giovedì 27 dicembre 2007

arriva il capodanno

Anche questo natale è passato. portandosi via la stanchezza dei viaggi che devo fare ogni natale, la gioia di fare e ricevere una marea di regali, la felicità di rivedere le facce di coloro che ricevono i doni, che consumano il cenone tutti assieme, del rivivere i natali passati e del giocare e ridere assieme in attesa della mezzanotte.
è passato il cenone del venti quattro, il pranzo del venti cinque, il compleanno del venti sei, è passato il tempo del natale e si avvicina quello del capodanno, quindi tutti si spogliano delle vesti rosse e oro che allietano il natale, delle palle colorate, dei festoni d'oro e verdi, per avvicinarsi alle vesti eleganti e da sera, per la notte in cui tutto deve finire perché tutto continui.
quella del capodanno è un'altra notte molto particolare per me, in cui voglio, anzi pretendo se posso, di fare cose che siano assolutamente al di fuori della norma. questo perché è una notte significativa, è la notte in cui muore un anno, che sia stato buono o cattivo, che sia stato duro o facile da percorrere, in quella notte muore un anno di vita vissuta, di affanni e piaceri, di cose fatte o ancora da fare.
e sempre in quella notte rinasce un nuovo anno che è tutto una promessa, una speranza, un fragile sogno che si concretizzerà solo nel corso dei mesi.
per questo per me è così importante la notte di capodanno, perché segna un momento di cambio, di rinascita, di fine ed inizio.
spero veramente che questo anno muoia tra i migliori auspici per il nuovo anno, che un anno di tribolazioni, di sofferenze, di stanchezza, lasci il posto ad un nuovo anno di miglioramento, di energia.
non so se sarà così ma me lo auguro, e lo auguro a tutti voi che leggete il mio blog e che vi accanite a seguirmi nonostante gli sproloqui, la pesantezza e la stupidaggine di alcune pagine scritte in questo tempo.
un vero, puro augurio di cuore a che la notte della fine e del principio vi porti sono cambiamenti positivi.

sabato 15 dicembre 2007

Arriva il Natale

Siamo a Natale. per me è il periodo dell'anno più bello in assoluto. non so perché, ma quando ci avviciniamo a questo periodo il mio viso si deforma mostrando in continuazione uno sciocco sorriso imbambolato, mentre canticchio a mezza voce carole natalizie a tutto spiano.
passo per le vetrine, guardando rapita le cose che vi sono esposte e sognando di poterle ricevere ma soprattutto di poterle regalare, e non cose normali. NO! troppo semplice.
cose come questa
http://www.youtube.com/watch?v=fQBNB_yDGWE
che giuro, se ricevessi a Natale probabilmente mi manderebbe ai pazzi per la gioia. regredisco ad uno stadio infantile di perfetta gioia e letizia, in attesa della notte in cui tutti si apriranno i pacchi e tutti riceveranno doni e spereranno di aver regalato la cosa giusta a tutti.
passo le mie giornate cercando su you tube o similari canzoni di natale e carole varie, mentre mi scarico tutto ciò che di natalizio suona. viaggio con due CD pieni in macchina in modo da poter sentire le musiche di natale in continuazione. sono fissata? si assolutamente, ma io lo sento proprio, lo spirito di natale. mi sento commossa vedendo le strade piene di luci, felice pensando a quello che regalerò a questa o quella persona.
sento che per i miei farò quanto è per me possibile in modo che possano godersi questa festa al meglio, ed ogni anno spero che il mio impegno possa far vivere al mio compagno ogni giorno come fosse natale, amandoci, e sostenendoci a vicenda, con la gioia del donarci l'un l'altro, sia materialmente che spiritualmente.
mi fa ridere chi dice il natale non è più quello di una volta perché è diventato una festa consumistica. il natale non è diventato una festa consumistica, siamo noi che oramai siamo diventati consumistici ed anche per festeggiare il natale usiamo gli unici mezzi che conosciamo, ma non è il natale in se stesso quanto chi lo vive e chi lo subisce, come fanno molti.
io so che a natale adoro riempire l'albero di natale di doni che siano comprati, quando posso, o fatti con le mie mani, quasi sempre. che siano per grandi o per piccini, che siano grandi o piccoli.
il natale non è fuori di noi, il natale è dentro di noi, e non parlo del natale religioso, per chi mi conosce anche il solo pensarlo sarebbe fonte di ilarità. io sono Atea fino al midollo, anche blasfema la maggior parte delle volte.
no, parlo di un'altro natale, quello dentro di noi che ci fa decidere che almeno una giornata all'anno la volgiamo dedicare a stare bene, solo bene, assolutamente bene, con chi amiamo a prescindere da quello che desideriamo per noi stessi, pronti a far felici gli altri sono per essere felici della loro felicità, desiderosi di gioire tutti assieme come i bambini per una notte l'anno ricevendo anche cose che non avremmo mai voluto e che non ci saremmo mai comprati, o cose che avremmo voluto ma che non ci saremmo mai comprati, o cose che desideriamo tanto ma che non ci siamo comprati apposta perché si avvicina il natale.
e in fondo è bello commuoversi per una bella canzone di natale, cantata da frank, mentre il camino scoppietta e la tavola viene imbandita, o mentre il calorifero riscalda e la tavola viene più o meno apparecchiata, perché non è importante quello che si ha ma come lo si vive, almeno un giorno all'anno se possibile.

