lunedì 21 aprile 2008

ULISSE GIRATO AL POLICLINICO

Sabato sera hanno trasmesso la prima puntata della nuova serie di Ulisse.
Il programma di Alberto Angela mi piace parecchio di solito, ma quello dell'altro ieri aveva una valenza un poco speciale per me. Per girare parte delle scene che si vedevano sono venuti da noi, nelle nostre sale operatorie, un sabato di questo inverno, e hanno fatto un poco di riprese, sia del luogo, che della attrezzatura, e noi siamo stati li a guardare mentre facevano tutto ciò.
E' stato divertente vedere il lavoro che svolgevano, e anche fare una parte delle riprese che poi hanno integrato, riprese fatte durante gli interventi.
Poi la cosa si è fermata e siamo stati in attesa di avere informazioni ma il tempo è passato. sino ad oggi.
Eccoci a sabato sera. Il programma è stato bello, interessante e soprattutto coinvolgente anche per chi non aveva nulla a che fare con il mio lavoro. Odo, il mio orso, era tutto emozionato, guardandolo, e mi continuava a chiedere se quello era il posto dove lavoravo, se quelli erano i macchinari che usavo, e a quel punto mi sono resa conto di una cosa.
Il mio lavoro visto attraverso gli occhi di un'altro è ancora pieno di significato, assume di nuovo un lavoro che una volta anche io gli davo.
soprattutto la frase finale che mi ha detto con una certa ammirazione mi ha fatto pensare: tu salvi le vite.
Ed è vero: io salvo le vite; non da sola, non in toto, ma è vero, io collaboro con la mia equipe a salvare le vite, vite di gente che entra in sala senza sapere cosa dovrà affrontare, che si affida a noi con fiducia, e che spera di rivedere il giorno dopo. e noi gli salviamo le vite.
E' un pensiero strano, che a volte tendo a dimenticare, che passa in secondo piano, annegato dai problemi stupidi e ignobili che affrontiamo ogni giorno, problemi di denaro, di stress, di orario, di reperibilità, di stanchezza, e altri mille e mille problemi che alla fine ci avvelenano la vita.
Ma in fondo se volessimo sentirci meglio, dovremmo pensare questa semplice verità che il mio adorato orso ha detto in due parole: io salvo le vite.
Ti ringrazio orsacchiotto mio, perché mi hai dato per un poco una nuova voglia.

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