mercoledì 24 settembre 2008

rientro: lo stress della modernità.

Il ritorno dalle vacanze è sempre, almeno per me, un evento al quanto traumatico, da cui metto dei giorni a riprendermi, perché, l'improvviso calo nella vita di ogni giorno, dopo una o due settimane di calma serafica mi stride sempre violentemente sui nervi.
io poi sono una di quelle donne che non ama assolutamente lavorare.
nulla da dire su quelle donne rampanti che vedono la propria vita realizzata solo dopo sei ,otto ore di lavoro frenetico e caotico, in cui corrono e ordinano, telefonano e urlano come matte, per poi tornare a casa stressate ma pronte ad affrontare anche il loro compito di madre di famiglia, con la pausa settimanale per il parrucchiere e che non si staccano dal cellulare del lavoro nemmeno la notte mentre copulano con il marito.
che vivano felici le loro ultra attive vite per decine e decine di anni, sono felice per loro.
io però non sono così: io mi sento solo stressata e stanca quando torno dal lavoro, ben lontana dal sentirmi realizzata dal quell'impegno giornaliero che mi costringe ad uscire dal mio nido protettivo e ad affrontare ogni maledetto giorno della settimana lo stress di metro troppo piene e di orari sempre troppo corti per giungere a destinazione; la tensione del lavoro che anche nei giorni in cui è più leggero è sempre un peso che si posa sul cuore al momento dell'ingresso e non se ne va fino all'uscita, e a volte anche dopo.
a volte c'è anche l'attrito con i colleghi, le tensioni con i superiori, le incazzature con la segreteria e la direzione o l'economato. senza parlare del fatto che ti trattano sempre come una specie di pezza da piedi a cui affibbiare qualunque cosa passi per la testa di chiunque lavori sopra di te.
una giornata come questa è tutto tranne che la mia idea di realizzazione, una cosa ben lontana dal sentirmi felice e soddisfatta della mia vita.
io adoro alzarmi con calma, fare colazione e le mie abluzioni coccolando i mici, cominciare le faccende più urgenti o che possono andare avanti da sole per un poco (lavatrici e cotture lunghe), uscire per fare la spesa al mercato e magari arrivare al supermercato per vedere se ci sono delle offerte, tornare a casa e continuare le faccende mattiniere, come le pulizie, il rifare il letto, passare lo straccio in tutta casa, le polveri, i piatti se sono rimasti dal giorno prima, preparare il pranzo, poi pranzare, purtroppo da sola, ma se fossi libera da altri impegni potrei portare il pranzo pronto a LUI al lavoro e magari fermarmi a pranzare con LUI per poi tornare a casa. quindi dedicarmi a quelle faccende di lunga durata che possono occupare tutto un pomeriggio: la giornata del cucito, in cui finisco quei vestiti che ho incominciato e cominciare altri vestiti che ho in mente per la stagione a venire. il fai da te del mobile, in cui costruire quella libreria che ho in mente da tanto tempo e di cui avrei bisogno nell'angolo della macchina da cucire, o qualsiasi altro mobile di cui avremmo bisogno in casa.
il giorno dedicato alle miniature, in cui finalmente trovare il tempo per finire di dipingere la mia squadra di elfe e magari iniziare, e finire, la squadra che devo regalare ad un amico da una vita.
e così via, con altri mille lavori che sono veramente la soddisfazione della mia vita e che mi riempiono di gioia e di calma, ed anche ,questa volta veramente, di soddisfazione.
senza parlare delle inevitabili giornate che dovrei usare per andare in quel supermercato o in quel negozio per comprare questa o quella cosa che mi necessitano, o ancora il tempo necessario a portare avanti la mia attivissima vita on web che necessiterebbe di alcune ore al giorno per essere svolta avanti in maniera soddisfacente.
insomma io avrei veramente una vita piena e completa se non fosse che ho necessita economica di svolgere un lavoro che porta invariabilmente via oltre alle sue sei ore giornaliere, anche almeno due ore di viaggi e preparazione, per non parlare delle ore notturne di attesa o di lavoro, con il risultato che la mia vita casalinga, nel vero senso della parola, quello soddisfacente e piacevole si riduce a si e no un paio di ore mattutine, quando faccio il pomeriggio, con tre o quattro ore rubate alla sera, o in un pomeriggio piuttosto pieno e poco soddisfacente quando faccio la mattina, in cui devo comprimere tutto ciò che non ho fatto la mattina e che vorrei fare di pomeriggio, più, se ci entra, un pisolino, perché alzarsi alla mattina alle sei porta ad avere un poco di sonno il pomeriggio.
e tutto perché al giorno d'oggi un lavoro solo non basta nemmeno a morire di fame, e purtroppo il lavoro di LUI è meno retribuito del mio ed anche più impegnativo a livello di orario ed altri lavori sono come l'acqua nel deserto: introvabili.
vita grama.

stop

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