mercoledì 2 aprile 2008

E' passato molto tempo, ed oggi ho voglia di parlare delle pesti infernali che mi popolano casa. quelle tre canaglie, pronte a dividere con me il letto, che io ci sia o che non ci sia, che pretendono cibo, la mattina, appena alzata, quando ancora non mi ricordo nemmeno a che ceppo animale appartengo, che appena mi siedo mi si precipitano attorno a riempirmi di capocciate protestando a gran voce se non li coccolo perché questo è il mio solo ed unico compito in casa e possibile che non mi decida a compierlo?
I tre essere sono entrati nella mia vita, piano, lentamente, in maniera sorniona ed a volte menzogniera.
La prima che sia entrata in casa è stata Morgana, anche se quando lei è arrivata la casa era già di proprietà di Drago, uno splendido gattone rosso di cui ero follemente innamorata e che mi ha lasciato solo dopo tre anni di convivenza: ma quella è un'altra storia.
Morgana è frutto del mio desiderio di cuccolosità che ogni tanto coglie quando sono con le difese immunitarie abbassate.
Volevo un cucciolino che girasse per casa e che riempisse le stanze (due) della gioiosa presenza cucciolosa. Per questo prendemmo contatti con una signora la cui gatta aveva da poco figliato e che aveva tra i cuccioli giusta giusta una femminuccia che non aveva ancora casa.
Arrivammo alla fine dell'estate a portare la piccola a casa, oramai già una piccola di due mesi, che ci guardava senza troppo interesse dal cestino in cui risiedeva, unica, con la sua coda torta di natura, con due nodi che la fanno diventare una elica ogni volta che scodinzola, due fanali tondi e gialli piantati nel tuo viso come a giudicarti e uno sguardo eternamente imbronciato.
Giunse a casa, quando ancora stavo a Pisa, dopo un viaggio in cestino, sulla mano di Odo, accoccolata ed addormentata, come se quella fosse la sua casa e non ci fossero nemmeno dubbi su questo.
Sembrava una gatta così bella, che quando giunse a casa non ci credevamo quasi che avesse un carattere così isterico: di cuccioloso aveva ben poco, si aggirava con un portamento regale e con sguardo valutativo, guardando in tralice Drago che la osservava e guardava noi, come a chiederci se quella cosa sarebbe rimasta per molto o no. Di corse per casa, giochi o divertimenti, lei ce ne ha concessi pochi: seria e posata, è più una vecchina burbera che una gattina giocosa, e lo è sempre stata d quando ha messo zampa in casa. E a distanza di sei anni non è che peggiorata: è una gatta assolutamente grintosa, ma anche insopportabile, sempre arrabbiata, sempre pronta a picchiare i due fratelli quando le capitano a portata di zampa, ringhiante ad ogni piè sospinto.
A volte ringhia persino a me, quando si accomoda sul mio fianco e io compio l'impensabile gesto di muovermi per cambiare posizione, ma in quel caso di solito diviene una gatta volante, con tutti i miei più cari auguri.
Una delle sue peculiarità, specie quando era più giovane, era di mettersi sul davanzale della finestra, di notte, e con la luce del lampione della strada, si dipingeva nel buio la siluette del vendicatore mascherato su cui, improvvisi, si aprivano due fanali gialli e luminosi che potevano anche spaventare, se non eri preparato!!!

