giovedì 20 marzo 2008

un attimo da ricordare

il 20 marzo del 1916 ALbert Heinstein pubblicò la prima versione della sua teoria della Relativita.
il 20 marzo del 1969 Jon Lennon sposò Yoko Ono facendo, a detta dei fans il suo peggior errore.

oggi, 20 marzo piove, una pioggia sottile che appare e scompare ad intermittenza, cadendo da bianche nuvole che lasciano scoperti larghi tratti di cielo azzurro. ed io, nonostante la pioggia mi faccia tornare tutti i dolori che ieri, per un momento, avevo potuto mettere in secondo piano, mi sento quasi felice, in pace con me stessa.
ed ho un pensiero fisso , da ieri. perché ieri ho avuto una esperienza rarissima, preziosa oltre ogni cosa, una esperienza che ho provato ben poche volte nella mia vita: ieri per un attimo, sono astata assolutamente felice, di una felicità che ha rasentato la beatitudine.
quante volte nella vita si riesce a sperimentare quel quid particolare, quell'attimo intenso eppure labile che ti sfreccia nell'anima per scomparire subito lasciandoti un dolce sapore nella bocca e nel cuore? ebbene ieri ho potuto provarlo ed è stato bellissimo.
sono uscita di casa in un momento qualsiasi della mia vita, con la luce che mancava e che mi faceva essere abbastanza scocciata, pronta ad andare al lavoro in anticipo, tanto a casa non potevo fare nulla. invece fuori mi ha accolto un sole dolce e caldo, con una brezza leggera e frizzante. la musica nelle orecchie era bella e mi cullava in quella mattinata di sole: su due piedi ho deciso di comprarmi un pezzetto di pizza ed una coca cola, e di mettermi nel parco che si trova nel parcheggio di scambio di fronte a casa.
non è il massimo, completamente circondato di macchine ferme ed in movimento, con le panchine rotte, con lo sporco che impera, ma c'era l'erba di un verde fresco e brillante, e mi sono seduta sulla panchina, e la musica nelle orecchie mi isolava dal traffico, dalla gente che parlava, gridava, si affannava. stringendo gli occhi, nel sole che mi avvolgeva, riuscivo a vedere solo il verde di quell'erba primaverile, rigogliosa, ancora non tosata, che si piegava morbida al gentile passaggio del vento. e li, con il sapore dolce della coca cola che mi scendeva nella gola, con gli occhi socchiusi a guardare un poco l'erba un poco il sole, in quel cielo azzurro, con la musica che mi cullava, per qualche minuto, mi sono goduta una dolce gioia che mi ha invaso come una pioggia gentile e mi ha addolcito l'anima per tutta la giornata. è stato come un balsamo che mi si è sparso dentro e mi ha donato per pochissimi minuti una sensazione di beatitudine.
è stato bello, ed ho goduto di quella situazione in ogni attimo che è durata.

poi la bottiglia è finita, con la pizza, la borsa mi è scivolata dalle ginocchia e per riprenderla ho riaperto gli occhi permettendo al mondo di rientrare prepotentemente nella mia prospettiva, ma quella sensazione di aver ricevuto un dono è rimasta, e il dolce che forse non era solo della bevanda mi ha addolcito la bocca per tutto il giorno, e il sorriso non se n'è andato fino a sera, quando mi sono addormentata con ancora il pensiero di quell'attimo che ho incontrato, sulla mia strada, e che rimane in me come una piccola gemma da ricordare.

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