domenica 18 aprile 2010

Deepcon 2010 atto quarto ed ultimo, purtroppo

piove. o almeno pioveva a Fiuggi.
in fondo va bene così, perché la pioggia si accorda bene con il mio stato d'animo di oggi, perché oggi è stato l'ultimo giorno, e come sempre l'ultimo giorno è triste, nostalgico, pieno di saluti malinconici e di arrivederci, a chi per l'anno prossimo, a chi per un mai più, perché magari uno scrittore irlandese, o un attore americano con cui c'è stato un fuggevole avvicinarsi per poi mai più incontrarsi.
certo anche oggi la mattina è stata lenta ad arrivare, stanchi come eravamo ieri sera, bè meglio dire stamattina presto, vista l'ora a cui siamo andati a letto.
mentre io fatta la doccia ho anche avuto il tempo di farmi una frugale colazione LUI è stato molto più lento e tranquillo, praticamene ci siamo giusto resi conto del giungere delle dieci, prima di farci travolgere da questa ultima giornata.
l'appuntamento della mattinata è stata la riunione della Italcon a cui ho partecipato più perché in sala c'è una ottima connessione che per altro ma visto che c'ero e visto che sono iscritta alla Italcon per l'associazione con la Deepcon ho anche votato per un paio di cose; visto che c'ero ho seguito anche la presentazione di un libro, che proprio grazie alla presentazione non ho comprato visto la contorsione mentale che ho sentito nella lettura di due paginette due fatte dallo scrittore, spero non me ne voglia.
tra una cosa e l'altra ci siamo ritrovati alla fine che eravamo in tre nella sala mentre io finivo quel lavoro di comunicazione di cui spero qualcuno legga, e magari si diverta anche a leggere.
finito li mi sono trasferita a pranzo, visto che era giunta l'ora della pappa.
ultima pappa, con gli amici, ultimi saluti a chi se ne andava prima di pranzo, ultimi libri comprati. il pranzo però è stato un divertentissimo scambio di avventure feline tra i seduti alla tavola, in italiano ed in inglese, un insieme di gattofili assortiti.
il pomeriggio sembra sempre infinito, ma oggi sembrava volare mentre ci soffermavamo a fare le ultime chiacchiere, mentre prendevamo gli ultimi accordi con chi abbiamo la possibilità di rivedere prima del prossimo anno, mentre discutevamo di possibilità affascinanti ed invitanti per rivederci prima del trascorrere di un intero anno.
sono anche stata ad assistere all'ultima sessione di Picardo, che per quanto trovi simpatico capisco poco come capisco poco Peter, lo scrittore irlandese, ma era bello stare li insieme agli altri, ascoltando il discorso e capendo una parola ogni tanto, magari ridendo quando ridono gli altri, per non far vedere che non ci ho capito molto.
comunque oramai sono scesa a patti con la mia incapacità di capire le altre lingue e non me ne faccio un cruccio, quel che capisco bene, quel che non capisco me lo faccio spiegare.
comunque oramai sono giunte le quattro, quindi ci siamo caricati dei nostri bagagli, abbiamo lasciato la stanza, abbiamo salutato le ultime persone, abbracciato Livia, salutato i nostri scrittori in visita, scambiandoci la promessa di tenerci in contatto via Facebook, una delle prime volte in cui trovo Facebook utile, salutato Luigi e Chiara che non rivedremo fino all'anno prossimo anche se ci sentiremo ogni tanto. quanti non ho nominato? quanti invece si? e chi se lo ricorda? ma tutti sono comunque stati presenti in quei tre giorni, e tutti spero di aver salutato prima di andarmene. compreso Giovanni, arrivato all'ultimo nonostante i problemi, o come Andrea che tornerà a Bologna con i nostri saluti, o l'altro andrea che invece tornerà in Svizzera, eccetera.
Penso che Internet sia un dono perché permette di rimanere in contatto anche di lontano, una cosa che prima non potevo permettermi, e che mi obbligava all'invio di quintali di lettere. mi ricordo ancora quando mia madre si preoccupava perché a casa nostra arrivavano dieci, dodici lettere alla volta indirizzate a Saska Lathor: aveva paura ci venissero a cercare una extra comunitaria a casa.
comunque alla fine ci siamo ritrovati in macchina, io e LUI, con un magone tremendo alla gola, felici e riposati, ma tristi perché è finita, con quel misto di malinconia e gioia che sempre ci prende al ritorno da una convention.
i fondo mancano solo 365 giorni.