Dopo di lei giunse Merlino, per puro caso.
ero andata a prendere in un gattile, la micia ferita di mia sorella che sarebbe dovuta venire a vivere con noi, ma che povera piccola morì solo pochi giorni dopo: ma questa è un'altra storia.
Fuori dal cancello di fronte al gattile, era appoggiato un trasportino, che la padrona del gattile stava per immettere in quella specie di lager felino, quando io mi avvicinai e guardai all'interno: sul fondo, un mucchietto di peli neri mostrava due enormi occhi di un blu luminoso che faceva impressione, e che lanciava dei sibili da serpente. fu amore a prima vista.
Portammo quel fagottino soffiante a casa, preoccupati perché sembrava avere le zampine posteriori immobilizzate. lo portammo immediatamente a visitare, ma la mia veterinaria fu subito tranquillizzante, si fa per dire: aveva si la coda rotta, ma un piccolo intervento avrebbe privato sia dell'impaccio che della coda il piccolo, restituendogli la sua mobilità.
Aveva quindici giorni, ed era così piccolo, così minuto che per fargli l'anestesia il quantitativo di sonnifero che venne impiegato dovette essere diluito per essere visibile. Fu una cosa estremamente dolorosa e sanguinolenta perché nonostante l'anestesia e la cura che ci mise Patrizia, il piccolo soffriva per quella coda legata oramai da un enorme ematoma e da un legamento al resto del corpo.
Ma finito l'intervento, al suo risveglio, il piccolo divenne un tornado su quattro zampe, una vivace trottola dallo stomaco infinito che mangiava ad ogni piè sospinto e che si addormentava nelle pose più assurde.
Quando giunse mi stava tutto in un palmo di mano e avanzava anche posto: oggi è un meraviglioso gattone di sei chili e mezzo che se potesse passerebbe le sue giornate a farsi coccolare ed a pocciare le mie magliette, quando sono su di me si intende. Ha anche imparato ad essere chiacchierone dalla sorella piccola, che ha sempre chiacchierato, mentre Merlino e Morgana prima del suo arrivo non parlavano mai.
Sua è la posizione di fronte al mio stomaco e di fianco a me comunque, quando si dorme, e sono liti quando la vecchia pretende che le venga concesso il posto come si confà ad una signora!!!!!!!

L'ultima della famiglia è Sardil, una trovatella che capitò in un nuovo periodo di cuccolosità acuta. aveva già due mesi e sembrava tanto tranquilla che non ci pensammo troppo su a completare in trittico di angeli neri: che cantonata!!! Almeno all'inizio.
Passò i primi quattro giorni nascosta sotto il divano, irraggiungibile da chiunque se non da Merlino che l'andava ad annusare e che è diventato il suo grande amore.
Poi piano piano ha cominciato a mettere la testa fuori ed a frequentare questo grande mondo che è la "casa dei gatti", queste due stanze strette e strapiene di oggetti e di gatti.
I primi approcci con noi sono stati violenti, non si poteva prendere in braccio,toccare, coccolare o comunque prendere di sorpresa, perché le affilate lame da ninja partivano verso qualsiasi parte del corpo avesse a portata di zampa. poi piano piano è arrivata a farsi almeno avvicinare. La prima volta che mi salì in braccio quasi piangevo: quella piccola isterica cominciava a cedere. Ne sono passate altre da allora: impazziva ogni volta che un gatto sconosciuto passava sotto le nostre finestre, tanto che io ci ho rimesso la perfezione dl mio naso, che ora porta uno sfregio con onore, e ho dovuto per un lungo periodo isolare casa dall'esterno con strani accorgimenti.
Poi picchiava tutti, impazzita, ogni volta che gli altri due litigavano, e calcolando che quei due sono una lite continua potete capire il livello di stress che potevano indurre. Senza parlare dei calori in cui cadeva, lei colloquiale come nessun altro dei mici di casa, in un deliquio di miagolii infiniti e soprattutto notturni.
Ora si è calmata, è diventata così coccola che l'altro giorno mentre le grattavo il collo me la sono trovata con l'occhietto a mezzasta e la lingua tra i denti; non mi posso mettere a letto senza ritrovarmela tra le gambe acciambellata e già addormentata prima che io mi sia finita di sistemare: un piccolo mattone che non si sposta nemmeno con la dinamite.
E riesce anche ad affacciarsi al balcone senza dare di matto: almeno così pare, e stiamo tutti pregando perché duri.
Questi sono i tre despota della casa, coloro che detengono il potere assoluto e per cui si rientra a casa ogni sera sia io che Odo.
Hanno i loro problemi: Merlino si ingozza e poi mi vomita regolarmente i biscottini per casa, per poi guardarmi con occhietto piangente, come a dire, perché mi succede? Mangiasse con meno foga!! La piccola è ancora un poco selvatica, anche se migliora ogni giorno di più, mentre la vecchia diventa ogni giorno più bisbetica e isolazionista, vive sulla SUA copertina, nel bagno, sul SUO balconcino della finestra, tranne quando si deve andare a letto che allora sale sul SUO mio fianco.
E cosi viviamo, con Odo che in questo entra per coccolarseli tutti, ma non deve subire nessuna colonizzazione notturna.
Aaaa le gioie della felinità!!!!!!

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