venerdì 24 luglio 2009

un'altra estate

come ogni anno è arrivata l'estate e come ogni anno sono arrivate le tanto agognate ferie. un periodo che sembra sempre troppo breve ed n cui seriamo di ritrovare quelle sperdute energie di cui sentiamo disperatamente la mancanza per andare avanti.
anche io, come tutti aspetto contando i minuti che mi separano da domani pomeriggio, orario fissato nella mia testa per l'inizio della ricerca di questa rilassatezza, di questa tranquillità di cui sento sempre più il bisogno. questo anno poi in modo particolare, perché la stanchezza fisica si accompagna anche ad un senso di scollamento che devo trovare il modo di correggere, ed a un bisogno di riavvicinamento con LUI che si deve soddisfare ad ogni costo per continuare ad andare avanti tranquillamente.
è stata una strana annata questa che ci lasciamo alle spalle senza grandi crisi ma piena di piccoli intoppi, di noiose divergenze, di fatiche giornaliere, che alla fine ci hanno provato come se fossero state calamità nazionali.
a parte le vere calamità nazionali, che però a noi hanno toccato in maniera solo marginale; LUI sul lavoro dove si è trovato più coinvolto per l'assistenza alle scuole, io sul lavoro dove ho sentito un appesantimento di alcune cose per sostenere l'eventuale carico di pazienti.
ma è stato l'insieme, la conseguenzialità delle varie cose che alla fine non ci ha lasciato il tempo di riprendere fiato e che ci ha portato sull'orlo dell'esaurimento delle forze.
e come sempre quando ci si aspetta troppo da qualcosa si rischia di ottenere mendo di quanto non poteva venire.
per questo mi sono ripromessa di non aspettarmi nulla, di prendere quanto verrà da queste giornate d'estate e di assaporarle, sperando che facciano da medicina per le nostre tante, piccole malattie del corpo e dell'anima.

venerdì 10 luglio 2009

NUOVO RISTORANTE

alcune sere fa, colti dalla voglia di passare una domenica fuori abbiamo deciso di girare fino a che non trovavamo una pizzeria ristorante che ci convincesse, ma vi assicuro che non è così facile trovare qualcosa che possa soddisfare le proprie esigenze.
alla fine sulla Tuscolana, vicino alla metro Porta furba, abbiamo visto una pizzeria che spesso avevamo intravisto ma mai veramente notato.
spinti più dalla curiosità che dalla convinzione alla fine abbiamo deciso di provare la loro cucina e siamo entrati.
si tratta della pizzeria YAM YAM, in via dei Lentuli, e la si nota per la grande insegna blu.
appena giunti siamo stati favorevolmente impressionati dalla sollecitudine dei camerieri che si sono prodigati per creare un posto per due dove tavoli non ce n'erano. il locale ha delle sale interne, disertate in estate avendo il forno a legna proprio affacciato sulla sala grande, ed un largo patio con i tavoli esterni in cui ci siamo accomodati.
purtroppo la sollecitudine è finita li.
gli ordini sono stati abbastanza rapidamente presi ma molto lentamente evasi.
l'antipasto, un misto di fritti, uno di affettati e due bruschette, è giunto con lentezza e a pezzi, ed era di una minutezza desolante: il suppli e la crocchetta si mescolavano e confondevano per dimensioni con la mozzarellina e con l'oliva ascolana.
gli affettati del resto erano i classici affettati da supermercato, e nemmeno da banco, quelli in busta per intenderci.
tra gli antipasti ed il mio secondo, avendo saltato il primo, c'è stato l'abisso, come tra gli antipasti e la pizza di LUI ma il suo abisso è durato meno del mio ,tanto che ad un certo punto ho anche chiesto se si fossero dimenticati l'ordine.
alla fine arriva il mio piatto di grigliata di pesce: due cicale, due gamberoni ed uno spiedino di gamberetti e totanini.
onestamente ho mangiato grigliate migliori comprandole al supermercato e cuocendole nel forno elettrico di casa. tra l'altro, le patatine fritte che avevo chiesto per contorno me le hanno portate con l'antipasto, il che non è stato così male almeno ho mangiato qualcosa nella lunga attesa. di olio e sale nemmeno l'ombra dopo ben due sollecitazioni, nonostante fosse stato il cameriere stesso a dirmi che li avrebbe portati subito quando mi ha servito la grigliata.
la pizza alla margherita era abbastanza insapore da non poter essere imputata di nulla.
il tutto per la modica cifra di cinquanta euro, che se si fosse mangiato bene sarebbe stata a mio avviso una cifra più che meritata, ma che in questo caso considero assolutamente buttata nel cestino.
se proprio avete voglia di pizza andate dalla pizza al taglio sotto casa, almeno sapete come la fa.
buon appetito

Ristorante bisteccheria pizzeria
YAM YAM
via dei lentuli 20/22; 00175 Roma - 06763652
non risultano i turni ne le ferie

venerdì 3 luglio 2009

sconvolgimenti

il tempo è impazzito oramai da parecchio tempo, se mi scusate il gioco di parole.
ma come in questi giorni onestamente non me lo aspettavo proprio.
la mattinata piena di sole un caldo che non si respira, poi nel primo pomeriggio le nuvole e nella serata trombe d'aria e chicchi di grandine che se uno ci sta sotto si fa anche male.
e siamo in piena estate.
è un tempo così strano che ben si adatta alla mia strana situazione psicologica, in cui a volte mi sento bene, contenta e abbastanza soddisfatta di me e della mia vita, per sentirmi sotto un treno solo pochi minuti dopo.
sarà per questa maledetta mandibola che mi sono slogata oramai tre settimane fa e che continua a farmi male come fosse il primo giorno, anzi volendo vedere ho avuto momenti migliori appena slogata. sarà che mi sento particolarmente empatica in questi giorni per cui quello che mi succede intorno mi riverbera come un diapason, e quindi mi sento sconvolta per il disastro di viareggio come se fossi stata io a non revisionare il treno, mi sento in colpa per la morte di Michael Jackson come se non avessi fatto abbastanza per aiutarlo, mi sento felice per il paziente che riesce ad uscire ancora con le sue penne di sala, e così via.
è una strana sensazione come se improvvisamente fossi diventata uno specchio riflettente e tutto quello che mi succede attorno mi riverbera, mi sento di cristallo, fragile e pronta a rompersi, o di acciaio temprato pronta a tagliare come una lama.
e non so perché, non so perché questi continui cambi di rotta del mio carattere, del mio umore, che mi stancano, mi provano, mi esauriscono, per poi ricaricarmi con nuove energie con nuovi interessi che mi fioriscono attorno.
mi sento come un rivoluzione, come se in me stesse uscendo una gettata di lava che deve solidificare e prendere una nuova forma, un nuovo tipo di realtà che sta ancora cercando una sua configurazione.
ecco che ricomincia il dolore, una sorta di lama che mi penetra nel particolazione della bocca a sinistra e mi penetra fino al cervello, mi rende difficile ragionare, parlare, addirittura guardarmi attorno. poi scema e mi lascia li sconvolta e spossata.
sono gironi di pazzia, per il tempo e per me.
passeranno.

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero