venerdì 2 maggio 2008

Parlandosi addosso

è un po di tempo che non scrivo nulla, ma in effetti, nonostante senta un gran desiderio di fare qualcosa è un periodo che di concreto non faccio nulla, come se il mio desiderio di "creare" fosse in qualche misura frustrato, qualcosa mi blocca e non so cosa sia.
anche per scrivere si deve avere una idea da portare sulla pagina bianca ed invece tabula rasa, nulla in assoluto.
non che non ci siano cose che mi hanno colpito o che mi verrebbe da commentare, ma quando vado a scrivere ecco che appaiono ben meno interessanti da commentare di quello che potevo pensare a tutta prima.
potrei parlare dell'assoluta idiozia del fare una ruota durante il provino per diventare VJ, e soprattutto del crearsi un problema per il fatto che ti siano appena arrivate le mestruazioni, come se il fatto di fare la ruota potesse significare che puoi produrre strani schizzi per tutto lo studio, ma grazie al super assorbimento del tuo assorbente di fiducia hai evitato quella insidiosa questione e sei stata assunta.
o dell'assoluta delizia che provo ancora, a distanza di tanti anni, nel rivedere un classico come Indiana Jones alla ricerca dell'arca perduta, un film assolutamente favoloso che mi ha fatto innamorare ancora di più di Harrison Ford, che già allora adoravo per Han Solo ( ed io ADORO Star wars).
potrei parlare dell'ultimo libro che sto leggendo o che ho letto ma ho aperto un blog apposta per questo e nessuno lo va a visitare, che farne di un doppione? ( se qualcuno fosse interessato l'indirizzo è http://libriperunanno.blogspot.com, giuro che mi ci sono impegnata).
potrei parlare della immane sorpresa che mi colse la prima volta che scoprii che un uomo poteva pulirsi dopo aver fatto la pipì, dopo un'infanzia passata con un padre che nemmeno guarda quando va al bagno, mollemente affacciato alla finestra e disinteressato sulla direzione del suo prodotto.
potrei anche parlare di altro, come dell'idea che mi è venuta su un'avventura per licantropi, mentre guardavo il bambino più peloso del mondo alla televisione (si lo so sono cinica ma che ci posso fare? sono anche onesta), del disgusto nel continuare a rivedere in televisione cavolate made in Italy con una larga produzione di tette e culi, e con ben poco contenuto, ma onestamente alla fine anche questo mi pare noioso.
forse potrei chiudere il portatile e continuare a cercare di amputarmi le dita, mentre modifico miniature della GW per farle diventare adatte a Blood Bowl, ma non so nemmeno se ho voglia di fare questo, e poi i tragli che mi sono fatta ieri mi bruciano ancora, magari potrei aspettare che smettano di perdere siero.
o potrei mettermi a ricamare, ma in effetti a volte il fascino del PC aperto è irresistibile, e la voglia di scrivere qualcosa è prepotente.
e poi la vuota produzione della TV che propina sempre le stesse cose, con la stessa insipida vuotezza, con lo stesso insipido sapore, non mi invitano a smettere per guardarla, anzi.
però non la spengo, anzi,mantengo il sottofondo di uno di quei filmacci di serie D americani, in cui compare un Richard Dean Anderson prima maniera e con la barba, che male non ci sta mai e che mi piace tanto tanto, anche se la recitazione ( sei cattiva tanto cattiva, così bella che sembri un angelo, ma tanto tanto cattiva...) lascia al quanto a desiderare.
e nel frattempo potrei magari parlare un poco di me, di nuovo, magari senza ripetermi, magari andando a rispolverare uno di quei ricordi che ogni tanto mi tornano in superficie.
a volte mi torna alla mente un bambino, non mi ricordo ne come si chiamava, ne dove abitasse. l'ho conosciuto pochi giorni prima che ci si trasferisse da Marina di Grosseto all'Alberese, quindi non avremmo avuto molte probabilità di approfondire la nostra amicizia, ma ci eravamo piaciuti subito, e mi ricordo l'ultima volta che lo vidi. perché fu una specie di addio, senza lacrime ma estremamente romantico visto con gli occhi di oggi. ci salutammo passeggiando, mano nella mano su una spiaggia arrossata dal tramonto di fine estate, una passeggiata lenta e tranquilla, di cui non ricordo una parola ma che rimane come una istantanea dietro gli occhi se ci penso, una bella istantanea che mi comunica tranquillità e malinconia, la leggera malinconia di un qualcosa che ci sarebbe potuto essere ma che non è potuto mai essere. magari quello, se non lo avessi dovuto salutare sarebbe potuto diventare l'uomo della mia vita ed avrebbe cambiato tutto quello che poi è stato, ma non ho rimpianti, non ora che la mia vita ha comunque incontrato il suo uomo.
però è bello ogni tanto chiudere gli occhi e rivedere quella istantanea e risentire le sensazioni di quell'attimo lontano, come il tepore della sabbia sotto i piedi nudi, il sapore di salsedine dell'aria che ci spirava attorno, la morbidezza del cotone di cui ero vestita, la qualità particolare del colore della luce, che si rispecchiava su di un mare splendido e tranquillo.
è una immagine che quando riesco ad evocare mi riempie di tranquillità e pace, anche se non è sempre li ad un mio comando.
be anche oggi ho riempito la mia pagina bianca di strane vanvere e di poco significato, ma tant'è, a volte quello che ci viene è poco a volte molto.
oggi era questo e buon pro a chi lo legge.

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