martedì 25 settembre 2007

giorno dopo giorno

I giorni passano, abbastanza uguali tra di loro da non dare adito ad una netta consapevolezza del loro trascorrere, e se questo da una parte è preoccupante, perché è come se la vita a volte mi scappasse di tra le dita come granelli di sabbia, dall'altra non me ne dolgo troppo, perché giunge alla svelta il fine settimana, in cui mi rifugio nel nido di casa e chiudo fuori le rotture le brutture e le arrabbiature.
si perché tutto al lavoro è ritornato esattamente come al punto in cui l'ho lasciato, nulla di nuovo, anzi, qualcosa di ancora più vecchio che non se ne vuole andare.
Ma non importa, non troppo per lo meno. io mi limito a chinare le spalle, chiudere il cappotto sulle piogge di rotture e scocciature ed andare avanti, dalle sette alle tredici, poi alzo la testa, guardo il campo di battaglia, spolvero le spalle dai residui e cammino fuori.
ancora posso farlo, dopo una settimana le mie energie sono sempre fresche, mi permettono sempre di difendermi da tutto e da tutti. spero solo che reggano, che questa volta il meccanismo sia partito bene e non si inceppi, e mi permetta di procedere spedita, fino alle prossime ferie, senza cadere, senza soffrire.
sono stanca del fatto che le scudisciate mi lascino cicatrici, sono stufa di perdere il mio sangue su questioni di impossibile soluzione. non mi voglio più esaurire su questo elefante a cui nemmeno una cura massiccia di antibiotici salverebbe la vita, visto che è già morto e non lo sa: noi tutti lavoriamo in un ente\zombie, un corpo putrescente che per andare avanti mangia se stesso, e si indispettisce quando gli altri vedono il suo virulento decadimento e ne parlano pubblicamente, come se si potesse tenere nascosto questo marciume.
eppure in fondo è proprio cosi', qualche giorno di pubblica denuncia, qualche momento di pacato imbarazzo, in cui si spazzano corridoi e si sposta lo sporco da una parte all'altre e poi tutto continua come prima: cambiare qualcosa perché tutto sia sempre uguale.
no, basta.
la mia vita è fuori, lontano da qui, in un'altra dimensione, in un altro pianeta rispetto a questo, ed io devo solo tapparmi il naso per sei ore al giorno, tutto qui.
posso farlo e per il momento riesco a farlo, quindi andiamo avanti così, due ore sono già passate, e poi la vita si svolgerà come una strada di mattoni gialli fuori dalla porta.
e ciao ciao a tutto e tutti.

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