abbiate un buon natale e godetevelo se potete, io ci proverò con tutte le mie forze e tutto il mio amore, come tutti gli anni.
intanto ecco un regalo per tutti voi

http://www.youtube.com/watch?v=IaxDGfA7evA&feature=related

lunedì 3 dicembre 2007

Sto attraversando uno dei miei periodi di stasi comunicativa, e per questo è un poco che non scrivo nulla sul blog, ma in effetti solitamente credo che sia meglio non scrivere nulla che scrivere anche quando non si ha nulla da dire, proprio per non sparare aria fritta come fanno oramai troppi.
ed invece eccomi qua, passando sulla lista del segnalibri che mi viene fuori l'indirizzo, e mi accorgo di non scrivere nulla da tanto e mi dico, ma scriviamo qualcosa.
sono alla fine caduta anche io nell'ingranaggio che ci vuole tutti sempre pronti a parlare di noi, ad aprirci, a comunicare.
e invece no: sono arrabbiata con il mondo in questo momento, sono rosa da una ira interiore che non ha una origine e non ha uno sfogo e non ho voglia di parlare, di dirvi come ho passato le mie giornate, o come sono stata negli ultimi giorni.
non ho voglia di comunicare con chicchessia, eppure mi ci trovo costretta ogni benedetto giorno, perché questa è la nostra vita, il doverci incontrare ogni giorno, con gente di cui non ci potrebbe importare di meno, ed essere costretti a fare bel viso anche a cattivo gioco, perché questa è la regola del vivere civile, così si deve fare e così si fa tutti.
Rimpiango per questo la vita in campagna dove una volta rientrati potevi anche gridare fino a farti sanguinare le corde vocali e nessuno ti avrebbe sentito, magari pericoloso, ma estremamente liberatorio.
forse è il tempo, ed io, meteopatica fino alla punta delle dita, mi incupisco con lui, ma ha voglia di scagliare anche io i miei fulmini, di urlare la mia rabbia contro qualcuno, di spaccare mobili e soprammobili, di abbattere pareti a forza di martellate.
vorrei tornare a fare un lavoro molto fisico, come quando ero più giovane e costruivo gli stand alla fiera di Roma: come ero stanca alla fine della giornata, ma come ero felice di quella stanchezza, fisica, vera, muscolare.
oggi, con il fisico che mi tradisce, con la mente sempre appesantita da pensieri e problemi, oggi vorrei tornare ad allora, e tornare felice, della mia stanchezza fisica.

17 Novembre giornata internazionale del Gatto Nero