Deepcon 2010 atto terzo

e siamo al sunto del terzo giorno. o meglio del terzo mezzo giorno visto che, andando a letto alle tre, quattro, proprio non ce l'abbiamo fatta a sorgere dal letto prima dell'ora di pranzo. quando alla fine siamo riusciti a ritrovare una briciola di forza era come se due zombie fossero faticosamente usciti dalla propria tomba.
però una doccia, una sonora lavata di denti, ed una vigorosa sferzata di acqua gelata sul viso ci hanno ridato abbastanza forza da poter cominciare un'altra faticosa ma divertente giornata.
il pranzo è stato una cosa abbastanza rapida ed indolore, ed in questo mi devo soffermare una attimo.
devo cioè dire che quest'anno, purtroppo il tenore dei pasti non è stato all'altezza di quelli che mi ricordavo prima. la cosa mi dispiace al quanto perché è come una perdita di punti di una situazione che per il resto sarebbe buonissima.
comunque a parte l'ingurgitare la soletta di carne e la pasta in minuscole porzioni, il bello è stato il chiacchierare con chi avevo al tavolo, anche se ora non ricordo chi fosse. dite che non è carino? è perché? ho parlato, piacevolmente, con cosi' tante persone in questi giorni che non vedo come potrei ricordare con chi ho parlato in qual momento.
so che ho parlato, scherzato, e se non ricordo male ci siamo anche messi a cantare opere come dei deficienti mentre aspettavamo tra una portata e l'altra. ma è stato comunque divertente, e questo era l'importante.
nel pomeriggio ho assistito a un'altra conferenza, ho poltrito sui divanetti con altri soci poltroni, ho continuato a girare e chiacchierare, fino a sera. dite che la cosa alla lunga diventa noiosa? non avete idea. se non ci siete stati mai, non potete capire, quel continuo girare, chiacchierare, poltrire, sui divanetti, è uno dei momenti di intercambio culturale assolutamente perfetto che aspetto in ansia di anno in anno. è come se facessi il pieno di energia e di informazioni.
ho riprovato a chiacchierare con gli scrittori irlandesi, incomprensibili ma di una simpatia unica, ho provato a mettere in piedi un'idea che era venuta da uno degli espositori: il mettere all'asta un bacio di uno o due degli attori, cosa che non è andata a buon fine perché gli attori sono stati introvabili per ore e l'asta finiva troppo presto la domenica mattina, quindi non c'era tempo per le offerte.
alla fine la giornata è scorsa in maniera sempre e comunque impegnativa.
vicino all'ora di cena siamo andati a cambiarci per la cena di gala, con tanto di vestito elegante e trucco, leggero, perché poi avrei avuto altro da mettere.
la cena si è rivelata, purtroppo, all'altezza del resto dei pasti, ma tanto avevo così fretta che non ci sono stati poi tutti questi problemi: dovevo correre di sopra a cambiarmi un'altra volta per mettermi il costume. unica nota da riferire assolutamente: la torta era di gomma, e ho faticato a ingoiare senza fare i palloncini
ho riesumato dal passato il costume da Kai bajoriana: partecipare alla sfilata è oramai una cosa a cui mi piace troppo partecipare, anche se non ho vestiti nuovi di pacca da sfoggiare.
