lunedì 16 maggio 2011

si cambia

ed eccomi al primo giorno del nuovo lavoro.


un cambio epocale, dalla sala operatoria all'ufficio, se così vogliamo chiamarlo, e due volte alla settimana, di pomeriggio in ambulatorio.


signori i presento arlecchino, servo di due padroni.


non so nemmeno io se esse4re contenta della nuova sistematone, o se averne una visione tragicomica: mi ritrovo a non fare quasi nulla per tutte le mie mattinate, confinata in uno spazio dove l'unica cosa che posso dire mia, più o meno, è la scrivania, di cui non ho nemmeno le chiavi e che quindi non posso usare per riporre cose private, o almeno una penna sperando che non la rubino.


per il resto passo le mie giornate con un viavai di persone che entrano e si mettono a studiare nella stanza, che sarebbe una specie di grosso auditorio con alcune scrivanie all'ingresso. leggo il giornale, leggo i libri che mi porto, passo il tempo su pc quando il pc è libero visto che anche quello è di chiunque entri.


da una parte non posso lamentarmi, non mi stresso, non mi stanco; dall'altra mi sento al quanto inutile persa lassù, senza impegni.


se non altro in questo periodo in cui sono alla ricerca di casa, posso fare le telefonate che mi servono alle agenzie immobiliari per trovarmi finalmente casa, ma per il resto sono qui che non so manco che fare.


il pomeriggio in ambulatorio invece almeno qualcosa di utile lo posso anche fare, però anche qui c'è una strabordanza di gente che si lamenta per il quantitativo di lavoro che c'è ma io sono qui che da sola non so dove battere la testa visto che non ho nulla da fare, la gente se n'è andata e tra poco chiudo l'ambulatorio.




che vita da nulla facente che sto a fà!!!

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