martedì 21 giugno 2011

solstizio d'estate

ebbene si, oggi è estate. siamo entrati a passo leggero nella bella stagione per eccellenza, in quella parte dell'anno in cui i caldo ci circonda, ci assopisce, ottunde sensi, soffoca gli slanci. il mare e le vacanze ci chiamano a gran voce mentre il lavoro diviene sempre più un peso sulle nostre spalle, di cui vorremmo liberarci almeno per un po.
il pensiero allora ritorna alle estati delle nostre giovani età, quando il suo arrivo coincideva con tre lunghi, splendidi mesi di nullafcenza competa, più o meno, tre mesi giochi, esplorazioni, pigrizia, sole, mare se possibile, e comunque niente impegni istituzionali, se la scuola la vogliamo chiamare cosi.
si tratta di una stagione che ho sempre amato, anche ora che tendo a sopportare sempre meno questo opprimente caldo da Africa che oramai sembra regnare incontrastato anche nella nostra terra mediterranea.
una stagione che mi da sempre una sensazione di sollievo, come se improvvisamente mi si sciogliesse un qualche nodo interiore, come se finalmente anche dalla mia anima cadesse il cappotto per lanciarmi leggera e vestita di fine stoffa fiorita.
amo i colori in ogni stagione, ma in questa il colore che amo di più è il bianco, come se questa tinta non tinta esaltasse i colori che sento dentro di me.
quando ero giovane, abitavo in campagna e l'estate era periodo di corse nei campi vicino al corso d'acqua che corre dalle parti di casa, per guardare i girini che si agitano nella loro pozza. all'ombra del sotto passaggio, facendo finta di pescare o preparando torte di fango, mentre il silenzio è rotto dal frenetico frinire delle cicale, autentica voce dell'estate, che cresce nella calura pomeridiana per lasciare il cervello riposare solo la sera, quando è il fringuello a salutare il sale che si accomiata da noi per un'altra notte di calore estivo e di zanzare affamate.
l'estate è grigliate fuori, con le salsicce che sfrigolano sulle fiamme vive mentre i pomodori si cuociono sulla brace, acqua ghiacciata nel bicchieri e zampironi accesi per mantenersi riparati dai famelici pungiglioni.
estate è libri letti nella sabbia, sole reso stesi sulle rocce degli scogli, sale sui vestiti, perché se non hai dietro il costume si fa il bagno lo stesso, in calzoncini e maglietta, è fiere al lavoro con i miei dalla mattina all'alba fino a seta tardi. è filari di fragole mature da raccogliere una in bocca e tre nel secchiello, è filari di pomodori che brillano nel loro rosso vivo sotto il sole, è canne d'acqua che schizzano sulle risate dei bambini acqua fredda di posso.
estate.

lunedì 20 giugno 2011

ancora mare, ancora sole

dopo una settimana di dolore e patimenti, riesco finalmente a mettere il naso fuori casa, e ci dirigiamo verso il mare, il sole ed il riposo, cosa che spera più LUI che io, visto che povero lui ha lavorato tutta la settimana, io ho solo sofferto.

questa volta ci siamo diretti verso Anzio, più vicino, rispetto al Circeo, ma comunque dotato di bandiera blu.

so che fa molto snob ma io al mare ci vado solo se posso fare il bagno e se l'acqua è sporca ed il fondo lercio io il bagno non lo faccio.

dovevamo partire presto , verso le dieci, ma come al solito non iusciamo mai ad essere svelti nelle nostre preparazioni mattutine quindi prima delle undici e mezza non siamo riusciti a metterci in macchina, ma che ci importa? siamo di vacanza e anche il viaggio fa parte della vacanza. abbiamo preso la pontina e poi la nettunense, per giungere alla "Città di Nerone" anche se ancora non ho approfondito su internet il perché di questa definizione.

la città è al quanto squallida, con palazzi scrostati anche nella zona che sembra più nuova, e si salva solo nella strada prospicente il porto, dove c'è un minimo di cura nella struttura dei palazzi e nel loro mantenimento. come ho visto in queste zone del Lazio il mare è quasi invisibile dalla strada costiera, coperto da palazzi e costruzioni, che ogni tanto si squarciano per permettere l'accesso alla spiaggia, tagli nei muri che permettono di filtrare verso il mare.

però devo ammettere che il mare merita: spiagge pulite dalla sabbia liscia e farinosa, acqua che, nonostante il vento forte che rendeva il mare agitato, permetteva di vedere quasi il fondo.