pensavo di essere una degli ultimi a presentarmi per la sfilata, perché tra attaccarmi il naso lumacoso , truccarmi e vestirmi ci vuole un po, invece alla fine ero la prima: assieme a me alla fine sfilavano una specie di zombie di un film chiamato "i tredici spettri" che credo abbiano visto in tre, compresa la ragazza che faceva la zombie, il signore della posateria dal film "mistery men", divertente devo dire, il solito borgisauro boghizzato questa volta nei panni di un ufficiale di stargate con un cliffhagnher veramente ardito, ed un esilarante Austin Power .
sapevo assolutamente chi avrebbe vinto la serata: Austin Power, non c'era proprio concorrenza.
in effetti quando è iniziata la sfilata, con tutta la scenetta che ha imbastito con le ragazze del club era impossibile che non vincesse, troppo divertente e coinvolgente.
ed in effetti il premio del pubblico è andato, per acclamazione a lui, io stessa ho partecipato all'applauso che lo ha fatto vincere e lo meritava assolutamente.
poi quando c'è stata l'attribuzione del premio della giuria, cribbio non ci credevo: ho vinto io!!!
erano anni che non vincevo un premio e proprio quando meno me lo aspettavo ecco che vinco. e il premio della giuria oltre tutto, che viene assegnato dalla votazione degli ospiti!!! ero così contenta che potevo anche sgusciare dalla pelle dalla gioia.
quando Picardo, è venuto a consegnarmi il premio non ho resistito e ho fatto una scenetta con lui con tanto di bacio e palpata sul sedere, fatta da lui a me, tanto per cambiare.
il premio del giudice invece è andato al signore della posateria, e ne sono stata contenta perché era giusto che lo ricevesse, non era un costume curatissimo ma era azzeccato ed inmmaginifico, quindi se lo meritava.
e poi la serata come sempre è esplosa, con balli forsennati a cui, per la prima volta in tanti anni, hanno partecipato anche attori e scrittori, che, invece di prendere e tornarsene nelle camere come hanno fatto negli hanno passati, si sono uniti a noi nello scatenarsi, magari un poco ciucchi, ma chi non era un poco ciucco, magari non di alcool ma di adrenalina?
e quindi ecco che si sono messi a ballare tra loro, con noi, noi tra noi, loro tra loro, insomma un gran casino.
siamo andati avanti fino alle due, con somma gioia di chi ha le camere sopra la sala ma chissene, con un deterioramento della qualità della musica che è sceso da una disco anni settanta, ottanta, fino ai gatti di vicolo miracoli ed a peppino di capri.
alla fine stanchi ci siamo andati ad afflosciare sui divanetti del primo piano che come ogni sabato notte della convention accolgono gente a volte fino alle prime luci dell'alba.
noi abbiamo ceduto prima, verso le quattro, ma anche quello è stato sufficiente, per ritrovare la calma e delle pulsazioni umane e compatibili con la vita.
quando siamo tornati in camera, visto che non eravamo troppo stanchi ( ah ah) ci siamo anche rifatti e valige, per poi svenire senza ritegno sul letto, tranne che io mi sono ri dovuta alzare e cercare dei tappi per le orecchie, perché a quell'ora un maledetto cuculo comincia a cantare fuori dalle finestre ed io prima o poi lo uccido quel maledetto.
ed un'altra notte se ne va.

