mercoledì 14 maggio 2008

la vita, la vita

ho deciso di fare qualcosa della mia vita, o meglio per la mia vita.
e non sapendo cosa fare, mi sono iscritta alla scuola per prendere la patente europea per il computer.
va be, alla fine magari non mi servirà a niente, lo so, anche perché qui da noi non escono concorsi ne bandi interni od esterni dal tempo dei filistei, e si passa di qualifica solo con dei grossi grossi calci nel culo, ma tant'è.
e mi sono messa a studiare, anche se devo dire che dopo tanto tempo è dura rimettersi sui libri, ma lo sto facendo e mi sto impegnando.
per il momento sono al primo modulo, quello che parla del PC in generale ed il problema non è che non so le cose, le so benissimo, ma è che magari non mi ricordo i termini corretti, mi confondo sulle specifiche.
ora dovrei essere sui fogli, ma ci andrò tra qualche minuto, è che dovevo fare questa cosa, aggiornare il mio diario lasciare traccia di me ai posteri.
oramai mi accorgo che la mia vita è scandita da una serie di meccaniche abbastanza automatiche. mi alzo, se è mattina corro, se è mezza mattina sono più calma, vestizione, colazione ( o pranzo anticipato che sia) poi al lavoro. se sono in sala penso a quello e via, altrimenti prima scansione delle mie varie caselle di posta, poi controllo dei blog che monitorizzo, e che mi interessano, divertono, istruiscono, ecc, poi controllo dei siti a cui sono iscritta, deviantart e anobii in testa, ed infine dei forum, con risposte.
poi se rimane tempo e voglia di dire qualcosa tocca al blog che si prende il carico di cose che ho da dire, sputare, svuotare o tirarmi fuori a forza, a seconda del momento e dello stato d'animo.
e pensare che una volta ero terrorizzata dall'assumere comportamenti ripetitivi ed alienanti. oggi mi scopro a trovarli quasi protettivi, quasi accoglienti, sicurezze che ti permettono di acquistare un ritmo, un che di continuo nella vita.
sarà che la vita lavorativa già mi causa degli squilibri incredibili, ma questa routine, anche nell'ambito lavorativo mi riporta ad un che di vissuto e quindi di sicuro.
oppure sarà solo che sto invecchiando e che la routine entra di diritto nelle cose che invecchiano la gente assume.

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