sono state quattro ore di splendido sole, con un vento leggero che permetteva di sopportare il caldo senza troppa fatica, di bagni abbastanza freddi da rinfrescare ma abbastanza caldi da non dare problemi nell'entrare. la spesa è stata anche abbastanza contenuta, con i suoi venti euro per un ombrellone, un lettino ed una sdraio. quattro ore di sole e di tranquillità che mi hanno ripagato i una settimana di dolore alle ossa, di mal di testa, di artrosi cervicale arrabbiata nera.


quando alla fine verso le quattro e mezza dei minacciosi nuvoloni neri si sono avvicinati al mare dall'entroterra siamo andati lentamente verso casa, e ci siamo fermati a visitare il cimitero dello sbarco di Anzio, con le sue tombe ordinate e bianche, con il suo tappeto di erba ben curata a ricordare il sacrificio di ragazzi stranieri per la nostra terra.

una passeggiata nella tranquillità ultraterrena della storia, per poi tornare allo stress moderato del ritorno verso casa, per una strada maledettamente tortuosa.

alla fine ci siamo premiati con una bella doccia calda e tanta crema dopo sole per coccolarci: una domenica di ricarico e di riposo.





venerdì 17 giugno 2011

settimana di malattia

pomeriggi sonnacchiosi che si inseguono in una settimana di malattia. stare a casa a molti stressa, a me da una sensazione di tranquillità, di rifugio che non mi stanca mai. mentre mi guardo attorno oggi mi viene voglia di palare di loro e del mio rifugio.

un rifugio in cui la mancanza di forze che a volte mi coglie, i dolori che mi assalgono e mi tagliano e gambe, mi appesantiscono la testa, qui sono gestibili, qui son protetta dalle pareti amiche del mio nido.
e poi ci sono loro: i miei tre angeli pelosi che vegliano e mi ispirano tutto il giorno. il solo guardarli dovrebbe farmi capire come trascorrere le mie gionate ed il fatto di non volerli imitare è solo dovuto alla mia caparbietà.
sono così teneri mentre si sprofondano nel sonno del giusto attorno a me, mentre si lasciano baciare sonnacchiosi dal sole pomeridiano, che finalmente riesce ad entrare dalle mie finestre prima sempre e solo chiuse. ma
ora la piccola non pare più così predisposta ad impazzire quindi ci possiamo permettere di farli affacciare sul fuori, al sole o alla pioggia che sia.
loro mi fanno compagnia, mi tengono impegnata ed occupata, mi divertono e mi assillano.
ora poi, che non dobbiamo più traslocare, perché il padrone di cassa non vuole più vendere, mi permette di vivere questi acciaccati pomeriggi con una tranquillità ed una pace che fino a qualche giorno fa non era presente.
a volte penso che chi non vuole animali attorno è una persona a cui manca qualcosa: non per altro ma perché non saprà mai che cosa splendida sia l'amore che ti danno questi esserini chiedendo in cambio ben poco. solo per questo lo dico, un po come penso a cosa si perde chi è sordo e non sentirà mai la grandezza di un concerto di mozart o chi è cieco e non potrà mai vedere la struggente bellezza dei colori.
devo così tanto ai mie pelosi amici che dedicare loro lo spazio di un post mi sembra anche poca cosa, ma se non ci fossero loro che mi stanno accanto in questi giorni in cui sto male, in cui sono sola e senza compagnia, penserei solo al dolore, alla malattia, mi concentrerei solo su di me e sui miei problemi. loro mii distraggono, mi tengono occupata, mi riempiono i tempi di forzata inattività.
quest post è solo per ringraziarli, in un modo che loro non vedranno mai ma che mi pare giusto fare.

giovedì 9 giugno 2011

nonna riciclina torna alla carica: Pasta siciliana alla Kikka

questo piatto è una mia particolare rielaborazione di un piatto semplice che ho voluto solo arricchire un poco.
siamo alle solite, mi erano rimaste delle zucchine in frigo e dei pomodorini che stavano passando, un tre o quattro alici in frigo. che fare?

ho fatto ripassate le alici in padella con olio, aglio, peperoncino e una patata lessa schiacciata, ho fatto sciogliere le alici nell'olio quindi ci ho aggiunto le quattro zucchine finemente affettate, facendole andare fino a cottura completa. quando le zucchine sono state pronte ho affettato i pomodorini e ce li ho adagiati sopra a fuoco spento lasciandoli li, coperti senza farli cuocere ulteriormente.
nel frattempo ho fatto cuocere un po di pasta ( noi mangiamo abbastanza, quindi consiglio un etto e mezzo di pasta a testa, se siete a dieta un etto o meno, se avete fame fate due).
quando la pasta è stata al dente, l'ho scolata e l'ho messa a mantecare con il sugo in modo che l'ultima cotta della pasta le facesse assorbire il sugo dell'intingolo preparato.
nel frattempo ho messo in un'altro padellino, un po dello stesso sugo, non più di un paio di cucchiaini e una manciata di pan grattato e l'ho tostato.
a questo punto siamo pronti per impiattare.
ho scelto un piatto grosso, tipo quelli da pizza, ho raccolto la pasta con il mestolo come fanno vedere ultimamente in televisione, facendo girare la forchetta nel mestolo ed ho fatto un nido nel centro del piatto, ho versato sul nido il resto del sugo e su tutto o spolverato il pan grattato tostato.
non ho aggiunto sale perché le alici hanno già aggiunto il salato, assieme al sale della pasta, e salare anche le zucchine avrebbe esagerato la sapidità del piatto.
assaggiate e sappiatemi dire.

martedì 7 giugno 2011

insonnia



una volta il letto era il mio regno. era il mio rifugio, il posto in cui sapevo che avrei trascorso delle ore stupende solo chiudendo gli occhi.


non ho mai sofferto di insonnia, non ho mai avuto problemi ad addormentarmi ovunque e comunque, a volte addirittura troppo facilmente e toppo repentinamente.


negli ultimi tempi devo amaramente prendere atto che le cose sono cambiate, e di molto anche.


oramai sono una donna fortunata se mi addormento subito.


ho spesso contrazioni nervose, scatti del corpo che oltre ad essere leggermente dolorosi mi impediscono di prendere sonno. sento ogni minima asperità del materasso, mi da noia il caldo o il freddo, mi danno noia le zanzare, LUI che si gira nel letto, i bambini che camminano sulle lenzuola come hanno sempre fatto.


sono insomma una donna distrutta che passa le sue stanche nottate a cercare di soddisfare una fame immensa di sonno ma che spesso deve arrendersi a tisane e goccioline per riuscire ad addormentarsi.





stanotte è stata una di quelle maledette notti.


avevo così tanto sonno ieri sera che alle undici ero già a dormire, ma mi ero accorta di qualche leggera noia, nel cuscino, nel lenzuolo.


alle 00.45 ho aperto gli occhi ed ho cominciato il calvario. prima la pipi, poi il girarsi per mezzora nella spasmodica ricerca di una posizione comoda, poi le scosse che mi rendono nervosa come un animale chiuso in gabbia e che mi danno alla fine anche crampetti, poi di nuovo al bagno, poi...


alla fine dopo 15 gocce di EN, due visite al bagno e tre ore di ribaltamenti in ogni posizione, mi sono ritrovata in piedi di fronte alla cucina ad aspettare che una tazza di acqua bollisse mentre preparavo la bustina di tisana per il sonno.


ed alla fine dopo la tisana, dopo una nuova visita al bagno, il sonno è giunto, ma oramai non era più sufficiente, ed eccomi qui, che ho gli occhi gonfi, la bocca impastata, una stanchezza incredibile, la testa che mi gira, ed il tutto per essere andata anche a letto presto.



odio la vecchiaia.