sabato 17 aprile 2010

Deepcon 2010 atto secondo

ed anche io secondo giorno con fatica scorre e se ne va.
è incredibile come divertendosi con poco, come muovendosi il minimo indispensabile, da una sala all'altra da un divano all'altro, da una poltrona all'alta, e soprattutto da un pranzo ad una cena, alla fine si riesca comunque a sentirsi stanchi di una giornata alla deepcon.
non stanchi perché stufi, o annoiati, no, proprio stanchi fisicamente.
sarà che alla fine si dorme relativamente poco, sarà che a furia di chiacchiere di ogni tipo la testa si annebbia.
sarà semplicemente che il corpo vorrebbe una vera vacanza da piscina sonno pappa e sonno, invece tu non concedi molto a tutto questo tranne magari la parte pappa.
ance questa volta si parla della giornata di ieri chiaramente, visto che quella di oggi è ancora in itinere, ed anche la giornata di ieri si è svolta all'interno di un copione conosciuto e facilmente percorribile.
la sveglia è suonata come sempre troppo presto, ed il mio viso era tumefatto come dopo un incontro di wrestling qindi dopo la doccia la sessione trucco è stata indispensabile, altrimenti sarebbero scappati di fronte alla discesa del mostro della palude.
la colazione si è svolta, tardi, con altre facce gonfie e assonnate, ed ho appreso di none assere stata l'unica a subire dei danni collaterali dovuti ad una notte di problemi intestinali e di dolori vari, anche se in questo caso mal comune non ha portato mezzo gaudio.
la giornata poi è trascorsa, con un'altra passeggiata, almeno mia, alla ricerca di una qualche fotocopisteria che non esiste in questo paese piccolo e non molto tecnologico, per poi continuare la serrata vendita di numeri della riffa, ed un passaggio più che superficiale nella sala degli espositori dove abbiamo speso come ogni anno la nostra bella quota, per comprare i soliti vari volumi di questa o quella nuova edizione.
in ordine sparso, durante la giornata, mi sono seguita con molto interesse la presentazione di un nuovo libro, comprato, su Lovecraft, poi ho dorato la conferenza di Paolo Attivissimo sul so libro che sii spera dovrebbe finalmente porre fine alle chiacchiere complottiste sul non avvenuto sbarco sulla luna, accompagnato da una splendida serie di immagini scattate allora della luna e durante il viaggio ed ho comprato anche il suo libro, o ascoltato con interesse anche se non molto capto, i discorsi dei due ospiti letterari che mi hanno raccontato, ma posso solo sperare di aver capito più o meno bene quello che dicevano vista la mia ostica insufficenza in inglese, del ritrovamento all'interno di Dublino di insediamenti vichinghi e della bontà assoluta della birra venduta dalle loro parti, per non parlare della splendida atmosfera che si respira in Irlanda, cosa che mi ha vista assolutamente d'accordo.
il pranzo non è che sa stato la fine del mondo ma chi se ne sarà accorto? in fondo era la cosa meno importante in quella giornata, anche perché, proprio durante il pranzo è arrivato anche il mio Gianfranco, uno degli amici che ho e che considero quasi una figliolo ( che volete, ha più di venti anni meno di me|!!) che mi ha fatto di un felice che non so dire. o forse è arrivato a cena? e chi si ricorda oramai. l'importante è che sia arrivato e che sai qui da ieri, a dividere la giornata con noi nella nostra insana pazzia che oramai ci porta a confondere gli incontri e le situazioni.
durante la giornata sono venuti anche altri amici che hanno potuto fare giusto una toccata e fuga, come Ste e Rosy con pupo appresso, simpatico ma pur sempre un bambino in fondo.
la sera6a si è poi conclusa con una assolutamente folle partita a Paranoia, un gioco che di per se non è il massimo della sanità mentale ma che ieri sera è riuscito a toccare delle punte di non sense incredibili.
quando alle tre gli ultimi si sono arresi eravamo rimasti solo in tre, io LUI e Gino, simpatico pazzo alla nostra stregua che sarebbe anche stato disponibile a farmi da spalla per il raid che avevo intenzione di fare in nottata ma che alla fine non ho più portato avanti. già così eravamo stanche nome se fossimo stati tutta la giornata al lavoro.
non abbiamo più il fisico.

venerdì 16 aprile 2010

Deepcon 2010, atto primo


erano anni. veramente anni che non riuscivo a godermi una convention dall'inizio alla fine, dal primo giorno dell'apertura fino all'ultimo giorno, con i saluti, gli auguri di rivederci l'anno prossimo, baci ed abbracci, magone e via così.
finalmente quest'anno, con sommi sacrifici e con caldo sudore della fronte ce l'abbiamo fatta, ci siamo riusciti e ieri è stato il primo giorno di deepcon.
quasi mi sentivo emozionata, starò bene? sarò presentabile?
rivedere tutti i vecchi amici... be proprio tutti quest'anno no che siamo molto meno del solito, è un'anno un pò sotto tono, ma che importa, siamo qui, e ci siamo per divertirci e per rilassarsi.
come al solito i primi che incontriamo sono gli schiavi della reception, Livia e quest'anno Francesco, che si occupano della distribuzione dei pass e dei buoni per i pasti.
no.
per la precisione i primi che abbiamo incontrato sono stati Flora e il borgisauro che come al solito si facevano la solita sigaretta fuori dalla porta. una di quelle abitudini che nel tempo non cambiano mai.
stanchi? si ed anche stressati, tesi, nervosi, resi ombrosi da una vita che si fa spesso troppo pesante da portare sulle spalle, ma che ieri finalmente abbiamo lasciato alle nostre spalle... be, nemmeno questo è vero perché quel simpaticone del capo di Lui ha deciso che dovesse tenere il cellulare acceso per giovedì e venerdì, nel caso avesse bisogno di lui.
una cosa che mi farebbe imbestialire ma che ho deciso di non considerare, almeno fino a che un suo collega non lo tiene al telefono per un quarto d'ora a parlare di lavoro, li un poco mi innervosisco però..
però quando vengo alla convention è magia. mi sento sempre così rilassata, così tranquilla, così riposata che posso sopportare anche questo.
e comunque rivedere tutti quelli che ci sono, i baci, gli abbracci, la gente che prova vera gioia nel reincontrarti dopo un anno, sono sensazioni che mi riempiono il cuore, che mi fanno bene come un balsamo spalmato su una ferita.
e poi questa volta me la sono proprio presa come una vacanza. con tanto di passeggiata con LUI per Fiuggi, e visita alla SPA per decidere se fare o non fare una nuotatina nell'albergo, e credo che oggi la farò, forse nel pomeriggio.
qualcosa da fare me l'hanno trovata comunque, ma non mi dispiace, mi diverte sempre aiutare a mettere su questo gioco che è la deepcon: appendere le foto degli anni passati, le stampe ed i cartelli pubblicitari, e soprattutto quello che è il mi compito per eccellenza, vendere i biglietti della riffa del club.
mi diverto come una matta a tampinare la gente, a chiedere quei cinque euro per il biglietto, sperando sinceramente che ogni biglietto che vendo sia quello fortunato.
e poi chiacchierare con tutti, abbracciare quelli che sento solo via facebook ma che vedo una volta l'anno, quelli che invece posso vedere anche ogni settimana ma che qui sono come me, rilassati, tranquilli, e felici.
perché qui si torna come bambini, siamo felici, con il sorriso sulle labbra così spesso come non succede quasi mai.
e siamo affettuosi, siamo vicini e complici, siamo incoscienti e colti, siamo letterati e maniaci dello schermo. siamo tutto ed il contrario di tutto.
e così, tra passeggiate, chiacchiere e affetto giungiamo all'ora di cena, dove riuniti in una sala che quest'anno sembra troppo grande per noi, attorno a tanti tavoli rotondi, che sembrano ballerine dalla strana gonna ornata di fanatici di fantascienza, mangiamo cibo che nemmeno guardiamo, distratti dalle chiacchiere, dai saluti, dalle discussioni dotte o stupide, dall'organizzazione dell'ennesimo scherzo da fare a qualcuno nel cuore della notte.
e continua la serata con qualche altro intervento pubblico di qualcuno che non sentiremo per questa volta presi da altro.
e poi la eatcon, quell'enorme orgia di cibi tipici di questo o quel posto, di questa pasticceria o di quel salumiere amico di questo, parente di quello. e tutti li a mangiare come se non avessimo cenato poco meno di un'ora prima, estasiati da sapori diversi, innamorati dello stare assieme ancora tra di noi, come una setta segreta che con quel cibo locale santifica un nuovo incontro di fedeli, una specie di sacrificio al nostro personale dio: l'amicizia che ci lega al di sopra degli interessi o corroborata da questi, al di la delle distanze e delle età.
mangiamo e beviamo ma soprattutto chiacchieriamo, ed alla fine ci lasciamo andare a sospiri di nostalgia di fronte alla proiezione delle foto delle passate riunioni, e torniamo indietro di due, quattro, dieci anni, quando eravamo diversi, più magri, più giovani, con più capelli o con meno peli sulla faccia, però non eravamo molto differenti dentro, ed i fondo questo ci lega a queste immagini più della nostalgia.
siamo sempre noi, sempre gli stessi stupidi ragazzini, che non hanno più la forza di fare tutta la notte in piedi, sui divanetti a raccontarci storie più o meno incredibili, ma che hanno ancora la voglia di farlo e ci provano, fino a che non giunge il momento di dirsi buona notte.
ma tanto ancora per domani saremo assieme.

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero