venerdì 3 agosto 2007

Brucia ragazza, brucia...

Non è passata.
è li, ribollente sotto la superficie, pronta a scattare come un cobra al primo segnale, a volte così forte da serrarmi la gola.
Però oggi non è sola. c'è un dolore sordo che le pulsa accanto, e che ne segna i confini, c'è una stanchezza assoluta, che mi spezza le gambe e mi fa camminare per la sala in mezzo ai colleghi come fossi uno zombi.
è una di quelle giornate che se non fossi la responsabile dell'intervento passerei a controllare il magazzino con lo stereo nelle orecchie per chiudere fuori il mondo perché è una di quelle giornate in cui vorrei che il mondo fosse solo fuori.
eppure è una di quelle giornate che riacquista un significato per qualcosa che non ti aspettavi, come le risposte che ho trovato al post di ieri.
non me le aspettavo, se devo essere sincera, non perché non sappia che c'è gente che mi è accanto anche solo con le parole ed il pensiero, ma perché era così assoluto quello che provavo ieri che mi sembrava impossibile meritasse una risposta.
so che a volte quello che sentiamo è irrazionale ma lo si sente e non ci si può fare nulla, come per quella sensazione.
eppure oggi, leggendo quei commenti, ho pianto.
ho pianto perché ho sentito che la mia rabbia non era sola, e non era nemmeno solo comune con quella di Odo, il mio mau, che oramai da mesi, da anni vive con questa rabbia.
però io ho una cosa che la rende diversa dalla sua, e forse più simile a quella di persone come Elwe e Ondas: io non voglio vivere in compagnia di questa rabbia. io l'ho scoperta e la sento e brucia e mi distrugge, ma non ne voglio fare la compagna di vita, non voglio che sia per sempre il mio lite motiv.
voglio che scorra e si esaurisca, che magari non si spenga del tutto ma che si quieti, diventi una delle note che accompagnano la mia vita, assieme alla gioia, al colore, al divertimento.
voglio tornane a vedere i colori, non essere sommersa dal rosso dell'ira e vedere solo attraverso la sua lente.
quando ne abbiamo parlato, ieri sera, e gli ho detto di questa rabbia che mi travolge, lui mi ha parlato della sua, che io già conoscevo, ma mi ha anche detto una cosa che mi ha fatto soffrire: ti ci abituerai, io è da tanto che ci convivo.
non voglio che succeda e non vorrei che lui cedesse così facilmente a questa presenza che annienta tutto il resto.
voglio che alla fine la mia e la sua rabbia trovino una fine o comunque una riduzione, mentre lui invece non combatte per esaurirla, e la cosa mi fa crescere la mia di rabbia, e vorrei gridargli di ribellarsi, di uscire dalle spire di quel violento serpente, di trovare, come sto cercando di fare io, una via di uscita.
una cosa che mi riempie di rabbia è che lui spinga tanto per far star meglio me ma non faccia niente per se stesso.
so che leggerà queste parole e so che saprà che sono frutto non solo della rabbia ma anche dell'amore che provo per lui, un amore che al momento riempie tutto lo spazio lasciato libero dalla lava del mio vulcano.
e so che una volta di più il mio appello cadrà nel vuoto, perché lui non vuole fare qualcosa, riparandosi dietro uno scetticismo che ne giustifica l'inazione, e non può fare qualcosa perché ci possiamo permettere il balsamo per una sola anima alla volta.
eppure lui, come me ha un gran bisogno che non vuole ammettere ed a cui non pone rimedio.
io comunque non mi arrendo.
intanto comunque ho scoperto che se permetto alla mia rabbia di uscire, di manifestarsi, non brucio nessuno, non ne muore nessuno. la mia paura di ferire che è vittima della mia ira è a volte immotivata e ora piano sto cercando di fare in maniera che non tutto venga seppellito nel fondo della mia grossa caverna dei misteri, ma esca e se deve saltare addosso a qualcuno lo faccia, senza troppa paura che possa essere fatale.
e non mi arrendo.
non lo faccio da così tanto che non saprei nemmeno farlo. non so tirarmi indietro, non so smettere di combattere, non so posare le armi, devo avanzare e continuare a combattere e lo devo fare per me, ora, non solo perché è così e basta, ma perché lo voglio e lo devo fare per me.
e se il fuoco deve bruciare la strada di fronte a me che la bruci, se così deve essere.

1 commento:

ondas ha detto...

Questo è un grido di guerra, un inno alla vita ed un ode all' amore! SOno felice nel profondo di leggere queste parole. Sono felice. Lo vedi? La senti la tua anima che vibra e che muove i tuoi passi? Lo senti l' amore che ti riempie? Senti la voglia di riscatto, il non poter accettare di soccombere, la voglia di una vita diversa, più serena, più multicolor, più tua?
Ecco. Questo post mette al muro la frase del precedente dove ti chiedevi se eri spenta. NOn lo sei. Te lo sei dimostrato.
E non sei nemmeno debole.
Perchè per affrontare questa tua lotta ci vuole forza.
Sono certa che anche Odo, a tempo debito, seguirà il tuo esempio.
E sono certa che l' amore cura molte ferite.
Ogni volta che ti leggo sento un traboccar d' amore che mi commuove.
Sono felice d' averti un pò consolato ed ascoltato ieri.
Sono lontana...ma a modo mio ci sono.
Un abbraccio sincero dal cuore a te e a Odo.

Ondas

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