giovedì 3 luglio 2008

da domani non lo so...

qualche tempo fa sul blog e sul forum di un blogger che frequento on line abbiamo affrontato un argomento abbastanza odierno: perché siamo sempre più chiusi in noi stessi quando siamo in mezzo alla gente, meno disponibili a collaborare con gli altri, ad essere di aiuto. allora risposi dicendo che siamo spaventati da quello che ci circonda, che siamo guardinghi.
oggi mi sento sicura di poter ribadire la mia affermazione di allora.
io sono una persona che è sempre stata disponibile ad aiutare chi mi avvicinava per strada, convinta che se oggi allungo una mano verso un mio simile, domani se ne avessi bisogno qualcuno potrebbe farlo con me. ho fatto la stessa cosa oggi. ero appena salita in macchina, ed avevo appena messo in moto, poggiando la borsa vicino a me, quando un giovane, tranquillo, in inglese con una faccia un po persa, mi chiede come fare ad arrivare da una parte di Roma che sulla cartina risulta completamente all'opposto, come riprendere la metro che non trova.
non era la prima volta che mi imbattevo in inglesi dispersi per Colli Albani, dove vengono a prendere gli alberghi per poi andare in giro per Roma con la metro che però non trovano.
e io gli ho spiegato dove fosse la metro affacciata al finestrino.

mentre un suo complice mi rubava la borsetta dall'altro finestrino.

mi hanno rubato i documenti, il cellulare che mi ero comprata con tanta fatica dopo anni di attesa e un anno intero di risparmi, la macchina fotografica su cui erano le foto che faccio per strada quando vedo qualcosa di bello ed interessante, tutti i documenti compresi patente, carta di identità, bancomat (prontamente bloccato).
a loro frutteranno anche poco, la macchina è vecchia, il cellulare registrato e con il case incrinato in due punti, il bancomat è stato subito disabilitato.
ma a me? io ho penato tantissimo per comprarmi quel cellulare, che ho sognato per un anno intero mentre mettevo via euro su euro e ne ero orgogliosa come non so nemmeno spiegare.
la macchina era grazie al cielo mezza vuota ma c'erano scatti irripetibili sui miei piccoli pelosi di casa o incontrati per strada, con tutto il loro fascino.
i documenti...
insomma mi sento come se mi avessero violentato, strappato di dosso i vestiti ed oltraggiato. tutti mi dicono, ringrazia che almeno non ti hanno messo le mani addosso, però io non riesco a sentirmi meglio, non riesco proprio.
e non so se riuscirò di nuovo ad essere così pronta da aiutare qualcuno che mi pare bisognoso o perso. non so se domani potrei fermarmi di nuovo ad aiutare qualcuno senza pensare che magari mi vogliono fregare, magari mentre parlo con uno, un'altro mi infila le mani in tasca e mi rapina.
forse da domani sarò una di quelle persone che non si voltano nemmeno di fronte a qualcuno che chiede aiuto o che si accascia per terra, sospettosa verso qualunque cosa, perché tutto potrebbe essere solo una scena per fregarmi.
anche se ho poco.
mi duole ma forse sarà così.

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero