlinico bloccata da un'auto ed un motorino messi per traverso in mezzo alla strada) e da lontano ho visto che il pullman si faceva sempre più minaccioso. ho quindi chiesto, gentilmente ai vigili che pensassero loro a deviare il traffico per il pullman, perché io non avevo intenzione di far spostare il motorino fino a che non fosse stato fatto l'accertamento.a quel punto ero agitata ma lucida, ameno fino a che il pullman è passato, i vigili se ne sono andati e abbiamo fatto passare il resto delle macchine per la strettoia invece che a cazzo di cane.

quando poi è arrivata la nostra pattuglia ed il vigile mi ha pregato di andarmi a sedere al mio in vettura che loro avrebbero provveduto a feri i rilevamenti.


mi sono seduta, ho chiuso gli occhi e ho cominciato a piangere dopodiché ho riaperto il cellulare ed ho chiesto a LUI se non è che poteva uscire un po prima dal lavoro perché non è che mi sentissi molto bene.

il crollo era inevitabile, specie visto che siamo rimasti li almeno altre due ore tra accertamenti, rilievi, deposizioni, due multe a me che non avevo nemmeno la lettera che accompagna il contrassegno dell'assicurazione (cavolo ma a me mica l'ha detto nessuno che quel coso va tenuto per forza in macchina, anche all'assicurazione sono rimasti).

insomma sono rientrata a casa alle nove passate, stressata come un broker di borsa, sfinita da una giornata lavorativa lunga e da una conclusione anche peggiore, depressa per tutte le implicazioni che da un incidente inevitabilmente scaturiscono, ed ho anche dovuto affrontare le telefonate al parentame che comunque andava avvertito, anche se per un momento quasi volevo soprassedere, ma ci ha pensato LUI ad allungarmi il telefono ed spingermi a farlo.


ed ora eccomi qui, ancora con il magone, ancora depressa, ma almeno più leggera, visto che mi sono potuta sfogare.

vedo tutti quegli idioti su due ruote che sfrecciano come se a loro non potesse succedere nulla, fragili come ramoscelli, veloci come pallottole, che se fanno tanto di cadere si possono sfrappare come pongo e mi chiedo come cavolo fanno a non aver rispetto della propria vita in quella maniera. anche io sono stata giovane, magari una vita fa, ma lo sono stata, ho avuto il motorino e mi ci sono anche divertita, ma non ho mai rischiato la vita in quella maniera: ho sempre rispettato gli stop e i semafori, non ho mai camminato sulla corsia inversa, per paura che una macchina dall'altra parte mi prendesse, non ho mai camminato in mezzo alla strada, insomma rispettavo le regole stradali, come facevano tutti a quel tempo, tranne quei due o tre sfigati che tutti si divertivano a prendere in giro quando raccontavano di questo o quell'incidente, che inevitavilmente gli capitava. cosa è cambiato? dove è l'errore? quando le regole sono diventate un optional, quando si è cominciato a pensare che ognuno si può fare le proprie ed è guerra di tutti contro tutti?

mi perdoneranno coloro che non la pensano come me, ma torno a dire che l'errore è alla base, se l'albero è marcio si devono guardare le radici: se in casa non si rispettano le regole, se non c'è una guida salda, allora l'albero crescerà storto, senza nerbo, senza forza, e si rovinerà.

2 commenti:

Adriano F. ha detto...

Azz, e anche ohibò.

Elwe ha detto...

porcapaletta!

ora come stai tu?

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