lunedì 6 giugno 2011

un fine settimana diverso


quante volte avete detto, lasciamo perdere questo fine settimana, rimaniamo in casa, tanto è lo stesso, ci si riposa uguale? magari dopo una settimana stressante, magari dopo altre settimane altrettanto stressanti, magari dopo altri fine settimana altrettanto casalinghi... alla fine si entra in un lup maledetto in cui non ci si muove per non stancarsi ed alla fine lo stare sempre e solo nella stessa situazione sia che si tratti di lavoro che si tratti di riposo, non rinfranca più, anzi stanca, prova la mente ed il fisico.
e sei sempre più stressato, sempre più stanco e con le batterie a terra.
questo fine settimana ci siamo detti basta.
ci siamo organizzati, siamo andati a fare spese, compere e quanto altro prima, durante la settimana, abbiamo fatto le faccende con un certo anticipo, insomma ci siamo sbrigati entro il venerdì e sabato mattina, con tutta la nostra calma, ce ne siamo andati: direzione Circeo.
il tempo, che avrebbe dovuto essere brutto, era accecante e caldo come in un mattino estivo, quindi con tranquillità ci siamo messi in strada, anche rassegnati ad incontrare un traffico che alla fine non c'è stato.
siamo giunti a San Felice Circeo alle due, abbiamo cercato una pensioncina, che abbiamo trovato quasi subito, ci siamo spogliati dei bagagli e poi siamo andati al mare.
ore solo di sole, di bagnetti, di panciolle e di lettura, ogni tanto qualche coccola, ogni tanto qualcosa da bere, per il resto solo tanto riposo e rilassatezza. sembrava di stare in vacanza in qualche spiaggia esotica, sabbia fine e calda, acqua trasparente e fresca, sole pieno fino alle sei, poca gente, ancora, e tanta tranquillità.
quando ci siamo allontanati dalla spiaggia eravamo stanchi morti ma felici come bambini, persino LUI che odia la sabbia, il sole, in questa situazione di pace e tranquillità aveva un sorriso da cucciolone che lo alleggeriva di chili e chili di stress accumulato in quei giorni passati al lavoro dell'ultimo mese.
siamo tornati in camera e dopo una bella doccia rinfrescante per toglierci oli solari, sabbia e sale dalla palle, siamo andati a cena, in un ristorante che si chiama Bounty, o Grey, ancora non l'ho ben capito. caro, caro assassino, ma si mangiava benissimo, e con porzioni anche troppo abbondanti, tanto che abbiamo lasciato mezza pizza.
la notte purtroppo è stata infernale, il materasso era una culla, la rete poco meno, zanzare grosse come scud, ed una discoteca li vicino che faceva un rumore da bolgia. io sono crollata per la stanchezza ma alle quattro ho perso il sonno e da lì in poi è stata una lotta tra brevi pisolini e botte alle zanzare, LUI non ha avuto nemmeno queste poche ore chi oblio, ha solo avuto i brevi pisolini.
comunque alle otto un'altra doccia rinfrancante ed una buona colazione ci avevano rimesso in pace con il mondo. purtroppo il tempo era brutto quindi ci siamo rimessi in viaggio verso Roma, com molta calma e tante risate.
alla fine di quella domenica eravamo ritemprati come dopo una settimana di ferie in Costa Rica.
non cadete nel gorgo dell a pigrizia come avevamo fatto noi: prendetevi uno, o due giorno per voi e solo per voi, e vi sentirete altre persone.
in fondo se non vi volete bene voi chi vi deve voler bene?

mercoledì 1 giugno 2011

voglia di mare

si tanta. voglia di mare, di sole, di stendermi a fare la balenottera spiaggiata su uno scoglio a sentire il sole che mi entra fino alle ossa e mi scalda i dolori, voglia di tuffarsi e di nuotare, al meglio delle possibilità si capisce, di schizzare di galleggiare, voglia insomma di mare.Giustifica
l'anno scorso non sono riuscita a fare nemmeno un bagno, nemmeno un giorno in costume, ma quest'anno no, a costo di andarci a piedi. se ci si riesce, e questo cavolaccio di tempo ci assiste, già questo fine settimana ho intenzione di fare una fuga romantica con LUI verso una qualche destinazione estiva e balneare, qualcosa di pulito e non troppo frequentato, visto che siamo ancora in bassa stagione.
purtroppo il tempo non mare proprio dalla nostra parte ma io non mi scoraggio e spero, attivamente, che qualcosa si smuova nei cumulonembi e se li porti tutti verso la montagna, lasciandomi con la mia carezza di sole sulla pelle per questo fine settimana.
voglia di staccare dal lavoro, dai problemi, dalla spasmodica ricerca di un alloggio alternativo, voglia di farsi una vacanzina lampo cit to cit, tra il romantico ed io soleggiato, voglia di non pensare a nulla e non vedere nessuna faccia conosciuta.
sento quanto mai l'invito del mare, quelle chiare acque che mi chiamano e mi ammaliano con la loro frescura, ho voglia di perdermi nel loro abbraccio, di sentire il sale che mi si deposita sulla pelle e che alla fine si secca e pizzica, ho voglia di galleggiare su quella freschezza infinita.
ho voglia di una estate tranquilla e soleggiata, anche se so che invece ci saranno un sacco di pensieri che mi affliggeranno e di problemi a cui porre rimedio, ma al momento non ho voglia di stare a pensarci, ho voglia solo di mare.

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero